20 ottobre 2010

Nokia, il DAB/DAB+ negli auricolari


Qui a Torino non si parla solo di radio digitale Digital Radio Mondiale. Eugenio La Teana di RTL 102.5 mi ha parlato di un accessorio per il Nokia N8 e per altri telefonini che il costruttore finlandese ha rilasciato in questi giorni: un paio di auricolari che integrano un ricevitore digitale DAB/DAB+. Ecco la foto (costo indicativo 40-45 sterline):




The product works with the Nokia N8, C7, E7, C6-01 and future Symbian^3 devices that offer the USB-To-Go function. Before any local taxes or subsidies, the device should cost £40- £45 and become available in the fourth quarter 2010 starting from the UK.

GIornata DRM+ a Torino


Live blogging dall'Hotel Vittoria, dove Claudio Re, chief engineer di Radio Maria ha organizzato un seminario intorno alla sperimentazione della radio digitale DRM+. Yong Suk Park, il rappresentante del KETI, centro di ricerca no profit coreano, presenta la fase di testing in corso dalla Gangwon Radio Tower. L'obiettivo è lanciare uno tra tre standard (DAB+, HD Radio o DRM+) nel 2012. Il trasmettitore è un Digidia, ma è interessante il chipset descritto utilizzato per il sistema di ricezione: un baseband processor sviluppato dalla coreana PNPNetwork, modello PN3034. Il componente utilizza la tecnica DSP per decodificare DAB+, DRM+ e FM analogica

19 ottobre 2010

Un'ACE sovietica, quando la troposfera fungeva da sat


Fantastiche le fotografie pubblicate dal solito EnglishRussia sul sistema di riflessori troposferici, una specie di ACE sovietico, che serviva per comunicare in tutta la sterminata Russia asiatica prima dell'era satellitare. Il sito sbaglia completamente parlando di ionosfera: le antenne sono orientate chiaramente per creare link a bassissima angolazione, a quote ben inferiori, ma il fascino di queste installazioni perdute nel permafrost rimane.
Un sito ungherese raccoglie decine di questi sistemi in Europa e nel mondo, mappandoli su Google Maps; da non perdere la piantina del sistema sovietico (SEVER) e del già citato ACE High.

Antille Olandesi addio: TWR opera da Bonaire, Olanda

Le strane alchimie che regolano la struttura legale e amministrativa delle nazioni ex-coloniali non fanno troppo clamore fuori dai confini di queste nazioni, ma mi colpisce la notizia della dissoluzione delle Antille Olandesi, l'entità autonoma che fino al 10 di ottobre (il 10-10-10!) ha fatto parte del Regno d'Olanda. Dalle Antille Olandesi 24 anni fa si era staccata anche Aruba ma era dal 1954, cioè dalla fine dell'impero coloniale olandese che le remote isolette caraibiche dibattevano sulla opportunità di mutare il loro status, anche in rispetto delle autonomie delle singole entità. La "nazione" delle Antille Olandesi non esiste più da una settimana. Al suo posto Curaçao e Sint Maarten entrano a far parte, insieme ad Aruba e all'Olanda che tutti conosciamo, del nuovo Regno dei Paesi Bassi che emerge da questa dissoluzione. Tre altre isole delle Antille, Bonaire, Sint Eustatius e Saba, non saranno una quinta nazione autonoma, ma faranno parte come municipalità a statuto speciale - credo alla stregua dei Dom/Tom francesi, ma più strettamente legati all'Olanda europea - dello stato che continuerà a chiamarsi "Nederland". Riassumendo ulteriormente, il Regno dei Paesi Bassi oggi comprende Olanda, Aruba, Curaçao e Sint Maarten, mentre l'Olanda include tra le sue municipalità e "pubblici domini" le tre isole di Bonaire, Saba e Sint Eustatiius.
Tutto questo comporterà una riassegnamento delle sigle che idetificano nelle varie nazioni i radioamatori e delle liste che i collezioniste di "conferme di ricezione" (qsl) utilizzano per classificare lettere e cartoline inviate dalle stazioni e per "contare" le entità geografiche sintonizzate. Fa un certo effetto sapere che adesso una emittente come Trans World Radio non trasmetterà da Bonaire, Netherlands Antilles ma da Bonarie, Olanda. Attiva sugli 800 kHz, grazie alla sua potenza era una ricezione transatlantica piuttosto regolare una ventina d'anni fa, poi le interferenze e i rumori ne hanno fatto un ascolto piuttosto raro dalle nostre parti.
Sul sito Awaraki, il portale che Radio Nederland dedica ai suoi ascoltatori antillesi, arubani, e più in generale delle ex colonie, si trova ancora la trasmissione speciale di un'ora dedicata allo scioglimento delle Antille Olandesi. Qui invece trovate l'incredibile storia della comunità israelita che abitava nel diciottesimo secolo l'isola di Sint Eustatius e che venne deportata dagli inglesi. La marina britannica era intervenuta per bloccare il flusso di armi contrabbandate dagli olandesi verso gli Stati Uniti per alimentare le forze rivoluzionarie. Il comandante della missione, Sir George Rodney, scoprì che la comunità riunita intorno alla sinagoga di Honen Dalim, cercava di nascondere parte dei proventi del contrabbando e fece distruggere il tempio. Oggi sull'isola è in corso un progetto di restauro e ricostruzione delle rovine, anche se purtroppo non esistono testimonianze grafiche che possano dirci come era fatto questo locale di culto.

18 ottobre 2010

Radio RAI Inaugura tre nuove Web radio



Sorpresina del lunedì mattina! Radio RAI ha finalmente concretizzato i primi tre progetti di "canali" solo Web da affiancare alla tradizionale offerta via etere, ormai piuttosto cospicua. Il progetto, covato nelle ultime settimane, è in linea con le strategie di riutilizzo dello sterminato materiale d'archivio di Mamma RAI e ha partorito già tre Web Radio - WR6, WR7 e WR8 - dedicate rispettivamente al materiale "parlato", alla musica pop e leggera, alla sperimentazione di format (per ora musicale generico e radiogiornali d'archivio, un po' spiazzanti a sentirli, ma molto, molto gustosi, proprio come i TG di 20 anni dopo).



Le nuove Webradio RAI operano 24 ore su 24 e sono ormai integrate anche nel player accessibile qui, ora arricchito di un secondo "tab" designato appunto come Web Radio come offerte numero 9, 10 e 11. Per il momento le Web Radio RAI non sono incluse nel player per iPhone lanciato qualche tempo fa.
Sono arrabiatissimo perché con Mac non funziona niente se non con VLC, ma solo conoscendo la URL precisa dello stream. Purtroppo il guasto riguarda anche l'ascolto Web di Radio 1, 2 e 3, con Mac non funziona nulla con il semplice click-through... Quando la riparate, ragazzi, saranno mica i primi segni della "internalizzazione" di RaiNet? [aggiornamento: il guasto riguarda il software di riproduzione dei flussi Windowsm Media Audio, il tedesco "SnowTape". Con Flip4Mac la riproduzione avviene senza problemi, anche se l'ascolto viene stranamente sospeso dopo un certo intervallo di tempo]

17 ottobre 2010

Volante uno a volante due, nel segno del vintage


Esposte oggi a Milano, in corso Buenos Aires, per una manifestazione di auto d'epoca, anche una serie di autovetture di carabinieri e polizia anni 60-70. Ho cercato di fotografare - compatibilmente con i riflessi dei finestrini - le ricetrasmittenti con cui erano tuttora equipaggiate. Sono quattro immagini che trovate in un album su Facebook.

[Le foto sono disponibili anche qui su Picasa. Grazie per la pazienza.]

16 ottobre 2010

Minoranze linguistiche e radiofonia, il caso russo


Se escludiamo Internet, un medium relativamente nuovo, la radiofonia più ancora che la televisione è lo strumento più formidabile per chi voglia avere coscienza della diversità linguistica che ci caratterizza come esseri umani. Leggevo ieri sul sito di Radio Free Europe/Radio Liberty le cronache dalla Kabardino-Balkaria, repubblica del Nord Caucaso, situata tra l'Ossetia del nord e la repubblica Karachay-Circassa. Anche in quest'area si riscontra un forte grado di ostilità legato all'insorgenza di matrice islamica e dopo gli scontri che nel 2005 hanno dato luogo ad arresti sfociati in un processo ancora in corso, ci sono stati nuovi attacchi da parte dei leader della "jamaat" (assemblea) che hanno raccolto il testimone dei capi arrestati o uccisi nel frattempo.
In questo territorio montagnoso (qui c'è l'Elbrus, il monte più alto d'Europa secondo la maggior parte dei geografi), dove gli abitanti non arrivano al milione di persone, si parlano oltre al russo due lingue minoritarie, il kabardiano e il balkar. Il secondo è una lingua del ceppo turchico. Il primo invece, chiamato anche est-circassico, viene classificato tra le lingue ergativo-accusative, a differenza della nostra che è nominativo-accusativo. Ogni giorno si impara una cosa nuova, nell'infinito labirinto linguistico. Una lingua ergativa tratta in modo diverso il soggetto o meglio l'agente di un verbo transitivo, e il soggetto di un verbo intransitivo. Per l'italiano, anzi il latino, in io leggo un libro e io torno a casa l'io è lo stesso, un nominativo. Agente e soggetto sono uniformati dal caso nominativo e il complemento oggetto del transitivo è un caso "accusativo". Nel kabardiano a essere accumunati sono il soggetto di un verbo intransitivo e il complemento oggetto di un transitivo che ricevono un caso detto "assolutivo", mentre l'agente di un verbo transitivo cade in un caso ergativo.
Al di là di questi tecnicismi da glottologi della domenica, per me è interessante capire come vengono trattate dal punto di vista radiofonico le lingue, circa 150, parlate nella federazione russa. L'ente radiotelevisivo locale della Repubblica kabardino-balkaria ha a questo proposito un sito esemplare, con un archivio aggiornatissimo dove poter ascoltare i notiziari e i commenti in russo e nelle due lingue citate. Cliccate per esempio qui per accedere al radiogiornale in tre lingue diverse. E' piuttosto facile individuare anche i clip televisivi e viene persino fornito un notiziario settimanale con voice over in inglese.
Ho cercato sul Web qualche risorsa che mi permettesse di accedere ad analoghi stream per altre lingue della Federazione. Insieme a un bel saggio scritto da Iryna Ulasiuk dello European University Institute di Firenze piuttosto critico sull'effettivo rispetto delle minoranze linguistiche nelle sedi locali di VGTRK, l'ente pubblico radiotelevisivo russo (l'ente avrebbe una politica molto accentratrice e russofila), sul sito del Consiglio d'Europa, nella sezione dedicata al monitoraggio delle minoranze, si trova un report molto aggiornato compilato dalle autorità fedarali russe con parecchi dati sulle associazioni culturali e linguistiche minoritarie e le ore di trasmissione dedicate nel 2009 alle varie lingue rappresentate in Russia. Davvero istruttivo. Su circa 9.500 canali radiotelevisivi in Russia secondo il report trasmettono poco meno di 6300 canali o stazioni radiofoniche. 400 canali televisivi e oltre 300 radiofonici sono in lingue non russe. Una tabella allegata al report elenca le attività esercitate dalle GTRK locali.
Anche il governo italiano ha sottoposto al Consiglio un report analogo, dove vengono indicati anche alcuni programmi radiofonici minoritari. Trovate molti altri documenti in questa sezione del sito Coe.int. Altre risorse sul multilinguismo delle trasmissioni radiotelevisive si trovano sul sito dell'OSCE alla sezione dedicata all'Alto Commissariato per le Minoranze Nazionali.

15 ottobre 2010

A fine ottobre l'ITU discute di radio digitale


Non si ferma il percorso normativo che nelle varie sedi internazionali vede la graduale adozione dei vari sistemi di radiodiffusione digitale ufficializzata come standard. Tra standardizzazione e adozione da parte del mercato la strada può essere molto lunga, ma intanto le regole servono come punto di riferimento per chi deve costruire impianti trasmissivi e ricevitori. Diversi punti saranno in discussione a Ginevra per il meeting del 28-29 ottobre del Radiocommunication Study Group 6 dell'ITU. In agenda, come si vede da questo documento liberamente disponibile c'è la discussione riguardante la bozza di raccomandazione del sistema di radio digitale per le frequenze sotto i 30 MHz (Digital Radio Mondiale e IBOC-AM)

Draft revision of Recommendation ITU-R BS.1514-1

System for digital sound broadcasting in the broadcasting bands below 30 MHz

The revision to the Recommendation aims to encourage radio receiver manufacturers to develop portable, multiband, multi-standard digital radio receivers designed to implement all the digital sound broadcasting systems currently in use, not only in the medium and short-wave bands but also in other terrestrial bands intended for direct reception of sound broadcasts by the general public.
It reflects the interest in integrating some advanced functionalities in digital radio receivers, in order that consumers may download future enhancements to the digital sound broadcasting systems that they may be interested to use in their receivers.
Durante la riunione verrà svolto anche il Working Party 6A e qui tra i temi discussi c'è anche la raccomandazione ITU-R "Systems for terrestrial digital sound broadcasting to vehicular, portable and fixed receivers in the frequency range 30-3 000 MHz" (PDRR ITU-R BS.1114-6), quella in cui sono descritti il DAB, il sistema giapponese ISDB e IBOC-FM). Sembra che in questo contesto l'ITU possa concludere l'approvazione di Digital Radio Mondiale+, il sistema DRM debitamente adattato alle frequenze VHF.
Il che apre la strada a nuove opportunità, non foss'altro sul piano della sperimentazione di questi sistemi, sinora poco accessibili anche per il addetti ai lavori. Sul sito della piattaforma Spark, usata per modulare via software segnali DRM+, è disponibile una guida intitolata "A Professional but yet Low-Cost Software-Defined Radio (SDR) Field-Test Setup for DRM+ DRM30, FM and AM", curata da Michael Feilen.
Anche sul sito della società tedesca RF Mondial si possono trovare i dettagli sulle soluzioni per la trasmissione e la ricezione in laboratorio con il sistema DRM+, uno dei possibili candidati per la sostituzione o l'affiancamento ("in band" o "out band") della modulazione FM analogica. Siamo sempre sul piano della sperimentazione, perché per il momento sulla fattibilità del passaggio a sistemi come questo pesa come un macigno la scarsità di soluzioni di ricezione commercialmente proponibili. E' un gioco di incastri molto complicato che tuttavia, come si è detto, può ricevere un grosso impulso da una standardizzazione ben fatta. In Italia c'è una lunga tradizione e un discreto mercato per l'impiantistica rivolta agli operatori di stazioni e network radiofonici e potrebbe aver senso, per le aziende che lo animo, esplorare certe opportunità.

Radio in sala d'attesa, condannato dentista milanese

Un lettore commenta la notizia riguardante scomparsa della voce "Web radio personali" dal modulo SIAE per la registrazione delle attività trasmissive online, segnalandomi che dopo il mio post è scomparso anche il "Modello AWR" da utilizzare per registrare le attività di trasmissione online. La URL per il download rimanda a un documento con una solta scritta: "documento in costruzione". Segno che in SIAE sono in atto ripensamenti?
In attesa di ulteriori sviluppi, la questione dei diritti, questa volta discografici, si ripropone con questo comunicato stampa della SCF, il consorzio "che gestisce la raccolta e la distribuzione dei compensi, dovuti ad artisti e produttori discografici, per l’utilizzo in pubblico di musica registrata, come previsto dalla legge italiana sul diritto d’autore e dalle direttive dell’Unione Europea." La SCF dà ampio spazio alla sentenza del Tribunale di Milano 10901/2010, che ha condannato un dentista a una multa per aver diffuso musica nel suo studio, attraverso una radio. Anche su queste forme di diffusione in pubblico (anche se diciamolo, non credo che i clienti del professionista milanese fossero molto concentrati sulla musica) la legge impone di pagare i diritti discografici ai produttori. Diritti, lo ricordiamo, che sono indipendenti e separati dai diritti d'autore versati alla SIAE. Pur ribadendo in modo esplicito "che il ricorso alla via giudiziaria non è certo la strada che SCF intende perseguire per affermare i diritti degli artisti e dei produttori," il presidente del consorzio Saverio Lupico, sottolinea l'importanza di questa sentenza, la quale costituirà sicuramente un precedente.
Bisogna senz'altro dare atto a SCF del pacato realismo scelto nell'approccio verso una questione che comunque la si veda mette in risalto il problema dell'adeguamento della normativa sui diritti d'autore alle specificità dei nuovi media, ma mi chiedo se in una situazione di questo tipo, dove l'ascolto "personale" della radio viene esteso a un pubblico oggettivamente molto ristretto, non si debba ricorrere a meccanismi di tutela più accomodanti, fissando delle eccezioni che oltretutto possono giovare all'immagine complessiva di regole sacrosante (il pagamento di tasse e diritti) troppo spesso percepite come insopportabili "balzelli". Ma mi rendo anche conto che il mio ragionamento corre a sua volta il rischio di degenerare in una forma di generale disprezzo della norma.
Nella definizione statutaria di questo organismo si legge che "SCF negozia con i singoli “utilizzatori” o con le loro associazioni di categoria la misura del compenso dovuto ad artisti e produttori discografici. Attraverso il rilascio di un’unica licenza, consente agli utilizzatori di diffondere in pubblico il repertorio musicale di tutte le case discografiche rappresentate, nel rispetto di quanto stabilito dalla legge." Decisamente, l'unica soluzione è discutere e decidere insieme, magari tenendo conto delle esigenze e delle capacità di spesa di singoli (vedi il caso delle Web radio individuali) che non hanno ambizioni commerciali.

DENTISTA CONDANNATO A MILANO: DIFFONDEVA MUSICA SENZA PAGARE I DIRITTI A SCF. STORICA SENTENZA, CHE INTERESSA TUTTI GLI STUDI PROFESSIONALI.

La musica dal dentista è una forma di “pubblica diffusione”, analoga a quella utilizzata in contesti come bar, ristoranti, alberghi. Così il Tribunale di Milano ha condannato un dentista per il mancato pagamento dei ‘diritti discografici’. Saverio Lupica, Presidente di SCF “una sentenza innovativa applicabile a tutti gli studi professionali”.

Milano, 15 ottobre 2010 – Storica sentenza a favore dei diritti connessi discografici. Il Tribunale di Milano ha condannato il titolare di uno studio dentistico per aver diffuso musica attraverso una radio senza aver corrisposto a SCF i compensi, previsti dalla legge sul diritto d’autore, a favore di artisti e produttori discografici (autonomi e indipendenti rispetto a quanto dovuto a Siae per i diritti d’autore).
Con sent.10901/2010 il Tribunale di Milano ha confermato che la diffusione di musica all’interno di studi professionali privati - come quelli dentistici - rappresenta una forma di “pubblica utilizzazione”, come definita espressamente nella Legge sul Diritto d’Autore (art. 73 bis - L.D.A. 633/41).
Nello specifico, in linea con quanto già ampiamente riconosciuto dalla giurisprudenza (sent. C-306/05 - Corte di Giustizia), la decisione conferma come l’elemento discriminante rispetto all’insorgenza del diritto sia la messa a disposizione delle registrazioni discografiche ‘a un pubblico di persone’, a prescindere dal carattere pubblico o privato del luogo in cui avviene la diffusione di musica.
I giudici milanesi hanno, infatti, stabilito che la clientela di uno studio dentistico è qualificabile come ‘pubblico’, in quanto appare potenzialmente indeterminata sia nel numero, che nella sua composizione; il fatto che l’accesso dei clienti allo studio avvenga in maniera programmata rappresenta una mera modalità organizzativa.
La sentenza di Milano conferma e rafforza l’orientamento giurisprudenziale che ha caratterizzato la tutela dei diritti di artisti e discografici in questi ultimi anni, riaffermando che il pagamento del compenso SCF è dovuto qualsiasi sia il mezzo utilizzato, anche una radio. Nello specifico è in linea con la normativa europea e con quanto già da tempo avviene negli altri paesi dell’Unione, dove gli studi medici e dentistici riconoscono regolarmente il pagamento dei diritti discografici a fronte dell’utilizzo di musica d’ambiente, per offrire ai propri pazienti un ambiente più confortevole e rilassante.

La sentenza del tribunale di Milano rappresenta un provvedimento estremamente positivo e innovativo perché fissa di fatto un principio di applicabilità di più ampio respiro, che interessa a questo punto tutti gli studi professionali, come per esempio in generale tutte le altre tipologie di studi medici, quelli di avvocati, di architetti, commercialisti, notai.” - commenta Saverio Lupica, Presidente di SCF Consorzio Fonografici - “Si tratta indiscutibilmente di un ottimo risultato sul fronte della tutela dei diritti discografici. In questa occasione teniamo comunque a ribadire e confermare, ancora una volta, che il ricorso alla via giudiziaria non è certo la strada che SCF intende perseguire per affermare i diritti degli artisti e dei produttori. Al contrario: crediamo che il dialogo e la negoziazione siano le uniche soluzioni ragionevoli per dare applicazione a quello che è a tutti gli effetti un obbligo di legge, nel rispetto delle parti coinvolte. Una tesi, la nostra, che trova ogni giorno sempre più facile applicazione grazie al comportamento responsabile di un numero sempre maggiore di operatori professionali, attivi nei più svariati settori, che, grazie anche alla collaborazione instaurata con le rispettive associazioni di categoria, fanno uso di musica riconoscendo spontaneamente i diritti di artisti e produttori discografici”.

14 ottobre 2010

Samsung Galaxy Player, MP3 Android con radio FM

Questa mattina Samsung ha presentato a Milano, nel corso di un affollato "open day", tutte le sue gamme di prodotto: elettrodomestici, telefonia mobile, imaging (tv, videocamere, fotocamere), It (note/netbook, stampanti, monitor). Nell'area dedicata ai telefonini - accanto alle famiglie di cellulari e tablet Android, ai dispositivi con sistema operativo "bada" ("oceano" in coreano, l'ambiente recentemente annunciato dalla stessa Samsung) e Windows Phone 7 - faceva bella mostra di sé il lettore MP3 Galaxy Player 50. Particolarità di questo concorrente di Apple iPod Touch, analogamente a un dispositivo molto simile annunciato da Philips il mese scorso all'IFA di Berlino, è l'uso del sistema operativo Android. Tra le applicazioni integrate c'è anche la radio FM, oltre alla connettività Wi-Fi che permette comunque di accedere a molti stream radiofonici online. Ho fotografato al volo l'interfaccia grafica, secondo me - lo scatto è quello che è - è molto efficace, con la sua manopola centrale a sfioramento per variare la frequenza.
Non conosco il prezzo di questo dispositivo, che dovrebbe arrivare in negozio il prossimo dicembre. Azzardo che sarà compreso in un intervallo tra i 100 e i 150 euro, considerando che uno smartphone Android Samsung si vende per 199. Questo dei device multimediali Android non telefonici comincia a diventare un filone molto interessante. E guarda caso la radio FM è presente come componente (il solito chippino Broadcom? E a quando il DAB+?). Tra le caratteristiche di Galaxy Player c'è anche il supporto della ricerca vocale su Google e la registrazione di appunti vocali. Questo significa che è presente un microfono e che in teoria si potrebbero immaginare ingressi line-in per la creazione di recorder MP3 molto funzionali.

Milano, 14 ottobre 2010 – È stato presentato in anteprima all’IFA di Berlino lo scorso mese di settembre: adesso arriva in Italia il nuovo Samsung Galaxy Player 50, molto di più di un semplice multimedia player, in grado di offrire musica e molto altro ancora in totale mobilità.


Galaxy Player 50 è infatti il primo lettore Mp4 Samsung con sistema operativo Android 2.1, per aprirsi al mondo delle applicazioni di Android Market e del Samsung Application Store direttamente dal proprio player. Altra novità la possibilità di sfruttare Mobile Office sempre e dovunque, di visualizzare e modificare file Excel o Power Point grazie a ThinkFree preinstallato.
Galaxy Player 50 dispone di una fotocamera da 2 Megapixel, che insieme all’ampio display da 3,2 pollici full touch, permette di condividere la propria esperienza multimediale grazie alla connessione Wi-fi, pubblicando i propri file su Flickr, You Tube e sugli altri principali Social Network; oppure attraverso l’ultima versione di Bluetooth 3.0 via DLNA , che fa dialogare insieme lettore, TV, PC o un proiettore.
Samsung Galaxy Player 50 dispone anche del GPS per geolocalizzare ogni singola foto, ma soprattutto aiuta l’utente a “navigare” in una città e coglierne immediatamente i principali punti di interesse, sia che si tratti di un museo o di un ristorante.
Anche Galaxy Player 50, come alcuni Smartphones di Samsung, dispone della funzione Ricerca Vocale di Google, per trovare in Internet tutto ciò che interessa, semplicemente pronunciandolo.
Compatibile con tutti i principali formati audio, foto e video, compreso il formato DivX, Samsung Galaxy Player 50 assicura un’esperienza audio eccellente grazie alla tecnologia SoundAlive che ricrea il suono completo di un sistema 5.1; inoltre con la semplice funzione “Drag & Play”, gli utenti possono accedere dal PC alle loro library multimediali al lettore mp4, senza la necessità di convertire brani musicali e filmati.
Samsung Galaxy Player 50, sarà in vendita presso le principali insegne di elettronica di consumo dal mese di Dicembre.