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23 settembre 2011

SDR a conversione diretta, Excalibur Pro e AFEDRI

Il mercato delle apparecchiature di software defined radio amatoriali ha circa cinque anni di vita. Un periodo piuttosto lungo per il mondo dello sviluppo di soluzioni hardware e soprattutto software. Un lasso di tempo che ci permette di parlare di piena maturità del settore, senza incidere sulla vitalità di un insieme di sperimentazioni e proposte che include anche molti progetti open e una scelta di piattaforme professionali accanto a soluzioni estremamente entry-level. In questi giorni sono arrivate le notizie relative a due nuovi front end per la ricezione SDR, uno di alto livello, l'altro di fascia media a un prezzo decisamente interessante che arriva da Israele (lo ha scoperto Aldo Moroni). Entrambi appartengono alla categoria dei sistemi a direct sampling: la banda da ricevere viene campionata nel suo insieme convertita e l'estrazione della banda base non avviene con il metodo della media frequenza "near-zero" ma applicando (molto spesso in logica cablata FPGA, facilmente ottimizzabili) algoritmi di decimazione e filtraggio della famiglia CIC, Cascaded Integrator-Comb. Nel primo caso dal front end SDR si ottiene una uscita analogica in quadratura (segnale I/Q) che va in qualche modo acquisita e rielaborata, in genere attraverso la scheda audio di un pc. Nel secondo si ottiene invece una uscita I/Q completamente digitale e la demodulazione avviene con algoritmi DSP. Il vantaggio di questo secondo approccio è che la larghezza di banda in fase di demodulazione può essere molto ampia, indipendentemente dagli ingressi della scheda audio e dalla sua qualità complessiva.
Le novità di cui parlavo arrivano dall'australiana Winradio, con la nuova versione Pro della SDR a conversione diretta WR-G33DCC Excalibur. Il sito Winradio non riporta ancora alcuna informazione di prezzo per Excalibur Pro, ma il radioamatore e DXer tedesco Nils Schiffhauer ha già pubblicato alcune prove preliminari (le trovate qui con i riferimenti ai filmati YT caricati da Nils).




La versione potenziata di Excalibur, uno dei più agguerriti concorrenti della radio SDR made in Italy Perseus, è in grado di acquisire e registrare su disco addirittura 4 MHz di banda HF. Sulla finestra di ricezione si possono effettuare tre diverse demodulazioni in simultanea, in pratica questo equivale a poter seguire in tempo reale tre frequenze diverse.

L'altra novità è stata realizzata da Alexander Trushkin, 4Z5LV, un russo emigrato in Israele. E' un front a basso costo (159 dollari) che tuttavia non necessita di una scheda audio per la demodulazione. Una versione HF copre fino a 30 MHz, ma togliendo un filtro passa basso e rinunciando a un tasso di campionamento elevato si possono ricevere i 144 MHz. La conversione diretta non viene realizzata in FPGA ma tutto il front end si basa su chip della Texas Instruments, AFEDRI8201, che implementa al suo interno gli algoritmi CIC. Trushkin si è ispirato per il suo lavoro a un progetto appunto di cinque anni fa (AFEDRI è un vecchio chip, ancora disponibile ma sviluppato nel 2005) dal radioamatore finlandese Juha Niinikoski OH2NLT. Trovate una documentazione abbastanza ampia su AFEDRI a questo indirizzo.
Con il progetto a conversione diretta di Trushkin si possono utilizzare programmi Win e Linux come Winrad e i suoi vari derivati o Linrid. A tale proposito segnalo che proprio in queste ore Sandro Sfregola ha rilasciato una nuova versione gratuita della sua personale reinterpretazione di Winrad, WR+. La versione 1.06 oggi rilasciata sul sito di Sandro dovrebbe essere proprio l'ultima prima del debutto della nuova applicazione SDR commerciale che Sandro dovrebbe rendere disponibile più o meno a novembre.

28 novembre 2010

WRPlus, SDR con vocazione FM (presto con RDS)

Sta riscuotendo un gran numero di recensioni molto positive (e oltre 600 download in meno di due giorni) la release 1.03 di WRPlus, il software di demodulazione che Sandro Sfregola ha sviluppato a partire dal codice di WinRadio, di Alberto di Bene. Le novità più significative riguardano la demodulazione di vari modi FM. Adesso c'è grande attesa per il futuro rilascio di WRPlus 1.04 che implementerà anche la decodifica delle informazioni RDS.



  • Nuovo algoritmo di demodulazione FM "zero distortion"
  • Modo FM riprogettato (di nuovo): ci sono ora quattro FM sub-modes: Narrow FM, Medium FM, Wide FM e Stereo Wide FM
  • Wide BW FM con selettivita' regolabile tra 48 – 192 KHz
  • Filtri deenfasi per Wide FM (50uS and 75uS)
  • Broadcast quality FM stereo decoder; con un appropriato front-end WRplus puo' essere impiegato per applicazioni di monitoring professionale
  • AFC/AFT migliorato e molto piu' efficiente per tutti i sub-modes FM; l'AFC/AFT ha ora un range limitato del 90% della banda passante corrente (+/- 45%)
  • Tune and LO ranges estesi: in WRplus 1.03 i ranges delle scale Tune e LO sono stati estesi da 100 MHz a 1 GHz con l'aggiunta di una cifra; i relativi valori sono passati all'eventuale extio.dll (se presente) permettendo il controllo dell'hardware esterno anche nelle bande VHF – UHF
  • Nuovo I/O buffers handling: dopo diversi reports da vari utenti ho rivisto in dettaglio il codice e cambiato radicalmente la gestione asincrona dei dati. Il fractional down-sampler e' ora sempre blocato per evitare effetti "varispeed" o instabilita' di frequenza apparenti
  • Migliorato il controllo e il range della velocita' di aggiornamento delle finestre SP2/WF2: precedentemente il controllo di velocita' era effettuato in step discreti di 2X e il refresh era dipendente dal Sample Rate interno. Ora e' possibile regolare piu' finemente la velocita' che non e' piu' dipendente dal SR
Questo il parere di Francesco, appassionato di software defined radio molto esperto e motivato dai suoi interessi musicali all'ascolto FM in buona qualità:

A Roma, in casa, in zona semicentrale, senza particolari accorgimenti di eliminazione di rumori
elettromagnetici (la mia E-MU vede due segnali spuri a 54 KHz e 73 KHz, probabilmente originati dal mio laptop). Ho collegato il mio PMSDR prima ad un'antenna stilo, poi ad un folded-dipole. Il sistema non è ottimale, manca un filtro banda II subito dopo l'antenna. Ovviamente il dipolo è decisamente migliore dello stilo, il dipolo risuona a 98 Mhz con impedenza circa 75 ohm, lo stilo invece ha circa 300 ohm mentre l'input a PMSDR è a 50 ohm.
Secondo una lista pubblicata nel giugno 2009 (www.frequenze-radio.it) sono ricevibili oltre 82 stazioni di varia potenza entro il GrandeRaccordoAnulare di Roma. Orbene tutte, dico TUTTE, vengono ricevute e decodificate! Con l' antenna a stilo in modo rumoroso, con il dipolo in maniera più che accettabile, molte stazioni veramente bene. Tenendo conto che PMSDR lavora in terza armonica e senza filtro antenna mi sembra questo di già un risultato notevolissimo!
Poi, ho inserito tra l'antenna e PMSDR lo FMC-108-28 , il downconverter FMtoShortwave di Rudolf Ille, ricevuto da un paio di settimane fa e mai acceso. FMC-108-28 ha ovviamente il filtro banda II in ingresso, PMSDR lavora ora in modo normale, in prima armonica. Risultato stupefacente, decodifica perfetta! Al livello del Sony HDXFDR , il miglior tuner commerciale mai costruito, battendo alla grande Degen, Sangean, tuner Vintage con filtri modificati.

04 ottobre 2010

Winrad reloaded, tre nuove varianti del software DSP

Da quando Alberto Di Bene ha rilasciato il codice di Winrad, la sua famosa applicazione DSP/SDR per la demodulazione software defined su Windows, in giro stanno spuntando riscritture molto interessanti di questo codice. Da un po' stavo seguendo su alcune liste specializzate i commenti relativi a una versione, WRPlus, realizzata in Italia da "Sandro". Una versione che contiene diverse migliorie e funzioni aggiuntive. Ecco una lista presentata dall'autore, che ha reso più facile prelevare una copia del software dopo averlo fatto circolare per un po' su aree file riservate agli iscritti di liste di discussione come SoftRock40.

•Nuovo DSP engine per il massimo sfruttamento della CPU.
•Nuovi decimation anti-alias filters con reiezione >= 120db.
•Due identici, indipendenti pre-AGC notch filters con frequenza e banda aggiustabili.
•Modo NBFM riprogettato: nuovo algoritmo di demodulazione, IF band pass filter, post-demodulation band pass filter, de-enfasi, corretta indicazione del S-meter.
•Squelch.
•S-meter riprogettato: modi average o peak, peak hold, costanti di tempo indipendenti dal AGC, calibrazione, S-meter addizionale, movibile e di dimensioni definibili dall'utente.
•Nuove funzioni AM (e ECSS): high-pass position, high-pass frequency, "soft" filter.
•Look-ahead AGC.
•Nuovo brick-wall output limiter esente da distorsioni.
•Window view.
•Recording folder selezionabile.
•Impostazioni del filtro IF indipendenti per ciascun modo di ricezione.

WRPlus 1.01 si può finalmente prelevare dal sito www.wrplus.altervista.org
Il bello è che questa nuova edizione potenziata di Winrad, utilizzabile con tutti i prodotti SDR compatibili con il software originale di Alberto, non è la sola ad arrivare dall'Italia dimostrandosi tanto promettente. Anche Andrea Vigarani ha realizzato una sua versione, WinradF, con una GUI OpenGL ampiamente rinnovata, che oltretutto non monopolizza lo schermo di Windows. WinradF si può prelevare all'indirizzo www.webalice.it/andreavigarani/.
Queste le note di rilascio:

•New gui.
•Window mode: no more fullscreen window, you can move WinradF around and let it coexist more friendly with other softwares. Lower screen size limit is 1024x600. Selectable window size via command line parameter.
•Icom 7800-like slow background spectrum.
•New palettes, spectrum colors will change accordingly.
•The / key will "skew" the waterfalls, it's a completely useless feature, but it's nice to see ...
•Double Vfo (LoA/LoB).
•HF station database.
•Quick band selection window.
•Selectable tuning steps.
•Smeter calibration panel.
•Recording scheduler.
•Notch filter.
•Fm audio filter and squelch.

Le due ricompilazioni di questo fantastico codice si aggiungono a WinradHD, del radioamatore tedesco Mario, DG0JBJ.

26 maggio 2007

SDR, parla lo sperimentatore

Ho incontrato l'altro giorno il grande Aldo Moroni, che oltre a farci ogni sorta di favore elettronico riparando guasti e installando filtri e componenti, sta proseguendo nella sua personale esplorazione dell'universo SDR. Perché è così interessante il suo giudizio in materia? Perché oltre ad avere una buona conoscenza delle questioni legate all'elettronica lineare e digitale e all'inquadramento teorico del software di trattamento, Aldo è in primo luogo un DXer. Cioè uno che ha una certa coscienza di quello che il ricevitore sta pescando nel mare magnum dell'RF e di quello che, a valle, entra nelle cuffie di chi ascolta. Può sembrare un fatto scontato ma non lo è del tutto: il fenomeno SDR sotto i 30 MHz fino a oggi è dominio quasi esclusivo di una famiglia internazionale di radioamatori estremamente preparati e solidi sul piano teorico. Ma che normalmente hanno esigenze molto diverse in campo pratico. Per chi ascolta in banda radioamatoriale comunicazioni vocali, un parametro come la "comprensibilità del segnale" non è visto nello stesso modo da me o da altri DXer specializzati per esempio nell'ascolto delle onde medie. L'identificazione di un radiofaro "estremo" avviene a soglie di segnali ancora più basse rispetto al collegamento (QSO) in CW dei radioamatori.
Insomma, parli di SDR e il progettista ti risponderà citando il fondamentale problema delle misure e l'ossatura teorica dell'approccio software alla problematica dell'estrazione delle modulazioni RF. Il radioamatore ha ben presente la sua esigenza: sfruttare una piccola porzione di spettro riservata con frequenze spesso occupate da molti ma disciplinati operatori, dove il problema delle intereferenze e dell'intensità del segnale ha un valenza tutta specifica. Mentre il DXer andrà a privilegiare la problematica dei filtri, della leggibilità, o quella delle frequenze immagine, che nel caso dell'SDR è un argomento molto critico.
Dopo una prima sfortunata esperienza, Aldo si è impegnato molto sul fronte del progetto SoftRock per informazioni sui kit qui e qui), l'interfaccia QSD ultraeconomica inizialmente sviluppata per la banda amatoriale dei 40 metri. Il SoftRock è uno stadio QSD capace con pochi componenti di generare i segnali I/Q che poi verranno campionati e analizzati dalla scheda audio del computer. E' stata concepita come interfaccia quarzata: il quarzo genera una determinata IF (di solito posta al centro della banda che si vuole esplorare) e la larghezza di banda della scheda audio fa, insieme al software di controllo e demodulazione, tutto il resto. Aldo ha adattato il SoftRock all'ascolto dei radiofari, utilizzando una configurazione a tre quarzi che copre, in altrettanti segmenti, più o meno l'intero spettro tra 280 e 500 kHz. La scheda audio è una EMU (volendo oggi è possibile contare su larghezze di banda di 48, 96 o 192 kHz, a seconda del tipo e del numero di canali di ingresso impegnati e delle caratteristiche della scheda). La variante principale a un SoftRock quarzato è lo stesso front end in cui la funzione del quarzo viene svolta da un circuito DDS, in pratica un oscillatore digitale. L'equivalente del VFO di una radio analogica trasposto in campo SDR.
Aldo ha voluto sperimentare anche la strada del DDS scegliendo il circuito normalmente consigliato per il SoftRock (il DDS 60), per il quale è previsto anche un apposito kit. Un kit, mi ha raccontato Aldo, molto economico ma con un difetto non trascurabile: il componente principale, l'oscillatore digitale Analog Devices AD9851, non viene fornito perché sarebbe troppo costoso. Il chip viene però fornito su richiesta come campione (sample) e senza troppe speranze Aldo aveva inviato il suo bravo form. Il chip è arrivato pochi giorni dopo via corriere, ma il packaging era di quelli tosti. Saldarlo sulla basetta del kit, mi dice Aldo, è stato un incubo (distanza tra i pin, 0,65 mm).
Pensare che l'uso di un DDS risolva ogni tipo di problema e regali un SoftRock capace di sintonizzare segnali fino a 180 MHz sarebbe illusorio. Aldo ha preparato un abbinamento SoftRock+DDS 60 per le onde medie, ma questo non significa disporre sul pc di un ricevitore "normale". Per la sua natura il software che estrae dai canali I/Q le informazioni audio è caratterizzato da due limiti. Il primo è che i due canali devono essere "bilanciati" in ampiezza e in fase, cioè devono uscire allo stesso livello e sfasati esattamente di 90 gradi sul piano complesso (la matematica del software SDR è complessa, ha cioè un asse immaginario). Senza questo bilanciamento il software produrrà facilmente delle immagini rispetto alla frequenza centrale campionata, rendendo molto difficoltoso il lavoro del radiofarista. Questo bilanciamento si può fare via software, ma molto dipende dal programma utilizzato. Aldo mi dice che il pacchetto più interessante in tal senso è Rocky, il demodulatore software sviluppato da Alex Shovkoplyas VE3NEA, lo stesso di DX Atlas. Rocky dispone di un algoritmo di bilanciamento automatico che esplora una porzione della banda individua le portanti più consistenti e attenua automaticamente i segnali che in base alle regole della decodifica I/Q sono evidentemente delle immagini. Anche un programma come WinRad - che secondo Aldo è in assoluto il migliore per i radiofari perché offre passi di sintonia da 1 Hz (contro i 12 di Rocky) e permette di costruire graficamente filtri molto efficaci - riesce a fare lo stesso. Ma lo fa solo in un ambito molto ristretto, per cui quando si cambia la sintonia di pochi kHz il lavoro di bilanciamento deve ripartire da capo.
L'altro inconveniente dei front end QSD sono le armoniche dispari del centro banda. Per la matematica del sistema di quadratura, un front end come SoftRock tende a "tirar dentro" segnali che non sono direttamente presenti nella porzione di spettro fondamentale. E' un problema che conosciamo bene nei circuiti di miscelazione analogici dei ricevitori, per cui se sintonizzo una radio su 5050 kHz, per esempio, nel mixer vengono riconvertiti alla media frequenza (poniamo 455 kHz) non solo i segnali effettivamente presenti sui 5050 kHz ma anche quelli che si ritrovano 910 kHz più in su (910 è il doppio di 455!). Nelle bande broadcast posso trovare stazioni su 5050 ma anche su 5960 kHz e a quel punto un mixer non mi permetterebbe di capire dove sto ricevendo. I front end SDR hanno lo stesso problema con le armoniche dispari. Per cui se io ho il mio SoftRock centrato con il DDS sui 370 kHz ed esploro la mia banda 20 o 30 kHz sopra e sotto, potrei osservare su 378 kHz lo spettro di un segnale che non ha nulla a che fare con un faro su 378 kHz, ma che invece è l'immagine della terza armonica di questa frequenza (1134 kHz, manco a dirla la potenze stazione in onde medie croata).
Risolvere quest'altro problema via software non è possibile, quello che bisogna fare è adottare lo stesso procedimento che governa queste situazioni nei ricevitori analogici: attenuare con un filtro i segnali che potrebbero "imbucarsi" come ospiti indesiderati nel mixer complesso. La soluzione adottata da Aldo è utilizzare tra l'antenna e l'ingresso RF del SoftRock un filtro passabasso tagliato poco sopra la banda assegnata ai radiofari (nella fotografia che pubblico qui dal sito di Aldo è lo scatolotto con il grafico logaritmico collegato appunto all'ingresso del SoftRock versione onde medie).
Era una storia lunga, ma secondo me ne vale la pena. La conclusione di Aldo è che l'SDR è una tecnica di grande fascino, ma ancora molto macchinosa sul piano pratico. Gli ostacoli da superare sono numerosi e dal punto di vista ergonomico uno si può scordare la semplicità e la immediatezza di un ricevitore analogico semiprofessionale. Probabilmente, dico io, il futuro dell'SDR in questo campo va di pari passo con front end ancora più evoluti che includono lo stadio di conversione analogico/digitale e risolvono alla fonte certe problematiche legate alla aritmetica dei mixer complessi. Ma il vero breakthrough arriverà quando insieme a tutti questi aspetti il software adotterà un approccio embedded per arrivare a veri ricevitori SDR stand alone, indipendenti dal personal computer. Qui la strada da percorrere è ancora lunga, perché di softwaristi bravi ce ne sono pochi, soprattutto in ambito embedded. E quei pochi difficilmente lavorerebbero per progetti su scala così limitata.