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20 gennaio 2013

SDR-radio, finalmente anche per Perseus



Con l'affermarsi delle piattaforme hardware SDR nell'ambiente radioamatoriale, i progetti software che consentono di sfruttare queste piattaforme per sintonizzarsi su segnali analogici e digitali si moltiplicano. La proliferazione delle soluzioni più diverse sta rendendo possibile una cosa che in passato non era altrettanto scontata. Inizialmente i ricevitori SDR più importanti erano quasi sempre accompagnati da un software di tipo proprietario. Rompere questo abbinamento era possibile, ma in genere la cosa era limitata a quella famiglia di front end SDR più semplici, quelli per intendersi come il SoftRock, che mettono a disposizione dell'ascoltatore la cosiddetta banda base (il segnale non demodulato) digitale da reinserire negli ingressi audio del personal computer attraverso i due segnali in quadratura I/Q. Un front end evoluto come il Perseus, interfacciato attraverso la porta USB, era in questo senso meno flessibile.


Oggi la situazione è molto diversa e la flessibilità è arrivata anche con i front end evoluti. Abbiamo un mercato di soluzioni software che rispettano una suddivisione tra front end hardware e programmi di demodulazione, ma sono possibili molti incroci. Per il Perseus è stato sviluppato Studio 1, che però funziona anche con altri front end, come l'Elad e proprio in questi giorni Simon Brown sta rilasciando i primi "test kit" del suo nuovo programma, SDR-Radio V2, che per la prima volta dopo tanti anni (la V2 rappresenta una completa riscrittura di SDR-Radio, a sua volta evoluzione di una prima SDR "console"). E' un programma molto evoluto, in linea con Studio 1 ma non commerciale: Simon Brown è stato finanziato per i suoi programmi dal produttore RFSpace e infatti finora SDR-Radio era un software molto legato a questa piattaforma. La seconda versione è invece un programma molto più universale, compatibile con numerosi front-end e pieno di funzioni interessanti, come i sei diversi VFO implementabili, due dei quali assegnabili simultaneamente al canale destro e sinistro della scheda audio, la registrazione del segnale in banda base, l'esplorazione di frequenze point and click e il controllo remoto tramite l'abbinamento console/server (ci sarà anche una seconda versione del sito SDRspace.com, utilizzato per la condivisione remota via Web dei ricevitori SDR).

Qualche novità arriva anche dal mondo dei front end tipo I/Q: una nuova applicazione SDR Windows (esisterà anche in versione Unix) uscita recentemente si chiama AetherSDR ed sviluppata da Colin Irwin, un ingegnere che vive in Svizzera a Basilea.


  cusdr mac, http://aethersdr.org/

21 settembre 2011

Digital & Radio Communications, SDR in Alto Adige


Con l'autunno torna l'imperdibile appuntamento con la radio "software-definita" a Renon, sopra Bolzano. Gli incontri con la "crême" italiana della progettazione SDR, organizzati da Maria Silvia Mattei per l'associazione I-Link, si tengono come sempre presso il soggiorno alpino ANA di Costalovara, sabato 1 e domenica 2 ottobre. Quest'anno per la tredicesima edizione sarà presente anche Sandro Sfregola, speriamo per presentare il suo nuovo programma di demodulazione digitale. Ma si parlerà anche di Perseus in rete e di ADS-B!



13 giugno 2011

Arriva FM+, convertitore 88-108 per Perseus

La sorpresa in serbo per i visitatori dello stand Microtelecom alla fiera Hamfest di Friedrichshafen (24-26 giugno) è FM+ un convertitore per la sintonia della banda FM e il suo software di demodulazione Wide FM stereo con decodifica RDS sviluppato con tutta probabilità da Sandro Sfregola, autore del clone di WinRadio WR Plus (un prodotto free tolto dalla circolazione qualche mese fa in attesa della sua trasformazione commerciale). La notizia arriva direttamente dai distributori del ricevitore SDR Perseus ed è sicuramente destinata a incrementare l'interesse nei confronti del Perseus in tutti gli appassionati di ascolto a lunga distanza in FM. Peccato per una tempistica studiata senza tenere in giusta considerazione il calendario della stagione propagativa E sporadico, che inizia a maggio e a fine giugno inizia la sua fase calante. Anche così, il convertitore come accessorio dedicato è una mossa molto significativa per la comunità mondiale dei "DXer" che cercano nella banda 88-108 stimoli che in onde corte e medie appaiono sempre più rarefatti.

26 dicembre 2010

Perseus in remoto, il nuovo software di Nico


Grande eccitazione, nella comunità degli utenti del ricevitore Software Defined Perseus, per il ritorno dell'inventore di Perseus Nico Palermo - che era rimasto silente per un po' - alla programmazione. Un ritorno che si è convertito in un bel regalo di Natale: l'imminente lancio di una opzione (probabilmente a pagamento, ma non si può pretendere sempre che il software sia gratis) per la remotizzazione del Perseus. Grazie ai sofisticati algoritmi di compressione implementati da Nico, sarà molto presto possibile controllare un Perseus acceso in una località radiofonicamente interessante e tranquilla, connettendosi in rete da un'altra posizione. Quella qui pubblicata è una immagine ricavata da Beppe Campana IK3VIG con una versione beta del software. La banda occupata dalla combinazione client/server di remotizzazione è di appena 150 kilobit. Finora per remotizzare il Perseus era necessario ricorrere alle normali piattaforme di desktop remotization come TeamViewer o più recentemente a un prodotto specializzato come Visualradio.de (gratuito per gli utilizzi hobbystici). Questo ulteriore sviluppo della piattaforma Perseus apre la strada a ulteriori soluzioni di condivisione via Internet di segnali ricevuti in postazioni esotiche, o dotate di parchi di antenne estranei alle normali possibilità dei radioascoltatori "metropolitani".

Non essendoci ancora un comunicato ufficiale mancano i necessari approfondimenti sulla modalità di remotizzazione utilizzata ma dai primi commenti inviati sulla lista di distribuzione della community dai beta tester sembra di capire che a essere trasportate in rete sono solo i bit relativi ai comandi di gestione dell'interfaccia, al video e all'audio decodificato. In altre parole, tutto il lavoro di down conversion e demodulazione digitale avviene lato server. Sarebbe molto interessante se il contenuto remotizzato corrispondesse alla banda base, questo permetterebbe una condivisione reale della banda ricevuta remotamente in antenna e i client connessi potrebbero sintonizzarsi su singole frequenze diverse. Ma già così mi sembra una remotizzazione molto efficiente. Ecco anche un primo filmato fatto circolare da Beppe:



29 settembre 2010

SDR in simposio, Renon 2010 non si tiene a Renon



Renon quest'anno non si tiene a Renon. La 12esima edizione del simposio organizzato da i-Link che ogni anno riunisce in Alto Adige il fronte avanzato della progettazione e della pratica SDR radioamatoriale, si sposta dall'altipiano sopra Bolzano alla località di Montagna, più a valle non lontano da Ora/Auer, alla Casa del Giovane Castelfeder. La Digital & Radio Communications Convention si terrà il 2 e 3 ottobre prossimi, quindi affrettatevi a pianificare. A parte il cambio di location, la tradizione di eccellenza resta immutata. Purtroppo non penso di riuscire a partecipare, ma i miei personali hightlight sono oltre all'intervento di Martin Pernter sul suo nuovo downconverter automatico a sintonia continua (da VHF/UHF a HF immagino), gli
annunci (attesissimi tra gli acquirenti del ricevitore SDR Perseus) di Nico Palermo sul Perseus controllato remotamente e l'approfondimento di Alberto Di Bene sulla T di SDT (Software Defined Transmitter). Il mio cuore batterà in risonanza con la presentazione, domenica 3 ottobre, di Marco Bruno perché l'argomento è quello delle antenne attive loop e stilo, accessori fondamentali per l'ascoltatore DX con pochi spazi a disposizione. Vorrei tanto esserci, ragazzacci.




30 giugno 2010

Guerra tra SD: primi confronti tra Perseus e Excalibur

Nils Schiffauer ha messo a confronto la ricezione di alcune frequenze LF-MF-HF con due ricevitori SDR, l'affermato Perseus dell'italiana Microtelecom e il recentissimo G31DDC "Excalibur" della australiana WinRadio. Entrambi sono a conversione diretta, con capacità di registrazione e riascolto di ampie porzioni dello spettro (2 MHz). Il prezzo è più o meno confrontabile. Excalibur ha una copertura fino ai 49,99 MHz e vanta funzionalità avanzate come i tre canali separati di demodulazione. Il confronto effettuato da Niels è puramente uditivo, non ci sono misurazioni strumentali. I filmati realizzati permettono però di farsi un'idea del sound e delle prestazioni generali. Su certi segnali mi pare che il Perseus se la cavi un po' meglio, ma la mia è un'impressione basata puramente sull'ascolto dell'audio dei filmati YouTube. Il test può essere visualizzato qui: http://bit.ly/ccA8v7
Ecco un estratto:


25 giugno 2010

Gemini, Perseus "si allarga"


E' in corso a Friedrichshafen l'annuale manifestazione fieristica dedicata alle tecnologie radioamatoriali. Microtelecom e Nico Palermo hanno presentato ufficialmente la novità Gemini, una "espansione" verso le VHF del Perseus. Gemini è un ricevitore SDR con due ingressi RF "condizionati" (cioè con preselettore) separati per una copertura da 27 a 170 MHz. In più ci sono due ingressi non condizionati (la preselezione eventuale è esterna) che offrono l'accesso diretto alle possibilità di conversione dell'A/D converter. Questi due ingressi hanno una ampiezza di banda da 1 a 500 MHz.
Prezzi e dettagli commerciali verranno annunciati a settembre.

09 maggio 2010

Radcom recensisce Perseus, primo per range dinamico

Il mensile Radcom di maggio pubblica una recensione del ricevitore SDR Perseus firmata dal radioamatore inglese Peter Hart, famoso per i suoi testi sui ricevitori di classe professionale.
Hart afferma che Perseus ormai occupa il primo posto della sua personale classifica per range dinamico, il parametro che definisce la capacità di un ricevitore di sintonizzarsi su segnali molto deboli (stazioni lontane) anche nelle vicinanze - in frequenza - di segnali molto forti, senza produrre immagini e altri prodotti di miscelazione. Il range dinamico misura quanto può essere debole un segnale rispetto ai più forti e indica qual è la sensibilità effettiva.

16 febbraio 2010

Traccia radio del Voyager I (16 mld di km) su Perseus

Ha fatto grande sensazione sulla lista di discussione a supporto degli utenti del ricevitore SDR Perseus, il racconto di Juan Daniel, uno spagnolo incaricato della manutenzione del disco di 40 metri del radiotelescopio di Yebes.
Juan Daniel riferisce di essere riuscito a collegarsi alla media frequenza dell'impianto per analizzare col Perseus le tracce (originariamente intorno agli 8,4 GHz) di due sonde spaziali, Venus Express e Voyager I. Lanciato nel settembre del 1977, poco dopo il suo gemello Voyager II, il Voyager I oggi si trova a una distanza di 16 miliardi di chilometri dal sole, circa tre volte e mezzo la distanza di Plutone. Una distanza che rappresenta un record assoluto ottenuto nella storia dei ricevitori HF commerciali. E con un trasmettitore di soli 18 Watt.
Dopo le straordinarie immagini dei pianeti esterni, la missione Voyager ha attraversato i confini del nostro sistema solare e si dirige verso il cosiddetto spazio interstellare, dove neanche due mesi fa ha fatto un'altra importante scoperta. Quella del campo magnetico che tiene insieme una nuvola di gas ad alta temperatura di 35 anni luce di diametro, il "fluff" interstellare, che in base alle osservazioni non avrebbe mai dovuto essere dove si trova a causa della pressione esercitata dai resti di una supernova esplosa dieci miliardi di anni fa più o meno in quel punto. Gli scienziati si chiedevano perché la presenza di quei materiali non avessero disperso il fluff interstellare e la risposta è arrivata dalle misurazioni a bordo del Voyager: un campo di pochi microgauss che magnetizza questa nuvola.
Juan Daniel ha messo a disposizione della comunità degli utenti Perseus una scheda tecnica, alcune immagini dello spettro radio intorno alle tracce di Venus Express e Voyager e la registrazione della banda audio e della banda base per ulteriori elaborazioni. Nell'immagine che vedete la frequenza originale su cui trasmette il beacon, il radiofaro del Voyager, è stata drasticamente spostata verso il basso all'uscita dell'impianto di Yebes. La riga chiara inclinata è il segnale ricevuto dalla sonda, con il suo shift Doppler.
[Le telecomunicazioni della missione Voyager interstellare sono illustrate in questa bellissima pubblicazione del 2002 del JPL. Davvero imperdibile.]

Venus Express and Voyager I experiment Technical details

Ground Station:
Antenna: Yebes 40 m dish, Nasmyth focus
Aperture efficiency @ 8.4 GHz: 60%
Beamwidth @ 8.4 GHz: 210 arc sec.
Cryogenic Preamplifier Noise Temperature: 4 K
Total Receiver Noise Temperature: 9 K (with polarizer + horn)
Total System Noise Temperature: 45 K (in the sky)
Frequency Reference: Hydrogen maser
Backend: VLBI BBC ( 8 MHz BW) + Perseus SN 01690 communications receiver

Voyager I (12:55 UTC 25 Jan 2010)
Polarization: LCP
Power: 18 W S/C
Antenna: 3.74 m
Distance (JPL ephemeris): 1.688·10 alla 10 Km (3.5 x distance to Pluto!)
Radial velocity (JPL ephemeris): -1.804 Km/sec = -6495 Km/hr
Doppler shift (calculated): -50.678 KHz
Signal to Noise (measured in 2 Hz BW): 10 dB
Frequency (measured): 8420.479431 (add 8416.99 MHz to displayed value)
Frequency rate (measured): -17 Hz/min

Venus Express (11:10 UTC 25 Jan 2010)
Polarization: RCP
Power: 65 W S/C
Antenna: 1.3 m
Distance (JPL ephemeris): 2.556·108 Km
Radial velocity (JPL ephemeris): -1.312 Km/sec = -4726 Km/hr
Doppler shift (calculated): -36.864 KHz
Signal to Noise (measured in 2 Hz BW): 40 dB
Frequency (measured): 8419.129932 (add 8415.99 MHz to displayed value)
Frequency rate (measured): 76 Hz/min

31 dicembre 2009

Il 2010 di Perseus, marker analitici e controllo remoto

E' un po' di tempo che non parlo del ricevitore SDR made in Italy, il Perseus di Nico Palermo. Forse la mia è una reazione neanche troppo conscia a un situazione di vita che mi impedisce di abbandonare il mare di rumori milanese per ascoltare la radio come si deve. O alle tasche che continuano a suggerirmi di postporre l'acquisto di un Perseus personale.
Ma oggi è il 31 dicembre, tempo di bilanci, e la strada percorsa quest'anno dalla piattaforma tecnologica Perseus nel suo complesso e dalla comunità internazionale dei suoi utenti (a proposito, adesso esiste The Perseus Registry che visualizza geograficamente questa comunità) mi sembra talmente significativa da meritare di fare un po' il punto. Anche perché il primo trimestre del 2010 dovrebbe vedere l'uscita del primo concorrente commerciale del Perseus, nome in codice Excalibur realizzato dall'australiana WinRadio (e non me ne vogliano gli amici dell'unico progetto SDR che finora ha conteso al Perseus il primato di miglior soluzione a conversione diretta, il QuickSilver di Phil Covington, che mantiene tuttora un carattere marcatamente radioamatoriale).
Nelle ultime settimane dell'anno Nico - che continua ad adottare un modello di sviluppo molto accentrato di un software che come l'hardware e la logica cablata del ricevitore sono essenzialmente frutto del suo formidabile ingegno - ha reso disponibile a coronamento del percorso di cui stiamo parlando la versione 2.1h del programma di controllo e demodulazione del Perseus. E' una versione che contiene molte novità una delle quali, i marker registrabili, sta suscitando enorme interesse per i suoi risvolti "analitici". Che cosa sono i marker? Sono marcatori che possono essere impostati - fino a otto - in corrispondenza di una o più frequenze visualizzate nella videata principale del software Perseus. Ciascun marcatore registra il livello, in dBm o in dBµv, del segnale per quella frequenza, con una risoluzione compresa tra 0,03 Hz e 1953,1 Hz. La nuova funzione di registrazione dei marker permette di salvare questi valori in un file che conserverà lo stato degli n marcatori fotografato a intervalli di tempo programmabili per durate comprese tra i 100 millisecondi e i 5 secondi.
Una volta memorizzati questi dati relativi ai livelli dei segnali ricevuti possono essere oggetto di avanzate rielaborazioni statistiche. Si possono per esempio analizzare gli andamenti del fading per identificare meglio la posizione geografica dei trasmettitor, o prevedere le fasce orarie ottimali per una ricezione difficile. Nils Schiffauer ha subito realizzato un paper sull'argomento, "Otto marker che cambiano il DX". Il documento illustrato è disponibile nell'originale tedesco e nella traduzione italiana che ho realizzato, anche per cercare di capire meglio il funzionamento di questo nuovo strumento esclusivo.
Come evolverà la piattaforma Perseus in questo 2010? Avevo posto a Nico la stessa domanda diversi mesi fa e lui mi aveva cortesemente risposto. Forse ho atteso fin troppo a scriverci qualcosa su e mi scuso con lui, ma adesso mi sembra che l'occasione sia perfetta.
Una idea su cui Nico sta lavorando dall'inizio del 2009 riguarda una piattaforma SDR interamente nuova capace di campionare a 400 megasamples al secondo, che potrebbe rendere possibile la realizzazione di un ricevitore stile Perseus ma in grado di coprire uno spettro di ricezione da 0 a 150/170 MHz. Secondo Nico questo potenziale successore di Perseus non sarà molto economico, a causa del costo piuttosto impegnativo della componentistica necessaria (ADC, FPGA, oscilllatori e così via). Ma il progetto è ancora in divenire perché più recentemente Nico si è concentrato molto su una nuova funzionalità che dovrebbe abilitare il software del Perseus al controllo, via Internet, dei ricevitori connessi in rete e naturalmente alla condivisione dell'audio generato in tempo reale. «L'ho chiamata, mi ha scritto Nico, "Perseus Servers Network", una rete di ricevitori visibile da tutti gli utenti che desiderano parteciparvi (mettendo dunque a disposizione degli altri utenti il proprio ricevitore).» Il concetto, prosegue il papà di Perseus, è quello di un social network di ricevitori SDR. Acconsentendo a condividere la risorsa rappresentata dal proprio ricevitore, si ha in cambio l'accesso immediato ai ricevitori degli altri partecipanti alla comunità, il tutto sfruttando le rispettive connessioni (a larga banda, ma neanche tanto) a Internet. «Supponi che sul software di Perseus ci sia un bottone che una volta cliccato apre una finestra in cui appare una lista di ricevitori collegati alla rete, compreso il tuo. Supponi che tu possa accedere al ricevitore di un altro utente sulla rete mentre qualcun altro magari accede al tuo. Se ci sono N utenti in rete, ci sono N ricevitori disponibili.»
Qualche tempo dopo Nico si è sbilanciato con qualche dettaglio tecnico in più su una funzione di condivisione su protocollo IP che per il suo concorrente QuickSilver sono già una realtà, anche se lo scarso numero di ricevitori commercializzati fino a oggi da Covington non consentono di far partire una buona massa critica di nodi. Palermo sostiene di puntare a un concetto di controllo remoto assai più esteso di quello realizzato da Pieter-Tjerk de Boer PA3FWM per il suo ricevitore WebSDR anch'esso controllabile (da un massimo di cento utenti Web simultanei) via Web. L'estensione di remote access del Perseus non supporterà purtroppo le modalità di ricezione DRM o USER defined perché in queste modalità dovrebbero essere condivisi i flussi non ancora demodulati e le risorse di rete assorbite sarebbero enormi. Ma sarà possibile condividere dinamicamente, in tempo reale, sia l'audio demodulato, sia la videata di controllo. Per comprimere l'audio Nico dovrebbe utilizzare un codec compatibile ITU G.727, una codifica ADPCM ottimizzata per il parlato fino a 40 kilobit/sec. Mentre per il display in modalità waterfall/spectrum la compressione video sfrutta - sempre secondo Nico - una tecnica a pacchetti d'onda (wavelet) proposta da una matematica belga che insegna a Princeton, Ingrid Daubechies (questo un articolo "divulgativo" che parla delle sue teorie).
Ci sono attualmente diverse possibilità per controllare via Internet un ricevitore collegato al computer come Perseus. Il programma ShortwaveLog lo include tra i numerosi modelli supportati. Poi ci sono soluzioni software Web based come TeamViewer o come LogMeIn. Ma una eventuale Perseus Server Network avrebbe una marcia in più, perché sarebbe dedicata in modo specifico a una comunità che - malgrado il software del Perseus non sia open source - sta già producendo un buon numero di accessori software e servizi (si può fare riferimento a sito ufficiale di Microtelecom, l'azienda di Nico o a fonti come il blog di Guy Atkins, Five Below o alla sezione SDR del Radio Portal di Willi Passman).
Quello ideato, progettato e fabbricato da Nico Palermo mi sembra ogni giorno che passa un prodotto autenticamente geniale, che ha davanti a sè una strada ancora lunga da percorrere, malgrado le pessime prospettive a lungo termine per l'insieme del broadcasting locale e internazionale sopravvissuto finora sulle onde medie e corte. Finché ci sarà qualcosa da ascolta su queste frequenze, Perseus continuerà a essere uno strumento potentissimo, forse il più raffinato. La cosa più sconcertante è che un prodotto tanto all'avanguardia delle tecnologie digitali non abbia alcun appeal nei confronti di utilizzatori più giovani, ma quest'ultima considerazione è solo la triste ammissione della mia galoppante senilità. Auguri, Nico e grazie.

15 ottobre 2009

HF, i mondi misteriosi rivelati dalla visual radio


L'approccio visuale alla ricezione dei segnali radio che sta prendendo piede grazie agli strumenti della software defined radio ci permette di rivelare cose, aspetti delle radiocomunicazioni che il semplice ascolto non potrebbe neppure immaginare. Gli appassionati di segnali lontani sulle onde medie - che faticano maggiormente a superare le distanze transoceaniche - analizzano lo spettro visivamente per dimostrare che le portanti di questi segnali, la radiofrequenza non modulata, è presente nello spettro ricevuto anche quando la modulazione audio è troppo indistinta per essere udibile. Ma ci sono tante altre informazioni che riguardano sia le anomalie come i segnali che rimbalzano sulle fiancate degli aerei lasciando nello spettro strisce luminose simili alle traiettorie delle stelle cadenti; sia le speciali modulazioni usate dagli organismi civili, militari, governativi che continuano, nonostante tutto, a servirsi delle onde corte per le loro comunicazioni.
Qualche tempo fa, il radioamatore tedesco Nils Schiffhauer DK8OK, uno dei più attivi utilizzatori del ricevitore SDR Perseus, aveva pubblicato sul suo sito (l'aggiunta più recente riguarda 210 clip audio di ricezioni HF fatte con Perseus, un archivio pieno di segnali rari ed esotici) una serie di screen capture che dimostravano la presenza, nello spettro dei 19 metri, di segnali radio chiaramente modulati con tecniche di frequency hopping, un sistema di trasmissione numerico che frantuma le informazioni in tanti pezzetti e le invia in tante raffiche distribuite su frequenze diverse. I "burst" identificati da Nils hanno una durata di 40 millisecondi, separati da intervalli di 13 millisecondi. Questo tipo di modulazione viene di solito utilizzato per assicurare una maggiore riservatezza alle comunicazioni o per aumentarne l'efficienza in presenza di condizioni propagative avverse. Per ripristinare il segnale orginale bisogna evidentemente conoscere la corretta sequenza e la ciclicità dei "salti".
Per saperne di più sui sistemi di trasmissione numerica che oggi popolano le HF e le frequenze VHF e UHF terrestri e no, potete scaricare la documentazione relativa a una piattaforma software di analisi di questo tipo di segnali commercializzata dalla tedesca Rohde&Schwarz, AMMOS Automatic modular monitoring of signals, GX4xx. Una brochure di una ventina di pagine si può scaricare a questo indirizzo.

24 ottobre 2007

Perseus, ecco come suona

Il distributore tedesco del ricevitore SDR Perseus ha pubblicato una fantastica sezione dedicata al front end di Nico Palermo (nella foto col maglione scuro insieme al tecnico dell'azienda di distribuzione, Stefan Brockmann). Perseus sta già facendo discutere l'intero ambiente radiantistico internazionale. La pagina è in tedesco, ma è piena di immagini che parlano anche a chi non legge questa lingua. La parte più interessante è quella allestita da Nils Schiffhauer, giornalista e DXer tedesco di grande esperienza. Nils ha caricato sul sito SSB.DE alcuni clip realizzati con il software di controllo di Perseus ancora in versione beta (non ancora disponibili il noise blanker e la demodulazione AM sincrona). Ci si può fare un'idea molto concreta dell'effetto della demodulazione numerica nelle bande tropicali, nei 49 metri e su frequenze delle onde corte ancora più alte. Alcuni clip sono disturbati dal rumore, ma è difficile dire se l'origine è ambientale o dovuta al computer. Il rapporto segnale/rumore è, a orecchio, molto favorevole. "In 40 anni di ascolto delle onde corte e prove tecniche di ricevitori," ha scritto oggi Nils su Hard-Core-DX, "non mi sono mai trovato di fronte a tali livelli di intelligibilità e performance."
Le condizioni di ascolto hanno visto Perseus connesso a una antenna attiva DX One e a una Windom di 42 metri. Nils ha pensato bene anche di inserire diversi esempi di ricezione in DRM (non posso nascondere di essere rimasto molto impressionato dal sonoro di Radio New Zealand, ricevuta in digitale su 7145 kHz, forse in un buon momento e con continuità di decodifica) e perfino di ricezione utility. E' un peccato che non ci sia la possibilità di confrontare i vari ascolti con altri effettuate con ricevitori analogici e che non ci siano esempi di ricezione in onde medie o in bande radioamatoriali. Purtroppo Nils sembra aver accuratamente evitato canali interferiti, probabilmente perché la versione del software non era definitiva. Ma sulla qualità di quanto si sente non si può proprio discutere.


20 giugno 2007

La crema dell'SDR?


Disponibilità prevista: prossimo mese di settembre. Prezzo, leggermente superiore ai 700 euro. Ma le caratteristiche sono semplicemente outstanding. Nico Palermo ha appena messo online una pagina dedicata al suo nuovissimo front end SDR a campionamento diretto, PERSEUS [A word of notice to our international audience: PERSEUS's - the latest Italian SDR adventure, by Nico Palermo - new Web page is fully written in beautiful English.]
A giudicare dalle specifiche e dalle misure potrebbe diventare un grande successo.