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19 maggio 2009

Poddio, l'iPhone con l'audio studio dentro

E' sempre opportuno prendere con le molle le dichiarazioni dei responsabili marketing delle aziende. Sono personaggi spesso estrosi che però hanno un preciso obiettivo: convincere la gente ad acquistare i prodotti dei loro datori di lavoro. Nel caso dei beni completamente voluttuari, di cui faremmo perfettamente a meno, il marketing deve anche creare la sensazione che quel dato prodotto è "necessario", non ne puoi fare a meno. Ragion per cui uno finisce per accogliere con un certo scetticismo un discorso tipo "questo tal prodotto ridefinisce quello che la versione precedente era in grado di fare". Il più delle volte non è affatto vero, non c'è nessuna ridefinizione, nessuna rivoluzione. The same old garbage in a new box, come dicono gli americani.
Guardate per esempio alla categoria degli smartphone, i telefonini intelligenti. Belli, potenti, versatili. "Hanno dentro più capacità di calcolo di un mainframe di trent'anni fa, dicono i responsabili marketing. Ed è vero, anche se finora non si capiva bene a che cosa servisse tutta questa potenza se non a posizionare il prodotto in una fascia di prezzo più elevato. Lo smartphone, si sa, "ridefinisce". Ma ridefinisce che cosa? Il telefonino, il computer? Sarà piaggeria, la mia naturale propensione di utente Macintosh, ma personalmente credo che iPhone sia stato il primo smartphone capace di dare una certa concretezza al concetto di "redifinizione". Aiutato dalla sua interfaccia utente così "spiazzante" rispetto alla tradizione rappresentata da Windows Mobile e dallo stesso Symbian, iPhone sta diventando "un'altra cosa".
Prendete Poddio, l'applicazione recensita da Mashable (e da diverse altre fonti anche italiane) e segnalatami ora da Francesco Delucia. Poddio è un piccolo studio di registrazione e editing audio in grado di fare tante trucchi sulle vostre registrazioni, inclusi il taglia e incolla dei clip. Senza mouse, senza tastiera, con qualche abile svolazzo delle dita. Una pacchia per reporter, podcaster, amanti della musica. Una di quelle applicazioni che rende del tutto superfluo il lavoro dei responsabili marketing. Poddio è stato presentato a Las Vegas inoccasione del CES a gennaio e del NAB il mese scorso. E' stato sviluppato da VeriCorder Technology, una startup creata - guarda caso - da un ex giornalista della CBC, il broadcaster pubblico canadese. VeriCorder ha sviluppato, come accessorio, un piccolo microfono da utilizzare per registrare ma Poddio funziona anche con altri microfoni o con quello incorporato nell'iPhone.


28 dicembre 2008

Nel SoundStudio, registrazioni e editing audio su Mac

Un altro tool per podcaster equipaggiati con Mac si chiama SoundStudio e l'ho visto menzionato da "fabiox" sul forum della RAI dedicato allo scambio di informazioni sui programmi registrati.
SoundStudio è un editor musicale che permette di registrare, editare con molti effetti e mixare l'audio di diverse fonti. L'impianto mi sembra molto simile a quello di Audacity, senza le complicazioni che caratterizzano quella del programma open source. Peccato che SoundStudio, sviluppato da una piccola softwarehouse di Brooklyn, New York, sia piuttosto costoso (90 dollari). Si può risparmiare qualcosa acquistando uno degli altri programmi dello stesso sviluppatore, FreeVerse. Per esempio quello per la grafica vettoriale, LineForm, che sembra davvero molto interessante. Niente da eccepire invece, sull'eleganza della grafica e del sito Web che ospita il catalogo, comprendente anche una applicazione per iPhone.
FreeVerse fa anche un regalino molto utile ai visitatori del suo sito, una mini-app, Think, la cui funzione è celare alla vista le finestre applicative che possono distrarvi quando lavorate intensamente in una specifica finestra. Think getta letteralmente un pietoso sipario nero (o di un colore e di un livello di trasparenza programmabili) sull'intero sfondo che circonda la finestra che, come direbbe Di Pietro, state "attenzionando" (ragazzi, che nausea e questa è l'opposizione che dovrebbe salvarci...) in quel momento.