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31 gennaio 2011

Anche Radio Praga abbandona le onde corte

Citando le celebri note della Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvořák, oggi Radio Praga ha trasmesso per l'ultima volta il suo programma quotidiano in inglese e in altre lingue sulle onde corte. Dopo 75 anni di onorato servizio, l'emittente che tanta parte ebbe anche nella storia del secondo dopoguerra in Italia spegne i suoi trasmettitori pur continuando a funzionare in podcast, in streaming su Internet e via satellite. Il programma rievocativo è molto ben fatto e contiene anche il suggestivo aneddoto del messaggio augurale che nel 1937 lo scrittore Karel Čapek, quello del romanzo R.U.R. (Robot Universali Rossum), inviò via radio ad Albert Einstein a Princeton e a Rabindranath Tagore in India.
Potete ascoltare e leggere la trascrizione a questo indirizzo oppure cliccare qui di seguito per ascoltare direttamente l'mp3. Ciao, Radio Praga.



03 dicembre 2010

L'ultimo autunno di Radio Praga

Eccone un'altra che ci lascia, facendo scattare inesorabile di un'altra tacca il contatore alla rovescia di un medium in via di estinzione. A Český Rozhlas 7/Radio Praga mancano i soldi e tra le prime misure di risparmio c'è l'abolizione, il 31 dicembre di quest'anno, delle trasmissioni in onde corte. La notizia è circolata in queste ore sulle liste specializzate (sembra che l'allarme l'abbia lanciato l'emittente internazionale slovacca, Radio Slovakia International, le cui facilities vengono utilizzate dall'aggregatore italiano IRRS/Nexus) ed è stata confermata da M&M, una newsletter di settore ceca.
Nonostante i tagli alla redazione Radio Praga, che produce programmi eccellenti e ha un sito Web pieno di informazioni locali e culturali, dovrebbe continuare a trasmettere su Internet e satellite. Ma per chi ricorda le leggendarie trasmissioni di Radio Praga e della redazione italiana dei transfughi del PC, la propaganda politica ancora viva nell'era Brezhnevana, è proprio un simbolo, certo un po' logoro, che sparisce per sempre. Se escludiamo una Voce di Russia ancora molto attiva, è come se le emittenti dell'Est europeo avessero rimandato di vent'anni il crollo dei regimi avviato nell'89. In questi vent'anni sono stati diffusi molti buoni programmi, ma il meccanismo di questo finale lascia l'amaro in bocca: lo spegnimento delle onde corte è la migliore dimostrazione di quanto di nicchia sia diventato questo mezzo di diffusione. Proseguirne l'impiego in Europa (e ormai sono davvero pochissimi) sembra solo accanimento terapeutico.
Confido che almeno il sito e i contenuti in lingua straniera di Radio Praga possano proseguire. Curiosamente a Milano abito a pochi passi dal consolato della Repubblica Ceca e poche sere fa ho partecipato a una conferenza dedicata a un personaggio straordinario come Bedřich Hrozný, archeologo, linguista, orientalista, il primo decifratore della lingua ittita. Era il figlio di un pastore evangelico Boemo, in quello che allora era ancora l'impero austroungarico è morto a Praga nel 1952. Se ho ben interpretato le parole della relatrice, Šárka Velhartická - dottoranda in studi mediorientali presso la Freie Universität Berlin e luganese di adozione - Hrozný era debilitato dalla malaria contratta durante le campagne di scavo in Asia minore. La traduzione dei testi cuneiformi ittiti ebbe una grande importanza per i mediorientalisi perché la scoperta di Hrozný confermò l'origine non semitica ma indoeuropea della bellicosa popolazione anatolica e della loro lingua. Ho registrato la conferenza della Velhartická, potete ascoltarlo qui:



Sulla modernità della Cechia ho invece trovato un curioso diario di Mattia Butta un ingegnere elettrico e ricercatore lecchese che racconta della sua esperienza di graduate student praghese (oggi Butta studia per il suo post-doc in Giappone, a Fukuoka) Il libro, molto piacevole, si intitola I Cechi non osano sedersi in tram, lo pubblica l'editore DBooks ma si può prelevare gratuitamente dal sito di Mattia Butta.

28 ottobre 2007

Archivi praghesi

Quando, a metà degli anni '70, ho cominciato a interessarmi di radioascolto, si era in piena Guerra Fredda, la primavera di Praga si era conclusa da tempo, in vita c'erano tutti i vari dittatori (da Franco a Mao, da Honecker a Breznev). E ascoltare le emittenti dell'ormai dimenticato "blocco sovietivo", dava quasi la sensazione di sbattere contro una plumbea cappa di impenetrabile solidità. Quando la stupidità della propaganda è al suo massimo la prima cosa che pensi, come essere quasi raziocinante, è che le cose, messe così, non potranno cambiare mai. Radio Praga non era peggiore delle altre, anzi. Ma riversava pur sempre la sua brava dose di assurdità nel piccolo altoparlante della radiolina a onde medie che utilizzavo, prima di addormentarmi, per seguire i notiziari - in italiano - di Cecoslovacchia, Polonia, Bulgaria... Se allora mi avessero detto che nel giro di quindici anni sarebbe finito tutto, forse non ci avrei creduto, anche se col senno di poi quell'apparato di armi, polizia e cartapesta tanto solido non era mai sembrato.
La "nuova" Radio Praga ha smesso di trasmettere in italiano ma continua a produrre ottimi programmi per l'estero, affiancandoli con un eccellente sito Web. E ora apre le porte dei suoi archivi sonori con una trasmissione che andrà in onda a partire da questo giovedì fino al prossimo marzo. Il curatore di questa serie, David Vaughan, parla degli archivi di Radio Praga, circa settant'anni di registrazioni che ci permettono di risalire il corso del tempo fino all'Europa che si stava affacciando sull'abisso. Non mancheranno le vicende del dopoguerra e della cosiddetta "rivoluzione di velluto". Un programma davvero da non perdere sulle frequenze in onde corte di Radio Praga in inglese.

New Radio Prague feature unearths Czech Radio gems

[26-10-2007] by Ruth Frankova

Starting next Thursday, our colleague David Vaughan will be introducing new series entitled From the Archives. As the name suggest he'll be dusting off some of the many unique recordings to be found in the archives of the Czech Radio. I asked David what drew him to explore the archives in the first place.
"Well what is so fascinating is that Czech Radio has a fantastic sound archive and it goes right back to the 1920s. Regular archives were kept from the time when it was still known as Radiozurnal in the mid 1920s and we have a huge wealth of archive material. And quite interestingly a lot of that material, surprisingly enough, is in English. So maybe we can listen now just to what a Radio Prague station announcement would have sounded back in 1927"
"Hello, hello. Prague Czechoslovakia calling. Good evening ladies and gentlemen."
"So, really not so much has changed. It's the familiar Radio Prague talking to the world."
When you were skimming through the archives, did you have any idea what you were looking for? "Well I have spent a lot of time over the years I have been at Radio Prague looking through archives and there are, in English as well as in Czech, some fascinating recordings, for example early life sport reports, not to mention the huge wealth of musical recordings which I am not really going to be looking at in this series."
"And there are just some fascinating gems which are extremely early. For example we have a recording from 1932 of the president and founder of Czechoslovakia Tomas Garrigue Masaryk speaking in English. I would like us to hear a little extract maybe of Masaryk talking about the wonders of broadcasting."

[audio clip]"Broadcasting is becoming one of the most popular bonds of union among the nations as well as one of the most suitable instruments for the spread of culture and art and of political education."

"So that was president Masaryk way back in 1932 and it's amazing to think that it is somebody speaking who was born in 1850. So that really is a bridge to the past."
Did you set yourself some time limit?
"Well, it starts in 1928. And really the archives go through some fascinating periods. Just to name a few, we have the Sudeten German crisis in 1938 which ended with the Munich agreement, the drama of the Prague Uprising of May 1945. And we have got the Communist takeover in 1948, we have got the occupation by Soviet-led Warsaw pact troops in August 1968 and than of course it goes right up to the present day, to the Velvet revolution of 1989 and then we have other events more recently - the division of Czechoslovakia, we have the Czechs winning a gold medal in ice-hockey in Nagano in 1998 so there really is a huge wealth of material there."
For those of you who would like to hear these and other recordings, don't forget to tune in every Thursday. The series will be running until the end of March 2008.