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14 ottobre 2008

Huggers (BBC), "il miglior servizio digitale del mondo"

Erik Huggers, l'olandese (con 9 anni di esperienza in Microsoft) recentemente nominato a capo della sezione Future Media and Technology della BBC si confessa sull'Internet Blog della Beeb e in una lunga intervista al Guardian, in cui Huggers rivela che il suo obiettivo non è fare della BBC qualcosa di rilevante nell'era digitale ma creare il miglior servizio mediatico digitale aperto del mondo. Ora, non fraintendetemi, io quando vedo il termine "aperto" utilzzato da chi ha passato in Microsoft nove anni della sua carriera ormai ho il traduttore automatico. Aperto significa in sostanza "per Windows". E infatti su iPlayer, il terminale software che permette di accedere, su Internet e ormai su diversi dispositivi mobili, ai contenuti digitali della BBC, ci sono state parecchie polemiche in questi mesi, relative soprattutto alla disponibilità della sola versione Windows del programma e all'uso di determinati sistemi di protezione dei contenuti. Adesso che iPlayer sta uscendo in versione per dispositivi mobili, l'attenzione degli osservatori è concetrata sulle specifiche che la BBC ha scelto per proteggere i propri contenuti sui palmari e gli smartphone. Si tratta delle specifiche OMA, una alleanza "aperta" ma molto condizionata dalla presenza di membri fondatori come Microsoft (per la verità non solo Microsoft, non manca per esempio la presenza di Symbian che recentemente è diventato un progetto open source).
In ogni caso i contributi di Huggers sono entrambi molto interessanti. Così come il post immediatamente precedente del BBC Internet Blog, firmato da Matthew Postgate, "controller" di BBC Mobile. Il post di Matthew è pieno di link che impiegherei troppo a riportare qui. Andate a vedervi l'originale.
BBC iPlayer Mobile Downloads & DRM

Mobile BBC iPlayer has been around in various forms since March on the iPhone and iPod touch.
It's proved very popular, yet we've always been aware that by only offering streaming, it misses out on one of the key use cases of mobile and portable devices - offline playback of programmes on planes, trains etc.
The Nokia N96 is the first device we've come across that really ticks all the boxes in terms of having all the features and capabilities we need to offer this: it's got a powerful browser, 3G and WLAN support and, crucially, it supports the OMA DRM 2 specification.
The BBC only has rights to make TV programmes available in iPlayer for a limited number of days after the original broadcast - so, when we provide downloadable programmes, we have to use DRM (Digital Rights Management) technology which ensures that the programme is only available to users on the phone for the allowed number of days.
OMA DRM 2 is such a DRM solution. It was designed a few years ago by the Open Mobile Alliance (the main mobile industry group that creates such things) and has been emerging in phones for the last year or so, now including the Nokia N96.
Until now, it's largely only the mobile operators that have been using it, but in order to provide the download experience we want to offer, we've decided to license the technology and build the server systems necessary to package and distribute our programmes in the OMA DRM 2 format.
As well as enabling us to provide downloadable programmes to the N96, the OMA DRM 2 system is available on a growing number of handsets, and so we expect our investment here to help enable us to provide mobile BBC iPlayer on a range of mobiles.
In order to build the necessary DRM servers, the BBC has taken licenses from three companies: CoreMedia, who provided us with a software development kit which allowed us to build the system in a few short weeks; Intertrust, which is a leading inventor and patent owner of technology in the OMA DRM 2 specification and CMLA (Content Management License Administrator), which is the leading Certificate Authority (CA) and "Root Of Trust" for the OMA DRM 2 system. I think this last one warrants a little more explanation.
On a technical level, the OMA DRM 2 system uses a certificate system similar to that used in SSL and other secure communication systems to identify the various parties involved in the download of DRM content to a phone (device model, device manufacturer, content distributor, CA etc).
The certificates provided by CMLA are preinstalled on the phones and integrated with our server system, and this allows each party to identify each other and confirm that the certificate is genuine and issued by CMLA - and, crucially, the server and phone are able to check the other party's certificates status with CMLA to determine whether the certificate is still trusted. This is the essence of "trust" in a DRM system.
The content creators and owners "trust" CMLA to manage the certificate status of devices and service providers like us so that, should a device implementation become compromised, or a service provider go "bad", they can be taken out of the system easily and without any explicit action by any other party (e.g. the BBC).
There is a lot more subtlety, complexity and technical detail underneath the surface in this topic. Interested readers will find more detail on the internet.


15 agosto 2008

Il peer-to-peer sposa il Digital Rights Management


Ho avuto modo di citare anche recentemente alcune sperimentazioni da parte dei broadcaster europei che utilizzano le reti peer-to-peer per la distribuzione di contenuti digitali.
Ora l'iniziativa Dmin.it, il gruppo interdisciplinare guidato da Leonardo Chiariglione per la definizione di aree di interventi che consentano all’Italia di acquisire un ruolo primario nello sfruttamento del fenomeno globale Digital Media, ha avviato il test di un sistema in cui una rete peer to peer - una architettura che di solito viene utilizzata per lo scambio di contenuti in assenza di metadati strutturati e di gestione dei diritti digitali - viene coniugata, tramite concetti quali le Distributed Hash Table, a un sistema che rende possibile esercitare (volendolo) questi diritti. In altre parole, l'obiettivo è distribuire contenuti con la stessa flessibilità ed efficienza di una piattaforma peer-to-peer ma in modo più strutturato, consentendo ai proprietari dei contenuti stessi di controllarne le modalità di accesso: per esempio imponendo che un brano musicale sia riproducibile solo sui dispositivi che hanno acquisito una licenza d'uso.
La breve descrizione che trovate sul sito di Dmin.it mi sembra abbastanza semplice: «Peer-to-Peer iDRM (P2P iDRM) è un progetto sviluppato da un gruppo di partecipanti a dmin.it. È un sistema completamente decentralizzato e distribuito sui nodi di una rete peer-to-peer (P2P) strutturata. Attraverso una Distributed Hash Table (DHT) si indicizzano metadati MPEG-21 per consentire ai fruitori una modalità di ricerca basata sulle licenze collegate a determinati contenuti governati, per esempio, ricercare tutti i DCF che hanno come issuer "misterX" e come grant "play").
Per il layer di distribuzione viene utilizzato il sistema open source FreePastry, un substrato per applicazioni P2P sviluppato presso la Rice University di Houston.
Ricordo anche che parallelamente e in occasione delle Olimpiadi di Pechino, Dmin.it ha lanciato la sperimentazione di WIM TV, Web, Internet and Mobile TV Un progetto DMP a cui hanno dato un contributo sostanziale membri di Dmin.it. Di WIM TV è in corso a Pechino un trial con contenuti prodotti da abitanti di Pechino che descrivono la loro vita nella città e rilasciati con una licenza interpretabile da una dispositivo iDrm con la quale si possono esprimere le intenzioni delle sei licenze Creative Commons. Lo slogan è “discover Beijing during the Olympic Games, but outside of the Olympic Games”.

19 gennaio 2008

BBC iPlayer: aiuti illegali a Microsoft?

Continuando così, dovrò ribattezzare il blog "Cronache radiofoniche marziane". Eppure la Gran Bretagna non è poi così lontana. Insieme alla notizia del lancio dell'elegante browser online per i podcast della BBC, arrivano infatti i commenti su un altro pezzo fondamentale della strategia Internet dell'emittente pubblica britannica, il lettore multimediale iPlayer. Non si sono del tutto placate le polemiche scatenate, mesi fa, con la prima release della versione scaricabile del player (che funziona anche direttamente nel browser). Il software di protezione di iPlayer prevede tutt'ora la possibilità di scaricare i contenuti solo su computer Windows e questo ha determinato un fatto che in Italia appare sembra appartenere più al dominio dell'impossibilità che a quello della fantascienza. Un parlamentare liberale ha convocato in commissione Public Accounts (spesa pubblica) il direttore generale della BBC (che in Gran Bretagna ha più autonomia di un giudice costituzionale italiano) e lo ha interrogato sui costi di iPlayer (sembra che Mark Thompson abbia parlato di 20 milioni di sterline di investimento). Successivamente lo stesso parlamentare ha inviato a Thompson una lettera di fuoco, accusando la BBC di aver speso soldi per favorire Microsoft.
Leggete di questo appassionante ed esoterico dibattito sui blog della BBC, su PaidContent e sul sito di Open Rights Group, che conclude la notizia affermando:
The BBC could avoid accusations like this if it eschewed DRM and instead employed standard formats. The BBC has made the wrong decision about DRM in its on-demand services. DRM threatens the future of public service broadcasting in the on-demand world and the BBC Trust and OfCom should assess the long-term economic case for the way the BBC buys rights to exhibit the programmes it commissions.
In parte la BBC riteneva di aver risolto la questione con l'avvento della versione online di iPlayer (tra l'altro utilizzata dalla maggior parte dei navigatori), ma il problema della versione online è la compatibilità con i soli contenuti in streaming, mentre i programmi scaricabili restano protetti da DRM Windows-only. Bisogna dire che discussioni analoghe erano apparse nella blogosfera italiana quando la RAI aveva rilasciato una versione solo Windows del suo player per i contenuti stream. Ignoro però se la discussione avesse avuto un'eco parlamentare di livello così puntuale e articolato. Voi ricordate qualcosa?