28 aprile 2011

Broadband/cast, la radio è ibrida: un webinario EBU

Non perdetevi, il 3 maggio (a proposito, sarà anche la giornata mondiale della libertà di stampa), il "webinar" organizzato dall'EBU per illustrare la problematica e i vantaggi della radio "ibrida". A condurre il seminario online, che è aperto alla partecipazione di tutti ed è gratuito, sarà Matthias Coinchon che illustrerà anche il progetto EBU per lo sviluppo di una Open Source Hybrid Radio platform, che consente ai broadcaster di sperimentare le tecnologie per l'integrazione di flussi tradizionali e IP: RadioDNS, RadioVIS, DAB, DAB+, DMB, DRM, e così via. Registratevi all'indirizzo: http://tech.ebu.ch/webinar037_hybrid_radio
Purtroppo non sarò in grado di seguire in diretta la discussione, confido che resti traccia del seminario per un riascolto asincrono.

Radio Conference EBU, i dolori della radio pubblica

E' in corso a Roma, anzi in Città del Vaticano presso la sede di Radio Vaticana, l'annuale conferenza delle emittenti pubbliche iscritte all'EBU. Quarantuno le nazioni rappresentate. Spero di avere qualche presentazione da condividere. L'argomento principale in discussione sono le sfide da affrontare per le emittenti finanziate con i soldi dei contribuenti.
Ieri nella capitale si è tenuta anche la conferenza stampa di presentazione dello studio radiofonico allestito presso lo Spazio Europa, punto informativo sulle iniziative dell'Unione aperto in centro, dietro i mercati traianei, sotto la gestione dell'Ufficio d'informazione per l'Italia del Parlamento europeo e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. «L'obiettivo dell'iniziativa è di contribuire a colmare il deficit di comunicazione sull'Europa nei media radiofonici italiani, con un servizio gratuito semplice, in totale libertà editoriale. «Il nuovo studio radio europeo,» si legge nel comunicato, «permetterà a tutte le emittenti radiofoniche che lo richiederanno di registrare, montare e trasmettere, in diretta o in differita, programmi e speciali che hanno come filo conduttore l'Unione europea, le sue politiche, programmi, finanziamenti e servizi per i suoi cittadini, nonché dibattiti, interviste di personalità ed esperti europei.» Sarebbe interessante capire se e quanto verrà utilizzata questa infrastruttura anche alla luce dei sentimenti non proprio europeisti espressi recentemente dalla maggioranza di governo...

17th EBU Radio Assembly to tackle the thornier issues facing Public Radio

Rome, 28 April 2011 - Broadcasters from 41 countries meet in Rome on the 28-29 April on the occasion of the 17th Annual Radio Assembly of the European Broadcasting Union, hosted by Radio Vaticana, a founding Member of the EBU.
This year's agenda concentrates on the challenges faced the EBU Radio community at a time when technological evolution accelerates, while funding slows down. Speakers and discussions will explore strategies to get the most out of new technologies and weather the financial crisis weighing so heavily on Public Radio. A special session on the final day will discuss how social media are turning the world upside down and how this is influencing journalists and newsrooms.
Among the speakers, delegates will listen to contributions from Doris Pack, President of the Culture and Education Committee of the European Parliament; Federico Lombardi, Director of the Holy See Press Office; Ingrid Deltenre, Director General of the EBU; Ben Hammersley, British internet technologist; and experts from different EBU Member organizations.
EBU Radio Director Raina Konstantinova said: "We are honoured to be invited for our 17th Radio Assembly by Vatican Radio, one of the oldest and best audience-connected Radios in the world. Today more people are listening to the Radio than at any time in the past decade, tuning in on many more different and accessible platforms. People and societies need public media for quality content, its independence of opinion, its plurality of information. More than ever before we need to be knowledgeable and united to sustain and develop Radio further as the real voice of the people."
The Assembly brings together around 140 leading figures from more than 50 broadcasters, at what is widely acknowledged as the public service Radio forum for discussing the challenges and opportunities facing the medium.
The EBU Radio Assembly delegates will also elect a new Radio Committee on Friday, April 29, the closing day. After the Radio Assembly closes, on Saturday 30 April, His Holiness Pope Benedict XVI will receive the delegates at a special audience at his Castel Gandolfo residence, together with the EBU President and Director General.
The last time this happened was in 1991, when Pope Jean-Paul II gave a special audience to the then EBU President and Director General, who had been attending that year's 42nd EBU General Assembly, also hosted by Radio Vaticana.
Radio Vaticana was set up in 1931 by the 'Father of Radio' Guglielmo Marconi, and celebrates its 80th anniversary this year.

27 aprile 2011

Enspert Identity, tablet Android con radio DAB/DMB


L'IDGA, il gruppo che promuove a livello internazionale l'adozione della famiglia di standard per la radio e tv digitale mobile DMB (in teoria utilizzati anche in Italia, almeno su scala sperimentale) ed è presieduto da un norvegese dell'ente radiotelevisivo di stato NRK, sta collaborando con un produttore coreano di tablet pc Enspert, per lanciare una nuova generazione di tavolette Android che integreranno la funzionalità di ricezione DMB/DAB. Tavolette che avranno le ormai tipiche dimensioni di sistemi come Samsung Galaxy o del leader di mercato iPad e che potranno fungere da terminali multimediali ibridi, perfetti per sfruttare in mobilità il nuovo concetto di televisione "connessa" capace di abbinare contenuti broadcast alla interattività e alle applicazioni di Internet. Per ora non ci sono veri e propri annunci di prodotto, ma è già stato scelto il nome, "Identity" (cliccate per il sito). IDAG e Enspert hanno anche fatto circolare un paio di fotografie. Sui tablet Enspert non so dire granché sul piano tecnico, ma la gentile signorina della foto sembra avere in mano argomenti molto convincenti.

Tablets with DMB/DAB to New Markets

OSLO/SEOUL MARCH 21, 2011

International DMB Advancement Group (IDAG) and tablet maker Enspert have partnered to bring Android tablets with built in DMB, DAB and DAB+ to market on four continents.

“Enspert’s devices do more than other tablets, they also include radio and TV. That opens up for innovative combinations between broadcasting and the Internet and will give the best of two worlds,” said Gunnar Garfors. He is President of IDAG and CEO of NMTV, one of the members.
Enspert is the second biggest tablet maker in Korea, and it’s first tablet has outsold Apple’s iPad. The cooperation involves four models branded Identity, with screen sizes ranging from 7 to 9 inches and processors from 1GHz.
“This is a good opportunity to introduce our unique devices to new markets. Our products boast versatile functions that will introduce exciting business models and services that many users require,” said Mr. Sang Soo Lee, President of Enspert.
The tablets are produced in Korea and will be distributed in countries such as Australia, Germany, Netherlands, Norway, South Africa and Vietnam.
IDAG works to promote TV, radio and data services via DMB, DAB and DAB+ but also combined with Internet driven functionality via 3G and WLAN. The group is content and business driven and focuses on devices, technical solutions and business models.

Prosegue, senza l'Italia, il lavoro ECO sulla radio digitale

A Dublino dal 19 al 20 aprile si è svolta la periodica riunione del gruppo di lavoro FM45 che in seno allo European Communications Office si occupa di digitalizzazione dei servizi di radiodiffusione. Con la sola eccezione del solito Hanns Wolter di ClubDAB Italia non c'erano tra i partecipanti esponenti di RAI, RaiWay o Agcom. Riunioni di questo tipo hanno una importanza molto relativa, è vero, ma tutto sommato si tratta pur sempre di sedi decisionali che influenzano anche solo indirettamente il futuro di un intero comparto. Che in Italia ha una certa importanza. Non solo la radio commerciale è insieme a Internet l'unico mezzo che cresce pubblicitariamente, ma in gioco attraverso il ruolo dell'emittenza pubblica ci sono questioni vitali come il diritto all'informazione, i servizi ai cittadini, il turismo, la cultura. Guarda caso tra le nazioni assenti ci sono Spagna e Grecia: devo dedurre che come loro gli italiani hanno ben altro cui pensare che non il futuro della radiofonia? Tra l'altro a Dublino si è discusso a lungo anche di standardizzazione in materia di microfoni wireless PMSE (Program Making and Special Events), sapete quei microfoni senza fili che vediamo nelle trasmissioni televisive, quelli che servono per pilotare i concorrenti del Grande Fratello e produrre milioni di ore di televisioni e concerti pubblici. Anche questi dispositivi utilizzeranno le frequenze del dividendo digitale in UHF, non si capisce perché in Italia - vista l'importanza del sistema produttivo televisivo, sportivo e musicale - non si debba discutere su come avverrà questo utilizzo.
Nei documenti tecnici che vengono elaborati in queste occasioni si definiscono i parametri da rispettare per l'introduzione delle modulazioni numeriche all'interno di bande come le onde medie o l'FM, oggi occupate dai servizi analogici. In Italia si spendono da anni un po' di soldini per tenere acceso un impianto in onde medie che da Siziano in Lombardia trasmette (nessuno sa bene perché, le misure le hanno fatte e lo hanno dimenticato acceso) con modulazione Digital Radio Mondiale. La versione "plus" di questo sistema viene presa in considerazione, insieme all'americano HD Radio e al russo RAVIS, per la digitalizzazione della banda VHF-II, gli 88-108, occupata in Italia da un trascurabile (sono ironico) numero di network pubblici e privati e stazioni regionali/locali.
A Dublino è stato stabilito che occorreranno altre due riunioni, a giugno e dicembre, per definire questi parametri tecnici e stilare una versione definitiva del documento sulla "Futura distribuzione di servizi radiofonici". Dai lavori del comitato sono stati stralciati i compiti riguardanti la radiofonia digitale in Banda L (1.400 MHz) di cui si occuperanno altri gruppi di lavoro. Su questi documenti e in una modalità che secondo il gruppo FM45 dovrà essere studiata "caso per caso" nelle diverse nazioni, verranno sicuramente prese decisioni normative che avranno validità europea e che l'Italia dovrà recepire senza neppure aver preso parte al processo definitorio. Strano, per il paese europeo che vanta il maggior numero di emittenti commerciali e un buon numero di network pubblici e dove sulla carta l'operatore pubblico dovrebbe trascinare l'intero settore verso la radiofonia digitale in banda VHF-III, il famoso (e ancora "missing in action") DAB+. Ho caricato sul server di RP la cartella zippata con il verbale della riunione di Dublino e le bozze dei documenti su cui l'assemblea ha lavorato negli scorsi giorni. Spero che possa interessare anche gli amici di RaiWay, Agcom e del settore commerciale. Chissà mai che nelle ultime, decisive riunioni non venga loro voglia di rappresentare le istanze di una economia che vale mezzo miliardo di euro in pubblicità e che potrebbe in futuro stimolare lo sviluppo di un interessante mercato della componentistica e dei terminali utente.

26 aprile 2011

PAMS, sessant'anni di jingles in un radiodocumentario

Nel 1951, una aziendina di Dallas apre i battenti con un'idea che avrebbe segnato profondamente la storia della radiofonia e persino della musica, creando addirittura un nuovo "genere", quello dei motivetti o "jingles" identificativi. La motivazione commerciale nasceva dalla necessità per le stazioni radio americane, di distinguersi dalla concorrenza potendo contare più sullo stile della loro programmazione che sulla forza di un vero e proprio brand. Le radio americane in onde medie si riconoscevano per il loro "call", l'identificativo di tre o quattro lettere (le prime erano invariabilmente "W" e "K") che veniva loro assegnato insieme alla licenza. Al poco appetibile "nome" gli ascoltatori dovevano associare una frequenza della scala parlante dei loro ricevitori, un incubo dal punto di vista del marketing. Alcune emittenti adottavano uno slogan, decisamente più facile da ricordare e spendibile come arma promozionale. Ma diversamente da tutti gli altri tipi di business non potevano imporsi altrettanto facilmente con una insegna o un logotipo. L'unica era inventarsi un marchio musicale. A questa esigenza venne incontro la famosa piccola azienda di Dallas.
Per i primi decenni gli editori delle stazioni più importanti e ricche producevano i loro jingles in proprio, ma dal 1951, con la nascita di "Production, Advertising, Merchandising Service", meglio nota tra editori radiofonici e cultori del genere con il suo acronimo PAMS la composizione e l'esecuzione di questi "audio-logotipi" diventa un processo industriale, a metà strada tra arte creativa e catena di montaggio, un mestiere capace di conciliare inventiva e standardizzazione offrendo a un maggior numero di stazioni, anche a quelle più piccole, l'opportunità di farsi riconoscere. Con l'arrivo delle stazioni pirata offshore nel Mare del Nord, PAMS conquistò una solida fama anche in Europa, creando una vera e propria cultura dello stacchetto musicale.
Alla storia dei primi sessanta anni di vita di PAMS è dedicato un radiodocumentario di due ore curato con Ken R. Deutsch da Norman Barrington, storico, collezionista (il sito con il suo Jingles Database è qui) e soprattutto DJ della seconda fase di Radio Caroline/Mi Amigo, dal 1972 al 1974 Oltre a essere trasmesso su un certo numero di stazioni on air e Web, lo show di Norman è ospitato sul sito di The Jingle Network, sito sponsorizzato dallo studio di registrazione milanese Jingles Factory RadioImaging anch'esso attivo, sul mercato italiano e mondiale, da parecchi anni (non ho avuto tempo di fare molte ricerche ma credo sia una iniziativa del musicista Loris Meroni). Se andate sulla pagina Web creata per l'occasione da The Jingle Network troverete, oltre al radiodocumentario di Norman, un divertente link a una Web radio che trasmette jingles a getto continuo. Affrettatevi però, perché lo stream è attivo solo fino al 2 maggio.
La stessa PAMS è presente sul Web con un fantastico archivio delle sue produzioni, fin dagli esordi a inizio anni '50 e naturalmente una breve storia del jingle. Il "sampler" del primo periodo di attività si apre con un incredibile jingle di 10-10 WINS, la stazione oggi "all news" di New York:


25 aprile 2011

TuneIn: la nuova app WinPhone7 riceve lo stream e l'FM

Mentre negli Stati Uniti si discute animatamente sulla proposta della National Association of Broadcasters di forzare per legge l'inserimento di un chip per la ricezione dell'FM a bordo dei telefonini - a sfavore di questa proposta è stato presentato recentemente un disegno di legge contrario - il noto servizio di directory TuneIn (nuovo nome di Radio Time, il catalogo online di emittenti e Webradio su cui si basano diversi tipi di dispositivi Internet radio e tablet computer) inaugura un approccio "ibrido" molto innovativo nella nuova versione per Windows Phone 7 della sua app per la sintonia degli stream radiofonici via Internet Mobile. TuneIn per WinPhone coinvolge infatti nel suo funzionamento i ricevitori FM integrati negli smartphone (considerando il ruolo di Nokia nella nuova joint venture con Microsoft ce ne saranno parecchi). L'app offre in altre parole la possibilità di ascoltare la propria emittente preferita anche quando lo stream IP non c'è o non risulta accessibile, ricorrendo alla sintonia diretta del segnale FM. Mi pare una soluzione davvero furba per mescolare due modalità di ascolto che gli utenti evoluti ormai considerano entrambe molto naturali. Credo però che questo imponga una maggiore accuratezza nella gestione dei database con le informazioni sulle emittenti e il loro aggiornamento. Sulla questione si è soffermata anche la Radio and Internet Newsletter (RAIN), che in occasione dell'ultima edizione del NAB Show di Las Vegas ha organizzato un suo summit sulla radiofonia IP.

IF FM FUNCTIONALITY APPEALS TO MOBILE USERS, DEVICE MAKERS WILL RESPOND — NO LAW REQ’D

We’ve often heard analysts foresee a future where radio platforms blend delivery methods — FM, web, satellite — to the point where listeners don’t know (and perhaps don’t care) how exactly they’re getting their content (as wrote Fred Jacobs in this blog post).
Here’s an interesting step towards that future: TuneIn Radio’s new app for Windows Phone 7 integrates the on-board FM tuner that comes standard on such devices with more than 50,000 Internet radio streams. Users can tune in to either local FM stations or online streams from around the world.
The app’s use of FM offers smartphone users two benefits that should get them drooling: improved battery life and less data usage.
Meanwhile, two U.S. Representatives have introduced a new resolution into the House that opposes the FM-in-cellphones mandate (more coverage from All Access here). The NAB has pushed for a law requiring all mobile devices to include FM receivers for “emergency alerts” (RAIN coverage here).
RAIN ANALYSIS: TuneIn Radio’s Windows Phone 7 app showcases the substantial benefits of FM — benefits that may appeal to smartphone users more than any “emergency alerts” argument. As cellular providers cap data usage and slap bigger, more power-hungry screens (and 4G antennas) onto devices, anything that saves battery and avoids data usage should be welcomed by users.
If this “hybrid” approach appeals to consumers, device manufacturers will take note and respond — without the need for legislation.

RAIN SUMMIT WEST PANEL: STANDARDIZATION IN WEB RADIO DIRECTORIES “THE HOLY GRAIL”

Many webcasters rely on Internet radio directories — those sites and services that aggregate the tens of thousands of Internet radio addresses and allow listeners to find stations based on genre, location, and more. But, as we learned at RAIN Summit West 2011, maintaining such databases presents numerous challenges, not only for the directory services that want to provide a helpful service, but to webcasters themselves who want to be found.
Rusty Hodge, founder of successful independent webcast Soma.fm, noted during the “Tuners & Directories” panel discussion that it’s difficult for webcasters to push their streams to all the different aggregators out there and to ensure their services are listed correctly.
Bill Moore of TuneIn Radio explained his own company’s challenges. TuneIn Radio maintains tuning software for devices, its own successful mobile app, and a consumer Internet radio guide destination called RadioTime. Moore explained that TuneIn Radio relies on users, as well as broadcasters, to spot errors. As a result they receive 10,000 update requests every week, said Moore. To sort through them, TuneIn Radio uses a 40-member editorial team and “millions of lines of code.”
Lisa Namerow, VP of AOL Music Network, explained how her company’s approach with the Shoutcast directory is more “organic.” Webcasters suppy their own data, which is automatically aggregated into the directory. Not surprisingly, that sometimes means “it doesn’t look as pretty” (as a closely-monitored guide might be). However, the guide is still well-used. Namerow said Shoutcast visitors clock in about 400 million hours of listening every month.
Moore, Hodge and BRS Media president George Bundy (who also runs the Web-Radio.fm directory) agreed that some sort of unified Internet radio directory should be the ultimate goal here. And that’s just what the Internet Media Device Alliance (IMDA) is trying to do, according to panelist John Ousby of tuning software creator vTuner (on the panel representing the the IMDA).
“When data is updated [by webcasters, updates would ideally be] sent to all subscribing aggregators so that the information can be kept fresh… there’s currently no standard way of providing this information. So that’s what we’re doing,” explained Ousby.
“This sounds like a pretty good step forward,” said moderator James Cridland of MediaUK.org. Soma.fm’s Hodge agreed. “I love the fact that we would only have to push one data feed out…standardization in directory services is like a holy grail for Internet radio right now.”

Portogallo, 25 aprile 1975: le canzoni della rivolta

Un ricordo del 25 aprile 1974 in Portogallo (su segnalazione di Sergio Ferrentino).


Nel 2007 pubblicavo questo post per raccontare del ruolo che Radio Renascença ebbe come "detonatore" dell'azione militare che rovesciò il regime salazariano. Se la canzone Grândola Vila Morena fu il segnale che la manovra aveva avuto successo


l'inizio di tutto coincise con la trasmissione di E depois do adeus (E dopo l'addio): ascoltando quella canzone, che poche settimane prima aveva partecipato all'Eurofestival per il Portogallo, le forze coinvolte nel tentativo di putsch democratico mossero all'attacco.
In questo periodo di forte crisi economica e finanziaria è facile ascoltare i nostalgici di Salazar, che evocano la miserevole tranquillità che è la cifra caratteristica delle peggiori dittature. Sotto qualsiasi regime le cose vanno sempre benissimo, anche perché è proibito nutrire dubbi. Lo diranno anche in Spagna, in tanti altri posti che hanno vissuto un traumatico prima e dopo. Per quanto mi concerne, preferisco mille volte le imperfezioni della democrazia vera rispetto alle presunte perfezioni della dittatura. Buon 25 aprile a tutti, che sia una festa e un nuovo inizio. Depois do adeus...

24 aprile 2011

Portogallo: onde corte addio? Ma ERF chiude i 1539 kHz

Non lo faccio perché per definizione non interesserebbe a nessuno ma potrei facilmente aprire uno specifico blog dedicato alla progressiva scomparsa della radiofonia in onde medie e in onde corte. Il medium radiofonico mostra tutta la sua stanchezza negli ambiti spettrali (lo spettro è quello delle radiofrequenze, ma visto il termine è fantasmicamente opportuno) che ne hanno caratterizzato gli inizi e la sua prima grande fase di espansione. E' giusto che sia così, che il contenuto sonoro concentri la sua evoluzione infrastrutturale là dove gli ascoltatori si aspettano di trovarlo, in FM e su Internet, dove l'aspetto qualitativo fa premio rispetto alle disturbatissime onde medie. Resto tuttavia convinto che per lo spettro da 0 a 30 MHz il discorso potrebbe non essere del tutto chiuso. E' qui che i gestori dovrebbero aprire nuove opportunità per l'emittenza locale, comunitaria, educativa, di servizio, attraverso una politica di licenza innovativa e aperta. Ma sarebbe un discorso lungo, da fare quando non ci sono altri problemi più importanti da risolvere.
Intanto la lista delle chiusure imminenti
si allunga. A fine anno l'emittente tedesca religiosa ERF (ex Evangeliums Rundfunk) spegnerà l'impianto in onde medie di Meinflingen, che oggi trasmette sui 1539 kHz. Già dal primo di agosto verrà eliminata la fascia di trasmissione serale tra le 19.30 e le 23. ERF si sta lanciando sul DAB+ e le onde medie non le ascolta più nessuno.
Questa è una notizia molto interessante per chi dà la caccia alle onde medie lontane, i 1540 kHz sono un importante canale transoceanico.

Mittel- bis langfristig wird diese Technik das alte UKW- und Mittelwellenradio ablösen. Aus Kostengründen stellt ERF Medien seinen Sendebetrieb über die Mittelwelle 1539 aus Mainflingen bei Hanau zum Ende des Jahres 2011 ein. Bereits ab 1. August wird er die Abendsendungen über Mittelwelle beenden. Derzeit ist ERF Radio über Mainflingen täglich von 6 bis 10 Uhr und 19.30 bis 23 Uhr zu hören. Seinen bisherigen Mittelwellenhörerinnen und -hörern teilt der ERF mit, dass ERF Radio neben der neuen DAB+-Ausstrahlung weiterhin digital per Satellit, Kabel und Internet (www.erf.de) zu empfangen ist.

Grande sensazione ha invece destato la notizia della possibile chiusura delle trasmissioni in onde corte in lingua portoghese di RTP, forse l'ultimo vestigio dell'impero portoghese in Africa e Asia. L'emittente di stato ha espressamente chiesto al governo di autorizzare la dismissione degli impianti in onde corte. Una decisione su cui dovrà esprimersi il regolatore ANACOM. Dall'inizio del 2011 RTP ha già spento molte trasmissioni nel fine settimana, mettendo la parola fine alla radiocronache delle partite di campionato.
RTP estuda fim das emissões de rádio em onda curta
13.04.2011 Por Ana Machado

As emissões da RTP, rádio pública em onda curta, dedicados, através da emissão da RDP Internacional à diáspora portuguesa, podem ter um fim à vista.

Após questões do PÚBLICO dirigidas ao director da RDP Rui Pêgo, a estação afirma que “tem estado a analisar as emissões da RDP Internacional distribuídas em onda curta”, invocando, no mesmo comunicado, “o cada vez menor número de ouvintes servidos por esta plataforma de distribuição” e a necessidade de investimento nos emissores de onda curta, localizados no centro emissor de São Gabriel, em Pegões, perto de onde nascerá o novo aeroporto do Montijo.
A decisão, diz a RTP, já tem luz verde do ministro dos Assuntos Parlamentares Jorge Lacão, e espera um parecer da Anacom: “A suspensão ainda não tem data marcada, por serem necessários procedimentos de consulta prévia à Anacom. Só no final do prazo da suspensão provisória será feita uma avaliação das consequências da mesma e tomada uma decisão definitiva”, diz a nota.
Mário Figueiredo, provedor do ouvinte da rádio pública, conta que só teve conhecimento desta decisão depois do processo já ter sido desencadeado. “Sou frontalmente contra, como representante dos ouvintes”, afirma, adiantando que pretende dedicar o programa do provedor a esta problemática que tem gerado já queixas ao provedor e uma corrente de opinião nas redes sociais.
Mário Figueiredo lembra que as outras plataformas de emissão da RDP no mundo, referidas no comunicado da RTP, como o satélite, cabo ou DTH e Internet implicam custos. E programas da RDP Internacional, dedicados, por exemplo, a camionistas, deixam de fazer sentido.
No site da própria RTP a RDP Internacional é definida como “o grande elo de ligação dos portugueses no Mundo. Através das suas emissões, todos, em qualquer ponto, podem aceder instantaneamente ao contacto com Portugal”.
Já em Janeiro a emissão em onda curta tinha sido reduzida, com corte da emissão ao fim-de-semana para o Brasil e alguns pontos de África, que perderam assim a possibilidade de acompanhar o campeonato nacional de futebol.

DSP e SDR su Mac con FunCubeDongle (e non solo)

Da quando è in circolazione la FunCubeDongle, front end RF per la ricezione SDR di frequenze VHF-UHF (in pratica uno scanner digitale per porta USB), si è moltiplicato l'interesse degli utenti Mac OS nei confronti della software defined radio. In questo senso la chiavetta FCD è agnostica. Ecco una recente lista di applicazione per il controllo di questo dispositivo, l'analisi dei segnali, la demodulazione e la decodifica. Tutti rigorosamente per Mac. La lista è stata proposta da Mike Murphree W4LNA, io ci ho aggiunto Baudline.


A proposito di GNUradio ecco qualche link utile sul cosiddetto "FCD block" implementato per la ricezione Narrow FM con FCD:

The GNU Radio Funcube Dongle block now with frequency and gain controls:

The source code for the Funcube Dongle block for GNU Radio is available here:


The block wraps the audio and the control interface into one block, so that the FCD can be used in GNU Radio applications written in C++, Python or the GNU Radio Companion without the need for external control application. The bad news, at least for now, is that it requires the latest GNU Radio from the development repository available here:


this will eventually become version 3.4
More info about the gnuradio-fcd block is available here:


Heterodyne aka MacHPSDR
http://openhpsdr.org/wiki/index.php?title=MacHPSDR

Baudline Spectrum Analyzer, spectrum analysis and other DSP functions
http://www.baudline.com/download.html

23 aprile 2011

Baudline, analisi spettrale multipiattaforma

Diverso tempo fa avevo scoperto - grazie agli esperimenti di ricezione di segnali radionaturali pubblicati sul sito Web di un fisico italiano, Tito Dal Canton - un programma di analisi spettrale molto interessante, chiamato Baudline Signal Analyzer. A distanza di qualche anno mi accorgo che nel frattempo Baudline è stato "portato" da Linux in ambiente Mac OS X/X11 e funziona benissimo per la ricezione di segnali fino a 40 kHz. Oltre a visualizzare Baudline offre un discreto numero di funzionalità DSP e trattandosi di un software open source potrebbe consentire anche l'implementazione di algoritmi di demodulazione, fungendo quindi da soluzione per software defined radio anche su Mac. Baudline, sviluppato dai programmatori della società di consulenza di Cupertino (dove, se no?) SigBlips può essere utilizzato anche sotto Windows. Assolutamente da prendere in considerazione per le vostre attività VLF.