10 novembre 2012

USA: la musica di Internet prossima al sorpasso della radio


Se i dati comunicati dalla società di ricerca NPD sono attendibili (e non c'è ragione per dubitarlo) gli americani molto presto consumeranno più musica attraverso Pandora e Spotify che ascoltando la radio in FM. Music Acquisition Monitor, l'osservatorio di NPD sui canali di accesso utilizzati dai consumatori di musica, rileva che oltre il 50% degli utenti Internet, 96 milioni di persone, utilizza Pandora  o servizi on demand come YouTube, VEVO, Spotify, MOG, Rhapsody, and Rdio per soddisfare il proprio fabbisogno musicali. Nel dare la notizia, Huffington Post si chiede se il progressivo tramonto della radio come strumento di scoperta e ascolto di brani e autori musicali implichi anche un cambiamento generale del modo in cui ci rapportiamo a questa importantissima forma di espressione artistica. In altre parole: lo streaming che sta prendendo il posto della radio ci induce anche ad ascoltare una musica diversa rispetto al passato? Le prime risposte sembrano affermative: nelle hit parade pubblicate da Spotify compaiono brani che difficilmente avrebbero conquistato la stessa popolarità grazie alla sola radio, ma che l'azione combinata di Web radio e social network rende gettonatissimi.
Il 10 novembre del 2001 Apple lanciò una mattonella bianca fortemente voluta da Steve Jobs, tornato da cinque anni nell'azienda che lo aveva letteralmente costretto, lui, il cofondatore, alle dimissioni. Da un anno Jobs aveva rimosso la provvisoria "i" (per interim) davanti all'acronimo CEO (amministratore delegato) ed era arrivato al culmine di un percorso di risanamento che resterà nella storia del management.  La mattonella si chiamava iPod ed era stata concepita come accessorio ideale per un servizio varato all'inizio di quell'anno. Un servizio che nessuno si sarebbe mai aspettato da una azienda di informatica, perché in quegli anni, in piena crisi della giovane "Internet economy", l'idea di aprire un negozio di musica, per di più online, equivaleva, per un imprenditore che costruiva computer, a un certificato di insanità mentale.
Con un congruo anticipo su quasi tutti i suoi colleghi imprenditori, Jobs aveva capito che le tecnologie digitali, l'hardware, il software, non erano un semplice prodotto da sviluppare e vendere. Erano un inarrestabile agente di cambiamento sociale, economico, politico, persino psicologico. I neuroscienziati oggi ci dicono che i cambiamenti riguardano anche l'aspetto più fisico del nostro cervello, ossia le connessioni che si stabiliscono tra le sue cellule, i neuroni. La musica in download è forse il segno più tangibile del tipo di trasformazioni che Jobs aveva in mente con l'accoppiata iTunes/iPod. L'industria discografico, basata sul CD (che aveva sostituito il vinile senza rinunciare ai suoi modelli di distribuzione e promozione, anche se il mercato della nuova musica dovette fare i conti con l'inedito problema delle copie pirata), è stata rivoltata come un calzino.
Forse neppure lo stesso Jobs poteva pensare che anche il modello del download poteva andare in pensione così presto. Oggi iTunes e gli altri store musicali vanno ancora forte, ma il modello del Web come infinito juke box in grado di sfornare - gratis, con la sponsorizzazione di uno spot pubblicitario, o direttamente a pagamento - decine di milioni di brani diversi si sta affermando in modo inesorabile e comporterà da parte delle case discografiche e delle società consortili che gestiscono i diritti musicali un ulteriore fase di ripensamento.
La discussione è in corso anche in Italia, dove Spotify ancora non è arrivato (in compenso ci sono diversi servizi analoghi, sia nazionali - Play.me, Cubomusica - sia esteri - Rara, Deezer). Nel maggio scorso la FIMI, l'associazione confidustriale della musica italiana, ha organizzato un interessante convegno di cui posso fornire le due relazioni principali, quella del presidente della FIMI Enzo Mazza e quella dell'economista Carlo Alberto Carnevale Maffè. Diversi dettagli sui contributi degli altri relatori, tra cui Stefano Quintarelli, li potete trovare nel reportage di Chefuturo. Nello stesso periodo, prima dell'estate, la startup italiana SingRing (azienda del gruppo Digital Magics), leader nel nuovo comparto dei testi delle canzoni (le "lyrics") e del karaoke online, aveva inaugurato una nuova iniziativa rivolta agli ascoltatori/spettatori di videoclip. Il Progetto Video che SingRing ha confezionato firmando gli accordi con EMI Music, Sony Music Entertainment, Universal Music Italia e diverse etichette indipendenti consente agli editori musicali e non di pubblicare su web, mobile e Smart TV i videoclip ufficiali nel pieno rispetto del diritto d’autore, usufruendo anche di un sistema che permette di integrare i messaggi pubblicitari nei video clip. Luca Messaggi, CEO di SingRing ha detto che con questa iniziativa  «nasce un nuovo network musicale cross editoriale che dà: ai publisher e alle record company la possibilità di trarre valore aggiunto dalla musica online, agli inserzionisti l’opportunità di raggiungere un target molto interessante su una piattaforma premium completamente pianificabile e agli utenti la possibilità di fruire di un’esperienza totalmente innovativa grazie ai nostri contenuti di qualità. Il network di SingRing, leader in Italia, supera i 4,6 milioni di utenti unici al mese, pari al 58% del mercato lyrics. Adesso siamo pronti per affrontare una nuova sfida: ‘SingRing Video’» I video di questo VeVo all'italana sono online sui tre canali del portale Virgilio.it: ViTV, Musica e Testi Canzoni e su siti di "pop culture" come Airdave.it. Il catalogo video di SingRing comprende oltre quarantamila videoclip musicali, interviste, making of, EPK (electronic press kit) e backstage di artisti italiani e internazionali. Dopo aver avviato verso una prematura pensione il mezzo radiofonico, ora Internet si appresta ad attaccare la musica televisiva di MTV.

09 novembre 2012

HP: un anti-iTunes per lanciare Windows 8 a suon di musica

Lancio in grande stile, per HP, della nuova famiglia di dispositivi notebook/tablet progettata per il nuovo Windows 8. Un lancio che prevede addirittura un servizio musicale in download/streaming (incluso un certo numero di canali webradiofonici tematici) offerto da oggi in Europa in collaborazione con Universal Music Group. Con il chiaro obiettivo di fare concorrenza al mondo Mac/iPad con iTunes.
HP Connected Music è stato sviluppato dagli esperti di Meridian Audio, una azienda britannica di apparecchiature Hi-Fi. Purtroppo non riesco a capire come funziona il servizio utilizzando un Mac. HP Connected Music, a differenza di iTunes, è disponibile solo per Windows 8. Sono previste formule di download e ascolto in streaming dei brani, ma anche l'ascolto della radio via Web e persino lo streaming di eventi musicali dal vivo (una opportunità che ha fatto il suo debutto con il concerto dei No Doubt organizzato per l'evento parigino con cui HP ha varato il servizio qui in Europa). Gli acquirenti dei prodotti HP con Windows 8 annunciati in questi giorni potranno usufruire gratuitamente di un periodo di prova. Ecco il comunicato con qualche dettaglio aggiuntivo, sulle modalità di accesso e sui prodotti associati alla nuova piattaforma musicale.

HP lancia HP Connected Music in collaborazione con Universal Music Group
Gli utenti di tutta Europa potranno accedere a esclusivi contenuti musicali, a partire dal concerto dei No Doubt
 
Parigi, 7 novembre 2012 — HP annuncia i dettagli sulla propria collaborazione nell’area EMEA (Europe, Middle East and Africa) con Universal Music Group, la più grande azienda musicale al mondo. Per celebrare il lancio di HP Connected Music, il nuovo servizio che assicura premi e contenuti esclusivi per gli utenti, le due società hanno organizzato un evento speciale, un concerto privato dei No Doubt che ha avuto luogo a Parigi presso la Maison de la Mutualité. Organizzato per il lancio del nuovo album degli artisti, si tratta dell'unico spettacolo dal vivo del gruppo in Europa per quest'anno e del primo evento nato dalla partnership tra HP e Universal Music.
 
Disponibile in tutti i nuovi PC desktop e portatili HP con Microsoft® Windows 8 nell'area EMEA1, HP Connected Music offre agli amanti della musica un nuovo modo per ascoltare alcuni degli artisti più popolari del mondo. 
 
Il concerto dei No Doubt è il primo di una serie di eventi privati programmati da HP con altri artisti della Universal Music in tutta Europa. La piattaforma HP Connected Music nei PC consumer HP con Windows 8 consentirà agli utenti di vivere esperienze esclusive e offrirà loro l'opportunità di partecipare, nel corso del prossimo anno, a eventi con alcuni degli artisti più noti.
 
Grazie a contenuti esclusivi e all'accesso al vasto catalogo di Universal Music, questo accordo mette la musica al centro dei più recenti PC HP destinati all’utenza consumer.
 
Un'esperienza musicale completamente nuova
 
Tramite l'applicazione HP Connected Music inclusa nei PC consumer HP con Windows 8, gli utenti possono accedere agli esclusivi pacchetti HP Music Rewards, che includono:
· Eventi privati HP: accesso a contenuti selezionati con spettacoli dal vivo degli artisti Universal Music.
· Esperienze musicali: possibilità di vincere esperienze uniche, come incontri in esclusiva, visite agli studi di registrazione o opportunità di incontrare gli artisti.
· Pacchetti VIP: esclusive opportunità di conoscere gli artisti.
 
Quanti acquisteranno i nuovi PC HP con Windows 8 avranno inoltre accesso a un elenco unico di servizi tramite HP Connected Music, incluso lo streaming gratuito dall'intero catalogo di Universal Music per 90 giorni e, per i possessori dei nuovi PC HP Spectre e HP Envy con Windows 8, fino a 10 download gratuiti per 30 giorni per la durata della promozione (90 giorni).

08 novembre 2012

La band suona live attraverso il Web con la piattaforma hypertech di Google


Una sventagliata di tecnologie software è alla base di un nuovo servizio Google che farà certamente discutere. Si chiama JAM with Chrome, si utilizza attraverso il browser e trasforma Google Chrome in una console di regia musicale per esecuzioni live con uno o più solisti (fino a quattro). 

La miscela di strumenti tecnologici è impressionante. JAM si serve di quattro standard HTML5: le Web Audio API, i canali di comunicazione tra server Websockets, la grafica di Canvas, e gli stili personalizzabili di CSS3. Il tutto viene ospitato sulla infrastrutture cloud di Google e sul nuovo Google App Engine, una piattaforma per lo sviluppo e la distribuzione di applicazioni cloudizzate. Il middleware che, è il caso di dire, orchestra gli input che arrivano dai partecipanti alle jam sessions, è stato sviluppato in GO, un nuovo linguaggio di programmazione pensato per questo tipo di parallelismo. 
Il servizio è al momento sperimentale, si entra gratuitamente e dopo aver impostato un nickname si procede alla scelta di uno qualsiasi tra sedici strumenti: chitarre, tastiere, percussioni. A questo punto si può procedere agli inviti, distribuendo un link abbreviato o pescando nei social network. Un tweet, per esempio, consente a un amico di accendere il browser e unirsi al concerto. Gli strumenti prevedono però diversi livelli di automazione, con giri armonici e ritmi impostati nella funzione autoplay. 
Per approfondire gli aspetti di questa incredibile realizzazione è in funzione un blog del sito HTML5rocks, che riunisce già parecchi sviluppatori di aziende come Google, Adobe, Liquid Web e altre. Libidine allo stato puro se pensiamo alle implicazioni possibili: pensiamo per esempio a una stazione radio che organizza un concerto live e lo ritrasmette online oppure on air. Altri esperimenti di questo genere sono catalogati sul sito Chrome Experiments.

06 novembre 2012

L'ascolto delude, ma il governo vuole la radio digitale. In UK parte la nuova campagna


Gli obiettivi fissati dal governo britannico per dare ufficialmente il via al passaggio allo switchoff della radio analogica non sono stati raggiunti. I piani prevedevano almeno il cinquanta percento di ascolto radiofonico con apparecchi digitali entro il 2013 (restava pur sempre non risolto il dubbio sull'ascolto di emittenti analogiche con ricevitori compatibili sia con il DAB che con l'FM, ma sorvoliamo), ma gli ultimi rilevamenti dicono che nel Regno Unito l'ascolto digitale è fermo al 30% circa. Particolarmente carente la situazione per chi ascolta la radio in automobile, considerando che meno di un terzo dei nuovi modelli venduti oggi è equipaggiato con car radio capaci di ricevere in DAB.

Ci sarà quindi un ritardo rispetto a un calendario indicativo che prevedeva l'avvio della transizione già nel 2015. Ma il governo resta convinto che la radio in Gran Bretagna prima o poi sarà tutta digitale. Lo ha ribadito il ministro Ed Vaizey ieri a Londra in occasione della conferenza Drive 2 Digital, dove l'associazione Digital Radio UK ha presentato D-Love, la mascotte della nuova campagna per la promozione del mezzo. Il pupazzo sarà protagonista di una campagna pubblicitaria, come un altro pupazzetto escogitato in occasione dello switchover televisivo. D-Love ha le sembianze di un "soul man", un DJ molto afro il cui motto è "spread the D love". Nei prossimi mesi avrà l'incarico di spingere i suoi connazionali a sposare la causa del DAB. Non si capisce bene perché uno debba ricorrere a queste scemenze per promuovere una tecnologia, tanto più in un mezzo che ha sempre meno sostenitori tra bambini e giovanissimi ma potrebbe essere un'idea vincente.

04 novembre 2012

FIAMM, una antenna con DAB integrato per l'upgrade dell'autoradio

Con una certa sorpresa ho trovato sulla newsletter dell'associazione francese per la promozione della radio numerica la descrizione di un prodotto del gruppo FIAMM, la società vicentina famosa per la produzione di accumulatori per automobile. Il catalogo prodotti FIAMM vanta anche accessori come le antenne radio da installare sulle vetture e proprio a questo filone appartiene una novità per la ricezione della radio digitale a bordo dell'auto che l'azienda ha presentato in Germania al salone Automechanika 2012 di Francoforte (e che immagino verrà riproposta in occasione del Motorshow). 
Il modello SM10 ha la forma e la funzione di un'antenna da installare sul tetto dell'auto, ma al suo interno racchiude anche l'elettronica che la trasforma in un ricevitore DAB/DAB+/DMB. L'audio viene  estratto e portato fino all'ingresso AUX dell'autoradio o dell'impianto hi-fi di bordo, mentre il controllo della ricezione si effettua, tramite Bluetooth, con uno smartphone. L'idea insomma è più o meno in linea con quella messa in pratica per l'adattatore car radio presentato qualche tempo fa dalla Pure: rendere possibile la ricezione del DAB anche per coloro che in auto hanno un impianto di ricezione tradizionale. L'antenna SM10 (una versione SM11 include anche la ricezione GPS) non richiede complesse installazioni, secondo la brochure pubblicata da Bureau DR France basta mezz'ora per fissare l'antenna e portare all'interno dell'abitacolo e alle batterie i cavi. 
La sintonia Bluetooth può essere effettuata con app compatibili con i maggiori sistemi operativi. Forse la gestione via smartphone può essere più complicata rispetto alla soluzione adottata da Pure, che prevede un piccolo dispositivo con display da montare sul cruscotto, ma è abbastanza chiara l'intenzione di FIAMM di venire incontro - sopratutto nei mercati dell'Europa centrale e del Regno Unito, dove la radio digitale DAB sta crescendo molto, alle esigenze di chi è interessato alla ricezione digitale ma non vuole sobbarcarsi i costi della sostituzione completa dell'autoradio. In attesa che la componentistica DAB venga adottata già a livello di dispositivi integrati a   bordo, il "metodo" degli adattatori potrebbe essere una alternativa valida. Ancora non si conoscono i costi al pubblico dell'antenna con ricevitore DAB incorporato, ma leggendo il comunicato stampa è verosimile una fascia di prezzo accessibile: 

FIAMM SM10 Antenna 
Con FIAMM la tecnologia digitale entra in auto. La migrazione dalle tradizionali radio analogiche a quelle digitali (DAB), rende necessario un “upgrade” dei sistemi presenti nelle attuali vetture ed un aggiornamento dell‟impianto audio, comporterebbe costi importanti. FIAMM, con SM10 Antenna, consentirà di poter ascoltare le frequenze radio digitali (DAB) a fronte di un investimento molto più contenuto rispetto ad un tradizionale ricevitore digitale. La nuova antenna pilotata tramite il bluetooth di uno smartphone, e facilmente installabile sul tetto della vettura, sarà in grado di ricevere il segnale e di inviarlo direttamente all’autoradio originale. Una soluzione veloce, efficace e soprattutto economica.

03 novembre 2012

La voce della saggezza: rinasce l'archivio di Radio Tanzania

NPR racconta l'incredibile storia degli archivi sonori di Radio Tanzania, un patrimonio soprattutto musicale che data dal 1951, anno di fondazione dell'emittente da parte degli inglesi, e contiene 15 mila nastri in attesa di riversamento in digitale. Radio Tanzania, racconta NPR, dopo l'indipendenza fu una sorta di colonna sonora di una forma di socialismo all'africana guidato dal presidente Julius Nyerere e  promosse lo sviluppo di una cultura musicale locale. 
A capo della missione internazionale che cerca di recuperare questo tesoro (anche attraverso i finanziamenti diffusi di Kickstarter) c'è una ragazzina americana di 25 anni della Georgia, tratti orientali della sua nativa Corea ma nome anglosassone: Rebecca Corey (qui il suo blog).  Arrivata per la prima volta in Tanzania per fare volontariato in un orfanotrofio Rebecca ci è tornata per studiare e fare molte altre cose. La sua passione per la musica l'ha spinta a lanciare l'idea del Tanzania Heritage Project, che ha un suo sito Web, un canale Soundcloud e una pagina Facebook intitolata  appunto Radio Tanzania. Il sito  ufficiale dell'emittente si trova invece qui e la stazione può essere ascoltata con una certa facilità dalla sua antenna in onde corte di Zanzibar, su 11.835 kHz nel tardo pomeriggio. La Corey contribuisce anche all'organizzazione un festival musicale dal titolo eloquente: Sauti za busara, la Voce della saggezza.
Vi invito a leggere e riascoltare la storia trasmessa in queste ore da NPR ma soprattutto ad andarvi a leggere l'intervista a Rebecca sul sito di VijanaFM, un progetto multimediale di giovani dell'Africa orientale che si ispira a un motto bellissimo in swahili: “Soma. Sikiliza. Angalia. Changia.” (Leggi. Ascolta. Guarda. Contribuisci.)


Five questions with the Tanzania Heritage Project’s Rebecca
A few months ago, the Tanzania Heritage Project embarked on a mission to revive Radio Tanzania’s music archives. These archives, stored in the form of magnetic tapes, date from the 1960s to the 1980s. Until now, these rare audio gems remained on tape, thus out of reach for anyone growing up in a world of digital media. The Tanzania Heritage Project’s work “will include providing high-quality equipment for the transfer of the music and training Tanzanian employees/interns to perform the bulk of the digitization” in the near future. Vijana FM corresponded with THP’s Executive Director Rebecca Corey, who was kind to tell us more about the project.

30 ottobre 2012

Alpine, DAB sempre più inserito nel contesto car audio e navigation

Costa 999 euro il DAB+ coniugato alla car navigation firmato da Alpine. Un prezzo equo? Per i prodotti di fascia molto elevata la prima considerazione da fare non è mai questa: il fattore prezzo diventa marginale. Bisognerà capire piuttosto come si evolverà l'offerta complessiva degli apparecchi per la ricezione della radio digitale. Ma è difficile che tale mercato possa decollare senza le stazioni da ascoltare. In ogni caso il nuovo modello Alpine INE-W925R, con touchscreen che si sdoppia per offrire una visuale aperta su due funzioni (l'intrattenimento e la navigazione, per esempio) è una significativa conferma dell'interesse nei confronti del DAB da parte dei costruttori. Riporto qui la scheda preparata dall'ufficio stampa del costruttore giapponese. L'integrazione delle mappe interattive, del GPS, della telefonia e della multimedialità, conferma anche la volontà di inserire la radio digitale in uno scenario in cui molteplici sorgenti di contenuti e informazioni contribuiscono a una guida più sicura, piacevole e informata (supportati anche i servizi TMC e probabilmente a tendere alle sue evoluzioni previste in ambito DAB). A questo punto mancano solo i programmi ricevibili in Banda VHF-III.




Alpine presenta l’Advanced Navi Station INE-W925R, dotata di display touch screen da 6,1” WVGA a visualizzazione multipla, per gestire contemporaneamente due funzioni diverse, come l’audio e la navigazione, l’intrattenimento e l’assistenza al parcheggio, la navigazione e le telefonate.
INE-W925R dispone del software iGO Primo 2 che offre la copertura mappe di 46 Paesi europei e la visualizzazione 3D dei percorsi stradali e dei monumenti, oltre alla nuova modalità tunnel. Ogni percorso può essere personalizzato in base alla scelta della vettura, del tempo di percorrenza e, grazie alle informazioni TMC sempre aggiornate, si possono selezionare fino a sette percorsi alternativi in caso di traffico.
Entro 30 giorni dalla prima acquisizione del segnale GPS, l’aggiornamento delle mappe è gratuito e scaricabile direttamente dal sito www.naviextras.com.
La nuova interfaccia grafica permette la personalizzazione del menu principale, scegliendo le 8 icone preferite, tra stazioni radio, POI, destinazione di navigazione e numeri telefonici. La sorgente consente, inoltre, di memorizzare e personalizzare più di un profilo utente, funzione utile se si divide l’uso dell’auto tra più persone. 
INE-W925R incorpora i sintonizzatori DAB, DAB+ e DMB che esaltano la tecnologia digitale, fornendo un’eccellente stabilità di ricezione e un qualità audio senza disturbo.
La sorgente offre molteplici possibilità di connessione per l’intrattenimento dei passeggeri. Oltre alla tradizionale compatibilità con le chiavette USB, con iPod e iPhone, è possibile collegare uno smartphone Nokia per riprodurre la musica preferita. La qualità delle immagini riprodotte è garantita dalla funzione Visual EQ, mentre le funzioni di personalizzazione del suono includono la correzione temporale a 6 canali, l’equalizzatore preimpostato e l’EQ parametrico a 9 bande.
Infine il modulo Bluetooth incorporato e aggiornato con l’audiostreaming control, la possibilità di collegare una videocamera posteriore per facilitare il parcheggio e il frontalino estraibile antifurto, sono particolari aggiuntivi che garantiscono la comodità e la sicurezza d’utilizzo di INE-W925R.
Prezzo al pubblico consigliato: 999 €

29 ottobre 2012

UK: grande successo per le stazioni comunitarie regolate nel 2004

Ecco un altro ottimo esempio di legislazione mediatica che ci ostineremo a non seguire. Viene dalla Gran Bretagna e risale al 2004. In quell'anno il Community Radio Order, concepito nel quadro della nuova legge sulle Comunicazioni del 2003, istituisce la figura delle stazioni locali comunitarie, rigorosamente no profit. Da allora ne sono state create 200, una ogni 13 giorni. Ciascuna di esse coinvolge mediamente il lavoro di 68 volontari. Fanno migliaia di ore di trasmissione, informando le loro comunità sugli eventi locali e facendo cultura e aggregazione. Qui non potrebbero esistere, spazi nelle frequenze non ce ne sono (e se utilizzassimo le onde medie?).
Ecco il comunicato stampa del regolatore britannico, l'OFCOM. Per un approfondimento e molti altri dati potete visitare il sito OFCOM a questo indirizzo.





200 community radio stations now on air
October 29, 2012

Over two hundred community radio stations are now broadcasting in locations across the UK, Ofcom announced today, after new services went live in Kent and Dorset.

The milestone comes as the first community radio station to hit the airwaves – The Eye in Melton Mowbray – nears its seven-year anniversary.
Since Ofcom awarded the first community radio licence in 2004, new stations have launched in areas all over the UK – from inner London to Orkney – each serving a particular community’s needs.
Community radio stations typically cover small areas, generally up to 5km, and are run on a not-for-profit basis. They reflect a diverse mix of cultures and interests – some catering for whole communities, while others focus on particular areas of interest.
Ed Richards, Ofcom’s Chief Executive, said: “Community radio is thriving and helping to bring together local communities across the UK.
“With more than 200 stations on air, community radio is enabling thousands of people to have a voice and help serve the needs of their local area.”
Community radio stations reflect the variety of cultures, demographics and tastes in the UK:
Kane FM. Based in Guildford, Surrey, Kane FM serves young people aged 15-39 focusing on and supporting independent urban music and showcasing local artists. The station works to support services and agencies dedicated to reducing inequality and social exclusion.
Garrison FM. Six community stations serving British Army garrisons in Great Britain, including Aldershot, Catterick and Edinburgh. The Garrison FM stations provide welfare and communication services to soldiers and civilians living and working within the army community.
The Eye. The first community radio station to start broadcasting, 103 The Eye has been serving residents of Melton Mowbray since November 2005.
Christine Slomkowska, Managing Director of 103 The Eye, said: “Being a community radio station means 103 The Eye can keep the localness in radio and provide an information and entertainment service for our area which was under-served by other stations.
“Over the last seven years we’ve given a wide range of people the opportunity to produce and present radio programmes, offering training and airtime opportunities which have led to careers in the media and progression within the music industry.”
Latest stations on air
Since the first station went live seven years ago, a new community radio station has launched, on average, every 13 days.
SFM and Garrison FM Blandford are the latest stations to begin broadcasting. SFM provides the residents of Sittingbourne, Kent, with a local music and speech service.
Garrison FM Blandford in Dorset is the latest community radio station to serve a British Army garrison in Great Britain.
Mark Page, Managing Director Garrison Radio, said: “Blandford is a very close community of soldiers and families and through Garrison FM we can bring Army news and information specific to them. Going around Blandford Garrison, hearing the station on in offices and finding people to talk to about it is amazing.”
Community benefits
As well as providing unique content, community radio stations bring wider benefits to local people. These include offering training and work experience opportunities and providing a voice to those, such as older people or speakers of minority languages, who may find it harder to access the media.
Kane FM, based in Guildford, was a pirate radio station but applied for a community radio station when new licences became available in the area. It wanted to become a community station so the people involved could start working with disadvantaged groups. Kane FM has an advisory panel consisting of local organisations such as the Police, Surrey County Council, Surrey Arts and Youth Justice.
Simon Foster, Director of Kane FM, said: “Since becoming a community radio station, Kane FM now has 100 independent local musicians and artists creating content and weekly shows, as well as over 130 volunteers.
“We want to turn around those people at the fringes of society and give them new skills and a sense of belonging; to strive forward and achieve for those who may otherwise be dismissed or ignored.”
Volunteers
All community radio stations involve volunteers working in various jobs, including presenters and producers.
The average station has over 68 volunteers each year, who in total give more than 1,000 hours of their time a month to these community services. The average station broadcasts 91 hours of original content every week, 84 of which are live. Ofcom estimates that volunteers contribute more than 2 million hours per year to community radio.
All stations offer some form of training to their volunteers. Phoenix Radio in Halifax, for example, developed a specific radio-based training scheme for young people aged 16-25, while Desi Radio in Southall, West London, has a dedicated centre providing training for radio presenting.
In total, almost half of all stations (47%) are aimed at a general audience in towns or rural communities, with 15% broadcasting to general audiences in urban areas. However, a significant proportion target specific groups such as young people (10%), minority ethnic groups (13%) or military personnel (4%).
The Community Radio Order 2004 paved the way for Ofcom to license these new types of radio stations. Ofcom has since awarded licences to 259 community radio services.
Soo Williams, Community Radio Manager at Ofcom, said: “We are now into the third round of community radio licensing and there continues to be strong demand to set up new stations from all corners of the country.”

26 ottobre 2012

Ugo Dighero al Teatro Oscar di Milano: la verità dell'Occidente corre sul filo


Del tutto casualmente, parecchie estati fa, in una parte della Liguria ponentina da me poco frequentata, dove eravamo soliti portare d'estate un figlio oggi adolescente, ero stato spettatore di un monologo di Ugo Dighero. L'avevo trovato sorprendentemente godibile e intelligente, malgrado la levità dei temi. Quando ho ritrovato il nome dell'attore ligure nel cartellone della stagione in corso al Teatro Oscar di Milano mi sono ripromesso di tornare a verificare se la considerazione che, dopo quello spettacolo di piazza ad Albissola, avevo finito per provare nei confronti dell'eloquio e della presenza scenica di Dighero, fossero ben riposti. Ebbene: lo era eccome. Anzi, con il passare del tempo e la reciproca maturazione dell'artista e (forse) del suo spettatore, la stima è addirittura aumentata. Look up, America! è un piccolo gioiello narrativo, con un plot fitto di incastri surreali (ma minuziosamente radicati nella cronaca, quasi tutto è realmente accaduto) ed è soprattutto un apologo, una metafora per nulla pretenziosa di una società disperatamente votata all'effimero, che si affanna e corre solo per accelerare la propria ineluttabile caducità.
Dighero e il suo autore Marco Melloni traggono spunto dall'exploit del giovane equilibrista francese Philippe Petit, che il mattino del 7 agosto del 1974 compì l'impresa circense più pazzesca mai concepita percorrendo più volte, su un cavo d'acciaio sospeso a 400 metri di quota, i 60 metri che separavano le torri gemelle del World Trade Center di New York, allora appena inaugurate. A narrarci l'episodio sul palcoscenico del teatro è un testimone oculare, un manager della pubblicità divenuto barbone che proprio in virtù di quel gesto folle e bellissimo intuisce - precipitando - una verità di fanciullesca evidenza: l'esistenza di quel Petit Prince che volteggia tra le sommità dei grattacieli su un filo addirittura invisibile da una tale distanza, è infinitamente più piena di quella vissuta dai professionisti del ricchezza che brulicano come formiche sui marciapiedi di Wall Street. Il vero vuoto è ovunque, ma non sotto quel filo.

Devo ammettere che ero ben disposto, vuoi per i miei ricordi personali di quell'estate di padre inesperto, vuoi per la presenza di Dighero in una sala teatrale che come sapete sento particolarmente amica, all'inizio di una stagione che gli animatori di Pacta Dei Teatri, Genni, Riccardo, Annig e tutti gli altri, hanno intitolato - infarcendola di una raffica di proposte proprie e collaborazioni, una più stimolante dell'altra - "Tra palcoscenico e potere". Dighero però mi ha sorpreso una seconda volta: la sua è una prova attoriale convincente e realistica nell'esposizione e travolgente per una fisicità intensa anche se espressa in pochi metri di palcoscenico. Fino a domenica 28 ottobre ci sono ancora tre rappresentazioni di Look up, America! e il funambolico Dighero, con il suo racconto morale ma mai moralista, la sua arte genuina e istintiva, ha in serbo un messaggio di cui molti milanesi dovrebbero far tesoro. Una chance da non perdere.

25 ottobre 2012

La BBC nel 1935, gloria di un passato che non torna. Neppure nel governo della cosa pubblica.

BBC Voice of Britain è un film propagandistico realizzato dal General Post Office nel 1935 da cui emerge già la mitologia che durante la successiva guerra mondiale e fino ad almeno gli anni '80 del XX secolo circonderà l'ente radiotelevisivo pubblico del Regno Unito. La scheda preparata dal British Film Institute parla dei numerosi personaggi - Shaw, Chesterton, Wells - che diedero il loro contributo alla roboante descrizione della voce ufficiale, che grazie alla miracolosa tecnologia della radio riusciva a giungere nei più reconditi angoli dell'Impero.


E' curiosa questa rappresentazione visuale di un mezzo che allora era quasi certamente meno diffuso del cinema, ma che aveva un peso politico non meno importante e poteva contare su una immediatezza e una pervasività che il cinema poteva solo sognare (in quegli anni si sperimentava già la televisione).
I 75 e più anni trascorsi si sentono tutti. Pochi giorni fa il BBC World Service annunciava la terza fase della strategia di riduzione dei costi che porterà a altri 73 licenziamenti nella divisione internazionale della BBC. Sembra che ulteriori ridimensionamenti delle trasmissioni in onde corte seguiranno a brevissimo, anche se dai primi dettagli relativi alla stagione B2012, quella che per le emittenti internazionali inizia a fine ottobre, non sembrano ancora esserci variazioni rispetto ai programmi già abbondantemente falcidiati dopo l'arrivo del nuovo governo britannico. 
In questo senso i cambiamenti subiti dalla BBC intesa come ente radiotelevisivo di Stato, finanziato con i soldi dei contribuenti, sono davvero epocali e secondo alcuni commentatori rappresentano un segnale di resa di quella stessa politica che nel 1935 utilizzava la radio anche per autoglorificarsi. Non è successo che la politica rinunciasse alla propaganda di sé stessa, anzi. I servizi pubblici vengono affossati proprio perché non sono più una categoria di spesa produttiva dal punto di vista dei nostri amministratori. Che oltretutto diffidano di una radio pubblica troppo coraggiosa. Ho trovato molto eloquenti le parole con cui un appassionato della radio americano, John Figliozzi, commenta la notizia relativa agli ulteriori tagli al budget dell'ex-glorioso World Service: 


E' tutta una questione di risorse da distribuire e priorità e sfortunatamente qui [figliozzi parla degli Stati Uniti, ma il "qui" vale un po' dappertutto] come in Gran Bretagna, i nostri leader si stanno dimostrando drammaticamente incapaci di affrontare il problema dell'accumulazione di enormi fortune da parte di un numero molto ristretto di individui e organizzazioni, andando così a vanificare il contratto sociale che dalla fine della seconda guerra mondiale ha portato a una autentica prosperità su scale sinora sconosciute (sebbene non realmente universali). Ci sarebbero risorse in abbondanza da recuperare e amministrare nell'interesse del mantenimento e dell'estensione di quel contratto sociale. Solo che tali risorse restano appannaggio di poche mani, molto spesso sbagliate - mentre il contratto sociale che ha consentito la realizzazione di pubbliche istituzioni del calibro della BBC viene unilateralmente riscritto da una classe oligarchica relativamente ristretta, ma capace di comperarsi i governi pseudo "rappresentativi" che dovrebbero invece tenerla a bada.