22 marzo 2010

Radio e oltre. Allo IULM si parla del futuro del medium


Tiziano Bonini, ricercatore di sociologia dei media presso l'Istituto di Arte, cultura e letteratura comparata dell'università IULM di Milano, ha organizzato per il prossimo lunedì, 29 marzo un bel convegno internazionale che ha per tema l'evoluzione della radiofonia in quelli che Tiziano chiama provocatoriamente gli "ultimi (?)" giorni della radio. Come sostiene anche Gianluca Nicoletti la radio viene regolarmente data per morta, ma il nostro beneamato medium. oltre a continuare imperterrito a farsi ascoltare da milioni di persone, è anche capace di ripresentarsi sotto inattese spoglie. Di questo, immagino, parleranno i partecipanti del convegno di Tiziano tra cui spiccano due personaggi noti ai miei lettori come Albino Pedroia, docente ticinese della Sorbona, e Mike Mullane, che si occupa di Radio 2.0 all'EBU ed è a sua volta organizzatore dell'appena concluso convegno Multimedia meets radio.
Per quanto mi riguarda penso proprio di esserci, se anche voi siete interessati non mancate, alle 14.30 di lunedì prossimo all'aula 133 dello IULM. In alternativa a una presenza fisica sarà possibile ascoltare lo streaing dell'evento attraverso Radio Polifemo, la Web radio dello IULM.

Beyond Radio: new media and the last (?) days of radio

29 marzo ore 14.30 aula 133

intervengono:

Pierre C. Bélanger Ottawa University (Canada)
Albino Pedroia, Universitè La Sorbonne (Francia)
Mike Mullane, Head of New Media EBU European Broadcasting
Union (Svizzera)
Nico Perez, fondatore di Mixcloud.com (UK)
Adam Arvidsson, Università Statale di Milano

coordina: Tiziano Bonini, Università IULM Milano


pagina facebook

FCC: "Spectrum Dashboard", tutto lo spettro sul Web

L'approvazione di una legge della portata della riforma sanitaria negli Usa è affare di tutt'altra portata, ma nel suo piccolo il regolatore americano, la FCC (evidentemente il non dover pensare a bloccare i programmi scomodi in televisione lascia un po' di tempo disponibile per lavorare sul serio) ha rilasciato - ancora in versione beta - il suo Spectrum Dashboard, un cruscotto visuale attraverso il quale è possibile informarsi con un livello di dettaglio senza precedenti sull'uso delle spettro RF negli Stati Uniti. Per il momento è disponibile una porzione compresa tra i 225 e i 3.700 MHz allocata a servizi wireless a larga banda e naturalmente anche alla televisione. Contea per contea, frequenza per frequenza, si possono visualizzare le risorse disponibili e i licenziatari dei vari servizi. Uno strumento di straordinaria efficacia ora che la FCC si appresta a riallocare numerosi spazi lasciati liberi da servizi come la tv analogica a beneficio di quelli previsti nell'ambizioso piano nazionale per la larga banda proposto in questi giorni. Ve la immaginate un simile livello di trasparenza e informazione in una nazione come la nostra? No? Siete proprio dei disfattisti.

COMMISSION ANNOUNCES “BETA” LAUNCH OF SPECTRUM DASHBOARD

Washington, D.C. -- Today, the Federal Communications Commission announced the “beta” release of its Spectrum Dashboard. The Spectrum Dashboard allows users to more easily review how spectrum bands are allocated and used and also allows users to identify license holders in specific areas. The initial version released today provides information covering frequencies between 225 MHz and 3.7 GHz – the range of spectrum potentially usable for mobile broadband. In addition, the Spectrum Dashboard contains enhanced search, mapping and data download capabilities for licenses in the following services in that range: 700 MHz Band; Advanced Wireless Service (AWS); Broadband Personal Communications Service (PCS); Broadband Radio Service (BRS); Educational Broadband Service (EBS); Cellular; 2.3 GHz Wireless Communications Service (WCS); Full Power TV Broadcast; and Mobile Satellite Services (MSS).
The Spectrum Dashboard will increase transparency into how radio spectrum is being used in the United States. In conjunction with the release of the National Broadband Plan, the Spectrum Dashboard provides a resource for stakeholders who want to participate in the deployment of wireless broadband throughout the nation.
The Spectrum Dashboard may be accessed via the Internet at http://www.fcc.gov/spectrumdashboard. It allows users to browse, review and analyze spectrum data as it relates to broadband deployment, both at the local and national levels, by including four components that allow the public to:

· Browse spectrum bands: Users can search by spectrum range (e.g., 600 MHz to 900 MHz), by browsing an interactive spectrum chart, or by “tag” (e.g., Cellular, backhaul, Mobile, TV).

· Search for spectrum licenses: Users can search by name, geographic area or service. Because licenses are often held in names that are unfamiliar to the general public, we also include the capability to search by the “common name” (where data is available).

· Produce maps of spectrum licenses: Users can produce maps that depict 1) a geographic service area for individual licenses; 2) the total amount of spectrum licensed within a service on a county-by-county basis; or 3) the total amount of spectrum licensed to a specific licensee (including the common name, where available) on a county-by-county basis.

· Export raw data: Users can access the raw licensing data associated with a specific search in a format that allows for easy import into spreadsheets and other software for more detailed analysis. The data will include the total amount of spectrum held on a county-by-county basis for each license, including a reference to the common name (where available).

More information about the National Broadband Plan can be found at www.broadband.gov

Quaderni di viaggio a Wałbrzych

Qui sotto potete vedere e ascoltare un paio di minuti estratti da "Una serata in famiglia", composizione per clarinetto solo ed elettronica di Stefano Giannotti. Esecuzione di Gaetano Nenna.
Torno ora dal Circolo Arci Bellezza, una delle tappe del Festival 5 Giornate di musica contemporanea, un ambito che frequentavo parecchio in passato. Senza le indicazioni di Stefano Giannotti, uno degli artisti in cartellone, non mi sarei forse reso conto di un evento che invece è giunto addirittura alla sua sesta edizione e mi pare davvero degno di encomio in una Milano che non offre molto spazio a certe occasioni di ascolto e riflessione. Stefano è arrivato a Radiopassioni perché lo avevo indirettamente citato. Cosa che non mi sorprende perché come Alessandro Bosetti, anche Stefano Giannotti lavora molto per la radio. Ovviamente lontano dalla terra dove fioriscono i limoni. Lo troverete piuttosto su stazioni come Deutschlandradio, Westdeutscher Rundfunk o come l'olandese Radio 6 che a Stefano ha appena dedicato un ampio ritratto.



Qui a Milano sono stati presentati due suoi lavori, "Una serata in famiglia", per clarinetto solo, ispirato, ha spiegato il compositore, chitarrista e regista, a quelle tranquille sere trascorse davanti a uno degli inevitabili polizieschi della televisione. L'interprete, Geatano Nenna, mi è parso molto efficace nel suo immedesimarsi in un brano molto ironico, che impone all'esecutore diversi e non banali inserti recitati.
Mi ha emozionato molto, invece, la successiva proiezione del suo Walbrzych Notebook, con quei vecchi polacchi che bevono vodka, aranciata, schnapp, herbata, avevo vicino mio padre, che forse non avrebbe condiviso l'incipit e la chiusa nichilista e anti-religiosa di Mieczyslaw.
Il film alterna le scene invernali, con quel bianco e grigio e annerito dal coke, lungo i binari dei treni locali, e l'estate dall'erba lussureggiante, nei prati, su quelle vecchie tombe cattoliche. Soprattutto le canzoni popolari, una colonna sonora incredibilmente radicata nelle generazioni passate. Stefano mi ha spiegato il perché di una location così peculiare (Walbrzych, pronunciato "vaubdjich", è una città mineraria ai confini con la cechia). E' saltato fuori che la moglie è polacca e nel documentario vengono ripresi anche i parenti. Con Stefano siamo rimasti d'accordo per una intervista più ampia da fare, prossimamenti, su questi schermi.
Koniec.

21 marzo 2010

Andrea Borgnino racconta l'epopea del marconista

Dal 22 al 26 Marzo alle 23.30 sulle frequenze di Radio3 e in podcast Mp3 su

"Il Marconista" Radio Tre - Tre Soldi

Un viaggio radiofonico in cinque puntate che racconta l’epopea dei marconisti di bordo, gli operatori radio a bordo dei transatlantici o delle navi cargo, che garantivano con il loro lavoro le comunicazioni radio con la terra e con le altre unità in navigazione.
I marconisti hanno rappresentato per decine di anni una figura lavorativa unica: attraverso la telegrafia e il codice morse potevano comunicare in tutto il mondo collegando paesi e navi distanti migliaia di chilometri e anticipando con il loro lavoro la grande “ragnatela” comunicativa che oggi chiamiamo Internet.
Il programma racconta la vita quotidiana di un “marconi” italiano a bordo di navi passeggeri o navi militari, dalla navigazione a casi più noti come il sequestro dell’Achille Lauro descritto da chi aveva la responsabilità di comunicare tra la nave e il mondo esterno.
Il marconista è un lavoro che non esiste più, sostituito da computer e satelliti, ma il suo agire è ancora vivo nel mondo dei radioamatori che in tutto il pianeta ancora utilizzano la telegrafia per comunicare e fanno rivivere un epopea iniziata con l’invenzione di Guglielmo Marconi.

Worldspace: Liberty lascia, è davvero la fine?

Questa volta è l'amico Benn che mi segnala, da Washington, l'ennesima puntata della soap opera "Worldspace". Riassumere gli episodi precedenti della vicenda incentrata sull'operatore satellitare - entrato da mesi in procedura fallimentare - sarebbe impossibile, ma negli ultimi mesi dell'anno eravamo arrivati alla possibilità che Liberty Media, altro grosso operatore satellitare televisivo coinvolto anche nell'operazione di salvataggio (e probabilmente, alla lunga, di acquisizione) di Sirius XM (il terzo operatore satellitare della nostra telenovela), si offrisse come acquirente anche di Worldspace, che nel frattempo ha sospeso le sue operazioni in India, unica nazioni in cui aveva raccolto diverse decine di migliaia di abbonamenti. Si diceva che Liberty volesse combinare le strategie americane di Sirius XM con quelle euroasiatiche di Worldspace per offrire radio digitale satellitare anche oltre atlantico.
In questi giorni è arrivato un laconico comunicato stampa di Worldspace, che annuncia l'uscita di scena di Liberty, che avrebbe abbandonato il tavolo delle trattative. Worldspace conclude il suo comunicato affermando di aver preso in considerazione il possibile de-commissionamento dei suoi due satelliti e di avere allo studio le alternative in vista di un possibile venir meno di ogni interesse da parte di Liberty. Decommissionare un satellite geostazionario significa (come spiegato qui) elevarne l'orbita per rimuoverlo dal prezioso anello equivalente alla quota orbitale geosincrona. Una operazione necessaria per togliere di mezzo un satellite inattivo senza rischiare di recare disturbo agli altri. In altre parole il sogno di Worldspace finirebbe qui, dopo dodici anni dal lancio di AfriStar ed esattamente dieci da quello di AsiaStar (messo in orbita il 21 marzo del 2000).
Oggi la società di Noah Samara, che avrebbe dovuto essere riacquistata da un'altra società dello stesso imprenditore (non ha mai raccolto i capitali necessari) è quotata sull'over the counter delle Pink Sheets a New York. Il titolo vale tra i 2 e i 3 centesimi e la capitalizzazione supera di poco il milione di dollari. Non male per una azienda che si è quotata al Nasdaq (bei tempi) nel 2005 raccogliendo 150 milioni e che avrebbe bruciato due miliardi e mezzo di dollari sauditi. Andando a leggere i commenti dei siti finanziari (per esempio Motley Fool) aleggia il sospetto che sia tutta una finta, che Liberty dovrà tornare a sedersi al tavolo con Worldspace e siglare una forma di accordo, per speculare sul titolo e su quel che resta degli asset. Con Worldspace somiglia sempre a uno di quei film dell'orrore, in cui i morti non sono mai veramente morti. Non mi stupirei affatto se si verificasse un altro colpo di scena di questa lunga, estenuante storia di successi mancati. Adesso dove lo trovo un museo delle invenzioni interessato a un ricevitore Worldspace Hitachi?

WorldSpace Strategic Transaction Negotiations with Liberty Terminated

SILVER SPRING, Md.--(BUSINESS WIRE)--WorldSpace, Inc. ("WorldSpace") announced today that strategic transaction negotiations with Liberty Satellite Radio, Inc. (“Liberty”), its debtor-in-possession lender, have been terminated by Liberty. WorldSpace is awaiting information from Liberty as to its expectations as WorldSpace’s secured lender with respect to the handling of Liberty’s collateral. In the interim, WorldSpace is planning for a potential de-commissioning of its satellites and reviewing its strategic alternatives in light of the termination of negotiations.

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Liberty ‘abruptly’ abandoned WorldSpace plans
Wednesday, 17 March 2010

WorldSpace, in a filing to the Delaware Bankruptcy Court on March 16, said that Liberty Satellite Radio on March 12 had “abruptly and without explanation terminated its negotiations with [WorldSpace]”.
The filing then said, in effect, ‘What do we do now?’ WorldSpace explained that for the past 6 months, and “at the urging of Liberty” they had been conducting a strategy towards agreeing a strategic sale of the WorldSpace assets to Liberty. “Liberty has not provided [WorldSpace] with any guidance on protecting or disposing of Liberty’s collateral [the orbiting satellites] despite the Debtors’ repeated requests.”
WorldSpace has told the Court that because of its severe financial problems they have no option but to remove their satellites from orbit “immediately” in order not to risk damage to orbiting equipment owned and operated by others.
Liberty put in about $21m or so to either buy up WorldSpace’s debt obligations or to assist in day-to-day running costs for WorldSpace’s Chapter 11 bankruptcy. Most observers happily predicted a link between Liberty Media and Sirius-XM and using the WorldSpace orbiting satellites to jump-start a ‘Sirius International’ pay-radio service.
Not so. WorldSpace’s press release, issued late on Tuesday afternoon, said: “WorldSpace is awaiting information from Liberty as to its expectations as WorldSpace's secured lender with respect to the handling of Liberty's collateral. In the interim, WorldSpace is planning for a potential de-commissioning of its satellites and reviewing its strategic alternatives in light of the termination of negotiations.”
Only last week Liberty submitted a formal filing to the FCC to take posessesion of the two orbiting satellites, and most observers saw this as another careful step on the road towards WorldSpace’s rehabilitation.
What a mess! We cannot begin to speculate as to what’s gone wrong this time.

20 marzo 2010

Dopo 72 anni chiude le onde corte anche Radio Sweden

Lentamente (neanche tanto) ma inesorabilmente, le onde corte come mezzo di comunicazione oltrefrontiera - verso gli ascoltatori di altre nazioni e verso i propri espatriati - vengono messe in pensione forzata. L'ultima ad annunciare la chiusura delle trasmissioni in onde corte e in onde medie (il glorioso trasmettitore su 1179 kHz), è Radio Sweden, che continuerà a trasmettere verso l'estero solo via Internet. Sverige Radio dispone anche di un corposo apparato redazionale per la trasmissione di programmi e notiziari rivolti agli immigrati di varie etnie, ma quelle riguardano le trasmissioni locali. Ci saranno tagli anche per loro perché notiziari in lingue come il serbocroato, l'assiro-siriaco e il bosniaco non ci saranno più. La politica di Sverige Radio in materia è ben chiara: le comunità di immigrati vengono supportate fino a quando il loro livello di apprendimento dello svedese non consente loro di capire i notiziari in lingua locale.
Con il prossimo ottobre Radio Sweden saluterà dunque le onde corte, sulle quali era presente da oltre 70 anni, dal 1938. Ho trovato l'intervista alla responsabile della programmazione Elle-Kari Höjeberg, traducendola con Google (è abbastanza comprensibile). La Höjeberg sostiene che ormai gli ascoltatori di questi specifi contenuti di nicchia preferiscono utilizzare Internet e quando l'intervistatore domanda chi andrà a colmare le necessità informative quando Internet non sarà disponibile in caso di disastro o censura, lei ribatte che sarebbe impossibile tenere in piedi impianti di trasmissione tanto onerosi solo per coprire le eventuali emergenze. Il discorso non fa una grinza: già i soldi destinati all'emittenza pubblica sono risicati, una nazione così piccola non può giustificare uno sforzo il cui risultato viene comunque recepito da un pubblico di nicchia benestante ed evoluto, che utilizza Internet correntemente. Altro discorso sarebbe un tipo di programmazione con destinatari diversi, in aree geografiche più povere e non infrastrutturare, ma anche in questi casi sembrano non esserci più argomenti che tengono contro l'imparante obiettivo della riduzione dei costi. Giusto così? Secondo me non del tutto, le onde corte continuano ad avere una loro ratio. Ma non sono io che devo decidere o far quadrare i bilanci. Ascoltando ieri il programma inglese (in mp3...) ho appreso che la squadra di curling svedese ha sconfitto quella italiana alle Paralimpiadi e che a Göteborg è in mostra un dipinto di Leonardo Da Vinci riscoperto di recente. E ho scoperto anche che avrei potuto sapere le stesse cosa seguendo il canale di Radio Sweden su Twitter. Non sarà mai, mai la stessa cosa.

SR cease broadcasting abroad

Transmission of short-and medium wave ending (next) October. Expatriate Swedes and Sweden-interested parties may then rely on the Internet to get news from Sweden. Thus (ends) a more than 70-year-old radio era.

It was 1938 Swedish Radio started with short-wave to the first Swedes abroad and over the years, the Swedish Radio's international programs Radio Sweden sent in eleven languages abroad.

Cost reasons is an argument for the abandonment of foreign broadcasts, but also to new and better techniques are now taking over, "says Elle-Kari Höjeberg manager in radio management for Radio Sweden.

- We see it as that we stand at a crossroads where we have an old form of distribution, short and medium wave, and a new one which is through the Internet. And the audience chooses increasingly to listen to us over the Internet even when they are abroad.

It is said to be around half a million Swedes abroad and many have listened to Radio Sweden via short wave and medium wave and continue to do so. Perhaps there is a generational issue here, too, in terms of radio listening today.

Elle-Kari Höjeberg again:

- Of course there are people who have grown up with the short and medium wave and still uses it as an opportunity to hear when they go abroad, but my impression is when I look at the reactions to us what people are listening to and what people listen to online , so there are many people who appreciate that they can get the range of SR is online. It may weigh one against the other and when we believe that it is not justifiable to keep this cost further.

Radio's ability to reach listeners abroad also in various types of disasters and wars, in which the Internet can let knocked out, is no argument for keeping kortvågsdistributionen, "said the officer Elle-Kari Höjeberg:

- The times when it occurs, major disasters, it is clear that the Swedish Radio's international broadcasts have sometimes been extremely significant. We know from eg tsunami, but we can not build an entire broadcasting means exist for it to be for when the disaster occurs. It is not possible.

Elle-Kari Höjeberg, responsible for SR's broadcasts on short and medium wave radio in Sweden, which broadcasts in English, German and Russian continues on the Internet. Many other broadcasting companies in Europe have also scaled down the use of short-wave as a medium. The digitization of short-and medium wave has not had the impact that many had hoped for.

SR International, Radio Sweden is a part, have also broadcasts in Sweden in many languages of immigrant communities. Transmission occurs in P2, and on FM 89.6 in Stockholm This also makes it from the autumn changes. The editors currently broadcasting in Albanian, Assyrian / Syriac and Bosnian, Serbian and Croatian closure.

They have been under the editorial head of the SR International Ingemar Löfgren done its part to provide immigrants with these backgrounds, news and knowledge about Swedish society. Today the need to replace more resources be put on consignment to the new large immigrant and refugee communities from Somalia and Afghanistan, "said Ingemar Löfgren:

- Like, maybe not favored because we have retained the old language, too. For so here it has always been on time. We have the best possible way to be flexible to the world and what happens there.

Yes, language has come and gone over the years, such as Spanish, Turkish and Greek and has been replaced by new ones which do not reflect policy changes in the world and the refugees as they brought with them. And these priorities will continue to head the editorial says Ingemar Löfgren, and even of cultural conservation purposes are maintained an immigrant language:

- It may not go that far, I think we are just cultural preservation for which it is mixed together with minority languages. These languages we broadcast on the Swedish Radio - Finnish, tower sharing Finnish, Sámi and Romany, also. But they have another task. They will be cultural preservation. For all other languages, we have only the task of being a news service. We should give them the news and current affairs in their own language until they speak Swedish so well that they can keep up with the Swedish news bulletins.


Record di distanza per ricezioni sotto i 9 kHz

I radioamatori tedeschi stanno sperimentando la trasmissione su una frequenza talmente da bassa da richiedere mezzi propagativi un po' particolari. Per esempio il nostro intero pianeta! La frequenza è quella "radionaturale" dei 9 kHz e qualche giorno fa, il 15 marzo, è stato stabilito un record di distanza quando il segnale di Stefan Schaefer DK7FC con una potenza efficace di appena 1,7 milliWatt su 8,97 kHz, è stato ricevuto in Gran Bretagna da Paul Nicholson, a 830 km di distanza in modalità QRSS120 (in precedenza erano stati stabiliti contatti a meno di 20 km). L'antenna utilizzata da Stefan era un filo verticale di 100 metri teso grazie a un aquilone e alimentato con un impianto da 250 Watt. A queste frequenze un'antenna non può essere molto efficiente, da qui la drastica riduzione in termini di potenza effettiva irradiata.
Tra le diverse pagine dedicate a quello che i radioamatori definiscono a volte "Earth Mode" o "Earth Current", posso segnalare Communicating through the ground, accessibile anche sul più ampio portale dell'autore, Roger Lapthorn G3XBM, che dà la notizia del record sul suo blog. Roger propone anche un VLF converter per ricevere questi segnali su un ricevitore a onde corte, ma bisogna ricordare che per questo spettro non occorre una radio, basta collegare una antenna agli ingressi di una scheda audio di buona qualità nel computer e utilizzare un analizzatore di spettro, possibilmente - suggerisce Alberto Di Bene - utilizzando anche «un preamplificatore a basso rumore, basato su un IC con densità di rumore dell'ordine di 1 nV/sqrt(Hz)».
La pagina in cui lo stesso Stefan descrive il suo esperimento con l'aquilone è invece questa, le fotografie sono molto interessanti, soprattutto i particolari sulle bobine di risonanza utilizzate per allungare elettricamente la lunghezza dell'antenna: circa 2 chilometri di filo avvolti intorno a un fusto di plastica da 200 litri.
Altre reference sono quelle di Markus Vester DF6NM, Holger Kinzer DK8KW. Secondo Roger, anche il regolatore britannico OFCOM potrebbe concedere ai radioamatori locali una Notice of Variation simile a quella già concessa per le operazione tra 501 e 504 kHz, per consentire ufficialmente l'uso di frequenze sotto ai 9 kHz, oggi utilizzate anche dal Met Office del Regno Unito. Qui, infine, sul sito di Lionel Loudet dedicato alle Sudden Ionospheric Disturbances, trovate anche un breve elenco di segnali nella banda VLF. I fenomeni ionosferici SID, legati ai brillamenti solari, determinano improvvise "interruzioni di servizio" nella ricezione in onde corte e medie, ma contemporaneamente rafforzano la propagazione in VLF: ecco perché monitorando l'andamento dei segnali in questa banda è possibile misurare anche le SID. Uno dei siti Web più affascinanti in materia è quello di Peter Wilhelm Schnoor, da Kiel. Lo trovate su questo indirizzo. Volendo potete cimentarvi in questo monitoraggio utilizzando uno dei ricevitori proposti da due progetti educativi (SID e AWESOME) dello Stanford Solar Center che coinvolgono le scuole americane nel sorvegliamento dei fenomeni SID. Tutte le informazioni si trovano qui: http://solar-center.stanford.edu/SID/.

Radioposizionamento, i sistemi pre-Gps

Un capture della ricezione visuale del segnale del sistema di radioposizionamento russo BRAS, effettuata in Italia con ricevitore SDR-IQ da "Marco", mi dà l'occasione di citare un bel sito Web dedicato appunto alla radionavigazione, con particolare riferimento ai sistemi terrestri attivi su porzioni di spettro nelle bande LF e MF. Le pagine sono state allestite da Alan Cordwell e sono interessantissime. Numerosi i sistemi descritti, alcuni dei quali, come appunto BRAS, ancora in funzione in determinate geografie. Alan parla diffusamente anche di sistemi ormai decommissionati come DECCA. Si tratta di sistemi di radioposizionamento o, in certi casi, di correzione di altri sistemi (tipicamente il GPS). Un sito che apre gli occhi e la conoscenza sull'affascinante mondo della "radiodeterminazione". Una sottosezione del sito di Alan è completamente dedicata ai sistemi russi, BRAS, RS-10, Chayka (Gabbiano) Mars-75, tutti descritti in grande dettaglio. BRAS opera attualmente tra i 1.800 e i 2.100 kHz.

Ricevitore AOR-7070, l'ultimo degli analogici?

Ci sono notizie interessanti in merito a un ricevitore semiprofessionale, l'AOR-7070 (casa produttrice giapponese, laboratorio di sviluppo britannico) che rappresenta l'evoluzione di un altro ricevitore, AOR 7030, molto popolare negli anni novanta tra gli appassionati di radioascolto impegnato. Di questi tempi è un ricevitore contro corrente perché non appartiene alla categoria delle radio software defined, anche se a dire il vero rispetto al 7030 il 7070 introduce la novità del trattamento digitale della media frequenza.
In questi anni la comunità dei radioamatori e degli ascoltatori di stazioni a grande distanza (DXer) ha assistito a un progressivo affermarsi di progetti di ricevitori di tipo "software defined". Spieghiamolo ancora una volta, senza soffermarsi troppo sull'ambiguità di un termine che considera "software" anche processi implementati su componenti come le FPGA, field-programmable gate array. In realtà tali componenti apparterrebbero a una categoria di hardware il cui comportamento a livello di trattamento numerico del segnale (DSP) è sì programmabile dall'utente, ma avviene dentro porte logiche fisiche. In un ricevitore SDR il procedimento di estrazione della parte modulata di un segnale RF non avviene attraverso componenti fisici discreti, analogici, lineari, ma con procedimenti DSP implementati in due modalità alternative. In una modalità l'estrazione avviene dopo che il segnale portante è stato sottoposto a una conversione verso le frequenze della cosiddetta banda base (il segnale modulante) per mezzo di un particolare mixer realizzato con uno stadio flip-flop pilotato da una frequenza di oscillazione pari a un multiplo della portante stessa. Nell'altra modalità questo processo di down-conversion viene implementato con down converter digitali normalmente implementati in FPGA. A valle di tutto questo la banda base ottenuta viene sottoposta a un'altra fase di trattamento numerico che produce l'audio di una modulazione d'ampiezza o di frequenza o gli altri tipi di informazione trasportata dal segnale RF originale.
La nascita di tanti progetti SDR, molti dei quali concretizzatisi in prodotti commerciali, è anche legata al fenomeno parallelo che ha visto il numero di ricevitori commerciali professionali o semi-professionali diminuire in modo vistoso. Fornitori tradizionali come Icom, JRC, Kenwood, AOR, hanno semplicemente smesso di costruire ricevitori analogici, che funzionano in generale con un principio del tutto diverso, non la down conversion ma la up conversion del segnale originale. La conversione del primo segnale ricevuto a frequenze molto più elevate del limite ricevibile dall'apparecchio stesso serviva per evitare, nei ricevitori supereterodini (che riducono tutti i segnali ricevuti a una unica frequenza intermedia che viene poi amplificata e trattata), per evitare il problema della conversione a quella stessa media frequenza di segnali "originali" di frequenza diversa, separata all'interno della banda di ricezione da un intervallo inferiore alla frequenza dell'oscillatore del primo stadio di conversione. La up conversion funziona molto bene dal punto di vista algebrico, ma con i circuiti utilizzati, oscillatori e mixer, si verificano grossi problemi di linearità che tendono a complicare la situazione: generando una quantità di segnali "fantasma" che possono interferire pesantemente con la ricezione, soprattutto quando nella banda che stiamo ricevendo sono presenti molti segnali forti e vicini tra loro. Il problema di queste non linearità ricade nella categoria della cosiddetta IMD, o intermodulation distortion, o distorsione di intermodulazione. L'intermodulazione è il fenomeno per cui due segnali vicini si modulano a vicenda generando appunto segnali non voluti all'interno della banda di ricezione.
Ma torniamo alla notizia di partenza, l'arrivo sul mercato dell'AOR 7070, anche lui, come il 7030 progettato dall'inglese John Thorpe. Si tratta a quanto possiamo leggere sul Web, di un altro coup de theatre di questo progettista, che ha scelto per gli stadi di upconversion dei mixer ad alto rendimento di tipo H-Mode, inventato da Colin Horrabin G3SBI e già inserito in progetti come CDG2000 (un ricetrasmettitore sviluppato dalla Royal Society). Un po' di letteratura al riguardo la trovate qui.

http://ik4auy.xoom.it/pdf%20files/IK4AUY_%20qex_07-2004.pdf (scritto su QEX da Sergio Cartoceti IK4AUY

http://www.xs4all.nl/~martein/pa3ake/hmode/hmode_intro.html
http://www.xs4all.nl/~martein/pa3ake/hmode/g3sbi_intro.html (con i dettagli sulla prossima uscita del 7070, previsto per metà anno)

http://www.warc.org.uk/cdg2000/The%20CDG2000%20Transceiver.htm

Il mixer H-Mode garantirebbe a un ricevitore analogico (nel front end) e in upconversion come il 7070 prestazioni di dinamica e immunità dalle intermodulazioni nettamente superiori alla media. A valle dello stadio di mediafrequenza ecco arrivare il DSP, a rendere questo ricevitore non completamente analogico, come era il precedecessore. Anche il prezzo dovrebbe essere più elevato del 7030, ormai "discontinuato". Ha ancora senso un progetto di questo tipo nel mercato dei Perseus, SDR-IP ed Excalibur? Forse sì, ma la mia sensazione è che considerando il tipo di segnali rimasti da 0 a 30 MHz è più indicato un approccio SDR esteso, con potenti tool visuali di analisi dello spettro e di cattura di estese porzioni di banda per una successiva demodulazione multicanale. Il 7070 potrà comunque contare sui puristi della ricezione analogica convenzionale, con sintonia monofrequenza. Quasi a cautelarsi, con un catalogo capace di accontentare tutti i gusti dei consumatori, AOR Giappone ha in parallelo portato avanti la creazione di un ricevitore black box (controllato da pc) a larga banda, da 40 kHz a 3 GHz, la cui sezione HF (fino a 25 MHz) è in pratica quella del Perseus, con un downconverter digitale in FPGA. Sarà siglato AOR-2300 e sarà poi seguito dall'AR5001D, interamente stand alone.

17 marzo 2010

Parole da amare nell'antologia di Ezio Raimondi

E' una di quelle circostanze in cui resta ben poco da dire, che non sia già stato indicato o reso implicito. Sono di ritorno dal bolognese Palazzo D'Accursio, dove questo pomeriggio il grande critico letterario, oggi 86enne, Ezio Raimondi ha presentato insieme ad alcuni suoi colleghi letterati il monumentale lavoro curato per le edizioni scolastiche di Bruno Mondadori, una storia e antologia in più volumi della letteratura italiana (e non solo). "Leggere come io l'intendo…" è il titolo di un'opera rivolta più agli insegnanti che ai discenti, o forse più appropriatamente per una lettura comune, compartecipata, tra docenti e allievi. Il sottotitolo reggerebbe anche spostando l'accento sulla seconda "e", perché leggére come Raimondi le intende sono le parole della nostra letteratura e quindi nostre nel più intimo dei sensi. Leggére perché si trasmettono - o dovrebbero farlo - senza fatica. Leggére "come lui le intende" perché come è stato detto nel corso delle presentazioni - con Claudio Magris, Luca Serianni e Piero Boitani, moderati da Paolo Di Stefano - le parole raccolte da Raimondi pesano, hanno una loro consistenza. Una loro etica. perché come ha ricordato Magris, se non conosco la mia lingua, se non so mettere al posto giusto soggetti e complementi, non so più nemmeno distinguere chi ruba da chi è derubato (e se ci pensate bene è proprio quello che ci sta succedendo oggi).
Un bellissimo pomeriggio, in una Bologna che non percorrevo da tempo, con un Ezio Raimondi segnato nel volto e nell'incurvatura delle spalle, nel tono di voce non più stentoreo, ma incurvato anch'esso, da profeta un po' stanco, ma non nell'incredibile eloquio, identico a quello che me lo fece conoscere, quasi trent'anni fa ancora in Emilia, per merito di un amico musicologo che oggi non c'è più.
Abbiamo ancora qualche speranza. Per ascoltare l'audio dell'evento, cliccate qui sotto: