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02 dicembre 2010

Communications Report OFCOM: dubbi sui dati italiani

Torna all'appuntamento The Communications Market Report, lo studio OFCOM sul mercato globale delle comunicazioni. Ancora una volta le cifre della radio parlano di un mezzo globalmente in contrazione come valori economici, ma con aree di grande crescita, come la Cina. Qui il report completo, mentre le chart relative alla radio, si trovano qui. Nelle 17 nazioni coperte dallo studio il valore del mercato radiofonico è passato dal 2005 al 2009 da 26 a 24 miliardi di sterline, una contrazione del 6,5%. Seguono decine di altri grafici che confrontano tra loro i vari media e, per la radio, forniscono interessanti indicazioni sulle abitudini di ascolto, tra digitale e Internet. Ho trovato un unico neo, purtroppo macroscopico. Il valore del mercato radiofonico in Italia viene indicato (sulla base di analisi PriceWaterhouseCoopers) in 1,1 miliardi di sterline. Oltre 650 milioni sarebbero in denaro dai canoni. Ovviamente questa valutazione non sta né in cielo né in terra. Basta questo per togliere più di mezzo miliardo al totale di 24 miliardi del settore. Sarebbe opportuno fare qualche verifica in più, amici di OFCOM.

17 dicembre 2009

L'economia globale della radio vale 26,6 mld di pound


L'OFCOM britannico ha appena rilasciato l'edizione 2009 del report International Communications Market, estesa indagine sull'economia globale dei mezzi di comunicazione. La sezione sulla radiofonia dice che questa industria ha generato nel 2008 un fatturato mondiale pari a 26,6 miliardi di sterline con un calo di 2,2 punti percentuali sul 2007. In Italia l'economia della radio vale tra pubblicità e fondi pubblici, appena 1,1 miliardo di sterline (fate voi i conti, ormai la sterlina è di poco superiore all'euro) ma in compenso è insieme al Canada l'unica grande nazione sviluppata (?) dove questa economia è in leggera crescita rispetto al 2007. Siamo anche tra le nazioni che la radio la ascoltano di più. Ci sono decine e decine di tabelle interessanti in questo studio e potete scaricarle gratuitamente a questo indirizzo del sito OFCOM. All'indirizzo sopra indicato trovate diverse altre statistiche.

09 novembre 2009

Nielsen/CRE: sorpresa, la radio domina l'audio

Ho letto la notizia oggi su Giornaleradio.info ma ho ricevuto direttamente un approfondimento che voglio condividere qui, insieme al report che lo ha originato. Una ricerca Council for Research Excellence/Nielsen, afferma che i consumatori americani non hanno voltato affatto le spalle al mezzo radiofonico, che rimane una fonte maggioritaria per soddisfare i propri gusti musicali. In termini di minuti dedicati al mezzo la radio è ancora molto utilizzata, il 77% delle persone che ascoltano musica ogni giorno (90% della popolazione) ascolta la radio contro il 37% dei CD. Se la fascia di età dai 18 ai 34 anni è la più incline a servirsi di player MP3 (usato dall'11% della popolazione), anche queste persone ascoltano la radio.
Questo il commento riassuntivo apparso su sito del Center for Media Research mentre qui c'è il link al report di 38 pagine.


Monday, November 9, 2009
Radio Dominant Audio Device

According to a Nielsen analysis of a media study conducted by the Council for Research Excellence, 77% of adults are reached by broadcast radio on a daily basis, second only to television at 95%. The study found that Web/Internet (excluding email) reached 64%, newspaper 35%, and magazines 27%.

And, in a deeper analysis of audio media titled "How U.S. Adults Use Radio and Other Forms of Audio," Nielsen found that:

* 90% of consumers listen to some form of audio media per day
* The 77% who listen to broadcast radio surpass the 37% who listen to CDs and tapes and the 12% who listen to portable audio devices.
* Almost 80% of those aged 18 to 34 listening to broadcast radio in an average day.

While the recent emergence of portable audio devices like the iPod and other MP3 players was considered a threat to traditional forms of audio, this study's evidence suggests that the new technology has had a positive effect on radio consumption. Radio was found to have a higher reach (82%) among those who listen to portable audio devices, compared to the average reach for all audio consumers.
Jeff Haley, President and CEO of the Radio Advertising Bureau (RAB), concludes that "... this... observational study of today's consumer proves that the primary source of new music is the radio."
Another key takeaway from the reports is that broadcast radio is the dominant form of audio media at home, work, and in the car. Exposure to audio listening falls into four tiers in terms of level of usage among listeners:

* Broadcast & satellite radio (79.1% daily reach; 122 minutes daily use among users)
* CDs and tapes (37.1% daily reach; 72 minutes)
* Portable audio [ipods/MP3 players] ( 11.6% daily reach; 69minutes), digital audio stored on a computer such as music files downloaded or transferred to and played on a computer (10.4% daily reach; 65 minutes average use), and digital audio streamed on a computer (9.3% daily reach; 67 minutes)
* Audio on mobile phones (

Other findings highlighted in the report include:

* Audio media exposure has the highest reach among those with higher levels of education and income
* Approximately 12% of study participants listened to MP3s and iPods for an average of 69 minutes per day, yet eight-in-ten of these individuals also listened to broadcast radio for an average of 97 minutes per day
* 90% of adults are exposed to some form of audio media on a daily basis, with broadcast radio having by far the largest share of listening time

Considering Portable Audio Devices:

* MP3 and iPod players averaged only 8 minutes of listening per day among the entire observed sample, with just under 90% of the sample not listening at all .
* Among listeners of portable audio devices (11.6%), the highest reach was among those aged 18 to 34 years (20.8%), singles (18.5%), and those who tend to be more technology-savvy (18.2%)
* Among those who also listened to portable audio devices such as MP3 players or iPods, broadcast radio had a daily reach of 81.6% reach and 97 minutes of average listening time among those who listen to radio Broadcast radio reaches those aged 18-34 at rates equivalent to the general adult population, with 79.2% of younger adults listening to broadcast radio for an average of 104 minutes a day among listeners. On average, individuals spend almost identical amounts of time during weekdays (454 minutes) as they do on weekends (458 minutes) using one of the five key media sources. And, among key "advertising-based" media platforms:

* Live television had the highest reach and daily usage among users (95.3%, 331 minutes)
* Broadcast radio (77.3% reach, 109 minutes)
* Web/Internet [excluding use of email] (63.7%, 77 minutes)
* Newspapers (34.6%, 41 minutes)
* Magazines (26.5%, 22 minutes)



04 marzo 2008

Eureca Research: presente e futuro del DMB

Eureca Research, società di ricerche di mercato gallese, ha appena rilasciato un dettaglio studio sulla radio digitale T-DMB, sui progetti già in corso e sulle sue prospettive future nelle diverse nazioni in cui è stato o sarà adottato, inclusa la Corea del Sud dove esisterebbero almeno 60 produttori di ricevitori. Il comunicato stampa dettagliato lo trovate qui. Il report indipendente, intitolato T-DMB Mobile TV – A Global, Regional or Korean-Only Standard? e curato da Gareth Owen, costa 2.280 sterline.

A 240 page non-commissioned, independent report which provides a detailed analysis of the market prospects of the Eureka-147 based T-DMB standard around the world.
A key feature of the report is a 55-page review of T-DMB developments in a number of key European and Asian country markets. In addition, this chapter also provides the latest regulatory and market development information on DAB digital radio following the RRC-06 spectrum planning conference in mid-2006. There is also a chapter providing details on DAB/T-DMB data technologies and services, including the latest information on Korean commercial data services which were launched in 2007.
Detailed profiles of the main T-DMB vendors are provided. The profiles provide information on their DAB and mobile TV products, their strategic partners and major customers, and highlight their core competences, major achievements and key product differentiators. The list of vendors includes head-end and RF network suppliers, major chipset design houses plus vendors offering content authoring and content protection solutions.
More than 100 interviews carried out in researching this report with: broadcasters, regulators, chipset manufacturers, network operators, receiver manufacturers, public organizations and institutions, trade groups, etc.

15 gennaio 2007

Radio digitale: sorpassi sospetti

Andrea B. fa molto bene a segnalarmi il pezzo che oggi Affari e Finanza di Repubblica ha pubblicato a proposito dell'imminente sorpasso delle vendite di radio digitali su quelle analogiche. Un pezzo un po' bufala perché basato sulle ricerche di un istituto InStat, che guarda caso conclude così:
E in effetti, visto che il Dab in Gran Bretagna è partito una decina di anni fa, le cautele sembrano aver avuto ragione di esistere. Anche perché la crescita della radio digitale non si è realizzata poco alla volta nel corso degli anni passati, ma ha subito una improvvisa accelerazione a partire dal Natale del 2004, quindi circa due anni fa. E' stato l'effetto immediato dell'immissione sul mercato di un nuovo chip che ha permesso di abbattere letteralmente i costi di produzione dei radioricevitori digitali: se prima una radio Dab stava sugli scaffali dei distributori attorno alle 300 sterline (sui 450 euro), adesso se ne trovano anche a poco più di 50 sterline.
C'è parecchia puzza di "ricerca di mercato" compiacente. Che diventa ancor meno sopportabile quando leggo:
In Europa il mercato più avanzato è quello britannico, che proprio nel corso di questo 2007 è in procinto di festeggiare lo storico sorpasso nelle vendite di apparecchi da parte dei nuovi ricevitori in standard Dab (Digital Audio Broadcasting) rispetto alle tradizionali radio analogiche.
E' un risultato sorprendente visto che non più tardi di tre mesi fa le vendite di radio digitali erano ancora in proporzione di 1 a 4 rispetto ai ricevitori analogici. Ma il ritmo del mercato potrebbe giustificare il sorpasso se già ad ottobre scorso, rispetto all'ottobre 2005, il mercato britannico della vendita di apparati ricevitori radiofonici analogici era sceso del 12% in quantità e del 16% in valore mentre, di converso, il digitale era cresciuto del 21% in valore e del 27% in volumi.
Dunque, vediamo un po'. Tre mesi fa si vendevano quattro radio analogiche per ogni radio digitale. Ma nell'ottobre scorso il confronto anno su anno rivela che le quantità delle vendite delle analogiche è diminuita del 12%. Diciamo quindi che invece di centoventi radio se ne vendono cento. E quella delle radio digitali è cresciuta del 27% Il che significa che invece di 20 radio oggi se ne vendono venticinque. O siamo in presenza di una traduzione lacunosa o siamo proprio vicini al sorpasso di ogni forma di buon senso. La verità è che i famosi chip (magari di Radioscape?) non hanno influito moltissimo sul mercato delle autoradio, che immagino sia abbastanza importante e che non mi sembra pullulare di offerte DAB. Se vogliamo misurare l'impatto delle tecnologie digitali ci vuole maggiore serietà.