Visualizzazione post con etichetta Congo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Congo. Mostra tutti i post

02 settembre 2013

Radio Inyabutatu, la cronaca della guerriglia al confine tra Congo e Rwanda ha una voce in più

Nonostante il declino complessivo del mezzo e la chiusura di molti impianti trasmissivi nazionali e internazionali, le onde corte continuano a essere protagoniste della agitata cronaca delle varie aree di conflitto in Africa. L'ultima puntata della "radionovela" in onde corte africana si chiama Radio Inyabutatu e trasmette per il Rwanda, utilizzando probabilmente i trasmettitori francesi di Media Broadcast/TDF a Issoudun. Il programma è andato in onda la prima volta sabato, 31 agosto, su 17870 kHz. 
Il target della trasmissione e dello stream che si può ascoltare sul sito di Inyabutatu è il Rwanda, ma in realtà la vicenda si inserisce nel più ampio teatro della regione congolese, dove è in corso una guerriglia che oggi rischia di degenerare ulteriormente. La provincia settentrionale di Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, è il bersaglio delle attività dell'esercito irregolare M23, una milizia tutsi che si oppone a una analoga milizia hutu nel quadro di un conflitto etnico e politico grondante di fatti sanguinosi come il massacro del 1994. Il governo congolese accusa esplicitamente quello rwandese di finanziare i guerriglieri dell'M23 e proprio in queste settimane l'ONU ha autorizzato l'azione di una forza di intervento armata che per la prima volta nella storia dell'istituzione mondiale può usare la forza non solo per difendersi ma anche per attaccare (la forza di intervento, che è comunque coordinata dal battaglione ONU della missione Monusco, dispone anche di droni di sorveglianza).
L'avvio della missione della forza di intervento ha creato ulteriore instabilità su un confine già rovente e molti temono che dalla guerriglia si possa passare a una vera e propria guerra. In questo si inserisce il discorso di Inyabutatu, che a quanto si sa è l'iniziativa di un movimento politico favorevole al ritorno in Rwanda di Re Kigeli, sovrano destituito con un referendum dopo un colpo di stato nel lontano 1961 (Re Kigeli dal 1992 vive in esilio a Washington). L'idea è che il ritorno della monarchia possa riportare l'unità e la pace in una nazione profondamente ferita dai contrasti razziali.
Come sempre accade in Africa le cose rischiano di essere ancora più complesse. Il movimento monarchico RPRK, infatti, potrebbe essere un partito politico genuino - come testimonia questa intervista del 2012 - ma secondo altre fonti sarebbe un'operazione di depistaggio sostenuta clandestinamente dallo stesso governo del Rwanda. È difficile capirci qualcosa anche per la scarsità di informazioni che non siano scritte nelle lingue locali, la stessa Radio Inyabutatu non offre contenuti in inglese o francese, neppure sul suo sito. Per fortuna sul fronte congolese ci sono le notizie di Radio Okapi.

08 ottobre 2008

Congo, una piccola radio per salvare grandi alberi

Biso na biso, che in lingua Lingala significa "tra di noi", è il nome di una stazione FM finanziata dalla Banca Mondiale e dalla Fondazione Jacques Chirac, che la ong Tropical Forest Trust ha allestito a Pokola, nel nord del Congo, in una regione forestale abitata dai pigmei. Il progetto riceve il sostegno dell'industria congolese del legno perché lo scopo è raggiungere popolazioni isolate in un'area a forte sfruttamento boschivo. Il ruolo della stazione dev'essere quello di dare alle tribù locali un po' di voce in capitolo sulla decisione di quali alberi potranno essere abbattuti e quali no. La storia di Radio Biso na biso l'ho trovata sul quotidiano online gabonese GabonEco mentre il sito di Tropical Forest Fund contiene un bel filmato YouTube che riprende un programma della stazione. Biso na biso, curiosamente, verrà gestita da un antropologo inglese della London School of Economics, Jerome Lewis (intervistato qui a proposito del progetto), coadiuvato da due giovani giornalisti congolesi.
Congo : Une Radio Communautaire pour les pygmées à Pokola

La Banque Mondiale et la Fondation Jacques Chirac se sont portés mécènes du projet «Biso na biso» monté par l’ONG environnementale Tropical Forest Trust et qui va permettre l’implantation d’une radio communautaire à Pokola, au nord du Congo. Cette radio va permettre d’équiper 500 campements en émetteur autonome et devrait émettre à compter de janvier 2009 en langues locales et en lingala sur un rayon de près de 200 kilomètres.
La Radio communautaire «Biso na biso» s’apprête à désenclaver la région nord du Congo en émettant depuis Pokola sur un rayon de près de 200 kilomètres avec une présence possible du signal au sud du Cameroun, de la République centrafricaine et au Nord du Gabon.
Financée par la Banque mondiale et la fondation Jacques Chirac, cette radio sera gérée par l’anthropologue anglais Jérôme Lewis, auteur d’une thèse sur les pygmées du Congo, et coordonnée par Privat Tiburce Massanga et Francis Wabout, de jeunes journalistes congolais.
A compter de janvier 2009, cette radio émettra avec des animateurs pygmées et bantous en langues locales et en lingala. Elle vise particulièrement toutes les forêts des concessions CIB dans la Sangha et la Likouala.
La ligne éditoriale du média communautaire prend notamment en compte la protection et promotion des diversités culturelles, de la biodiversité et des cultures et forêts du Bassin du Congo. Elle devrait également œuvrer pour l’éducation et l’information des populations sur l’importance de la flore et de la faune.
Près de 500 récepteurs FM avec système d’autonomie énergétique à dynamo seront distribués à 500 campements et chaque village sera doté d’un kit de production. Les équipements numériques sont installés par la société sud-africaine Globecom.
Le coordinateur principal de la radio, Privat Tiburce Massanga, est un jeune journaliste radiophonique qui a fait ses armes à Pointe-Noire sur Radio Océan.
Jérôme Lewis est un anthropologue anglais qui enseigne à l’Université de Londres. Il a rédigé une thèse de doctorat sur les semi-nomades pygmées ou Mbendzlés en pleine forêt du nord Congo en vivant avec eux.
Le Tropical Forest Trust (TFT) a été fondé en 1999 pour lutter contre la disparition des forêts en favorisant leur exploitation durable. Les compagnies membres du TFT s'engagent à se fournir en bois à partir de forêts gérées de façon durable, de projets forestiers du TFT ou de forêts FSC (Forest Stewardship Council).

25 aprile 2007

Concordia, alta tecnologia per la radio in Congo

Giuliano Gilmozzi, IN3KLQ, mi invia insieme al suo apprezzamento per Radiopassioni (grazie, Giuliano) il riferimento al future plan per una nuova emittente nella provincia di Bukavo, in Congo. «Ho letto in questi giorni sull'ultimo numero di Millecanali la probabile nuova apertura (meno male..) di una radio in Congo, Radio Concordia, emittente religiosa. Questo progetto consentirà al Reverendo Jean Paul Bahati di realizzare il suo desiderio per dar voce ai più emarginati che vivono nella regione nel Kivu meridionale. Purtroppo non è detto su che frequenza questa radio trasmetterà ma mi immagino sia in AM. Facendo una ricerca sul sito della Netia, fornitrice del sistema Radio Assist (lo conosci..?).»
Non ero a conoscenza dell'iniziativa di Radio Concordia e non conoscevo neppure Radio Assist che, ho appreso dal link fornitomi da Giuliano, è in pratica una console digitale per la gestione dell'intero ciclo di produzione e diffusione, anche via Web, dei programmi di una stazione radiofonica. Una applicazione molto interessante utilizzata di solito da stazioni nei paesi ricchi o comunque non problematici come il Congo. Dove però esiste un discreto numero di stazioni in FM, per cui non escluderei che sia proprio questo l'obiettivo di Jean Paul Bahati, un sacerdote che a Roma, nelle scuole della Santa Sede, ha studiato giornalismo e ha maturato una esperienza professionale in RAI. Insomma, una storia interessante, anche tecnologicamente. Immagino che in Congo possano esserci non pochi problemi di alimentazione elettrica, ma non credo nemmeno che i fautori del progetto siano degli sprovveduti. Non è poi detto che per Radio Concordia vengano scelte frequenze non in banda FM, come suggerisce Giuliano. Dopotutto c'è l'esempio recente di Radio Kahuzi, su 6210 kHz (rimasta chiusa per un po' e non segnalata da tempo). Restiamo in attesa di altre notizie sulla stazione di padre Bahati.