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18 giugno 2011

Messico: OK a HD Radio, che comincia a vedere rosa

Con la pubblicazione sull'equivalente messicano della Gazzetta Ufficiale, il Diario Oficial de la Federaciòn, il Messico approva definitivamente la transizione alla radio digitale, in parte già iniziata con il permesso concesso alle stazioni prossime al confine americano che hanno potuto già adottare la tecnologia IBOC di Ibiquity, HD Radio. Ora il permesso è esteso a tutte le stazioni FM e AM dell'intero territorio nazionale. Qui trovate il testo pubblicato dal DFO e qui il comunicato ufficiale del CIRT, l'associazione delle emittenti del Messico. Ricordo che negli anni passati le autorità messicane avevano condotto una sperimentazione del sistema numerico Eureka 147, optando però per HD Radio che a questo punto diventa un candidato forte alla digitalizzazione radiofonica sull'intero continente americano. La normativa approvata in Messico prevede comunque una digitalizzazione su base puramente volontaria e non sono previste per il momento date di switch-off.
A quasi dieci anni dalla sua introduzione sui mercati, HD Radio può cominciare a tracciare un primo bilancio positivo, almeno per quel che concerne la digitalizzazione della banda FM. In onde medie molte stazioni americane stanno rivedendo la loro decisione di tenere accesa la componente numerica del segnale anche di notte (ricordo che HD Radio è un sistema ibrido, che non compromette la ricezione del segnale analogico con i vecchi ricevitori ma fa scattare automaticamente il digitale quando si usa un apparecchio compatibile). Dopo il tramonto le maggiori distanze percorse dal segnale digitale determina un grosso rischio di interferenza con le componenti analogiche delle stazioni che operano su frequenze limitrofe.
In FM invece i livelli di adozione da parte delle emittenti USA cominciano a essere interessanti. Il bilancio tracciato recentemente dalla rivista Radio World permette forse per la prima volta di essere ottimisti. Su 14.600 emittenti oltre 2.100 hanno adottato il segnale ibrido IBOC, di queste 1.800 circa in FM. 1.300 di loro trasmettono - sulla stessa frequenza - uno o due canali di programmazione separata (HD2 e HD3). Le proiezioni di vendita delle radio digitali stimano che nel 2012 ci saranno 12 milioni di apparecchi in funzione, con 15 automaker impegnati a integrare la tecnologia nelle autoradio di bordo. Una importante svolta è arrivato qualche tempo fa, quando la FCC ha autorizzato le emittenti a innalzare le soglie di segnale della componente digitale, volutamente attenuata nella fase iniziale dell'adozione dello standard proprietario (per paura che una componente numerica molto forte disturbasse la ricezione negli apparecchi analogici). Grazie a questa decisione la ricezione HD Radio indoor sembra essere migliorata decisamente.
HD Radio fa parte, con Eureka 147 e DRM+, dei sistemi attualmente discussi dai regolatori europei in materia di digitalizzazione della radiofonia. Ma a causa delle risorse di banda impegnate dal segnale ibrido, appare quanto mai irrealistico utilizzare un sistema IBOC (in band, on channel) per rimpiazzare l'FM analogica. Si possono tuttavia immaginare scenari in cui una eventuale migrazione dei network radiofonici più importanti sul DAB+ arrivi ad abbassare l'affollamento dell'FM tipicamente italiano (e in parte europeo). In questo caso una seria sperimentazione di HD Radio potrebbe portare a risultati interessanti. Il vero vantaggio di HD Radio su tecnologie alternative come il DRM+ sta nella buona disponibilità di ricevitori compatibili con il sistema Ibiquity.

28 novembre 2010

Messico, le emittenti private vogliono lo switch off

Anche in materia di radio digitale, paese che vai usanze che trovi. Secondo El Universal, citato giorni fa da Radio Magazine Online, l'associazione messicana CIRT, che riunisce le emittenti commerciali, sta facendo pressioni sul locale ministero delle Comunicazione perché il 2015, data fissata per lo switch off della tv analogica, diventi anche una data-soglia per l'avvento ex lege della radio digitale. Ministero e authority rispondono che la sollecitudine non è di per sé sbagliata, ma che è impossibile fissare un termine di legge di chiusura della radio analogica senza ulteriori studi.
Il CIRT è da sempre fautore di un profondo ammodernamento delle infrastrutture radiofoniche in Messico e vede di buon occhio una diffusa adozione di HD Radio, sistema per altro già utilizzato in fase sperimentale da molte emittenti degli stati confinanti con gli USA. E' soprattutto sul passaggio dalle onde medie all'FM che si concentra l'azione dell'organismo. In un suo report pubblicato lo scorso 30 agosto il CIRT scrive che su un totale di quasi 1.700 stazioni, 853 utilizzano ancora le vecchie onde medie. Solo nel secondo semestre di quest'anno, sarebbero però state autorizzate al passaggio dalle medie all'FM altre 126 stazioni. Evidentemente il CIRT ritiene che con l'approvazione di una data di switch off o comunque di adozione forzata di uno standard ibrido come HD Radio, che assicura il passaggio al digitale senza rendere obsolete le vecchie radio, il rinnovamento diventerebbe automatico senza pesare troppo sull'insieme di ascoltatori.

02 maggio 2010

Il braccio di ferro (mortale?) tra radio broascasting e IP

Mentre piovono critiche sulla decisione della FCC di autorizzare un aumento della potenza impegnata nella parte digitale del sistema di modulazione ibrido IBOC/HD Radio usato negli USA per migliorarne la ricezione indoor (con questo aumento la porzione numerica dello spettro occupato andrebbe a interferire sia sulle stazioni adiacenti sia sulla componente analogica della stazione emittente aggiungendo per chi ascolta un problema in più oltre alle tecniche di compressione audio già utilizzate), gli americani cominciano a interrogarsi sul futuro della radio in maniera più radicale di un semplice dibattito sui relativi meriti delle modulazioni analogiche o numeriche. Ormai è arrivato il momento di decidere non se la radio debba essere analogica o numerica, ma quale sarà lo spazio del modello broadcasting rispetto al tipo di radiofonia, fortemente personalizzata, interattiva e non lineare, che Internet ci sta abituando a consumare.
Forse c'è una certa tendenza a sopravvalutare l'impatto della radio non-broadcasting dal punto di vista numerico, milioni di persone continueranno ad ascoltare la radio come la conosciamo. Ma tutte queste considerazioni non sono inutili. Nelle nazioni altamente infrastrutturate come gli Stati Uniti o l'Europa la diffusione di contenuti audio via Internet non potrà non avere un peso crescente e anche se non sarà fortemente maggioritario, finirà comunque per togliere ascoltatori e risorse alla radio convenzionale, analogica o numerica che sia. E in condizioni di minore disponibilità di risorse l'establishment della radio non potrà permettersi di sostenere con lo stesso impegno l'eventuale transizione dall'analogico al digitale (transizione che prosegue in tutto il continente nord-americano, considerando che il Messico ha formalmente accettato il sistema IBOC/HD Radio, autorizzato dal 2008 per le stazioni AM/FM che operano a meno di duecento miglia dal confine USA, come standard per la "mudanza" della radio).
Detta in altro modo, che cosa è meglio fare:

A) puntare tutti i soldi sulla radio digitale sperando che questa trasformazione possa davvero fare la differenza presso gli ascoltatori e aiutare l'economia della radio a reggere davanti all'assalto di nuovi entranti come Pandora?

B) investire tutto sulla capacità di creare strategie e sinergie Internet per la radio tradizionale, eventualmente facendo leva su sistemi come RadioDNS che consentono di utilizzare tecnologie già esistenti (RDS) per gettare un ponte tra i contenuti della radio e le possibilità della piattaforma Web?

C) cercare di percorrere, dosando intelligentemente le risorse disponibili, entrambe queste strade?

Mentre meditate sulle risposte leggetevi questo post sul blog di Radio World Online, guardando il filmato YouTube sulla nuova tecnologia di controllo vocale che Ford sta lanciando per il suo sistema di car entertainment chiamato SYNC. Nel filmato si vede il dimostratore della Ford alle prese con le canzoni di Pandora, con le mani sempre sul volante. Secondo Radio World l'automobile è l'ultimo baluardo della radiofonia convenzionale, ma sistemi come questi e interfacce vocali che funzionano potrebbero far crollare il bastione difensivo. Dopodiché, conclude la testata, arriveranno le temute "app" per dispositivi mobili e il resto della realtà mediatica moderna travolgerà il modello broadcast come "i proverbiali barbari alle porte dell'Impero Romano."

Future to Radio Broadcasting: Drop Dead

Is it possible that the days are numbered for the “broadcasting” part of radio broadcasting?
It is certainly no secret that Internet-based and mobile media’s assault on the attention span of consumers grows daily. And since that attention quotient is finite, what one segment gains, another loses.
Broadcast radio grudgingly has ceded ground in the home as iPod-style devices, the Internet and smartphone-based mobile media march forward but in the car broadcast radio has remained dominant. Futzing with iPods and smartphones can be a diverting and harrowing experience in the car, and the Internet is not a player on the road.
Make that “wasn’t” a player on the road.
As you may have seen reported in Radio World, Ford and Pandora, the Internet-based music service, recently demonstrated a new service, to be available in the 2011 Ford Fusion, wherein a smartphone was used as an Internet portal for Pandora. But more than that, an app (they’re everywhere!) allowed the Fusion’s music system to interact with Pandora and respond to voice commands.


This Ford video demo is effective visual evidence of how it works; it is recommended viewing. Ease of use is a high priority; and the demo indicates that at least some of the players are well aware of that.

Can this be dismissed as just another “quadraphonic” demo, or is this Beta — meaning, this particular type might not succeed but the overall idea is about to radically change a whole industry within a few years? Radio World’s Leslie Stimson entertained the question in her coverage of the January CES show.
My takeaway answer: The Internet is coming to the car, like it or not; use it or not.
At the moment the Internet is going to be reliant on smartphones to get in, but how long before a manufacturer or after-market parts maker installs Wi-Fi or WiMax receivers in their cars. After that, the apps will come and then the rest of the modern media world will flood in like the proverbial barbarians overwhelming the Roman Empire.

26 febbraio 2009

Somalia, Russia, Messico: l'asse del sovvertimento

Una segnalazione marginale - ellittica rispetto ai miei soliti argomenti, ma non del tutto offtopic - che rappresenta una lettura di grande fascino e irrequietezza. La rivista Foreign Policy ha dedicato il suo numero di marzo/aprile 2009 a tre aree del mondo da cui potrebbero arrivare grandi guai e discontinuità. Con tutta la loro massa di tragedie e morti ammazzati, le nazioni dell'asse del male di Bush sono, al confronto, secondo il giornale, solo un nostalgico, quasi affettuoso ricordo rispetto al nuovo Axis of Upheaval, l'asse del sovvertimento. Perché Somalia (il posto più pericoloso del mondo), Russia e Messico rappresenterebbero oggi tre incognite assolute, due delle quali ci appaiono vicinissime e, credevamo, non del tutto estranee.
A scrivere di queste tre nuove minacce agli equilibri internazionali, FP ha chiamato Jeffrey Gettleman, corrispondente dell'ufficio di Nairobi del New York Times (Somalia), Arkady Ostrovsky, dell'ufficio moscovita dell'Economist (Russia) e Sam Quinones, giornalista di origine messicana autore di due recenti testi sui problemi dell'immigrazione clandestina e delle bande dei narcos, che in Messico hanno assunto le proporzioni di un vero e proprio tentativo di destabilizzazione, quasi di autonomismo armato (con un conteggio delle vittime che tiene testa alle luttuose cifre iraqene). Tre contributi straordinari e molto veridici. Nessuno può dire infatti che cosa potrebbe derivare da una ex nazione come la Somalia, dove un'intera generazione di uomini e donne non conosce il significato della parola governo, dove il terrorismo di matrice islamica e non solo trova un porto compiacente e del tutto fuori controllo e dove i conflitti dell'est africano possono trovare un epilogo di proporzioni inusitate, senza che nessuno possa muovere un dito (che non sia sul grilletto di un inutile fucile automatico). Nessuno può immaginare che fine farà il patto stipulato tra Putin e i suoi elettori (pugno di ferro e soppressione fisica dei giornalisti scomodi, contro stipendi elevati) negli anni della crisi economica ed energetica. E nessuno può prevedere l'effetto di una frontiera esplosiva su una fascia così ampia degli Stati Uniti. Da leggere assolutamente per sapere da dove arriveranno le prossime tegole.

08 febbraio 2009

Tijuana: i deejay della morte sulla radio della polizia

"Sei tu il prossimo, bastardo. Stiamo arrivando". Una minaccia seguita dalle note di un "narcocorrido", le tipiche ballate messicane con i testi che inneggiano alle imprese dei trafficanti di droga. Alla radio, nell'etere di Tijuana, si ascoltano anche questi messaggi di morte. Il problema è che l'ascolto avviene sulle frequenze della polizia, attraverso la radio delle auto di pattuglia. E un problema ancora più grave è che ormai alle minacce verbali seguono i morti ammazzati. L'altro giorno - ha scritto The Union-Tribune, un giornale di San Diego, a due passi dal confine col Messico - poco dopo la diffusione dei messaggi e le musichette minatori, sono stati trovati i corpi di due poliziotti con le mani legate dietro la schiena e il corpo crivellato di colpi. Lo scorso anno in Messico sono stati uccisi 530 componenti della Polizia, molti dei quali corrotti, magari al servizio di bande avversarie, o magari poco disposti a chiudere gli occhi sul fiorente traffico di stupefacenti di una regione in mano alle bande criminali.
I narcos riescono a immettersi sui ripetitori delle radio dei poliziotti con piccoli impianti forniti di microfono e lettore di CD. I deejay della morte lanciano i loro avvertimenti, magari chiamando le loro prossime vittime per nome. E poi eseguono, senza che nessuno possa fermarli. Il morale della truppa è a terra.

Drug gangs threaten Tijuana cops on radio, then kill them
By Lizbeth Diaz, Reuters
February 6, 2009

TIJUANA — Mexican drug gangs are breaking into Tijuana police radio frequencies to issue chilling death threats to cops which they then carry out, demoralizing security forces in a worsening drug war.
“You're next, bastard ... We're going to get you,” an unidentified drug gang member said over the police radio in the city of Tijuana after naming a policeman.
The man also threatened a second cop by name and played foot-stomping “narcocorrido” music, popular with drug cartels, over the airwaves.
“No one can help them,” an officer named Jorge said of his threatened colleagues as he heard the threats in his patrol car.
Sure enough, two hours later the dead bodies of the two named policemen were found dumped on the edge of the city, their hands tied and bullet wounds in their heads.
Cartels killed some 530 police in Mexico last year, some of them corrupt officers who were working for rival gangs. Others were killed in shoot-outs or murdered for working against the gangs or refusing to turn a blind eye to drug shipments.
Violence has hit shocking levels in Tijuana, over the border from San Diego, since President Felipe Calderon launched an army crackdown on traffickers in late 2006, stirring up new wars between rival cartels over smuggling routes.
The drug war is scaring tourists and investors away from northern Mexico, forcing some businesses to shutter just as the country heads into recession this year.
Badly-paid Tijuana municipal police, often accused of collaborating with rival wings of the local Arellano Felix cartel, are badly demoralized, senior officers say.
“These death threats are part of the psychological warfare that organized crime is using against officers,” said Tijuana police chief Gustavo Huerta.
“Before, the gangs began infiltrating the radio after a police execution, which was bad enough, but now they are doing it beforehand and the force feels terrorized,” he said.

WORN-OUT BODY ARMOR

Officers in threadbare uniforms and worn-out body armor say they are no match for drug gangs with powerful weapons and state-of-the art technology. Some police cling to religious trinkets and pray for protection, but many others have taken early retirement.
“I and many of my colleagues are thinking our time in the force is over,” said Olivia Vidal, a Tijuana policewoman with 15 years in the force. “I have three kids. Two are at university. I would never let them follow in my footsteps.”
Drug hitmen are brazenly using pirate radio decoders to flag police murders in advance on the airwave, often playing the brassy accordion-led “narcocorrido” ballads that lionize the escapades of heavily armed, womanizing traffickers.
The gangsters use the decoder to access the radio frequency and then use a transmitter linked to a CD player and a microphone to transmit the narcocorrido music and the threats.
In one recent attack, hitmen killed two officers in their vehicle in Tijuana and then blasted drug ballads over police radio while naming their next targets, just as officers were reaching the first crime scene.
Some gangs sarcastically offer their “condolences” over the air after an execution, broadcasting messages like: “We are so sorry.”

26 settembre 2008

Messico, ucciso il conduttore anti-sequestri

Stava attaccando alcuni manifesti per protestare contro l'ondata di sequestri che sta imperversando in Messico, quando arrivano dei sicari incappucciati che gli sparano in pancia con la mitraglietta. E' morto così, poche ore dopo le gravi ferite riportate, Alejandro Fonseca Estrada il conduttore di El Padrino, popolare trasmissione della stazione messicana Radio EXA FM, di Villahermosa nel stato del Tabasco. Era un programma dedicato ai giovani e ai loro genitori, ma Fonseca Estrada era molto attivo nel sostegno alle campagne contro la criminalità organizzata. La quale non ha esitato un secondo nel far fuori, con la solita arroganza, l'ennesima voce scomoda.
Tabasco de Luto.
Muere baleado locutor que ponía mantas contra secuestro en Tabasco

Alejandro Fonseca Estrada murió en el hospital luego de que fuera atacado por un comando cuando colocaba los anuncios Roberto Barboza Sosa/corresponsal El Universal

Villahermosa, Tabasco Miércoles 24 de septiembre de 2008 - El conductor de un programa radiofónico falleció en las primeras horas a causa de un balazo que recibió en el abdomen que le disparó un grupo de personas armadas y encapuchadas, cuando el comunicador colocaba en la vía pública mantas contra el secuestro, informó la Procuraduría General de Justicia (PGJT).
El locutor de radio EXA FM, Alejandro Fonseca Estrada, falleció en el hospital donde era intervenido y al que fue trasladado luego de sufrir el ataque.
El occiso conducía el programa familiar de revista matutino “El Padrino” y en el que interactuaba con padres de familia y niños.
La PGJT informó que anoche, alrededor de las 21:00 horas, el conductor de radio, quien también era conocido como “El Padrino Fonseca” se encontraba con sus colaboradores en la transitada esquina de las avenidas Paseo Tabasco y Adolfo Ruiz Cortines, cuando fue atacado a balazos.
Fonseca Estrada había iniciado una campaña antisecuestro que lo llevó a colocar mantas donde se pronunciaba contra ese delito. Entre las mantas que había colocado en la vía pública señalaban: “El secuestrador vive hasta que el ciudadano quiere”, “No al miedo, al secuestro, a la impunidad, a las mentiras”.
Cuando aún le faltaban otras tres, hasta donde estaba con sus ayudantes llegó el grupo de personas armadas a bordo de una camioneta Patriot color azul con placas del estado de Texas, se detuvo frente al locutor y sus seguidores, y le dispararon. Aunque se las fuerzas de seguridad y militares efectuaron un operativo para localizar a los agresores, fue infructuoso.
En el lugar donde fue agredido el conductor de radio, la PGJT encontraron tirado en el suelo un cargador para AR-15.

02 settembre 2008

Ciudad de Mexico inaugura una Web radio culturale

Ieri sul domenicale del Sole tra le anticipazioni del prossimo festival letterario di Mantova veniva pubblicato uno scampolo del romanzo dello scrittore messicano Carlos Fuentes, Il trono dell'aquila (La silla del aguila, uscito nel 2003 ma pubblicato solo oggi in Italia dal Saggiatore). Una sorta di metafora che trapianta gli intrighi e la struttura epistolare delle Liaisons dangereuses nel tipico contesto di potere, sesso e surrealismo hispanoamericano. Nel suo racconto Fuentes immagina un Messico in cui improvvisamente vengono a mancare tutti gli strumenti di comunicazione, telefono, e-mail, fax. Tutto tranne le lettere scritte a mano. Gli scambi epistolari filano la trama abilmente manovrata da una Marquise de Merteuil in salsa chili, intenzionata a darsi anima e soprattutto corpo al "suo" candidato presidente... Ma solo se quest'ultimo saprà conquistare il potere (ovviamente con l'aiuto della fascinosa complottarda).
Chissà perché mi è venuta subito in mente questa lettura - forse per il contrasto tra il potere per il potere tratteggiato da Fuentes e la retorica tutto sommato garbata dell'iniziativa che sto per raccontarvi - quando stasera sono incappato nell'annuncio di un progetto che mi pare intelligente. Il governo di Ciudad de México, megalopoli dalla ricca tradizione culturale, ha deciso di creare una Web radio che si prefigge appunto di promuovere le molteplici attività di artisti, musicisti, scrittori, ma anche attori e giornalisti che ruotano intorno al "Distrito Federal". La stazione diffonderà solo su Internet a partire dal prossimo 4 settembre e si chiama Código DF. La "radio cultural en lìnea" trasmetterà 24 ore su 24 e conta su un investimento iniziale piuttosto cospicuo: otto milioni di pesos, oltre mezzo milione di euro, per la realizzazione di quattro studi di produzione. Il canale sarà orientato ai giovani e avrà spazi anche per i bambini.
Mezzo milione di euro per un progetto di così ampio respiro mi sembra una cifra ragionevole. E mi chiedo perché certe idee non vengano anche ai nostri solerti amministratori, sempre così bravi a lamentarsi delle ristrettezze finanziare che li "costringono" a falcidiare ogni minima proposta culturale. Oggi se si hanno delle cose interessanti da dire non occorrono chissà quali poderosi mezzi: una Web radio si fa ascoltare, fa community, alimenta nuove discussioni. Se si hanno cose interessanti da dire... Tantissimi auguri, amici di Codigo DF.
Iniciará el jjueves transmisión de radio cultural por Internet del GDF

La secretaria de Cultura capitalina indicó que el propósito es abrir espacios para la difusión de las actividades artísticas y culturales de la Ciudad de México. Se invirtiieron cerca de ocho millones de pesos.

Lun, 01/09/2008

Ciudad de México.- A partir del medio día del próximo jueves iniciará operaciones "Código DF, Radio cultural en línea", una estación de radio por internet del gobierno del Distrito Federal con la que buscará abrir espacios para la difusión de las actividades artísticas y culturales de la Ciudad de México.
La secretaria de Cultura capitalina, Elena Cepeda de León, presentó hoy las instalaciones de este proyecto que transmitirá las 24 horas del día a través de la dirección electrónica codigoradio.cultura.df.gob.mx.
Contará con la participación de conductores como la actriz y cantante Regina Orozco, el ensayista Julio Patán, el novelista Fabrizio Mejía Madrid, la cantante Eugenia León, la cuentista Mónica Lavín, la escritora Guadalupe Loaeza, el dramaturgo Miguel Ángel Tenorio y el videasta Fernando Llanos, entre otros.
La funcionaria explicó que esta dependencia invirtió cerca de ocho millones de pesos para acondicionar cuatro cabinas de producción y emisión, así como para contar con la infraestructura técnica necesaria para realizar la transmisión simultánea de hasta cuatro barras de programación en audio y video en vivo o grabado.
Consideró que "Código DF, Radio cultural en línea" sintetiza lo que para el gobierno del Distrito Federal y para la Secretaría de Cultura significa el derecho a la cultura: "gratuidad, universalidad y calidad.
"Y qué mejor espacio para aplicar estos tres conceptos que un medio de comunicación orientado de manera prioritaria hacia los jóvenes", añadió.
Aseguró que no será un medio de comunicación con contenidos "oficialistas" y añadió que sí se informará de programas de gobierno de otras secretaría de la capital del país, como la de Turismo.
"Es un medio de comunicación independiente por sus contenidos que aprovechará la enorme ventaja de la transmisión por internet para recoger y expresar todos los aspectos culturales, artísticos, urbanos e históricos de la Ciudad de México, es decir, un espacio abierto a la expresión de todas las voces de la capital", señaló.
Dijo también que la programación estará dirigida principalmente a los jóvenes, con un 70 por ciento de barra musical y el 30 restante con programas de contenido integrados en tres barras: Radio para la "Banda ancha", "Audictivo" y "Código niños".
La funcionaria expuso que "con Código Distrito Federal el gobierno de la ciudad lleva al ciberespacio el rescate de los espacios públicos y, ante la escasez de contenidos culturales en los medios electrónicos, este sitio multimedia se ofrece como un canal de interacción con los habitantes de la capital.
"No es sólo un nuevo medio de comunicación público que incrementa las opciones auditivas en la ciudad, sino un espacio abierto a la comunicación, al debate y a la creación, un canal de interacción y diálogo con los habitantes de la Ciudad de México", prometió.
Finalmente, indicó que como un homenaje a tres personajes de la cultura recientemente fallecidos, las cabinas de transmisión llevarán los nombres de Alejandro Aura, Víctor Hugo Rascón Banda y Angel Tavira.


22 agosto 2008

Violenza in Messico, la radio porta (e impedisce) il soccorso

Sembra che tra i messicani più abbienti stia furoreggiando un microchip RFID promosso commercialmente (4 mila dollari il costo, più altri 2.200 anni per il servizio di tracking GPS) come sistema antirapimento. I sequestri di persona sono ormai all'ordine del giorno in una nazione che sta diventando rovente. Così chi può permetterselo acquista uno Xega Vip (questo il nome del chip e del suo costruttore, la società Xega) e se lo fa iniettare nel braccio. Un dispositivo client esterno legge il minuscolo segnale del chip con il codice univoco di identificazione e lo abbina a una posizione GPS. E se ti rapiscono senza portarsi dietro questo dispositivo? In questo caso è previsto un panic button che la vittima del sequestro cercherà di premere nelle situazioni potenzialmente rischiose, in modo che Xega possa tempestivamente informare la polizia e delimitare l'area in cui è avvenuto il presunto rapimento. Lo racconta la Reuters, ma su YouTube ci sono video che parlano di Xega Vip già dallo scorso anno.

Satellites track Mexico kidnap victims with chips
22 Aug 2008 00:36:26 GMT

By Mica Rosenberg

QUERETARO, Mexico, Aug 21 (Reuters) - Affluent Mexicans, terrified of soaring kidnapping rates, are spending thousands of dollars to implant tiny transmitters under their skin so satellites can help find them tied up in a safe house or stuffed in the trunk of a car.
Kidnapping jumped almost 40 percent between 2004 and 2007 in Mexico, according to official statistics. Mexico ranks with conflict zones like Iraq and Colombia as among the worst countries for abductions.
The recent kidnapping and murder of Fernando Marti, 14, the son of a well-known businessman, sparked an outcry in a country already hardened to crime.
More people, including a growing number of middle-class Mexicans, are seeking out the tiny chip designed by Xega, a Mexican security firm whose sales jumped 13 percent this year. The company said it had more than 2,000 clients.
Detractors say the chip is little more than a gadget that serves no real security purpose.
The company injects the crystal-encased chip, the size and shape of a grain of rice, into clients' bodies with a syringe. A transmitter in the chip then sends radio signals to a larger device carried by the client with a global positioning system in it, Xega says. A satellite can then pinpoint the location of a person in distress.
Cristina, 28, who did not want to give her last name, was implanted along with seven other members of her family last year as a "preventive measure."
"It's not like we are wealthy people, but they'll kidnap you for a watch. ... Everyone is living in fear," she said.
The chips cost $4,000 plus an annual fee of $2,200.
(continua)
A mio modesto parere si tratta di puro teatro hi-tech: uno strumento passivo come questo non serve a nulla, sicuramente non come gli antifurto satellitari attivi. Il vero problema è localizzarle, le vittime dei sequestri e ai rapitori basta pochissimo per accorgersi delle presenza del chip sottocute e rimuoverlo a forza.
Non è teatro invece la violenza che si sta scatenando in Messico. L'altro giorno a Ciudad Juarez, la mitica (in negativo) località di confine alla periferia di El Paso, dove quest'anno sono morte ammazzate 780 persone, una squadra di intervento della Croce Rossa ha ricevuto ripetute minacce di morte attraverso le frequenze dei walkie-talkie che i soccorritori utilizzavano per coordinare la ricerca di vittime di una sparatoria. "Non avvicinatevi se non volete morire anche voi" hanno detto gli inattesi pirati dell'etere. Agli infermieri non è restato altro che tornarsene alla base. Chissà mai che la situazione non migliori inviando laggiù un contingente dell'Esercito italiano...

Red Cross gets radio threats in Mexico border city
By MARINA MONTEMAYOR

CIUDAD JUAREZ, Mexico (AP) — Red Cross workers stopped treating gunshot victims for several hours in a violent city across the border from Texas after receiving death threats over their radio frequencies, officials said Wednesday.
Two voices were heard over Red Cross radios Tuesday night threatening to kill emergency workers who cared for gunshot victims in Ciudad Juarez, local Red Cross chief Jorge Diaz said.
The Red Cross ordered its personnel to stop treating shooting victims while it decided on additional security measures, Diaz said. City government spokesman Jaime Torres said service resumed Wednesday afternoon, after police were sent to accompany ambulances.
The first voice used a vulgar expression to threaten emergency workers and the second warned that Red Cross personnel "will fall one by one." The identities and motives of the speakers were unknown.
Two months ago, the Red Cross was forced to restrict service in Ciudad Juarez, a city of 1.3 million that is home to the powerful Juarez drug cartel. The local Red Cross hospital stopped providing 24-hour emergency service after gunmen killed four people then being treated for gunshot wounds. Emergency service there now ends at 10 p.m.
Police protection for ambulances further strains a city police force that is already under siege. Many officers in Ciudad Juarez have been killed — some after their names appeared on hit lists left in public.
Mayor Jose Reyes Ferriz announced a plan Wednesday to recruit soldiers with at least three years of army experience to serve on the city's depleted police force. Under an agreement with the Defense Department, the city will try to draw soldiers with higher salaries and more benefits than they now receive.
Thousands of army troops are already battling drug gangs in hotspots across Mexico under a campaign started by President Felipe Calderon. But relentless bloodshed has prompted opposition leaders to question the effectiveness of the government's fight.
More than 780 people have been killed in Ciudad Juarez this year, making it one of the worst-hit cities in a national wave of violence. Most of the killings have been drug-related.
On Monday, Mexican motocross champion Rene Tercero Reyes was killed along with a friend and brother-in-law when gunmen stormed a home in Ciudad Juarez, said Alejandro Pariente, spokesman for the regional deputy attorney general's office. The motive for the attack was unknown.
Tercero Reyes, a five-time national champion, lived in the city of Chihuahua but had traveled to Ciudad Juarez for a weekend competition. More than 200 people on motorbikes protested his death Tuesday.

08 giugno 2008

AM messicane: todos cabelleros (in FM)?

Torniamo ancora una volta in Messico e su una questione che inevitabilmente ci sta a cuore: il destino di quasi novecento stazioni in onde medie, quasi due terzi delle quali indipendenti. E' un'offerta storica ma in piena crisi di identità. Dal 1972 al 2003, scrive El Universal, l'audience delle onde medie messicane è passato dal 92% del totale dell'ascolto della radio al 23%. E' verosimile che in questi cinque anni non ci sia stata una grande inversione di tendenza. Tra le misure correttive proposte, oltre beninteso all'ipotesi IBOC, che però appare sempre meno realistica persino negli USA, c'era stata tempo fa la proposta di offrire a queste stazioni la possibilità di affiancare una frequenza in onde medie.
L'altro ieri quattro senatori del PRI, il partito "rivoluzionario istituzionale" hanno presentato su iniziativa del loro collega Manlio Fabio Beltrones, una proposta di legge che autorizzerebbe le 859 stazioni in AM a passare direttamente in FM senza negoziare alcuna licenza e senza versare alcun pedaggio. I rappresentanti della segreteria di stato per le comunicazioni la SCT - che si era opposta anche alla proposta di affiancamento delle frequenze FM - e la Camera dell'industria radiotelevisiva ancora non hanno commentato. Probabilmente non sarebbe facile sistemare di colpo più di 850 stazioni in FM, dove dominano i grossi network. Mi spiace per Beltrones, ma non penso che il salvataggio del patrimonio imprenditoriale e culturale delle onde medie possa semplicemente passare per una misura dirigista tipo "e adesso passate tutti in FM". Se le onde medie devono soccombere, lasciamo che lo facciano, cercando semmai di dar vita alle condizioni in grado di favorire tutti, dai più piccoli ai più grandi, senza certi pastrocchi. Alla fine sarà la mano invisibile del mercato a fare il resto.

Silencio de SCT ante reforma de Beltrones a la radio
Reconversión tecnológica de 859 estaciones en Amplitud Modulada
El Universal
2008-06-07

México, D.F., 5 de junio (apro).- Un absoluto silencio por parte de la Secretaría de Comunicaciones y Transportes (SCT), así como de la Cámara Nacional de la Industria de Radio y Televisión (CIRT), generó la iniciativa presentada en la Comisión Permanente por cuatro senadores del PRI, encabezados por Manlio Fabio Beltrones, para permitir que las 859 estaciones de radio en Amplitud Modulada puedan transitar a Frecuencias Moduladas, sin necesidad de licitar ni pagar contraprestación al Estado.
La iniciativa advierte en su exposición de motivos sobre la crisis que viven las estaciones de AM, ante su pérdida de competitividad frente a las de FM, el rezago tecnológico, la disminución de publicidad y sus altos comparativos que las harían inviables ante una transición digital.
Entre 1972 y 2003, la audiencia de las estaciones de AM ha disminuido de 92% del total a sólo 23%. Y en segmentos de población jóvenes, entre 20 y 30 años, la audiencia es inferior a 12%, y entre jóvenes de 15 a 19 años no rebasa 5%. La inversión publicitaria en estaciones de AM ha disminuido drásticamente también. A pesar que son el doble en número, las AM tienen sólo e28% de la publicidad, frente a 72% de las FM. Un transmisor para AM es 25% más caro que uno de FM y generan tres veces más carga eléctrica.
La digitalización no resolverá el problema del rezago de las AM, advierte la iniciativa, porque aun adoptando el sistema de In Band of Channel (Iboc), las AM no podrán competir con la calidad de las FM.
Por estas razones, la iniciativa propone un segundo párrafo al artículo cuarto de la Ley Federal de Radio y Televisión vigente, para establecer la protección del Estado “con el fin concreto de asegurar el desarrollo y transición tecnológicas” de los medios electrónicos.
Propone un nuevo y extenso artículo transitorio para facultar al Ejecutivo para que, a través de la Comisión Federal de Telecomunicaciones (Cofetel), “lleve a cabo un programa de reconversión tecnológica de las estaciones de radiodifusión sonora de AM para su traslado a FM”.
El transitorio exceptúa temporalmente a las AM para participar en una licitación para obtener FM y también para el pago de la contraprestación, que establece el artículo 17 como obligación, a partir de las reformas aprobadas en 2006. “Como no hay otorgamiento de espectro adicional, no deberá haber pago de contraprestación, tal como ordena el artículo 17” de la Ley Federal de Radio y Televisión. El Estado deberá entonces recuperar las frecuencias de AM y para el programa de reconversión tecnológica se deberá contar con la autorización previa de la Comisión Federal de Competencia.

Las resistencias

El silencio más significativo ante esta iniciativa es el de la propia SCT. Su titular, Luis Téllez, se ha opuesto no sólo a las figuras “combo” (otorgar una FM por cada AM que tengan los concesionarios), sino a la posibilidad de abrir nuevas concesiones en el espectro radiofónico.
Sin embargo, las tensiones al interior de la CIRT se han expresado en los últimos meses. Un total de 424 radiodifusores en AM son independientes, es decir, no pertenecen a ninguno de los grandes grupos radiofónicos que dominan en la radio comercial.
Cerca de 335 estaciones de AM sí pertenecen a grupos radiofónicos fuertes, como Radio Fórmula, Radio Centro o Radiorama, que serían beneficiados con esa medida.
En contraposición, las principales resistencias al interior de los radiodifusores están en aquellos grupos que poseen estaciones en FM y que han expresado al interior de la CIRT su descontento por el “regalo” que se les pretende hacer a las AM.
Entre esos grupos se encuentran MVS, Imagen y Grupo Multimedios, entre otros.
Recientemente se concretó la formación de una nueva organización, la Asociación de Radiodifusores Independientes, encabezada por Roque Chávez, que aglutina a la mayoría de los radiodifusores pequeños, todos en AM, que han luchado por sobrevivir y tener un organismo independiente a la cúpula de los concesionarios, la CIRT.
La iniciativa, firmada por los legisladores priistas Fernando Castro Trento, Mario López Valdez, Carlos Lozano de la Torre y Manlio Fabio Beltrones, presidente de la Junta de Coordinación Política del Senado, podrá reactivar las discusiones que quedaron en un impasse frente a las reformas a la Ley Federal de Radio y Televisión.

16 aprile 2008

Forte declino per le onde medie in Messico

Il complicato e affascinante scenario delle stazioni in onde medie messicane è entrato in una crisi irriversibile. Secondo il sindacato di categoria, rivela il circuito W Radio, su 12.000 addetti negli ultimi cinque anni almeno 8 o 900 sono stati dismessi e in futuro per l'occupazione nel settore andrà ancora peggio. Piuttosto che trasmettere in onde medie gli editori, in mancanza di frequenze FM, sono disposti a trasferirsi su Web.
Il Messico ha ancora centinaia di stazioni, molte delle quali in network di dimensioni regionali, e rappresenta un target DX tra i più ambiti alle nostre latitudini. Ma non durerà per molto.
Reconoce Sindicato de la Radio y Televisión crisis en AM
Por Susana Melín

México, abril 16, 2008.- El Sindicato de Trabajadores de la Industria de la Radio y la Televisión, reconoció que las estaciones de Amplitud Modulada atraviesan una grave crisis, y es que de los 12 mil trabajadores sindicalizados de ese ramo, entre 800 y 900 han sido despedidos en los últimos cinco años.
Esto, por la falta de capacidad de la AM para competir con FM, debido al avance del proceso de convergencia digital, señaló el líder de ese gremio, Ricardo Acedo.
Al dar detalles sobre el próximo Consejo Nacional ordinario del STIRT, que se realizará el lunes y martes de la próxima semana, Acedo Samaniego subrayó que los empresarios radiodifusores están presionando para despedir un mayor número de trabajadores.
Y es por ello que el gobierno federal, urgió, debe tomar una determinación pronta sobre la situación en que las Reformas a la Ley de Radio y Televisión y Telecomunicaciones dejaron a las estaciones de AM.
A esto se suma, dijo el líder sindical, que los anunciantes prefieren promoverse en Internet o en FM, que en AM.

09 aprile 2008

Messico, uccise due giovani annunciatrici

Esemplare, nel livello di dettaglio, ma asettico come un'autopsia, Ifex, International freedom of expression Exchange ci informa dell'omicidio di due annunciatrici radiofoniche , due giovani donne di 22 e 20 anni, della stazione messicana Radio Triqui (gli indios triqui sono una popolazione indigena) "La voz que rompe el silencio". Felicitas e Teresa sono state falciate a colpi di Kalshnikov. Internet è piena di altre corrispondenze su questa tragedia, molto interessante questa de La Verdad.
Two female indigenous radio station broadcasters murdered in ambush of crew in Oaxaca

Español: Asesinan a dos locutoras de emisora comunitaria indígena en Oaxaca
Country/Topic: Mexico
Date: 08 April 2008
Source: Centro Nacional de Comunicación Social (CENCOS) , ARTICLE 19
Person(s): Felicitas Martínez Sánchez, Teresa Bautista Merino
Target(s): radio station(s) , journalist(s)
Type(s) of violation(s): injured , attacked , killed
Urgency: Flash

(ARTICLE 19/CENCOS/IFEX) - Two announcers of La Voz que Rompe el Silencio community radio station, which is based in San Juan Copala, Oaxaca state, in southeast Mexico, were shot dead when traveling on the highway connecting Joya del Mamey to Putla de Guerrero, two settlements in Oaxaca. Dead are Felicitas Martínez Sánchez, 21, and Teresa Bautista Merino, 24. Four other people were wounded.
According to information released by the Centro de Apoyo Comunitario Trabajando Unidos A.C. (CACTUS) - a civil society organisation that works in the area, the ambush took place between 1:00 and 2:00 p.m. (local time) on 7 April 2008. According to media reports, the police found at least 20 spent AK-47 bullet cartridges at the scene of the crime.
La Voz que Rompe el Silencio has been broadcasting since January 2007, the date of the first anniversary of the declaration of the autonomous municipality of Copala. The majority of the people involved in the project are young adults and teenagers from the Triqui indigenous community.
CACTUS human rights work coordinator Omar Esparza indicated that "the group had gone out to do reporting and interview people. They were indigenous reporters carrying out a task assigned by the community authorities."
"It's a pity that no one paid attention to the complaints we had been making about the critical situation in the region for the last five months," Esparza added.
The region has been wracked by intense political confrontations, especially since the Triqui people's authorities and organisations declared the creation of an autonomous region of San Juan Copala, 350 kilometers from Oaxaca's capital, in January 2007.
This attack comes in the wake of a long list of attacks on journalists in Oaxaca, which highlights the unsafe conditions in which they are obliged to exercise their rights to free expression and press freedom. Community radio stations are at particular risk, as demonstrated by the previous assaults on members of Radio Nandia and Radio Calenda radio stations, also based in Oaxaca. The attacks on both of those radio stations and their staff are still unpunished.
ARTICLE 19 and CENCOS once again respectfully urge the Mexican state to take every measure, both legislative and political, to ensure both the physical safety and freedom from legal harassment of people exercising their rights to free expression and press freedom, in accordance with the state's international obligations and international human rights standards.
For further information on the Radio Nandia case, see: http://www.ifex.org/en/content/view/full/76738
For further information on the Radio Calenda case, see: http://www.ifex.org/en/content/view/full/80743

Messico, IBOC per le radio di confine. E le altre?

Nella seconda parte del 2008, è possibile che HD Radio possa cominciare a funzionare anche in Messico, perlomeno nella fascia di confine con gli Stati Uniti (dove in teoria è già possibile ascoltare le stazioni digitali ibride "yanqui"). Il resto del paese, scrive El Universal, deve ancora decidere se la digitalizzazione della radio seguirà il percorso americano o quello di Eureka 147.

Lista, la radio digital en México

Angelina Mejía Guerrero
El Universal
Lunes 07 de abril de 2008

En la segunda mitad del año comenzarán las primeras transmisiones de radio digital con el estándar IBOC en el país.

Concesionarios de radio que operan en la frontera norte del territorio se aprestan para implantar la tecnología y sólo están a la espera de que entre en vigor la normatividad correspondiente, señaló Francisco García Burgos, titular de la Unidad de Radio y Televisión de la Cofetel.
La Secretaría de Comunicaciones y Transportes (SCT) envió el jueves pasado a la Comisión Federal de Mejora Regulatoria (Cofemer) la respuesta al dictamen parcial sobre el Acuerdo de Política de Transición a la Radio Digital Terreste para radiodifusoras de la frontera norte.
La Cofemer tiene cinco días hábiles para dar respuesta y emitir un dictamen final. Si este es favorable entonces la SCT podrá publicar el Acuerdo en el Diario Oficial de la Federación para que entre en vigor.
Hasta el momento, la Cofetel ha recibido alrededor de 12 solicitudes por escrito de concesionarios interesados en hacer la migración digital, pero casi la mitad de los 400 que operan en la frontera ya manifestaron al órgano regulador su interés y posibilidad de entrar a este proceso, dijo el funcionario.
“Ha habido solicitudes por escrito que no hemos podido formalizar por no estar los lineamientos aprobados por la Cofemer, por lo que están a la espera de que esto suceda, y esperamos que sea en favor del acuerdo propuesto”, sostuvo García Burgos.

Para todo el país, aún no

En tanto, las autoridades y la industria de la radiodifusión seguirán analizando la evolución y adopción de las tencologías digitales IBOC y Eureka 147 en otros países, para determinar cuál es el mejor estándar para México y que se aplique en el resto del país, dijo.
Sin embargo, no se prevé que sea en el presente año cuando se tome la decisión, aceptó García Burgos.
La Comisión Federal de Competencia (Cofeco), opinó en su momento que la implantación del IBOC en la frontera predisponía su aplicación para el resto del país, sin embargo, la Cofetel considera que la realidad de los concesionarios de la frontera es distinta a la de los que operan en otros estados.
Parte del mercado de las estaciones de radio de la franja norte está en Estados Unidos y sería inviable utilizar una tecnología diferente a la que se usa en el vecino país, pues hacerlo implicaría la necesidad de tener un aparato receptor diferente porque ya no hay AM ni FM, sino que en Eureka se usa otra banda.

01 marzo 2008

La calca uccide al concerto della radio

Tragico, secondo il giornale online El Financiero, il bilancio dei festeggiamenti per il terzo anniversario di una emittente locale del circuito messicano La Mejor FM. Migliaia di giovani erano arrivati davanti al Diamante Negro, locale della località di Jiutepec. Nella struttura si erano stipate quindicimila persone, il doppio della reale capienza e altrettante cercavano di entrare. Nella ressa la porta di ingresso è stata sfondata e quelli che erano all'interno sono stati schiacciati. In totale si conterebbero tre morti (due secondo El Sol de Cuernavaca), inclusa una ragazzina di 15 anni.

Jiutepec, Mor., 28 de febrero.- Un evento musical por el aniversario de la radiodifusora local "La Mejor FM" dejó un saldo de al menos tres jóvenes muertos y unos 60 heridos, por no contar con la capacidad para recibir al exceso de asistentes. Hay cuatro detenidos.
Daniel Hernández Barenque, director general de Protección Civil del estado, informó lo anterior y precisó que la situación se salió de control debido a que los organizadores no contaron con la capacidad para alojar al exceso de asistentes.
Al que sería un evento musical que contaría con la presencia de figuras como Lupillo Rivera, Cuisillos, Karkis, Banda con Angel y Macizo, entre otros, fueron entregados por la radiodifusora casi 30 mil boletos.
Sin embargo, al lugar del evento denominado "El Diamante Negro" sólo lograron ingresar 15 mil asistentes, pese a que dicho lugar cuenta con una capacidad instalada para recibir un máximo de siete mil espectadores.
Esto último originó la molestia de los concurrentes, quienes al no alcanzar un lugar para disfrutar del evento, se amotinaron a las afueras del foro e ingresaron en estampida con el saldo ya conocido.
Hernández Barenque comentó que de los tres jóvenes que perdieron la vida -dos mujeres y un hombre-, sólo uno de ellos fue identificada como Vanesa Estrada Aguilar, de 15 años, mientras que los otros dos permanecen aún como desconocidos.
El funcionario estatal precisó que el evento se realizaba la tarde y noche de este miércoles en el citado lugar, ubicado en calles de la localidad de Tejalpa, municipio de Jiutepec, con motivo de los festejos por el tercer aniversario de la estación radiofónica "La Mejor FM".
Indicó que los lesionados fueron trasladados a bordo de ambulancias de diversas instituciones a diferentes hospitales, tanto de Cuernavaca como de Jiutepec, donde quedaron encamadas para su atención médica.
En tanto, elementos de la Secretaría de Seguridad Pública municipal detuvieron al propietario de "El Diamante Negro", así como a tres de los organizadores del evento, quienes fueron presentados ante el agente del Ministerio Público para deslindar responsabilidades.
En las oficinas de la representación social se informó que en el curso de las próximas 48 horas se determinará la situación jurídica de las cuatro personas que se encuentran en calidad de presentados.

01 gennaio 2008

Il futuro (digitale?) delle onde medie messicane

Dietro gli Stati Uniti, nel continente americano una delle nazioni con il maggior numero di emittenti in onde medie è il Messico. Forse in Brasile sono più numerose (almeno secondo fonti come il CIA World Factbook, e sono dati vecchi), ma moltissime trasmettono in network. Come gli Stati Uniti il Messico comincia a interrogarsi sul futuro di queste stazioni, ora che il cammino verso la digitalizzazione della radio sembra irreversibile. Questo articolo di El Universal invoca una decisione da parte politica ed è molto possibilista sulle chances di cui godrebbe il sistema HD Radio, ancora più dell'Eureka 147. Una possibilità, infatti, è quella di assegnare alle stazioni AM dei sottocanali IBOC, per offrire loro un percorso di migrazione. Ma non si esclude, in teoria, l'alterrnativa della banda L (DAB) o addirittura dei 400 MHz. L'idea di tenere in piedi le stazioni in onde medie, con tutti i loro limiti "qualitativi" (?), non viene neppure presa in considerazione. Si digitalizza e basta. Mah.

AM, supeditada a la política en materia de radio digital
Angelina Mejía Guerrero - El Universal
Martes 01 de enero de 2008

El 2008 será un año de definiciones para la industria de la radio, pues de las decisiones que se tomen en materia tecnológica y de lo que se adopte para las estaciones de AM dependerá el futuro de este sector.

Se espera que en 2008 el gobierno federal publique la política de transición a la radio digital, con lo cual los concesionarios podrán dar nuevos servicios interactivos y de mejor calidad a su audiencia, y con ello, aprovechar mayores oportunidades para la comercialización.
Según Arturo Laris, presidente del Consejo Consultivo de la Cámara Nacional de la Industria de la Radio y Televisión (CIRT), es necesaria una estrategia conjunta entre los concesionarios y el gobierno federal para impulsar la adopción de la tecnología digital. Para los concesionarios mexicanos es mejor tener un sistema híbrido, es decir, que se implante el estándar europeo Eureka 147, pero con la opción de adoptar el estadounidense IBOC.
“El auditorio no va a responder en poco tiempo, y necesita saber que existe una señal digital que es de mayor calidad a la actual y que hay una amplia gama de receptores entre los que puede seleccionar alguno económico o estético, según sus necesidades”, sostuvo. Pero al mismo tiempo, se requiere motivar a los radiodifusores para que inviertan en estas tecnologías y asegurar que será un negocio rentable, agregó. “La visión de la política digital en la radio es no apagar ninguna estación analógica hasta que todos los mexicanos tengan un receptor digital”.
En este sentido, Héctor Osuna, presidente de la Comisión Federal de Telecomunicaciones (Cofetel), dijo que la definición del estándar digital en términos técnicos no tiene problema; es en la parte social y económica donde se debe trabajar para que este proceso sea exitoso, expuso.
“Lo importante es cómo se puede impulsar en la sociedad y cómo una política de telecomunicaciones se vuelve una política socioeconómica, y qué debe contener para que la penetración de los nuevos dispositivos sea tal para lograr que efectivamente se transite de una tecnología a la otra”, indicó.
Insistió en que se debe cuidar que esta propuesta de migración contenga elementos atractivos para que la población se vea motivada a comprar un receptor digital.

Se quedará el IBOC

Para Gabriel Sosa Plata, experto en el sector de telecomunicaciones y medios, aunque los radiodifusores pidan la implantación del sistema Eureka, en la práctica será el IBOC el que se adopte, pues ni siquiera en Europa existen suficientes receptores y no se han creado condiciones necesarias para su desarrollo.
Señaló que en realidad la intención de los concesionarios mexicanos es pedir el estándar Eureka para reservar el espectro de la banda L, necesaria para esta tecnología, y así evitar que otros servicios lleguen a ocupar estas frecuencias.
Además, señaló, la política que en breve se pondrá en marcha para las estaciones de radio de la frontera norte con el fin de que adopten el sistema IBOC, aplicará para todas las radiodifusoras de AM del país, ya que todas están en esta franja, por lo que cualquiera puede implantar esta tecnología cuando lo decida.
Consideró que la adopción del IBOC deberá estar ligada a una decisión política, administrativa y económica para dotar a las estaciones de AM de canales de FM para hacer transmisiones simultáneas.
Otra alternativa es modificar la norma técnica para permitir que las radiodifusoras de FM operen entre los 400 MegaHertz, para que las estaciones de AM puedan operar en las bandas de FM.
En el caso de adoptarse el Eureka se asignaría un canal adicional en la banda L a los concesionarios, aunque los operadores insistirían en una transición intermedia, es decir, primero pasar a operar en FM analógico y luego migrar al esquema digital.

02 febbraio 2007

Festival messicano

L'ascolto di segnali radio a lunga distanza è diventato un hobby piuttosto avaro di grandi exploit ma quando si riesce a identificare un segnale proveniente da un trasmettitore lontano e poco potente è facile farsi trasportare dall'emozione. In questi giorni in alcune località italiane è arrivata una stazione messicana che può essere definita molto difficile, specie considerando che sono ormai in pochi a poter ascoltare in condizioni di rumore e interferenze artificiali non proibitive.
Radio Universidad Autonoma de Mexico, Unàm per gli amici, è stata ascoltata da Renato Bruni e Giampaolo Galassi, di cui riporto i rispettivi clip, ieri sera, dopo una prima ricezione, tentativa, il 30 gennaio. Rocco Cotroneo l'ha ascoltata a Rio de Janeiro. Il giorno prima, il 29, Giampiero Bernardini aveva segnalato la stazione per primo, senza riuscire a carpire gli annunci che invece Renato a Giampaolo hanno catturato successivamente. E' un ascolto nuovissimo, perché Radio Unam è on air dall'inizio dello scorso dicembre, ma è anche un gradito ritorno perché il trasmettitore utilizzato oggi sulla frequenza nominale di 9.600 kHz (in realtà si riceve sui 9599.25) è lo stesso un tempo adibito a diffondere, su 9705 kHz, il segnale di Radio Mexico Internacional (erano gli anni novanta). Ancora prima, il servizio internazionale del Messico si ascoltava oltre che su 9705 (già allora una frequenza più difficile, pare con 10 kW), sulla storica frequenza dei 19 metri, 15.430 kHz. Negli anni settanta il segnale era bello robusto, ma quando l'emittente abbandonò i 15 MHz, le cose si fecero molto complicate. Oggi che Unam ha ricevuto in dono l'impianto è difficile fare ipotesi sulla potenza realmente impegnata ma quasi sicuramente non si superano i 10 kW e anzi è verosimile che non siano più di 5 (la stazione trasmette anche in onde medie e in FM).
I DXer americani e messicani hanno cominciato a segnalare i test di Radio Unam verso il 6 o 7 dicembre ma nel periodo natalizio l'emittente potrebbe essere rimasta inattiva. Glenn Hauser ha ripreso a riportarne l'ascolto verso metà gennaio e Giampiero Bernardini è stato bravo ad approfittare di un canale che tra le 22.30 e le 23.00, quando il segnale di Unam comincia ad approfittare del crepuscolo su Città del Messico, è abbastanza libero. Nell'identificazione di Renato, alle 22.55 l'annunciatrice dice che "mancano 5 minuti alle cinque" locali. L'aspetto più strano è rappresentato dal contorno dei valori geomagnetici che hanno accompagnato le diverse segnalazioni. Il 29 gennaio ero convinto che Giampiero avesse "cavalcato" una improvvisa impennata dell'indice K, che aveva raggiunto un valore 7 proprio di una tempesta in corso. Il giorno dopo l'indice era molto più basso e il segnale, riportato da Renato, era debolissimo e evanescente. Niente segnalazioni il 31, ma ecco che ieri sera, con l'indice K ancora più basso, il segnale si rafforza in modo molto netto, tanto da spingere Renato a sospettare un possibile aumento della potenza. Personalmente non credo: le mie osservazioni confermano che ieri la situazione nei 31 e 25 metri era anomala. Nella mia zona di Milano, notoriamente rumorosa, ho sentito la portante di Unam (niente audio, accidenti) e il programma musicale di R. Cultura di San Paolo su 9615 kHz, tra l'altro con un andamento fluttante che ricordava paradossalmente le condizioni di ascolto FM a lunga distanza in E sporadico.
Insomma, un bellissimo evento dxiestico, che pur non riguardando una stazione
nuova o mai ricevuta prima, merita di essere ricordato come un ascolto pregiato. C'è anche in ballo una prima conferma ufficiale perché Renato, che ha contattato la stazione via mail sulla base di una verifica sul programma registrato sulle onde corte e controllato via Internet grazie allo streaming diffuso dalla stazione, ha quasi immediatamente ricevuto una e-QSL da Eusebio Mejia Yerves, ingeniero dell'emittente:

2007/2/1, Eusebio Mejia Yerves
:

Estimado Renato Bruni

Muchas Gracias por tu reporte, ya revisamos el fragmento de audio y en efecto es Radio UNAM.
Espero que sigas recibiendo señal de Radio UNAM y nos la puedas mandar.

Muchas gracias

Ing. Eusebio Mejia Yerves
Radio UNAM
860 KHz, 96.1 MHz y 9600 KHz.
México DF

Yerves
Radio Unam va ad aggiungersi alle stazioni messicane in onde medie che Giampaolo Galassi e Saverio De Cian hanno ascoltato qualche mattina fa, il 26 gennaio. Le aperture verso il Messico su queste frequenze sono rarissime, ascolti da una volta nella vita. Ecco il log di Giampaolo: Per ascoltare uno stupefacente annuncio di XEBS "Sinfonola" potete consultare la corrispondente notizia su Radioascolto.org.

1190 XEWK, Guadalajara,JL, Mexico, melodica mx and "Doble-U" id W/F 0628 26/1
1380 XECO Romantica F/G 0605-0620 26/1 "Centro exoterico la casa de la suerte" ad; presumed
1410 XEBS, Mexico City DF, traditional mx px and id "Sinfonola" F 0615 26/1
1470 XEAI, Mexico City DF, advs and full id G/E 0558 26/1
1500 XEDF, Mexico City DF, "Radio Formula 1-500 AM" F/G 0559 26/1
1570 tent XERF -La poderosa- talk px from studio F 0610 26/1