04 settembre 2013

Pioneer compatibile con Spotify Connect: tutta la musica dallo smartphone all'impianto hi-fi.

Pioneer è uno dei primi nomi del settore audio hi-fi ad aver annunciato la collaborazione con Spotify per Spotify Connect, il nuovo sistema che consentirà agli abbonati di Spotify di scaricare le proprie playlit sullo smartphone e riprodurle attraverso l'impianto stereo di casa o con un qualsiasi dispositivo compatibile con Connect. Una lista preliminare di apparati Pioneer che integreranno questa tecnologia di connessione wireless comprende diversi modelli tra i sintoamplificatori AV, i micro-sistemi Slim e le nuove casse senza fili. 
Spotify Connect scende dunque in campo dopo che un concorrente come Pure - l'azienda britannica leader nella produzione di ricevitori DAB e da poco, con Pure Connect, nel mercato delle piattaforme musicali streaming in abbonamento - che nei mesi scorsi ha annunciato una famiglia di casse wireless, Jongo, in grado di riprodurre via Wi-Fi o Bluetooth i flussi provenienti da apparecchi radio e smartphone equipaggiati con la app di Pure Connect. Molto presto pubblicherò una prima recensione di Jongo, che ho avuto modo di testare per voi.
Ma torniamo ancora una volta a Pioneer e alla tecnologia Spotify Connect, ormai molto prossima alla entrata in servizio. Secondo la casa giapponese «Spotify Connect sarà disponibile su un'ampia gamma di sintoamplificatori AV e sistemi home audio Pioneer. Grazie a Spotify Connect, gli utenti Pioneer potranno scaricare playlist tramite telefono cellulare e ascoltarle con l'impianto audio di casa, in maniera estremamente pratica. Premendo semplicemente Play sul sintoamplificatore AV Pioneer del salotto, la musica parte all'istante, riprendendo dalla precedente sessione Spotify. L'utente potrà quindi controllare comodamente lo streaming Spotify dal divano, usando un tablet, o convogliare il suono all'X-SMC55 o al diffusore SMA della cucina. A differenza di altre soluzioni per l'ascolto musicale in modalità wireless - inoltre - Spotify Connect non prosciuga le batterie: gli utenti saranno liberi di continuare a giocare ai loro videogame preferiti, o di usare il cellulare o il tablet per chiamare gli amici, il tutto senza interrompere la musica.»
In questo momento non è ancora disponibile, ma il rilascio di Pioneer Spotify Connect dovrebbe essere imminente.

03 settembre 2013

Radio Bops, nuova arrivata sulle onde medie locali

Identificata la stazione low power che da qualche giorno sta effettuando test sulla frequenza di 1386 kHz nelle onde medie, con eccellente modulazione. Dovrebbe trattarsi, grazie a una segnalazione pervenuta tra i commenti in calce al precedente post, di Radio Bops. La stazione dispone di una pagina Web con live streaming e di una pagina Facebook. A giudicare dalla registrazione del dominio l'emittente potrebbe essere operativa dall'area di Como, ma una prima valutazione della direzionalità del segnale mi aveva fatto pensare anche a Bergamo. In ogni caso la modulazione è davvero professionale (la fotografia del profilo Facebook del resto vanta un bellissimo primo piano di un processore audio Optimod-AM della Orban) e la frequenza molto precisa. In un primo momento annunci e jingle mi avevano fatto pensare a un nome come "Radio Bar", ma Bops è decisamente compatibile. Ecco come arriva Radio Bops in questi minuti qui nel centro di Milano, facendo la dovuta tara di tutti i rumori di cui sono circondato, il segnale è piuttosto corposo (l'annuncio identificativo mi sembra tra l'altro in olandese). La copertura notturna in Liguria a quanto ho potuto verificare qualche giorno fa, risultava quasi locale. Complimenti ai tecnici di Radio Bops!



La nuova emittente è arrivata, almeno in Liguria, insieme a un'altra "storica" locale emiliana sui 1404 kHz, Radio 106 di Campogalliano. Il segnale in questo caso nell'area dello spezzino risulta essere ascoltabile in pieno giorno, anche se a un livello debolissimo. Qui trovate un esempio di ricezione, dove Campogalliano si riconosce per la musichetta folk che cerca di emergere sotto il francese di France Bleu dalla Corsica (attenuata da una antenna superloop direttiva):


Onde medie digitali, scenario impossibile?

Quale sarà il destino ultimo delle infrastrutture trasmissive europee che ancora oggi operano sulle frequenze delle onde medie? La Germania ha recentemente annunciato un piano di dismissione totale degli impianti OM dei due canali nazionali DeutschlandsRadio Kultur e Deutschlandfunk, analoghe considerazioni sono in corso in Francia, Spagna, Olanda...
E in Italia? Un piano di razionalizzazione avviato ormai da diversi anni ha portato a una drastica riduzione, con una prima fase di concentramento delle trasmissioni della sola Radio Uno a una cinquantina di impianti. A questa prima fase è seguito un ulteriore sfoltimento a 12 impianti. Uno dei trasmettitori dismessi, i 693 kHz di Siziano-Milano, funzionava in tecnica numerica DRM. Ieri sul blog AIR è stata pubblicata la notizia relativa a una possibile terza puntata di questo piano di ristrutturazione, che secondo l'Associazione Radioascolto dovrebbe concludersi con la digitalizzazione delle onde medie su un totale di sette impianti in tecnica numerica. In effetti questo è lo scenario che si può ricavare dalla originale formulazione di un piano che risale a due anni fa, alla fine del 2011 (non proprio una "novità", dunque). Se quell'assetto fosse mantenuto, il DRM in onde medie dovrebbe coprire circa il 42% del territorio (55% della popolazione). Resterebbe però una grossa incognita. A distanza di poco meno di 24 mesi da quel piano, il mercato dei ricevitori DRM consumer non esiste (è fallito anche l'ennesimo tentativo promosso dalla cinese NewStar con il portatile DR111 e oggi stiamo aspettando che i "rumors" sul ricevitore ibrido Tecsun diventino più concreti, peraltro senza sapere niente di quello che succederà nel fondamentale mercato del car radio). L'idea di tenere in vita sette trasmettitori per una base di ascolto parziale e perdipiù costretta a utilizzare astrusi adattatori di media frequenza e personal computer mi pare azzardata, anche considerando fattori come il forte risparmio ipotizzato sui costi della corrente, o la italica predisposizione alla messa in atto di piani infrastrutturali morti prima di nascere. Contemporaneamente, le grandi nazioni stanno decidendo di spegnere le onde medie, senza più alcun accenno a una eventuale loro migrazione al digitale e c'è anche chi spegnerà l'FM. Resta da vedere l'esito della consultazione Agcom sull'uso delle frequenze sotto i 30 MHz, ma la mia personale scommessa è che le onde medie RAI verranno decommissionate e spente.

02 settembre 2013

Radio digitale a Roma: nuove frequenze per il DAB+

Importante novità per gli ascoltatori romani delle frequenze della radio digitale DAB, che nei prossimi giorni dovranno risintonizzare i loro ricevitori. Da domani 3 settembre, su Roma, tutti i programmi di Radio Rai in digitale: Rai1, Rai2, Rai3, Isoradio, GRParlamento, Fd4 e Fd5 in DAB+ passano sul canale 12b in Banda III.  Sarà il primo indispensabile passo per poter poi completare il mux dell'operatore pubblico con nuovi contenuti, quali i programmi locali (così come è stato fatto a Trento e Bolzano) e - si spera - i programmi WR6, WR7 e WR8.
Quasi contemporaneamente,  il 4 o il 5 di settembre, Club DAB Italia inaugurerà la loro nuova postazione sul 12c, con i programmi nazionali in digitale di Radio DeeJay, Radio Capital, m2o, RDS, Radio Maria, Radio Radicale, Radio 24 - Il Sole 24 Ore, R101 oltre a 3 nuovi canali sperimentali Kc1Test, Kc2Test e Kc3Test ricevibili unicamente in DAB+. Come sempre maggiori dettagli si possono trovare sul sito dell’operatore di rete dab.it  
Restano invariate le coperture con i programmi nazionali di Euro DAB (Radio Italia SMI, Radio Padania, RTL 102.5 Cool, RTL 102.5 Rock, RTL 102.5, RTL 102.5 +, RTL Classic, RTL Groove, RTL ItalianStyle, RTL ViaRadio, RTL Guardia cost, RVaticana Ita) e quelli locali sia di Radio Vaticana (RVaticana Italia, RV Eur. Service, RV Eur. Service+, 105 LIVE L-BAND, 105 LIVE+ L-BAND, RETE ROSSA +,RETE VERDE) che di CR Dab (Radio Radio, Radio Subasio , Radio Suby, Radio Subasio +, Radio Kiss Kiss Italia, Radio Dimensione Suono Roma, Radio Dimensione Suono Due, Ram Power, Teleradiostereo, Teleradio2, Radio Montecarlo 2, Radio Studio 93).
Trovate la copertura, in costante aggiornamento, sul sito della nuova campagna promozionale della radio digitale in Italia, Digitalradio.it

Stand alone o chiavette, la radio è sempre più Software Defined

La produzione di soluzioni software defined radio commerciali rivolte alla comunità radioamatoriale e agli appassionati di monitoraggio delle onde corte e medie non sembra trovare sosta. Ecco due apparati molto recenti, uno di fabbricazione russa ma ancora in forma prototipale, l'altro americano ma già disponibile a prezzi tutto sommato contenuti.
La ditta Expert Electronics, di Taganrog, nei pressi di Rostov-na-Donu, ha pubblicato su You Tube un filmato dimostrativo del suo ultimo prodotto della linea SunSDR, un transceiver HF/6 metri/VHF a conversione diretta e stand alone, cioè indipendente dal personal computer. Non si conoscono ancora i prezzi di questo SunSDR MB1, ma gli altri ricevitori e ricetrasmettitori Expert hanno suscitato un certo interesse in questi mesi, anche se non ci sembrano esserci molte recensioni in occidente. 



Completamente diverso il fattore di forma, ma simile il concept di SDRstick HF1, di cui Ken Hopper N9VV ha appena pubblicato alcuni filmati dimostrativi:

Apertura della confezione e attivazione: 


Demo con software SDR#: 


Anche qui la conversione della banda base è diretta e basata su FPGA associata a un primo stadio di sintonia, mentre la demodulazione è affidata al computer. Come si può capire dal nome SDRstick è un dispositivo direttamente collegabile alla porta USB del computer. Si tratta di un progetto davvero originale che sfrutta per il front end una evaluation board USB della Arrow Elctronics, BeMicroSDK, rivolta agli sviluppatori di applicazioni di logica cablata su FPGA. La iQuadLabs, società costituita da radioamatori, ha messo a punto una daughter board basata sul convertitore A/D LTC2249 che lavorando in combinazione con il downconverter implementato in firmware su BeMicroSDK, permette di disporre di un evoluto ricevitore SDR su chiavetta. Il dispositivo completo si chiama UDPSDR-HF1, implementa un server GNUradio e può essere utilizzato attraverso interfaccia EXTIO dai principali software SDR per Windows. Per l'acquisto ci si può rivolgere alla Zephyr Engineering. Il dispositivo HF1 (169 dollari) è acquistabile sia in combinazione con BeMicroSDK, sia in versione individuale, adatta a chi già disponesse della evaluation board Arrow. Da pochissimi giorni è disponibile anche la versione HF2 (399 dollari), che copre da 100 kHz a 55 MHz e con un convertitore A/D a risoluzione più elevata. 

Radio Inyabutatu, la cronaca della guerriglia al confine tra Congo e Rwanda ha una voce in più

Nonostante il declino complessivo del mezzo e la chiusura di molti impianti trasmissivi nazionali e internazionali, le onde corte continuano a essere protagoniste della agitata cronaca delle varie aree di conflitto in Africa. L'ultima puntata della "radionovela" in onde corte africana si chiama Radio Inyabutatu e trasmette per il Rwanda, utilizzando probabilmente i trasmettitori francesi di Media Broadcast/TDF a Issoudun. Il programma è andato in onda la prima volta sabato, 31 agosto, su 17870 kHz. 
Il target della trasmissione e dello stream che si può ascoltare sul sito di Inyabutatu è il Rwanda, ma in realtà la vicenda si inserisce nel più ampio teatro della regione congolese, dove è in corso una guerriglia che oggi rischia di degenerare ulteriormente. La provincia settentrionale di Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, è il bersaglio delle attività dell'esercito irregolare M23, una milizia tutsi che si oppone a una analoga milizia hutu nel quadro di un conflitto etnico e politico grondante di fatti sanguinosi come il massacro del 1994. Il governo congolese accusa esplicitamente quello rwandese di finanziare i guerriglieri dell'M23 e proprio in queste settimane l'ONU ha autorizzato l'azione di una forza di intervento armata che per la prima volta nella storia dell'istituzione mondiale può usare la forza non solo per difendersi ma anche per attaccare (la forza di intervento, che è comunque coordinata dal battaglione ONU della missione Monusco, dispone anche di droni di sorveglianza).
L'avvio della missione della forza di intervento ha creato ulteriore instabilità su un confine già rovente e molti temono che dalla guerriglia si possa passare a una vera e propria guerra. In questo si inserisce il discorso di Inyabutatu, che a quanto si sa è l'iniziativa di un movimento politico favorevole al ritorno in Rwanda di Re Kigeli, sovrano destituito con un referendum dopo un colpo di stato nel lontano 1961 (Re Kigeli dal 1992 vive in esilio a Washington). L'idea è che il ritorno della monarchia possa riportare l'unità e la pace in una nazione profondamente ferita dai contrasti razziali.
Come sempre accade in Africa le cose rischiano di essere ancora più complesse. Il movimento monarchico RPRK, infatti, potrebbe essere un partito politico genuino - come testimonia questa intervista del 2012 - ma secondo altre fonti sarebbe un'operazione di depistaggio sostenuta clandestinamente dallo stesso governo del Rwanda. È difficile capirci qualcosa anche per la scarsità di informazioni che non siano scritte nelle lingue locali, la stessa Radio Inyabutatu non offre contenuti in inglese o francese, neppure sul suo sito. Per fortuna sul fronte congolese ci sono le notizie di Radio Okapi.

Il sogno (impossibile?) di un servizio radiotelevisivo pubblico europeo

Intervenendo al meeting ciellino di Rimini per presentare il suo libro dedicato al ruolo dell'informazione radiofonica nella divulgazione dei problemi legati alla crisi economica ("Radiocronaca di una crisi", Eri edizioni), il direttore dei GR e di Radio Uno Antonio Preziosi ha rilanciato la sua idea di servizio pubblico radiotelevisivo europeo. Un'idea, ha detto Preziosi, che dovrebbe diventare uno dei temi forti della presidenza italiana dell'Unione (dal giugno del 2014). Le cronache riferiscono che il presidente del consiglio Enrico Letta si è detto d'accordo.
Il tema del servizio pubblico sta molto a cuore anche a me, ma è inutile nascondersi che questi ultimi anni sono stati sicuramente i peggiori per una istituzione politica e sociale che si è sviluppata quasi un secolo fa. Il profondo rapporto che a partire dagli anni Venti del secolo scorso è andato sviluppandosi tra sistemi radiotelevisivi e società, politica, cultura, economia, sembra essere andato in tilt con la crisi di quest'ultima. Improvvisamente ci si è resi conto che le risorse finanziarie che sembravano inesauribili erano assai più labili (anche, anzi soprattutto per precise responsabilità politiche). Quello radiotelevisivo è solo uno dei grandi servizi pubblici - sistemi pensionistici, scuole, trasporti - la cui sostenibilità finanziaria è messa in forse. In questa situazione si innesta la spinta verso forme di populismo e personalizzazione delle politica che sicuramente non giovano alla percezione del servizio pubblico informativo come indispensabile contrappeso interno ai processi democratici. Invece di "servire il pubblico", radio e televisione finiscono - noi italiani lo abbiamo visto, ma non siamo i soli - per servire a un potere sempre più allergico a controlli e responsabilità. È possibile intervenire per restituire al servizio pubblico la sua centralità, la sua indipendenza e la sua autonomia finanziaria? È immaginabile riuscire a farlo a livello europeo, considerando che anche la stessa idea di Europa sta perdendo consenso? E con quali risorse?
Personalmente mi piacerebbe disporre di un canale televisivo e di uno o più canali radiofonici gestiti in modo partecipato da tutte le nazioni dell'Unione. Non è sicuramente un progetto facile da realizzare, non foss'altro per la grande diversità linguistica che caratterizza il continente, ma varebbe la pena provarci. Il problema è che nessuno ci proverà.

Prix Italia 65esima edizione, si discute del futuro del servizio pubblico nel mondo

Le presidenti del Prix Italia e della Rai, Giovanna Milella e Anna Maria Tarantola
al Museo della Radio della sede RAI torinese, vicino alla teca del mitico
"uccellino" EIAR-RAI
Torna a settembre l'appuntamento con il Prix Italia, il concorso internazionale con cui la RAI cerca di promuovere la programmazione di qualità nelle emittenti di servizio pubblico di tutto il mondo. Proprio il tema del servizio pubblico sarà quest'anno al centro della 65esima edizione del premio, con una serie di riflessioni che culmineranno, domenica 22 settembre, con l'intervento del presidente della BBC, Lord Patten: "Il Servizio Pubblico nel XXI Secolo: Rinascimento o Declino?"
Ecco dal comunicato il riassunto degli eventi più importanti. Da parte mia voglio segnalare l'inaugurazione dell'archivio digitale con tutti i programmi storici che hanno partecipato al Prix Italia nel corso dei decenni e naturalmente il convegno di domenica 22 sul giornalismo nell'era multimediale. Il calendario completo si trova sul sito ufficiale della manifestazione. Di grande rilievo anche l'intervento di Derrick de Kerckhove sulla spiritualità in rete, il martedì 24, data prevista anche per l'assemblea della comunità delle emittenti italofone. 

«Le opere in concorso sono trecento con una forte crescita del Web. Grande novità di questa edizione è l’apertura al Concorso anche dei programmi di broadcaster non membri del Prix Italia e di produttori indipendenti dell’area del Mediterrano associati alla Copeam i quali possono aderire al Premio Speciale “Nutrire il Pianeta, energia per la vita” promosso con Expo Milano 2015.
Quattro i nuovi broadcaster entrati nella Comunità Internazionale del Prix Italia: Discovery Italia, Sky Arte HD, HBO Europe, che partecipano al concorso televisivo, ed Euronews che invece partecipa al concorso Web.
Innumerevoli le linee tematiche caratterizzanti: di tipo sociale, inchieste, conflitti, ma anche valori universali quali l’amicizia, l’amore, la solidarietà.
Il pubblico potrà vedere e ascoltare tutti i programmi in concorso nel 2013 e quelli degli anni passati, nell’apposita sezione On Demand allestita nelle sale del centro Erasmo da Rotterdam dell’Università di Torino, con accesso da via Verdi 8 e da via Po.
Accanto si potranno vedere le novità tecnologiche della Direzione Strategie Tecnologiche e Centro Ricerche della Rai e di altri importanti centri di ricerca quali TILAB di Telecom e CSP – Innovazione nelle ICT.

CONVEGNI INTERNAZIONALI.

Numerosi ed importanti i convegni internazionali. Domenica 22 settembre, la Presidente Rai Anna Maria Tarantola nel convegno internazionale “Il giornalismo nell’era multimediale”, sarà intervistata insieme al Presidente di France Television, Rémy Pflimlin e al Presidente dell’Uer Jean-Paul Philippot su “Il futuro dei servizi pubblici in Europa” da Ruurd Bierman, EBU Visione2020, e Danile Psenny, Le Monde. Nella sezione “Giornalismo di qualità: è possibile?” interverrà il Direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, mentre Monica Maggioni, Direttore Rai News e Televideo, interverrà nella sezione “C’è ancora bisogno dei corrispondenti esteri?”; sempre lo stesso giorno nell’incontro “Nutrire il Pianeta” saranno presenti il vice ministro degli Affari Esteri Marta Dassù, il Commissario unico delegato dal Governo per Expo Milano 2015, Giuseppe Sala e il vicedirettore del World Food Programme dell’Onu, Elisabeth Rasmusson. Ancora domenica, l’anteprima di Rai Educational "L'intellettuale e la spia. Il caso Pitigrilli" con il direttore Silvia Calandrell e la "Lecture" del Presidente della BBC, Lord Patten, sul tema “Il Servizio Pubblico Radiotelevisivo nel XXI Secolo: Rinascimento o declino?”.
Il lunedì 23, nel convegno internazionale “Le serie televisive in Europa e nel Mondo”, oltre al direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta, saranno presenti i rappresentanti delle maggiori emittenti europee e americane; nel pomeriggio, nell’incontro internazionale “Siamo in libertà vigilata?” si confronteranno il Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e Richard Allan, Director of Policy di Facebook.
Mercoledì 25 i 20 anni di Euronews saranno raccontati da Michael Peters, Presidente del direttorio del Canale europeo.

INAUGURAZIONE DELL’ ARCHIVIO CONDIVISO DEL PRIX ITALIA

Martedì 24 settembre l’inaugurazione dell’Archivio digitale condiviso del Prix Italia. Dopo il lavoro di recupero dei programmi storici e di digitalizzazione dell’intero concorso, compiuto negli anni scorsi con Rai Teche a Torino, le emittenti che fanno parte del Prix Italia in tutto il mondo potranno consultare, senza scaricare, un patrimonio culturale straordinario. Questo progetto fortemente voluto e realizzato da Giovanna Milella, Segretario Generale del Prix Italia dal 2009, sarà presentato, al Museo della Radio in via Verdi 16 alle 15.30, nel corso del convegno internazionale intitolato “L’Albero delle idee”,  cui è invitato il Ministro per i Beni Artistici e culturali Massimo Bray.»

Ricordo che il premio si tiene a Torino (da qualche anno il Prix ha smesso di essere una manifestazione "itinerante"), dal 21 al 26 settembre.  

Number station in cinese, l'ascolto di Star Star Radio in Italia

Qualche giorno fa ho raccontato la strana storia della stazione (forse) spionistica in cinese, la number station "Star Star Radio" ( New Star Radio secondo altre fonti), che si ritiene essere operativa a Taiwan o nel mainland cinese verso Taiwan. Gli esperti - la stazione nella classificazione Enigma 2000 è individuata dalla sigla V13 - sostengono che potrebbe anche trattarsi di una operazione commerciale o addirittura un depistaggio. Fatto sta che è una number station piuttosto anomala: annuncia con un vero e proprio identificativo (Xin(g) xing guangbo diendai) e utilizza formule di saluto degli ascoltatori. C'è persino chi riferisce di aver scambiato con Star Star dei messaggi di mail.
Star Star è attiva da parecchi anni, anche se ultimamente viene segnalata solo una frequenza attiva, i 13750 kHz, in piena banda broadcast e in orari poco adatti all'ascolto dalle nostre parti. L'altro giorno in Liguria, il 29 agosto, sono riuscito ad ascoltare la trasmissione delle 13:00 UTC ed ecco un estratto di alcuni minuti. Il ricevitore è il solito Icom R75 con antenna K9AY. Segnale non intenso ma leggibile, il vero problema è costituito dalle forti interferenze laterali. I numeri però si riconoscono bene.

01 settembre 2013

Funcube-1 va nello spazio ed entra nelle scuole. Per amore della scienza.

Probabilmente non sono abbastanza romantico ma la retorica dell'astronauta che dall'orbita della stazione spaziale racconta il bello della scienza ai ragazzini delle scuole non mi ha mai convinto. Per quanto il tema possa suscitare l'interesse della stampa nei confronti della missione della Stazione Spaziale, non credo che quei quindici minuti risicati di Q&A sul cibo disidratato e il colore del cielo - pergiunta coordinato da un radioamatore patentato messo lì a fare da centralinista - possa davvero convincere gli alunni di elementari e medie ad affrontare una carriera scientifica.  
Ma ora che è arrivata la notizia del lancio del Funcube-1 previsto nel novembre prossimo ci sarà modo di misurare l'efficacia di un'altra iniziativa mirata a stimolare nei giovanissimi l'amore per lo studio delle scienze attraverso il fascino combinato delle comunicazioni radio e della ricerca spaziale. Del progetto Funcube ho già avuto modo di parlare spesso. Tutto parte nel 2009 da un'idea dell'associazione radioamatoriale britannica UK Amsat in collaborazione con il suo omologo olandese: quella di sfruttare i minuscoli "nanosatelliti" che molte università e laboratori didattici stanno mettendo in orbita con diverse finalità di ricerca, per creare una formula di coinvolgimento diretto degli studenti della scuola primaria e secondaria. Con i suoi dieci centimetri di lato Funcube-1 è un nanosatellite cubico di tipo radioamatoriale e avrà quindi a bordo i transponder necessari per le comunicazioni tra radioamatori. Ma nel poco spazio disponibile ci saranno anche i sensori di un piccolo esperimento di scienza dei materiali che gli studenti potranno seguire in prima persona attraverso il monitoraggio diretto delle frequenze VHF di Funcube-1.  La data di lancio, dopo gli spostamenti dovuti in passato ai problemi tecnici che hanno ritardato la tabella di marcia del vettore russo, è per il momento fissata al 21 novembre con un vettore "DNEPR" (un missile balistico intercontinentale!) dal poligono di Yasny.
Il satellite che partirà tra un paio di mesi insieme ad altri oggetti dello stesso tipo è piccolo, ma il progetto è molto articolato e ricco. Intorno a Funcube (dopo il primo lancio seguirà quello di Funcube-2, che sarà invece un elemento di una sonda orbitale multimodulare) sono nate iniziative come il Funcube Dongle, ricevitore SDR VHF-UHF condensato nell'ormai classico fattore di forma delle chiavette USB e disegnato propio per consentire la ricezione di un satellite in modalità plug and play, con un semplice personal computer e una antenna autocostruita. Per una classe di alunni, o un'intera scuola, prendere parte di questa iniziativa significa dunque imparare a utilizzare un software SDR, un programma di decodifica di valori telemetrici, saper valutare i risultati di un esperimento, riprodurne i contenuti, proporre delle varianti. Sicuramente meglio di una chiacchierata via radio con l'astronauta di turno.
Tutti i dettagli delle missioni Funcube 1 e 2 si trovano in questo pdf dell'associazione UKAmsat. L'aspetto interessante è che in linea di principio anche una scuola italiana potrebbe seguire il volo orbitale del nanosatellite (ecco, dalla stessa UKAmsat, qualche suggerimento su come fare). Si tratta praticamente di acquistare un Funcube Dongle (una spesa intorno ai 100-150 euro), o e imparare a utilizzarlo per sintonizzarsi sulla telemetria di Funcube-1. Ecco, salvo modifiche dell'ultima ora, le frequenze operative (vedere anche la tabella in alto):

Inverting linear transponder (per contatti SSB/CW tra radioamatori con licenza)
Uplink            435.150 – 435.130 MHz
Downlink       145.950 – 145.970 MHz
Telemetria dei sensori di bordo:     145.935 MHz   modulazione BPSK

Altre informazioni si trovano sul sito ufficiale della missione Funcube. Qui trovate una presentazione video e qui le slide presentate in occasione del simposio