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06 giugno 2013

Droni do it yourself e Software Defined Radio per un radar in realtà aumentata.

Straordinario "hack" di John Wiseman, esperto di droni telecomandati do it yourself. Con una chiavetta DVB-T da 20 dollari ha sovrapposto le informazioni sul traffico aereo trasmesse in modalità ADS-B e ricevute direttamente sul suo Mac per realizzare un sofisticato radar in realtà aumentata. Le immagini sono quelle che arrivano da un drone Parrot AR.Drone, comandato attraverso un progetto chiamato ArDrone Webflight, un programma di controllo basato su Web. Sul display vengono sovraimpressi in tempo reale dei riquadri che riportano il tipo di aereo che attraversa in quel momento l'orizzonte visto dal drone. E' sufficiente, oltre alla chiavetta USB basata su un tuner RTL, uno speciale plugin chiamato Webflight-Traffic liberamente accessibile attraverso il repository di Github. John riferisce che è possibile incorporare anche informazioni GPS (non supportate per il momento da AR.Drone) utilizzando lo stesso software e il ricevitore SDR ultra-economico con modelli di droni "open hardware" come Arducopter o Arduplane. Nell'esempio riportato in questo video i dati ADS-B vengono ricevuti dal Mac, ma è possibile montare la chiavetta direttamente sul quadricottero giocattolo. Poesia pura. 

16 aprile 2012

Wireless hack: dai pager giocattoli a Arduino Due e Raspberry l'open hardware alle feste degli hacker

Arrivata stamane, la solita newsletter del guru della sicurezza Bruce Schneier, consiglia la visione di un breve intervento di Avi Rubin, docente di computer science alla Johns Hopkins University, nel quadro della famosa iniziativa TEDx. Sono quindici minuti tutti dedicati all'hackeraggio di dispositivi wireless in cui l'ospite di TEDx racconta di una serie di studi che gli esperti di sicurezza "buoni" svolgono per mettere in evidenza le vulnerabilità prima che queste ultime vengano sfruttate dai "cattivi".



Rubin parla per esempio dei possibili attacchi wireless a dispositivi elettromedicali come i pace maker cardiaci, ma anche a tutte le manipolazioni che sarebbe teoricamente (e praticamente) possibile effettuare a distanza contro automobili sempre più farcite di microcontrollori e interfacce radio non adeguatamente protette (assolutamente vero, ricordo ancora a un convegno di infomobilità l'intervento di due programmatori italiani che erano riusciti a trasmettere false informazioni ai navigatori attraverso i bit del sistema RDS-TMC).
Tra gli "hack" citati c'è anche quello che coinvolge un dispositivo non conosciuto in Italia, almeno credo. Il pager giocattolo della Mattel, GirlTech "IM-ME" che serve per inviare messaggi istantanei via computer senza sfruttare il Wi-Fi ma utilizzando una connessione a 900 MHz (ma c'è anche una versione a 433) gestita attraverso un componente Texas Instruments, il system on chip CC1110. Avevo già incontrato questo strano ma serio giocattolo, che su Amazon.co.uk costa 16 sterline. Gli hacker hanno per esempio trovato il modo di trasformare il suo semplice display a cristalli liquidi in un rudimentale analizzatore di spettro panoramico per la banda coperta dal chip TI (descritto anche qui). Ma un paper annunciato nel corso di una conferenza USENIX lo scorso anno ha dimostrato che il pager color rosa può diventare un pericoloso jammer per i walkie-talkie professionali che utilizzano lo standard APCO-25, il TETRA americano in dotazione anche alla polizia: il chip CC1110 opera sulle stesse frequenze!
Lo spirito degli hacker, che poi è lo stesso dei radioamatori degli anni 10 e 20 del secolo scorso, o dei moderni sperimentatori del Software Defined Radio, sempre amatoriale, rivive nelle iniziative della Open Hardware Association, di cui potete leggere in questo post della community di Arduino, il celeberrimo microcontrollore open hardware promosso da Massimo Banzi. La OHA è il momento costitutivo dell'Open Hardware Summit, un evento che quest'anno, a settembre, presso l'Eyebeam Art+Technology Center di New York (tra pochi giorni in quella stessa sede si terrà il Sound Research Summit), vivrà la sua terza edizione. L'Open Hardware Summit sarà tra l'altro sponsorizzato da Sparkfun, una società specializzata in kit per la sperimentazione elettronica che i radioappassionati molto interessante: tra i prodotti una schedina che permette di fare molte manipolazioni sul chip SiLabs 4703, che implementa una radio FM/RDS.
Mi rendo conto che questo post rischia di essere fin troppo rapsodico, ma vorrei concludere proprio con Arduino, ricordando il ruolo che proprio questo microcontrollore potrebbe avere nella realizzazione di ricevitori SDR autonomi rispetto ai computer general purpose. Poche settimane fa a Milano, l'iniziativa dell'amico Marco Ottolini, Startuppami, ha organizzato un incontro con Massimo Banzi. Ecco l'audio della sua presentazione:



La grossa novità in arrivo probabilmente entro l'anno sarà la seconda generazione della piastrina programmabile, Arduino Due. Secondo Banzi monterà un microprocessore Cortex-M3 a 32 bit della Atmel, che integra dei canali ADC/DAC. I milanesi a partire da domani potranno entrare in contatto con il concetto di Open Design di Arduino visitando in occasione del Salone del Mobile la mostra The Future in The Making, dove verranno esposti diversi progetti selezionati da Banzi in persona. Senza contare quello che al di là di Arduino è il progetto di "nanocomputer" più celebre del momento, Raspberry Pi. I primi esemplari del minuscolo pc completamente autonomo e basato su architettura ARM/Linux, vengono consegnati in questi giorni, anche se la reperibilità appare problematica a causa dell'enorme interesse suscitato.

25 marzo 2012

Come trasformare una chiavetta DVB-T da 20 dollari in una SDR a larga banda


E' bastato un post sul sito di hacking elettronico "Hack-a-day" (ma la cosa è stata ripresa anche dal blog di open source hardware Dangerous Prototypes) per scatenare la frenesia dei patiti del software defined radio.
La notizia ha origine dalla segnalazione di un progetto SDR basato sulla chiavetta USB cinese "EzCap" che riceve segnali radiotelevisivi DVB-T, FM e DAB+ ed è basata su un tuner wide band Elonics 4000 e un demodulatore COFDM Realtek RTL2832U. Una "chiavetta Funcube" dei poveri che si può ordinare per 15 euro in Corea (con spedizione gratuita, io ci ho provato: vediamo che succede).
La chiavetta è stata segnalata in un ambito un po' particolare, quello del progetto OsmoComRTL, che studia implementazioni SDR open source per decodifiche di segnali digitali a banda larga (un progetto collegato è OsmocomBB, dove BB designa la banda-base della telefonia GSM). L'attenzione di sperimentatori come Antti Palosaari e Steve Markgraf si è focalizzata sugli hardware da pochi dollari che utilizzano il demodulatore Realtek perché "sniffando" una di queste chiavette si è scoperto che il chip può essere "convinto" a riprodurre il segnale I/Q del tuner Elonics con una risoluzione sufficiente ad acquisire le bande-base di diverse modulazioni in modo che su questi dati si possano fare rielaborazioni ulteriori, in pratica aggirando i normali driver e le applicazioni di queste chiavette, normalmente destinate alla ricezione della tv o della radio FM e digitale.
Come front-end la chiavetta funziona proprio come il Funcube Dongle, ma c'è una differenza sostanziale. Mentre il Funcube ha una larghezza di banda di 96 kHz, appena sufficienti per fare dell'FM wideband piuttosto strettino, qui abbiamo a che fare con bande-base di parecchi MHz e quindi è possibile pensare di realizzare cose come un decoder open source per il DAB+ e tanti altri progetti SDR che oggi richiederebbero front end molto più evoluti e costosi. Ci sono però parecchi limiti con la demodulazione del Realtek: il primo e più importante è una dinamica a soli 8 bit, veramente pochi; l'altro è la sensibilità, anche se curiosando su Reddit, dove è stato creato l'apposito tag RTL-SDR, ho visto la segnalazione di piccole schedine di pre-amplificazione a larga banda che potrebbero rendere molto più efficiente la chiavetta in presenza di segnali molto deboli.
OsmoCom nasce in ambito GNURadio, quindi su piattaforme Linux, ma seguendo la discussione su Reddit leggo che si sta già pensando al controllo anche con Mac OS X e persino con iOS, vista la disponibilità sulle due piattaforme di versioni specifiche delle librerie LibUSB (per esempio - ma dovete essere parecchio esperti - qui per Mac OS X fino al 10.6, qui per Lion 10.7 e qui per iOS), fondamentali per dialogare attraverso la porta USB del Mac o di iPad con hardware di questo tipo. L'idea che sta prendendo piede è quella di utilizzare un frontend come la chiavetta EzCap per trasformare l'iPad in un analizzatore di spettro ad alta portabilità. Sicuramente è un progetto da seguire con attenzione, anche se c'è da chiedersi perché uno dovrebbe scardinare una chiavetta che riceve la radio digitale DAB+ solo per implementare un software di decodifica DAB alternativo. Ma questo è il bello dell'hacking estremo, no?

11 marzo 2010

Hackers al cinema, inedito festival a Milano

Una tematica marginale rispetto alla radiofonia, anche se non del tutto considerando le implicazioni sul piano dell'intercettazione e della "signal intelligence". Nei giorni del Security Summit evento sulla sicurezza informatica organizzato Milano, dal 16 al 18 marzo si terrà un inedito film festival dedicato alla secutirty e all'hacking. Di seguito il comunicato. Diverse proposte presentate nelle sale della Scuola Civica di cinematografia sono disponibili anche su Web. Le proiezioni sono ad accesso gratuito ma bisogna registrarsi sul sito del Summit.
Andate a guardarvi soprattutto Unauthorized Access di Annaliza Savage, uno dei primi documentari sul genere. Tra gli intervistati, nel 1994, c'è un ragazzo che oltre ad avere alle spalle un bel Macintosh SE30 (mi sembra) parla di un programma radiofonico curato da Emmanuel Goldstein di 2600 Magazine. Quel programma, Off the hook, esiste ancora, così come esiste la stazione no profit citata nel documentario, WBAI di Long Island. Questa è la pagina del programma, il cui feed XML è reperibile qui.

La security va al cinema

Sono un appuntamento per cinefili appassionati di tecnologia e per “geek” le tre serate dedicate ai film underground sul tema della security in programma il 16-17 e 18 marzo 2010 a Milano.
Evento “fuori programma” del convegno Security Summit, che radunerà nel corso delle stesse giornate esperti del settore, utenti, docenti e consulenti nelle sale dell’Hotel Ata Executive, l’ Hacking Film Festival é “la pausa dopo il lavoro”, cioé il momento di svago e di relazione dopo l’impegno professionale che nel corso della giornata i partecipanti al convegno vivranno stimolati dagli oltre 100 qualificati relatori .
Il Festival è alla sua seconda edizione e dopo il successo dell’anno scorso percorre un cammino inedito, mettendo in proiezione solo filmati underground, realizzati con scarsità di mezzi, ma ricchezza di idee da giovani appassionati di tecnologia e profondi conoscitori delle problematiche e delle falle della security.
Nel corso delle tre serate saranno proiettate infatti opere che illustrano “dall’interno” l’ambiente e il fenomeno hacker, i casi giudiziari più importanti che hanno attraversato il panorama tecnologico underground e le probematiche di sicurezza e vulnerabilità dei sistemi.
Sono quasi tutte opere girate con mezzi modesti e con budget amatoriali, ma che sono in grado di illustrare con un realismo non comune tutte le complesse sfaccettature sociali, politiche, giuridiche e tecnologiche di un mondo complesso come quello dell’hacking.
Durante le tre serate Raoul Chiesa, Alessio Pennasilico, Danilo Bruschi e Giovanni Ziccardi, consulenti del settore e docenti dell’Università degli Studi di Milano, insieme ad altri ospiti, coordineranno un breve dibattito sui contenuti e ascolteranno e commenteranno le osservazioni del pubblico.
Ospite speciale Mark Abene, meglio noto come “Phiber Optik”, vera e propria leggenda dell’hacking negli anni ’90 e co-protagonista in due dei documentari che verranno proiettati.
La rassegna si svolge all’Auditorium delle Scuole Civiche di Milano, corso di Porta Vigentina 15/A, fermata Crocetta della metropolitana M3, è ad ingresso gratuito, ma è necessaria l’iscrizione sul sito www.securitysummit.it

16 Marzo 2010 Ore 21.00 - 23.00

La serata sarà presentata e coordinata da Raoul Chiesa e Alessio Pennasilico.

È prevista la proiezione di due pellicole.

* "Sapere Aude 1784" di mfp&ila, CCC2007, 2007 (durata 10 minuti)

Uno "Short emotional trip", come lo definiscono gli Autori: 10 minuti di musica a rappresentare 5 giorni di "recursive knowledge". Un giornalista polacco parla del CCC 2007 (Chaos Computer Club Camp) come l'esempio vivente che "una societa' aperta, ideale" sia possibile...

* "Unauthorized Access", di Annaliza Savage, 1994 (durata 50 minuti)

Opera prima di Annaliza Savage ed uno dei primissimi documentari sull'hacking, il phreaking ed il trashing nella prima metà degli anni '90. I MOD & LOD, Kevin Poulsen...tanti i protagonisti di questo indimenticabile documentario, girato tra gli USA, l'Olanda e la Germania...quando il blue-boxing era ancora una realtà.

17 Marzo 2010 Ore 21.00 - 23.30

La serata sarà presentata e coordinata da Danilo Bruschi, docente all’Università degli Studi di Milano

* "Freedom Downtime", di Emmanuel Goldstein, 2001 (121 minuti)

Il documentario ufficiale, a firma di Emmanuel Goldstein di 2600 Magazine, sul movimento "Free Kevin" (in onore di Kevin Mitnick) e sul mondo dell'hacking, con Mark Abene (Phiber Optik), John Markoff, Bruce Sterling, Kevin Mitnick ed, ovviamente, Emmanuel Goldstein e molti altri!

18 Marzo 2010 Ore 21.00 - 24.00

La serata sarà presentata e coordinata da Giovanni Ziccardi, docente all’Università degli Studi di Milano . È prevista la proiezione di due pellicole.

* "Hackers: Outlaws and Angels", 2002 (durata 46 minuti)

Questo documentario, della Discovery Channel Production, svela le battaglie quotidiane tra i "bad guys" e gli hacker che si oppongono, formando i professionisti dell'IT ed il Law Enforcement, controllando il cyberspazio alla ricerca di segnali di infowar imminenti. Interviste quindi ai protagonisti di questa "guerra invisible", tra cui il DoD USA, il NYPD, i detective della Kroll Associates, il team dell'X-Force e svariati hacker e cracker conosciuti nel settore.

* "Insecurity", (durata 75 minuti)

Insecurity e' un film decisamente controcorrente, girato in pochissimi giorni, unitamente a 2 mesi di post-produzione ed un budget di 250 dollari Australiani. La post-produzione e' stata effettuata con Final Cut Studio 2 e SoundTrackPro per i canali audio. Di seguito un estratto della descrizione che lo staff stesso dà del film e del concept alle spalle di esso.
"Insecurity/ is an Australian-made independently-funded feature film. However, as it's not a typical film in any way, we haven't given it a typical official website for a film, either. What you'll find here is information about the film, the filmmakers, why we made it, how we made it, and information about where to get the film. You see, we're giving Insecurity away for free. Insecurity/ is a hacker film, but rather unlike any you're likely to have seen before. Almost everyone involved in its creation are, to one degree or another, involved in the IT industry or some other nerd subculture – and we've done our best to keep as technically accurate as we can."