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26 agosto 2012

Le voci originali di Neil e Buzz

Neil Armstrong, il comandante della missione Apollo 11, il primo a mettere piede sulla luna, se n'è andato in questi giorni. E' rimasto con noi, invece, un intero esercito di mentecatti convinti che lo sbarco sulla luna sia solo una fiction massmediatica, frutto di una colossale macchinazione cospirazionista. A tutti dedichiamo qualche link alle risorse di archivio della NASA. Per prima una pagina dove si trovano in forma compatta gli audio più famosi, in particolare quello con la frase di Armstrong sul "piccolo balzo" di un uomo (retorica quanto volete, ma molto efficace):


Poi ecco una selezione di file del cosiddetto "onboard audio", con tutti i momenti più emozionanti della missione 11:

http://www.nasa.gov/mission_pages/apollo/40th/a11_audio_highlights.html (il database completo, con qualche buco dovuto alla cattiva qualità della registrazione, si trova qui). Tutte le comunicazioni audio delle missioni Apollo (e di tutte le altre con equipaggio umano) si trovano negli archivi del Johnson Space Center. Una introduzione molto dettagliata alle trascrizioni relative alla missione 11 si possono leggere qui:


mentre i PDF conservati nell'archivio si possono selezionare qui:

http://www.jsc.nasa.gov/history/mission_trans/mission_transcripts.htm (questo il PDF del traffico radio air-to-ground, fin dai primi istanti del lancio).
Tre anni fa, per celebrare il 40esimo anniversario dell'allunaggio, la NASA aveva ritrasmesso, in tempo reale, l'audio dell'intera missione. Purtroppo non riesco a trovare un link diretto a questa ritrasmissione, ma è possibile ricostruirne il flusso attraverso il database di cui vi ho dato l'indirizzo e tenendo sotto gli occhi le trascrizioni.
Grazie di tutto, Neil.



25 dicembre 2010

Il Natale di Apollo 8 (1968) trasmesso dall'USB-S


Il sito della NASA ha pubblicato questo breve messaggio augurale natalizio, trasmesso il 24 dicembre del 1968 dai tre astronauti della missione Apollo 8, la prima a orbitare intorno alla Luna. Mentre dal finestrino scorrono le immagini della superficie lunare si possono distinguere chiaramente le voci di Frank Borman, capo della missione, del pilota del Command Module Jim Lovell, e del pilota del Lunar Module William Anders che si alternano alla lettura di Genesi 1 e alla conclusione l'augurio di "good night, good luck and a merry Christmas" a tutti sulla "good earth".



La voce e le immagini in slow scan television sono quelle raccolte dal sistema di comunicazione integrato in banda S messo a punto proprio per la missione Apollo, operativo su frequenze intorno ai 2 GHz. Un dettagliato paper su questo sistema USB-S (Unified S-Band System) può essere prelevato qui.

16 luglio 2009

Radio Apollo: sul sito NASA 8 giorni di audio originale

Il mondo si prepara a celebrare insieme alla NASA e a tutti gli americani la storica missione Apollo che culminò con il primo sbarco lunare e un comunicato stampa rilasciato oggi informa sulla disponibilità, sul sito Web dedicato al 40esimo anniversario, di importanti testimonianze audio relative a quella missione. Per la prima volta sarà possibile ascoltare le registrazioni delle conversazioni tra i membri dell'equipaggio, disponibili anche in versione trascritta (il link alle trascrizioni per l'intera missione è questo http://www.jsc.nasa.gov/history/mission_trans/apollo11.htm e da qui è facile risalire agli archivi delle altre missioni). Fino a oggi erano state diffuse solo le tracce relative alle conversazioni terra-spazio. Ecco il link da consultare: http://www.nasa.gov/mission_pages/apollo/40th/apollo11_audio.html.
Ma le chicche non finiscono qui. La NASA ha infatti deciso di trasmettere su Web tutto l'audio della missione Apollo a partire dall'orario del lancio e fino alla conclusione dell'avventura, così come era stato trasmesso 40 anni fa, in tempo reale. Si comincia alle 7 del mattino e 32, ora locale estiva della Florida, esattamente due ore prima del momento zero del countdown (il razzo venne acceso alle 9 e 32 EDT). Tenendo conto della differenza di fuso orario per noi il "radiocast" celebrativo di Apollo 11 comincia su Internet alle 13 e 32 di oggi, 16 luglio 2009. L'imperdibile streaming durerà fino alle nostre 18 e 51 del 24 luglio, momento dello splashdown e del recupero dell'equipaggio. La trasmissione ha luogo a questo indirizzo: http://www.nasa.gov/externalflash/apollo11_radio/index.html

APOLLO 11 CONVERSATIONS EARTH DIDN'T HEAR NOW ONLINE AT NASA.GOV

HOUSTON -- You're in a spacecraft, on a mission to land on the moon for the first time in history, and the microphone to Earth is off. What do you say? Now you can listen in on a NASA Web site and find out.
As Neil Armstrong, Buzz Aldrin and Mike Collins flew on Apollo 11 to a lunar landing in July 1969, the world heard communications between the crew and Mission Control live as they happened. But Earth did not hear the private conversations between Armstrong, Aldrin and Collins, although they were recorded aboard the Command Module Columbia and Lunar Module Eagle.
Those conversations now are available on the Internet. All the Apollo spacecraft had onboard voice recorders, activated during much of each mission to record the crew's conversations. The transcripts of those recordings were publicly released in the mid-1970s. Only recently were the actual onboard audio recordings from Apollo 11 digitized and made available on the Web.
To listen to the recordings and view the transcript, visit:

http://www.nasa.gov/mission_pages/apollo/40th/apollo11_audio.html

For more information about the history of onboard recorders on the Apollo spacecraft and full transcripts of all mission recordings, visit:

http://www.jsc.nasa.gov/history/mission_trans/apollo11.htm

For a detailed list of NASA events that celebrate the 40th anniversary of Apollo 11, visit:

http://www.nasa.gov/apollo40th


21 maggio 2007

Apollo 11, il pasticcio dei filmati perduti

Non voglio urtare la suscettibilità di nessuno, ma un po' mi preoccupa il fatto che i miei post finiscano a volte in siti Web tra il cospirazionista e il paranormale. Era capitato con un sito dedicato al "fenomeno" (le virgolette sono mie) delle scie chimiche, che mi aveva citato a proposito di comunicazioni aeronautiche. Mi ero inserito nella conversazione per spiegare che in quanto scettico, ero il primo a sperare in un serio monitoraggio radio delle conversazioni dei piloti, il miglior modo per dimostrare che il complotto delle scie chimiche non esiste.
L'ultima citazione, in ordine cronologico, riguarda (che coincidenza, sarà un complotto?) proprio le comunicazioni della missione Apollo. Sul sito forum.cosenascoste.com, RP è stato citato in un thread nato intorno a una notizia (vera) presa come "dimostrazione" (le virgolette sono sempre mie) di una possibile cospirazione ordita dalla NASA per impedire al mondo di assistere, sui filmati dell'Apollo 11, agli incontri ravvicinati di terzo tipo tra Neil Armstrong e gli alieni. Ora, sembrerebbe in effetti che Armstrong e altri astronauti abbiano dichiarato in questi ultimi anni di aver visto e parlato con gli extraterrestri. Ma che cosa c'entra Radiopassioni? Nel thread di cosenascoste.com qualcuno scrive di aver sentito dire (l'ufologia è una scienza piena di relata refero ma la voce è stata chiaramente raccolta anche da giornali importanti, come La Stampa, forse troppo ansiosa, in questa occasione, di gettarsi su una notizia senza troppe verifiche) che nel 1969 alcuni "radioamatori" avevano intercettato il traffico tra Eagle e Mission Control. Un traffico pieno di riferimenti agli UFO. Nello stesso thread un post di "weboy78" cita un mio articolo del novembre del 2005 (non quello inserito oggi): allora avevo segnalato un interessante storia delle comunicazioni luna-terra apparso su una rivista di hobbystica elettronica di quarant'anni fa. Per fortuna Radiopassioni non viene arruolata d'ufficio tra le schiere degli ufologi, ma l'autore del post deve aver trovato molto interessante il fatto che nel mio testo si facesse riferimento a precise frequenze radio, quelle della missione Apollo. Probabilmente weboy78 deve aver dedotto che essendo le frequenze di dominio pubblico, l'ipotesi secondo cui i radioamatori avrebbero potuto intercettare le voci degli astronauti fosse verosimile.
Basta leggere i documenti come quello da me citato nel 2005 e quelli linkati poche ore fa, per capire che in realtà su quelle frequenze il traffico radio non era affatto facilmente monitorabili. La strumentazione necessaria sarebbe stata fuori dalla portata di semplici amatori. Se uno vuole per forza credere a quello che Armstrong avrebbe rivelato tanti anni dopo, faccia pure. Ma che gli UFO si fossero intrufolati nelle conversazioni tra il LEM e Houston rimane un'ipotesi alquanto labile. Neppure i fratelli Judica Cordiglia avrebbero potuto intercettare con tanta facilità un flusso di voce, dati, telemetria e televisione a scansione lenta su frequenze come i 2287.5 MHz. Ma la storia svelata da cosenascoste.com non finisce qui. Il forum dei misteri dice che le prove dei contatti con gli alieni si nasconderebbero non solo nelle voci ma anche nelle immagini trasmesse a terra dalla luna. Il problema è che una eventuale verifica sarebbe impossibile perché la NASA avrebbe perso i filmati originali. L'interpretazione cospirazionista di questa sparizione non ve la devo spiegare oltre.
A questo punto sono andato a controllare. E devo ammettere che sì, alcune registrazioni su nastro magnetico di quelle riprese non si trovano più. Ma le cose sono più complicate di quanto cosenascoste.com lascia intendere. Sembra infatti che l'assenza dei nastri da quello che avrebbe dovuto essere il loro archivio (il Goddard Space Center), non è stata appurata da qualche ardito indagatore di complotti UFOlogici. E che i nastri spariti non sono l'unica copia esistente delle immagini televisive viste da milioni di persone 38 anni fa. La storia vera dei nastri del Goddard è stata raccontata in un due articoli facilmente reperibili sui siti della National Public Radio e della rivista Wired. Cercando di riassumere il più possibile, i due articoli raccontano che nel 1969, Stan Lebar l'inventore della telecamera che era stata inviata nello spazio con Armstrong era rimasto molto deluso della cattiva qualità delle immagini ritrasmesse a Houston dall'Australia, dove si trovano due delle tre stazioni di tracking adibite alla ricezione televisiva. Solo molti anni dopo, durante una riunione di veterani della stazione australiana di Honeysuckle Creek, erano emerse alcune polaroid scattate sul video lunare in presa diretta. E queste immagini erano di qualità nettamente superiore. Che cos'era successo? Che le immagini viste da Lebar erano quelle ritrasmesse via satellite dall'Australia a Houston. Un video convertito e adattato per la televisione normale e quindi distorto. Lo spiraglio di speranza a quel punto (siamo nel 2002) era affidato alle riprese che gli australiani avevano fatto inquadrando direttamente la tv a scansione lenta teletrasmessa dalla luna. Nastri che erano finiti negli Stati Uniti, prima nel National Records Center di Washington e poi (sembra, ma non è del tutto certo) al Goddard Space Center. La notizia è che al Goddard quei maledetti nastri non li trovano più. In compenso il centro conserva ancora l'unica macchina in grado di visualizzare i nastri da 14 pollici prodotti nel 1969. E' un proiettore conservato in un laboratorio del Goddard che è stato smantellato in seguito all'ennesimo taglio di budget, quelli decisi per finanziare meglio la gloriosa impresa irakena immagino. Dal 2006, da quando cioè è stato scoperto il fattaccio, a oggi, ancora non si sa dove siano finite le registrazioni. Per fortuna sembra che almeno il proiettore sia stato salvato e affidato al tecnico NASA che sta conducendo le ricerche dei nastri scomparsi.
Alieni o no, il valore di quei nastri sarebbe immenso ai fini della precisa ricostruzione storica e scientifica del volo di Apollo 11. Speriamo quindi che prima o poi saltino fuori. Intanto leggetevi tutta la storia, partendo proprio dal sito storico dedicato a Honeysuckle Creek (curato da un pastore anglicano la cui vita fu profondamente influenzata dalle cronache di quel luglio del '69). La vicenda è riassunta in un breve documento pdf, in cui vengono confrontate alcune immagini prese prima e dopo la conversione. La differenza è davvero incredibile, credo proprio che se ci fossero stati degli alieni gli australiani li avrebbero visti. Qui invece ci sono l'articolo di Wired e l'articolo tratto dalla trasmissione della NPR che nel luglio del 2006 rivelò la figuraccia rimediata dalla NASA con la faccenda dei preziosi nastri introvabili. Dal link potete seguire l'audio della trasmissione e consultare altri materiali d'archivio.

20 maggio 2007

Su che frequenza parlava Armstrong


Ancora da it.hobby.radioascolto riporto una lista di risorse dedicata alle comunicazioni radio (e televisive) della missione Apollo. Per certi versi Internet è sorprendentemente avara di informazioni, o meglio dati ce ne sono fin troppi ma metterli insieme non è facile. Ancora una volta lo spunto ispiratore è una domanda, apparsa sul gruppo, relative alle frequenze utilizzate per le comunicazioni spaziali (l'obiettivo più ambizioso per lo scannerista, che può provare ad ascoltare oggetti orbitanti già a partire dalle VHF e, in qualche caso di satellite radioamatoriale perfino nelle HF). Diciamo che tutto rientra in questo revival di interesse per le comunicazioni spaziali sollevato dall'uscita del documentario sui fratelli Judica-Cordiglia. E a questo proposito: l'ho visto l'altra sera e devo dire che è molto ben realizzato. Il difetto sta nell'impostazione un po' agiografica, assolutamente di parte. La narrazione è gustosa, gli interventi dei protagonisti dell'avventura, non più ventenni, ma giovanissimi, oserei dire "discoli" nel fisico e nello spirito, sono impagabili (come quando Giovanbattista - credo - ammette la "grande voglia di far casino" che li animava allora). Ma dal punto di vista scientifico i Pionieri dello spazio non è all'altezza. Non ci sono riferimenti alle obiezioni tecniche che negli anni successivi ai presunti exploit radiofonici dei due diabolici torinesi-brianzoli sono emersi a proposito di particolari come l'ascolto dei battiti cardiaci degli (sfortunati, secondo la versione ufficiosa di Torre Bert) cosmonauti. O la ricezione di segnali delle navicelle al rientro nell'atmosfera, quando la forte ionizzazione crea un insormontabile schermo alle onde radio. O ancora l'unicità dell'esperienza dei due radioesploratori italiani, a fronte di probabili tentativi da parte dell'intera comunità radioamatoriale mondiale.
Il film non è per questo meno interessante e invita se non altro ad applicare il beneficio del dubbio: non è detto che i fratelli abbiano pronte delle controconfutazioni altrettanto credibili. Bisognerebbe chiederglielo e forse il figlio di Giovanbattista, Massimiliano, può dare in questo senso una mano a Radiopassioni. Ma veniamo alle informazioni sulla missione Apollo, con i dati raccolti su it.hobby.radioascolto da Alex e Gigi e approfonditi dal sottoscritto. Forse il documento più ampio e ufficiale su quello che fu definito USB, Unified S-Band system è questo pdf anastatico che si trova su uno dei siti Web della NASA. Unified perché il sistema di comunicazione terra-spazio profondo fu progettato con cura per integrare i quattro principali canali di comunicazione e controllo necessari per la buona riuscita della missione Apollo: la voce, i dati dei computer di bordo, la telemetria dei dati biometrici degli astronauti e le immagini televisive - straordinarie, epocali - trasmesse verso terra. Altro materiale ufficiale NASA è un documento con la descrizione delle tecnologie a bordo del modulo lunare e il lungo presskit distribuito ai giornalisti che coprirono il volo della missione numero 11, quella del primo sbarco nel luglio del 1969. A grandissime linee il sistema unificato adottato dalla NASA e dalle numerose tracking stations terrestri unite tra loro da link satellitari, prevedeva appunto un complesso sistema di medie frequenze e sottoportanti che permetteva di trasportare tutto il flusso di comunicazioni su una portante di uplink e una di downlink nella S-band (la cosiddetta Apollo frequency era sui 2287,5 MHz). Per le comunicazioni al suolo lunare gli astronauti utilizzavano link VHF sopra i 260 MHz, banda che serviva anche per le comunicazioni nelle fasi precedenti e subito successive al lancio. Sven Grahn, sul suo fantastico sito dedicato alle comunicazioni satellitari, riporta una lista di frequenze usata per Apollo 11 e per tutti gli altri satelliti lanciati nel 1969 e pubblica un dettagliato report sul monitoraggio della missione Apollo 17.
Molte spiegazioni sul traffico S-band e sul ruolo svolto da una tracking station, compreso un report in pdf, si trovano sul sito di una delle tracking station, quella di Parkes in Australia. Altri dettagli tecnici vengono riportati sul sito di uno dei fornitori tecnologici, la BFEC e non è impossibile trovare anche qualche illustrazione degli apparati originali.