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03 giugno 2010

Radiofari 30 metri, arrivano i kit di Hans

Hans Summers G0UPL ha una bella pagina del suo sito sulla sperimentazione a bassissima potenza in bande amatoriali (QRPP), su un nuovo kit per la realizzazione di radiofari (beacon) per la trasmissione sui 30 metri, uno degli spot più caldi per questo tipo di dispositivi molto interessanti per lo studio della propagazione. I kit includo anche il chip controller AtTiny per la codifica morse del nominativo necessario per identificare i segnali, tutti concentrati intorno a poche decine di Hertz centrati sui 10.140 Hz. I primi 100 kit realizzati sono andati a ruba in occasione dell'incontro internazionale di Dayton, negli Stati Uniti ma Hans sta già mettendo insieme i componenti per la realizzazione di cento altri kit, per 30, 40 e 80 metri. Ricordo ovviamente che questo tipo di dispositivi richiede una licenza radioamatoriale. Hans segnala anche un nuovo gruppo Yahoo dedicato alla costruzione dei kit e fornisce il link al famoso club britannico GQRP, i cui membri curano la pubblicazione di un leggendario bollettino (cartaceo!) per autocostruttori, SPRAT.

11 aprile 2010

Crisi kyrgyza

Come sempre impeccabile, quando si tratta di avvenimenti localizzati nell'ex impero sovietico, la copertura della crisi in Kirgyzstan offerta dal sito di Radio Free Europe/Radio Liberty, agevole da seguire nelle sue pagine in inglese. Non sono però da trascurare le fonti in lingue meno accessibili come il russo.
La famosa emittente locale Echo Movskij, per esempio, ha pubblicato una breve intervista con Roza Otumbaieva, presidente a interim del governo di salvezza nazionale, in rappresentanza dei gruppi di opposizione. La trasmissione si può ascoltare in podcast, ma è stata anche trascritta sul sito della stazione moscovita. Utilizzando Google Translate è possibile ricostruire buona parte dei contenuti, che comprendono anche una lunga conversazione, sembra con un telefono satellitare, con il corrispondente da Bishkek Timur Olyevskii.
Dal Kyrgizstan è possibile ascoltare direttamente la radio nazionale kyrgyza, sulle frequenze di 4010 e 4795 kHz (dalle 23 alle 19 UTC). Secondo liste come Eibi.de.vu, dal lunedì al venerdì esisterebbe un breve slot di cinque minuti in inglese.

4010, 4795 0115-0120 Mo-Fr
4010 , 4795 0415-0420 Mo-Fr

Sarebbe interessante capire se le trasmissioni sono ancora regolarmente in onda.
Come avrete sicuramente letto, nella nazione centroasiatica è operativa la base di americana di transito-truppe di Manas (che ha tra l'altro un radiofaro NDB, su 481 kHz, identificato dalla lettera "M", "estremo" ma teoricamente ascoltabile anche anche a grandissima distanza, insieme ad alcuni radiofari in MF ereditati dai sovietici, come indicato dal bel sito di informazioni areonautiche OurAirports)

15 marzo 2010

Radiofari QRP, il progetto di Ross KB1KGA

Nella mia rapsodica catalogazione di progetti interessanti per radioamatori e DXer ho già avuto modo di parlare di diversi trasmettitori per attività QRP (trasmissione a bassissima potenza) e radiofari propagativi. Ma quello messo a punto da Ross Keatinge KB1KGA, neozelandese residente negli USA, è un vero capolavoro di semplicità, anche per la pulizia del blog che ospita i minuziosi dettagli della realizzazione. Il progetto di Ross utilizza un DDS (sintetizzatore digitale di RF) e su un microcontrollore programmabile che gestisce l'output dei segnali generando le forme d'onda richieste. In genere è il tipico allestimento utilizzato dai radioamatori che "operano" un radiofaro a bassa potenza.
Il dispositivo realizzato si basa su una basetta DDS-60 della Midnight Design Solutions in collaborazione con American QRP Club (la si può ordinare in kit o già montata e testata) e su un microcontrollore Arduino, un hardware/software open source sviluppato da un italiano, Massimo Benzi, che ha utilizzato il chip ATmega 328. Per ottimizzare gli spazi e sfruttare alloggiamenti di dimensioni ridotte Ross ha scelto la Really Bare Bones Board di Modern Device e una piccola interfaccia verso la porta USB del computer, che serve a programmare il tutto. Una manciata di componenti, un codificatore della Mouser, qualche pulsante e un display LCD completano il tutto. Davvero semplice e lineare.
In futuro Ross conta di esplorare le possibilità di implementare il controllo di sistemi di trasmissione più avanzati come WSPR, solitamente gestiti via PC, continuando a sfruttare le capacità di Arduino.
Ecco tutti i link ai componenti necessari per l'assemblaggio.

10 aprile 2009

iDuino, come ti controllo il radiofaro

Ted Doty AA5CK ha realizzato una interessante pagina dedicata ai suoi esperimenti sul microcontrollo dei radiofari amatoriali per la banda dei 30 metri (10.140 kHz). Come accennavo in un post recente, Ted ha cominciato a utilizzare un clone di Arduino chiamato iDuino e ha scoperto che la programmazione sembra essere molto facile. Sulla sua pagina ha pubblicato diversi "sketch", i brevi listati in un linguaggio che sta a metà tra l'assembler e l'alto livello. Tutti programmini capaci di gestire iDuino in modo da fargli trasmettere la sequenza morse per l'identificazione del radiofaro. Sono stati utilizzati diversi modi, dal CW/QRSS classico alle varianti di morse a due toni che consentono di trasmettere un maggior numero di informazioni sfruttando una ampiezza di banda solo marginalmente più estesa. Il radiofaro sperimentale di Ted utilizza iDuino come "keyer" cioè come sequenziatore morse, mentre la trasmissione è affettuata con un semplice oscillatore amplificato realizzato con un kit di montaggio della Nightfire Electronic che costa solo 7 dollari. Il kit di iduino già assemblato costa invece 23 dollari da Fundamental Logic.

08 gennaio 2009

Il Baedeker del cacciatore di radiofari

Michael Oexner ha rilasciato l'edizione 2009 del suo famoso manuale di riferimento per la ricezione dei radiofari in onde lunghe. Il manuale di Michael è disponibile in due volumi, Europa e Americhe, ciascuno di circa 150 pagine A4, su carta o in elettronico in formato PDF con un corredo di fotografie e mappe di Google, molto utili per avere un'idea più precisa delle aree e dei fari ricevuti. Il manuale elettronico viene distribuito su Internet ma Michael può inviare una copia su supporto ottico. Il manuale viene anche personalizzato con le coordinate geografiche dell'acquirente, in modo da poter fornire anche il dato relativo alla distanza e alla direzione dei radiofari. Informazioni e prezzi (l'edizione elettronica per l'Europa costa 25 euro) al link indicato nel sottostante annuncio. (Appena possibile verranno inseriti esempi grafici, in questo momento la piattaforma Blogger non mi consente di uploadare immagini.)

The 2009 edition of the ENDBH & NANDBH handbooks and CDs is now available.

The new ENDBH 2009 contains the data of more than 6300 NDBs on 160+ spiral-bound pages in A4 format and the NANDBH 2009 shows the data of more than 5800 NDBs on 130+ pages.
The 2009 version of the CD introduces an additional chapter with NDB data sorted per bearing and direction. The Google Earth compatible NDB waypoint file has been updated with the latest NDB coordinates so that you can "visit" NDB locations around the globe. The multimedia contents of the CD version have been expanded to a total of more than 160 NDB pictures and more than 190 NDB sound clips from around the world.
Prices in Euro remained stable once again and foreign currency prices have been adjusted when necessary. When using PayPal for payment please add €1 / £1 / US-$2 to cover PayPal fees. Please find all relevant details under the 2009 info package URL below.


04 settembre 2008

Radiofari QRSS, un pratico trasmettitore-tipo


Un post del canadese Tom Clifton nella lista di discussione del gruppo di sperimentatori di radiofari a bassissima potenza (i QRSS Knights) cerca di fare il punto sulle esigenze dei partecipanti in materia di frequenze da coprire e modalità di emissione. Tom è l'autore di una variante circuitale di un disegno originale di Lyle Koehler (K0LR) radioamatore americano famoso per i suoi schemi elettronici, che serve a implementare un radiofaro da un Watt di potenza destinato alla banda LF compresa tra i 160 e i 190 kHz, che negli Stati Uniti e in Canada viene assegnato a usi "license free" in base alla normativa della FCC. Tom sottolinea che con poche modifiche sarebbe possibile arrivare a coprire anche altre gamme di frequenza verso il basso e verso l'alto (i fari QRSS più numerosi sono per esempio quelli che operano nei 30 metri, intorno a 10.140 kHz, ma ci sono anche fari nella banda dei 160 metri).
Una parte fondamentale di questi circuiti di trasmissione, che in realtà sono semplici oscillatori, è il keyer, un componente programmabile che serve a modulare in qualche modo il segnale oscillante generato. La cosa più semplice da fare è applicare una rampa che modifica leggermente la frequenza di trasmissione intorno a una piccola finestra di variazione, ma naturalemente è possibile modulare in vero e proprio CW, interrompendo e riaccendendo la portante per creare simboli in codice Morse. Nel disegno di Tom viene utilizzato un PIC facilemente reperibile sul sito di kit radioamatoriali K1EL, il KID2. Questo keyer viene fornito preprogrammato con sei identificatori Morse o marcature e costa pochi dollari. Tom aggiunge che teoricamente è possibile inserire modulatori più complessi, per esempio un PICAXE programmabile in linguaggio Basic. L'obiettivo finale è ottenere un circuito di riferimento valido per diverse frequenze operative e facile da programmare con la marcatura preferita, in modo da consentire l'attivazione di un radiofaro basato su un dispositivo entrocontenuto, capace di fare completamente a meno di un pc.

06 agosto 2008

Fari d'Italia

Mentre scrivo, qui sul patio della mia temporanea residenza favignanese, il faro di Punta Sottile nella luce del mattino è uno gnomone in cemento che indica la direzione da cui provengono i segnali troposferici delle emittenti della Costa Blanca. Di notte è un faro luminoso in piena regola, questo di Punta Sottile, uno di quelli su cui fanno ancora affidamento le imbarcazioni che attraversano il canale di Sicilia.
I frequentatori più assidui di questo spazio conoscono il mio personale penchant per la ricezione dei radiofari. Altrimenti detti navigational aids, ausilii alla navigazione, i radiofari sono antenne radio omnidirezionali che inviano un segnale "marcato" da un identificatore in codice Morse. Una apposita strumentazione di bordo consente di determinare, attraverso la ricezione di questi segnali, la rotta approssimativa seguita da una nave o da un aereo in volo.
Per le navi in realtà questo discorso non vale più o quasi. La gran parte dei radiofari utilizzati per la navigazione marittima è stata smantellata nel corso degli ultimi anni, resta qualcosa solo in Francia, Spagna e poco altro. Le navi di qualsiasi stazza fanno affidamento su sistemi di radionavigazione più moderni. Restano in attività, per ora, i radiofari dell'aviazione civile e militare. Tornando a Favignana, il sito di Punta Sottile dovrebbe coincidere con il punto in cui sorgeva il radiofaro marittimo ormai "decommissionato". La radionavigazione marittima sta abbandonando del tutto le frequenze dei radiofari (in LF, tra i 300 i 500 kHz) e quelle ancora più basse degli storici sistemi "iperbolici", come l'americano LORAN e il russo ALPHA (l'altro sistema americano OMEGA è stato smantellato nel 1997). Nelle onde lunghe restano sparse per le coste le antenne del sistema DGPS, una rete di trasmettitori che distribuisce segnali per la correzione dei dati di posizionamento dei satelliti GPS.
Eppure, nell'inesauribile vocazione al collezionismo che contraddistingue radioamatori e appassionati della radio, anche i fari luminosi, che con la radio non c'entrano per niente, occupano il loro posticino. Non foss'altro come point of interest da "attivare", come si dice, con impianti ricetrasmittenti portatili. Come avviene per le isole di tutti i mari del mondo classificate dal cosiddetto network IOTA Islands on the air, i radioamatori amano raggiungere i fari luminosi più sperduti, approntano una antenna di fortuna e spremono le loro batterie per qualche ora cercando di collegare il maggior numero possibile di loro colleghi. I fari si trovano per definizione in posizioni impervie e scenograficamente suggestive. Che dal punto di vista strettamente radiofonico sono sempre molto favorevoli (il mare è un grande catalizzatore di onde elettromagnetiche). Collegare un radioamatore che trasmette a bassa potenza da una remota isola nell'oceano o da un faro costiero diventa per molti una soddisfazione in più.
Non parliamo poi della valenza letteraria dei fari, questi misteriosi e antichi simboli della presenza umana in un ambiente ostile, ma foriero di ricchezza e civilizzazione. Visibili (a chi è invisibile) per definizione, ma remoti e isolati per propria caratteristica organolettica, i fari non delimitano soltanto il confine tra mare e costa, tra rocciosa stanzialità dei rivieraschi e fragile delocalizzazione dei vascelli in balìa di venti e moti ondosi. Sono luoghi di mistica intersezione tra la solitudine del navigatore e la folla indistinta della collettività, muti richiami nel vuoto esistenziale.
Immerso in questo flusso di coincidenze e rimandi, non mi sono stupito troppo quando l'altra sera Mariu, amica guardiana della navigazione culturale internettiana e radiofonica, mi ha raccontato di aver scovato sul sito di RAI International una serie di trasmissioni dedicate proprio ai fari italiani ispirata a un libro di Silvia Jacovitti e Enrica Simonetti dal titolo efficacissimo: "Luci e eclissi sul mare". Mariu ha anche realizzato una copia podcastabile delle cinque puntate sui fari trasmesse dalla rubrica Taccuino Italiano (trasmesse via Internet, visto che RAI International sulle onde corte ormai ha chiuso i battenti, peggio di un radiofaro decommissionato) e mi ha fatto il regalo di una sua personale scheda del programma. Una scheda che pare un haiku.
Fari... autostrade di notte... ?

Nella navigazione concatenata e labirintica che porta in luoghi estranei all'intenzione, quasi come Ulisse preda dell'ubris divina, capita di cercare una cosa e trovarne infinite altre, in infiniti modi e infinite lingue.
Approdi temporanei, da cui spesso si salpa in fretta.
A volte no.
Un impercettibile richiamo invita a sbarcare, a respirare odori, rumori, forte il desiderio di essere ammessi al convito dell'universo.
Fari d'Italia: http://www.mediafire.com/?a52wi3jabdq
Non mi costa nulla immaginare che Mariu abbia conservato il ricordo delle lezioni di liceo sul IX libro dell'Odissea, qui nella versione di Pindemonte accessibile da Wikisource

Ai Ciclopi di contra, e né vicino
Troppo, né lunge, un'isoletta siede

Di foreste ombreggiata, ed abitata

Da un'infinita nazïon di capre

Silvestri, onde la pace alcun non turba;

Che il cacciator, che per burroni e boschi

Si consuma la vita, ivi non entra,

Non aratore o mandrïan v'alberga.

Manca d'umani totalmente, e solo

Le belanti caprette, inculta, pasce.


L'isoletta delle belanti caprette, ipoteizza l'esegesi omerica, è Favignana che entrerebbe così nel novero delle tappe del nostos,il ritorno per eccellenza. Ed è qui che immancabilmente, qualche millennio dopo l'industria del turismo ha approntato, a pochi passi dal faro di Punta Sottile (numero ITA-145 del catalogo della Amateur Radio Lighthouse Society) un modaiolo villaggio chiamato Approdo di Ulisse, "onde la pace l'animator ognor turba".
Dal moderno villaggio di Ulisse chiunque salperebbe in fretta e senza rimpianti. Ma a poche centinaia di metri di distanza, nella relativa solitudine di Punta Sottile, quando prima o poi gli toccherà salpare, il viaggiatore di onde di mare e di antenne lascerà un frammento di sé tra le mille pietre sotto l'intermittente luce del faro.

03 febbraio 2008

Tutti (radio)fari di Michael

Come ogni anno, la nuova edizione dello European NDB Handbook di Michael Oexner è un must di cui il vero appassionato di radiofari non può fare a meno. Giunta alla nona serie, l'ENDBH 2008 (pubblicazione abbinata al North American NDB Handbook, che comprende anche tutti i fari del centro e sud America, Caraibi e Pacifico) contiene informazioni dettagliate su 6.200 radiofari in Europa, Nord Africa e Medioriente, oltre a una ampia selezione dei principali fari transatlantici ascoltabili dalle nostre parti. Come al solito, i fari sono ordinati per call, frequenza e nazione di appartenena. Disponibile in versione cartacea, 150 pagine rilegate a spirale, o in CD-ROM che personalmente vi suggerisco. Il disco contiene infatti un mucchio di irrinunciabili bonus: 160 fotografie e 170 clip audio e lo straordinario database Google Maps con tutti i radiofari esplorabili attraverso la cartografia satellitare (qui accanto, la pista dell'aeroporto di Pescara, PES 342 kHz).
ENDBH costa 30 euro (solo 25 per il CD) che si possono spedire via PayPal, in contanti o per rimessa bancaria. Per dettagli contattare Michael a michael (dot) oexner (at) web (dot) de.


06 giugno 2007

Radiofari a bordo di satelliti

Spacewarn è un bollettino mensile rilasciato dalla NASA con tutte le informazioni relative ai lanci di satelliti e altre missioni spaziali. L'ultimo numero contiene il link a una lista dei satelliti che hanno ancora operativi a bordo radiofari su frequenze inferiori ai 150 MHz. Si tratta di satelliti amatoriali e no e molti di questi beacon continui sono concentrati intorno ai 135 MHz, ma la lista riporta ancora i fari nei 29 MHz dei satelliti radioamatoriali russi RS-10 e 11 lanciati a bordo del Cosmos nel 1987. Non è detto che queste frequenze siano ancora attive perché la lista non è ufficiale e viene esplicitamente aggiornata solo sulla base delle segnalazioni degli utenti. Fino allo scorso anno si ascoltava anche il satellite RS-15, un suono pigolante e continuo che, tracciato su un programma di plotting rivela immediatamente lo spostamento dell'effetto doppler. Ma questo satellite chissà perché non viene riportato. In ogni caso, la lista di Spacewarn si trova a questo indirizzo. Ulteriori informazioni sui satelliti RS si trovano sulle pagine relative ai lanci degli anni Ottanta e Novanta di Spacetoday.org. Per iscriversi e ricevere automaticamente Spacewarn e per consultare gli arretrati fate riferimento a questa pagina della NASA.

18 aprile 2007

SoftRock per radiofari, bella scoperta


Provate a chiedere ad Aldo Moroni quale sia il segreto che gli permette di ascoltare radiofari canadesi con un frontend SDR del valore di mercato di una ventina di euro (a dir tanto). Sono sicuro che vi risponderà: "non ho scoperto niente". Sarà, ma intanto i radiofari arrivano su un frontend SDR che ha modificato lui, con filtri passabasso o preselettori dimensionati da lui ("non ho scoperto niente", ci sono programmi come ELSIE no? Lo conosco anch'io, grazie, ma impiegherei cinque anni per usarlo) con antenne loop direzionali compatte adattate e costruite da lui ("non ho scoperto niente", lo sappiamo, lo sappiamo). Non ho scoperto niente: antenne capaci di tirar dentro signori segnali, SDR capaci di estrarre segnali inesistenti da un signor rumore, preselettori che saranno anche semplici e scontatissimi ma sono pur sempre in grado di tenere alla larga segnali bloccanti come la RAI di Siziano. Il tutto con quanto... Cento euro di spesa?
Al nostro non-inventore non piacerà, ma io sono convinto che la sua ultima modifica al SoftRock 6.1, opportunamente adattato alle esigenze del radiofarista sia un gioiello che vale la pena mettere in bella mostra attraverso questo suo contributo.

Ho sfruttato queste sere di scarsa propagazione per effettuare diverse prove sul mio SoftRock. Per attenuare maggiormente il segnale del vicino trasmettitore RAI a 900 KHz, ho abbandonato il precedente filtro Butterworth e ho costruito un ellittico con taglio a 500KHz. L'attenuazione in banda è contenuta e la pendenza mi sembra buona. Qualche traccia del segnale RAI attorno ai 300KHz si nota ancora, ma la situazione e' nettamente migliorata.
Ho fatto anche delle prove sul trasformatore d'ingresso del SoftRock e ho riassunto tutte le modifiche, lo schema del filtro e la relativa curva, in un pdf [che potete trovare qui]. Nella seconda pagina ho evidenziato, sullo schema originale di Tony Parks, i componenti che ho modificato o eliminato. [In precedenza ho utilizzato il preselettore FT7700] ma sinceramente l'avevo abbandonato dopo aver provato il passabanda (allora utilizzavo un solo quarzo [nella configurazione del SoftRock]). Per darvi un'idea, se sintonizzo i 900 KHz con un ricevitore tradizionale e commuto tra l'FRT e l'ellittico ci sono 5 punti S di differenza in attenuazione.
In banda le perdite sono molto simili, l'ellittico ha per natura una leggera ondulazione che in fase di disegno ho fissato a -0.5 dB, poi nella pratica le perdite sono leggermente superiori. Non ho scoperto niente, ci sono freeware come ELSIE oppure AADE che rendono davvero semplice il dimensionamento di un filtro. Le frequenze in gioco lasciano ampio margine di manovra, in VHF il layout ha un peso determinante, in LW tutto è molto più semplice.
In conclusione, ecco qualche suggerimento sul software per il dimensionamento di filtri e altri tipi di circuiti.

ELSIE: http://www.tonnesoftware.com/
AADE: http://www.aade.com/
QUCS: http://qucs.sourceforge.net/
RFSIM99: http://www.janson-soft.de/amateurfunk/rfsim99/rfsim99.htm