20 dicembre 2009

Ora alle FM "low power" manca solo l'ok del Senato USA

La Camera americana ha "passato" qualche giorno fa il 16 dicembre - rimandandola al Senato che l'aveva già approvata nella prima bozza nelle sue Commissioni - la proposta di legge H.R. 1147 a favore delle Low Power FM, stazioni FM a bassissima potenza e a carattere comunitario. Se approvata definitivamente anche in Senato e dopo la firma del presidente Obama, le LPFM torneranno per così dire a "respirare" e cadranno i vincoli di spettro che hanno tenute bloccate moltissime richieste alla FCC.
Le radio FM a bassa potenza godono di un regime di autorizzazione più rilassato rispetto alle stazioni "Full Power" e soprattutto costano molto meno, in termini di equipaggiamento e bolletta elettrica. E' sufficiente una somma tra i 2 e i 5 mila dollari per far partire una stazione. Questa tipologia di stazioni era stata approvata nel 2000, ma subito dopo una legge fatta passare un po' surrettiziamente dalle associazioni dei grandi broadcaster, impose un limite "spaziale" per cui una LPFM non poteva operare a meno di 600 kHz di distanza da una Full Power per non "creare interferenze". Una classica istanza di lupi disturbati da agnelli.
Nel 2003 un celebre rapporto commissionato dalla FCC, il rapporto MITRE, dal nome di un laboratorio no-profit che si occupa di test e valutazioni nell'ambito di progetti a finanziamento federale e militare (MITRE, nata nel 1958 ebbe un ruolo in ARPAnet e in Tymnet, le radici di Internet) concluse che il rischio non c'era, le LPFM avrebbero potuto trasmettere anche senza tutti questi limiti.
Dal rapporto MITRE sono trascorsi sei anni. Solo nel 2009 si è ricostituito un clima favorevole a una revisione delle regole che nel 2000 avevano in pratica imbavagliato sul nascere le piccole stazioni locali che scuole, istituzioni, ospedali, associazioni e comunità varie potrebbero costituire. Presentata in Commissione Commercio Industria nel febbraio di quest'anno, la legge ha subito una accelerazione a settembre e ora ha conquistato, per "voice vote", in pratica per alzata di mano, l'accesso all'ultimo passo prima della definitiva entrata in vigore. Restano perplessi i grandi broadcaster e tutti coloro che preferirebbero utilizzare lo spettro FM per attivare ripetitori che allarghino il bacino di ascolto, specialmente delle stazioni in onde medie. Tra gli oppositori del progetto c'erano anche il NAB e NPR, che tuttavia non si sono più opposti al passaggio del testo alla Camera.
Per gli attivisti, il Local Radio Act H.R. 1147 - una iniziativa politicamente bi-partizan - è soprattutto un modo per "dar voce a chi non ha voce" e favorire, per esempio, i giovani musicisti. In lista d'attesa, secondo l'associazione FreePress, che appoggia la nuova legge, ci sono migliaia di piccole stazioni che potrebbero finalmente iniziare a trasmettere., dopo le 800 autorizzate in passato. Quello che segue è il comunicato di FreePress, per un riassunto molto dettagliato ho trovato questo post sul blog MediaIsland.

Date: December 17, 2009

WASHINGTON -- The U.S. House of Representatives voted on Wednesday to open the airwaves to hundreds of new Low Power FM radio stations across America. The Local Community Radio Act (HR 1147), introduced by Reps. Mike Doyle (D-Penn.) and Lee Terry (R-Neb.) and supported by more than 80 co-sponsors in the House, now awaits a vote by the full Senate.
Candace Clement, program coordinator at Free Press, made the following statement:
"Today’s House victory is an important step in the decade-long fight to build and diversify local radio. This legislation is about amplifying local voices and expanding a bottom-up, people-powered medium to counteract rampant media consolidation. Low Power FM stations provide new opportunities for independent and diverse voices on the airwaves and outlets for truly local information and perspectives.
"We commend Representatives Doyle and Terry for their hard work and leadership on this issue, as well as the Prometheus Radio Project and LPFM advocates across the country who have built a movement to bring better local radio to the American people. We look forward to Senate passage of this important legislation and to President Obama signing this bill into law."




19 dicembre 2009

Il zibaldone italiano della barcellonese Contrabanda FM

Il commento apparso oggi in calce a un mio post su una emittente barcellonese mi consente di fare un po' di doverosa pubblicità al programma in lingua italiana di Radio Contrabanda, vecchia stazione comunitaria della capitale catalana. Zibaldone viene trasmesso ogni venerdì (divendres in catalano) su 91,4 MHz alle 18 ed è ideato e condotto da Roberto Fenocchio. Sul sito BCN-IT trovate un archivio storico di questa interessante trasmissione, molto ricca di musicisti, artisti e altre personalità italiane di passaggio. Da parecchio tempo Barcellona, una delle più belle città europee e del mondo a mio parere, è diventata il rifugio di molti italiani. Alcuni di loro giustamente stufi di come stanno andando le cose in patria. Un altro punto di riferimento di questa vivace comunità di nostri connazionali è il blog collettivo SpaghettiBCN. Includo qui una sua intervista a Roberto Fenocchio che ho trovato su YouTube.



18 dicembre 2009

Moratti: quote minime alla radio per la musica italiana


Presentando a Milano il progetto LiveMi, una kermesse musicale che invaderà le tristi stazioni della nostra metropolitana (unica eccezione Bande Nere, dove spesso mi soffermo ad ascoltare le note di un formidabile anonimo bluesman e occasionalmente dall'arpa viajera di Wilman Guachi), il sindaco Letizia Moratti ha dichiarato che intende portare avanti l'idea di un progetto di legge per imporre alle radio nazionali la trasmissione di una quota minima del 30% di musica italiana. Ho già in mente il nome perfetto per promuovere l'iniziativa: Italian Music Day. La Moratti dice che la norma dovrebbe essere ispirata a quella già in vigore in Francia a tutela della produzione locale e sostiene che questo obbligo favorirà i giovani musicisti.
Io non sono un grande esperto di musica che comunque non mi va di definire "leggera", ma resto perplesso davanti a queste pensate protezioniste e non solo perché provengono da esponenti di uno schieramento politico che decurta i fondi destinati alla scuola, alla cultura, al cinema, al teatro e non perde occasione per ostentare una parlata infarcita di inglese maccheronico. La mia perplessità riguarda soprattutto la questione di fondo: è davvero possibile che riservare una quota più consistente della programmazione radiofonica alla produzione musicale domestica rechi un vantaggio in termini di qualità della produzione e accessibilità estesa ai giovani artisti? Ripeto di non essere un grande esperto, ma ultimamente non mi è sembrato di ascoltare fiumi di buona musica in radio, straniera o italiana che fosse. Mentre su Internet - la tanto viturperata Internet di luoghi come Facebook equiparati a pericolosi covi terroristici - è tutto un fremere di gruppi e cantanti che, diciamola tutta, alle radio non arriverebbero neanche se la percentuale obbligatoria fosse del 99,5%. La stessa LiveMI (che guarda caso avrà un risvolto su iTunes), tanto per sottolineare che non ho particolari prevenzioni, mi sembra un progetto molto più significativo e utile dell'ennesima legge che che invece di sanzionare la responsabilità individuale nei comportamenti asociali e pericolosi dice a milioni di individui come devono comportarsi, pensare e magari votare.
Le scale del mezzanino trasformate in tastiere
LiveMi, la musica "metropolitana"
Il progetto promosso dal Comune di Milano e da Atm, con la direzione artistica di Red Ronnie, per promuovere i nuovi talenti. Palcoscenico delle performance saranno le stazioni del Metro, non solo un luogo di passaggio ma anche di incontro e aggregazione

Milano, 18 dicembre 2009 – Valorizzare la musica italiana e rilanciare la musica emergente in Italia. Un progetto che conferma il ruolo di Milano come città della sperimentazione, meta di tanti giovani che, con la musica nel cuore, sperano di realizzare i propri sogni. “LiveMi è la risposta a questi sogni, una straordinaria occasione per tutti i giovani di farsi ascoltare, di comunicare, di esprimere la propria creatività". Con queste parole il Sindaco Letizia Moratti ha dato ufficialmente il via a “LiveMi", progetto promosso dal Comune di Milano e da Atm, affidato alla direzione artistica di Red Ronnie, da sempre impegnato nel campo della musica emergente.
L’iniziativa parte dalla metropolitana di Piazza Duomo, crocevia di persone, di vita e di storie, che sarà il palcoscenico del primo di tantissimi appuntamenti, in calendario da marzo 2010. Il progetto si propone di fare di Milano, già città leader in molti settori, il punto di riferimento per quella moltitudine di musicisti e cantanti che oggi non hanno né lo spazio, né l’occasione per farsi conoscere.
“Ho intenzione di presentare una proposta di legge al Governo per difendere e valorizzare la musica italiana e sostenere i giovani artisti– ha annunciato il Sindaco –. Un proposta di legge sull’esempio della Francia, dove le radio sono tenute a trasmettere una grande percentuale di canzoni nazionali e brani inediti di artisti emergenti.
“Vogliamo dare ai milanesi una metropolitana più viva – ha dichiarato Elio Catania, presidente e ad di Atm, intervenendo all’evento di questa mattina – . Abbiamo preso l’impegno lo scorso marzo con l’inaugurazione del Meneghino, quando la città ha accolto il nuovo treno. Poi abbiamo portato la musica nel metrò con gli oltre 40 concerti di Mito. Oggi, con il nuovo e grande progetto di LiveMi, e la musica dei nuovi talenti, rendiamo ancora più vitali le metropolitane, che non devono essere solo un luogo di passaggio ma un tassello, piacevole e ricco di stimoli, nella giornata dei cittadini".
Tra i presenti alla prima giornata di musica in metropolitana, animata dalla performance di alcuni artisti (dal gruppo “DiodellaLove" a Micol Barsanti, dal chitarrista degli Stadio Ricky Portera a Iskra Menarini, protagonista della Tosca di Lucio Dalla, anche l’assessore agli Eventi Giovanni Terzi e l’assessore allo Sport e Tempo libero Alan Rizzi. “L’idea – ha sottolineato il Sindaco – è nata proprio durante l’inaugurazione del nuovo treno Meneghino. È stato in quel momento che ho pensato alla metropolitana come luogo simbolico della città da far vivere, e Atm ha condiviso questo mio desiderio. E non poteva esserci soluzione migliore della musica, che ha saputo trasformare la metropolitana in un vero e proprio palcoscenico dove i giovani potranno esibirsi".
“LiveMi avrà uno spazio su ITunes, dove i partecipanti potranno inserire le proprie canzoni; un canale dedicato su You Tube che accoglierà i video; gli schermi della Metro di Milano, che manderanno i filmati delle performance live in diretta, e il maxi schermo in piazza Duomo. L’iniziativa potrà contare anche su Radio Lombardia, che ha confermato la propria adesione e sul sito dedicato (vedi link).
“LiveMi – ha commentato l’assessore Giovanni Terzi – è un progetto importantissimo per la nostra città, che premia la creatività giovanile e, al tempo stesso, valorizza uno spazio cittadino quotidianamente frequentato da tutti ma troppo poco vissuto. Mi occupo di una fascia di età, quella tra i 18 e i 30 anni, dove c’è molta voglia di fare, soprattutto nel campo dell’arte, della creatività e della musica – ha sottolineato l’assessore Alan Rizzi –. Spesso però il talento e l’impegno di questi ragazzi stenta a emergere, perché sono ancora poche le opportunità per farsi conoscere al grande pubblico.
Per questo abbiamo accolto con entusiasmo questo progetto, che coinvolgerà tantissimi giovani da tutta Italia e farà di Milano il centro della musica emergente". A fine cerimonia il Sindaco ha inaugurato una scala della metropolitana di piazza Duomo, trasformata per l’occasione in un pianoforte. Infatti i gradini producono una nota ogni volta che un piede vi si posa sopra. Un omaggio, anche in vista di Natale, alla musica e alla città.


La number station che incastrò l'agente Georgiyev

Un altro articolo dell'esperto polacco Jan Bury apparso sull'ultimo numero del trimestrale Cryptologia, aggiunge un'ulteriore tessera al mosaico con cui Bury sta ricostruendo il funzionamento delle operazioni di spionaggio e controspionaggio negli anni della guerra fredda, con una particolare attenzione agli aspetti della trasmissione e ricezione di messaggi cifrati. Dello stesso autore sono apparse altre storie non meno affascinanti ma questa è davvero particolare perché racconta di come i messaggi trasmessi dalle cosiddette number stations sono stati intercettati e decodificati grazie a un'operazione di counterintelligence che aveva permesso di individuare, all'inizio degli anni Sessanta, un cittadino bulgaro che lavorava per i servizi americani.
Il fatto raccontato da Bury emerge da un rapporto che le autorità di Mosca avevano a suo tempo diffuso nelle altre nazioni del Patto di Varsavia, documento fortunosamente scampato alle distruzioni successive alla caduta dei regimi comunisti e che oggi è conservato in Polonia negli archivi dell'Istituto nazionale del ricordo. Nel documento si legge la vicenda del bulgaro Asen Hristov Georgiyev, nato a Sofia nel 1907 e reclutato verso la fine degli anni Cinquanta, mentre svolgeva funzioni diplomatiche negli Stati Uniti, dagli agenti della CIA. Georgiyev fu equipaggiato con inchiostro invisibile per la stesura dei suoi rapporti, con un ricevitore Hammarlund SP600 per la ricezione dei messaggi che avrebbero contenuto le istruzioni e richieste, e coni one time pad necessari per la decodifica dei messaggi stessi.
Georgiyev viene fortunosamente scoperto attraverso le operazioni di sorveglianza dei funzionari dell'ambasciata americana a Sofia e posto a sua volta sotto stretto pedinamento. Le prove per incastrarlo definitivamente quando nella sua abitazione vengono scoperti gli one time pad che rendono possibile la lettura di alcuni messaggi cifrati trasmessi dalla "number station" americana di Atene su una frequenza di 5243 kHz (si tratta di una frequenza del tutto compatibile con quelle ancora oggi utilizzate - si sospetta - per il coordinamento di reti di agenti stranieri). Nel 1963, mentre si trova a Mosca per un congresso aerospaziale, Georgiyev viene arrestato, sottoposto a processo e condannato a morte.
Chi fosse interessanto alla lettura dell'articolo di Bury su Cryptologia lo troverà a questo indirizzo.

Digitalizzazione FM, spunta un sistema russo: R-AVIS

Il comitato FM45 dello European Communications Office (ex European Radio Office), quello che si occupa delle possibili soluzioni per il passaggio al digitale per le stazioni della banda VHF/II, è tornato a riunirsi, questa volta in Germania, nella sede della Südwestfunk di Francoforte. E come sempre i documenti messi a disposizione dei partecipanti al meeting, che si concluderà oggi, sono di estremo interesse.
Ne segnalo due alla vostra attenzione, uno riguardante un accurato studio comparativo della Bayerischer Rundfunk in cui si evidenziano in modo molto esauriente i dubbi relativi a un dispiegamento su larga scala, in Europa, del sistema di trasmissione digitale HD Radio. Il report conclude affermando che a causa delle diverse metodologie di pianificazione dello spettro, il sistema Ibiquity che funziona negli USA non potrebbe essere utilizzato in Europa senza causare pesanti interferenze sulle emittenti FM analogiche e una conseguenze riduzione delle aree geografiche coperte con il segnale convenzionale.
L'altro documento riguarda addirittura un nuovo sistema di trasmissione digitale, questa volta originario della Russia, R-AVIS. Il Real Time Audio Visual Information System consentirebbe secondo la breve presentazione in inglese pubblicata tra i materiali della riunione ECO (ho scovato un documento più dettagliato, ma è in russo), la trasmissione di flussi compresi tra i 150 e 900 kilobit al secondo su larghezze di banda di 200 o 250 kHz (codifica audio MPEG-4 AVC o HE-AAC), equivalenti a un massimo di 10 programmi audio stereofonici o un programma video. Il sistema è stato concepito proprio per l'uso ottimizzato in banda I e II e sfrutta una variante della modulazione ortogonale OFDM con portanti sottomodulabile in QPSK e QAM. Il sistema è descritto nel documento ITU-R BT.2049/Appendice 5.
C'era davvero bisogno di aggiungere una nuova sigla alla già lunga lista di standard e sistemi proposti per far evolvere la radio dall'analogico al digitale? Quali costi industriali - a fronte di un mercato globale da 26 miliardi di sterline all'anno (come abbiamo visto dai dati OFCOM) - dovranno sostenere le imprese e la collettività? Con quali ritorni in termini di economia dell'hardware di trasmissione e ricezione, copertura geografica dei bacini d'ascolto, consumi elettrici, mercato pubblicitario, varietà di programmazione e pluralismo? Mentre cominciano a manifestarsi le prime perplessità sulla digitalizzazione della tv hertziana terrestre, forse sarebbe il caso di fare quattro conti su un comparto, la radio, che non raggiunge certe soglie di valore ma è pur sempre un medium molto apprezzato e utile sul piano sociale e culturale.

17 dicembre 2009

Radioaktivität a Napoli, arte e radiofonia

E' in corso al Palazzo delle arti Napoli (grazie a Francesco per la segnalazione) la terza edizione del Forum Internazionale sulla Documentazione e i linguaggi del contemporaneo e domani, venerdì 18 è previsto l'evento "radioaktivität | arte e radiofonia curato da Stefano Perna

«Grazie alla sua capacità di lavorare sull’ascolto e sullo sviluppo di una sua specifica “arte”, di dislocare il senso di presenza, di produrre visioni pur in assenza di immagini, la radio ha continuamente attratto l’attenzione di artisti che, dalle prime avanguardie novecentesche fino agli attuali scenari delle reti digitali, ne hanno voluto sondare potenziali, codici e virtualità. Sotto forma di palinsesto e mediante una serie di interventi in stile ‘radiofonico’ e performance sonore, la giornata esplorerà i rapporti tra radio e sperimentazione artistica.»

Sono previsti interventi di: Knut Aufermann & Sarah Washington / João Bacahlau / Cappa & Drago / Pinotto Fava / Gabriele Frasca / Ilaria Gandez / Heidi Grundmann / Honor Harger / Carola Haupt / Cristiano Magi / Etienne Noiseau & Irvic D'Olivier / Richard Thomas / Ilari Valbonesi. Rilevante, come sempre, la presenza di Cappa & Drago dell'Istituto Barlumen, che offriranno un'opportunità ghiottissima, porgendo in anteprima e in progress al loro pubblico un omaggio a "Ritratto di città", radiopoema scritto da Roberto Leydi e musicato da Luciano Berio e Bruno Maderna nel 1954 allo Studio di Fonologia della RAI di Milano. Vedo anche che è atteso Etienne Noiseau di Syntone. Per scaricare il programma completo della manifestazione. Vorrei davvero essere a Napoli, e non solo per questo evento... Davvero, se qualcuno di voi riuscisse a esserci e a inviarmi qualche annotazione, sarei immensamente grato.

L'economia globale della radio vale 26,6 mld di pound


L'OFCOM britannico ha appena rilasciato l'edizione 2009 del report International Communications Market, estesa indagine sull'economia globale dei mezzi di comunicazione. La sezione sulla radiofonia dice che questa industria ha generato nel 2008 un fatturato mondiale pari a 26,6 miliardi di sterline con un calo di 2,2 punti percentuali sul 2007. In Italia l'economia della radio vale tra pubblicità e fondi pubblici, appena 1,1 miliardo di sterline (fate voi i conti, ormai la sterlina è di poco superiore all'euro) ma in compenso è insieme al Canada l'unica grande nazione sviluppata (?) dove questa economia è in leggera crescita rispetto al 2007. Siamo anche tra le nazioni che la radio la ascoltano di più. Ci sono decine e decine di tabelle interessanti in questo studio e potete scaricarle gratuitamente a questo indirizzo del sito OFCOM. All'indirizzo sopra indicato trovate diverse altre statistiche.

11 dicembre 2009

12 dicembre 1969

Tra poche ore, al Piccolo Teatro di Milano (la sede storica di via Rovello, non l'orribile edificio che tra mille lungaggini e polemiche lo ha affiancato più recentemente), Radio 3 invita i milanesi a presentarsi alla rievocazione per il quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana. Rievocazione che verrà trasmessa alla radio contestualmente:

Piazza Fontana, 40 anni dopo
speciale Piazza Fontana - sabato 12 dicembre, ore 15.00-18.00

A quaranta anni esatti dallo scoppio della bomba che ha cambiato la storia del nostro paese, Radio3 dedica una puntata speciale all'anniversario della strage di Piazza Fontana. In diretta dal Piccolo Teatro di Milano, Marino Sinibaldi sarà in conduzione dalle 15.00 alle 18.00, con moltissimi ospiti tra i quali Giorgio Boatti, Anna Bravo, Guido Panvini, Benedetta Tobagi, Gerardo D'Ambrosio, Piero Scaramucci, Giancarlo Majorino, Marco Belpoliti, Giuseppe Genna, Silvia Ballestra. Interverranno anche Massimo De Francovic e Elio De Capitani, e l'Ensemble Musagète.
Vuoi assistere al programma? Ti aspettiamo sabato 12 dicembre alle ore 15.00 in via Rovello 2, Milano.

Avevo solo dieci anni in quel dicembre così lontano, ma la voragine apertasi in quella banca affollata di gente qualunque - la voragine in cui siamo precipitati tutti senza più uscirne, maledizione - ha segnato profondamente me e tutta la mia generazione.
La storia siamo noi, trasmissione benemerita (e incomprensibilmente ancora in onda), trasmete in questi giorni una puntata speciale su Piazza Fontana (che ho registrato in digitale). Da questo documentario ho estratto il fotogramma che potete vedere, un giovanissimo giornalista televisivo che nelle ore immediatamente successive alla strage condanna senza processo "l'esecutore" Pietro Valpreda. Questo giornalista, lo vedete, è ancora in attività e non è cambiato di molto. Il canale della tv digitale terrestre RAI Storia, dedica una giornata intera all'anniversario.
La figlia di una nostra amica impaginatrice allestisce al teatro milanese Argom, a due passi dall'ospedale Niguarda, un monologo - "Quel che è stato è stato" - ispirato ai racconti della famosa zia di Pietro Valpreda, affettuosa protettrice dell'infelice anarchico Pietro, che ricordo con lo stesso affetto in quelle serate nel suo piccolo circolo Arci di corso Garibaldi, davanti alla birra rossa. Cercate di non dimenticare tutto questo, siamo morti tutti nell'inferno di Piazza Fontana.
[Accludo qui la testimonianza di Fortunato Zinni, impiegato della Banca Nazionale dell'Agricoltura, sopravvissuto all'esplosione che fece 17 vittime:]


Qui invece trovate uno slideshow di fotografie riprese nel corso della trasmissione, dal chiostro del Teatro: http://bit.ly/5ZDvht

EBU, il futuro della radio e documentazione DRM Day

L'ultimo numero, lo 002 di dicembre 2009, della rivista tecnica dell'EBU, "tech-i" ha una copertina dedicata al futuro della radio e pubblica un paio di articoli piuttosto interessanti sull'evoluzione digitale del medium. David Wood, Deputy Technical Director, si chiede (per l'ennesima volta, ma tant'è) che cosa occorra per far decollare la radio digitale, mentre Mathias Coinchon affronta il tema della prospettiva della radio digitale in un contesto ibrido broadcast/broadband che mi sembra abbastanza realistico.
Recentemente, come forse ricorderete, l'EBU è tornata a occuparsi di Digital Radio Mondiale, organizzando una giornata di discussione a Ginevra. La lista di distribuzione DRM_Italia, moderata da Claudio Re, ha messo l'altro giorno online le 12 presentazioni del simposio (le trovate nella sezione files del gruppo Yahoo! ma ovviamente dovete iscrivervi).

DigiTAG alla UE: non togliete troppe frequenze al DTT


DigiTAG, il consorzio industriale per la televisione digitale terrestre a standard DVB lancia un allarme relativo allo spettro delle frequenze UHF, prendendo di mira una recentissima raccomandazione della Commissione Europea in cui le autorità di regolamentazione sono invitate a riservare a servizi non-broadcast la porzione compresa tra i 790 e gli 862 MHz. Il passaggio al sistema televisivo digitale, più efficiente in termini di capacità (una efficienza solo apparente e condizionata, come stanno imparando a loro spese decine di televisioni locali private italiane), sta rendendo disponibili molti canali prima occupati da segnali televisivi analogici. E' il cosiddetto dividendo digitale, che molte nazioni ormai passate allo standard DVB pensano ormai di assegnare a servizi come la telefonia cellulare e Internet senza fili. Una prassi che l'Unione Europea sembra intenzionata ad applicare in senso esteso e allargato a tutti i paesi membri.
DigiTAG teme che togliendo oltre 70 MHz di spettro alla banda televisiva UHF, si rischia di mettere in pericolo i servizi televisivi terrestri, che vedrebbero accelerato il rischio di saturazione e instabilità. Per definire meglio le sue preoccupazioni DigiTAG ha realizzato un position paper sul dividendo digitale che può essere scaricato a questo indirizzo: http://www.digitag.org/DTTResources/DigiTAG_Position_Paper%201.01.pdf
La problematica ovviamente interessa anche tutti i servizi radiofonici che vengono veicolati sulle varie piattaforme DVB-T, che molti utenti insoddisfatti dell'FM cominciano a utilizzare.