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23 novembre 2010

HD "Persona" Radio, una nuova esperienza di ascolto

Devo ammettere che comincio a seguire con un certo interesse le iniziative che Ibiquity e National Association Broadcasting stanno costruendo intorno alla piattaforma di radio digitale HD Radio, per promuovere, oltre all'adozione del sistema da parte dei broadcaster locali americani, anche un nuovo modo di concepire l'ascolto della radio, la distribuzione di contenuti, la relazione tra ascoltatore e emittente.
All'ultimo Radio Show è stato presentato il modello di Persona Radio, che ora viene riassunto in un lungo documento scaricabile dal sito FastRoad. Persona Radio sfrutta le potenzialità di HD radio come sistema di diffusione di contenuti digitali per reinventare e personalizzare l'esperienza di chi ascolta la radio. Con un approccio che può ricordare quello di RadioDNS, che in pratica cerca di stabilire una connessione più diretta tra medium diffusivo (la radio) e interattivo (Internet), Persona Radio prevede modalità di interazione molto più etese sfruttando la maggiore capacità di trasporto dati di HD Radio. Come avviene per la televisione digitale, il canale più ampio viene sfruttato per far transitare dall'emittente al ricevitore tutta una serie di informazioni che possono essere testuali o grafiche, ma anche di vero e proprio contenuto. Il concept è anche molto flessibile. I diversi scenari di impiego immaginati prevedono per esempio la possibilità di registrarsi sul sito Web dell'emittente e personalizzare un proprio profilo. A partire da questa profilatura, l'emittente può offrire al singolo ascoltatore informazioni aggiuntive o addirittura "sostitutive". Come? Se il ricevitore non è connesso in alcun modo a Internet, è possibile fargli arrivare queste informazioni con un sistema di codici a barre bidimensionali (QR code) "stampato" sul sito Web della stazione radio e acquisito dal ricevitore equipaggiato con una fotocamera. Una radio dotata di interfaccia Usb o Wi-Fi potrebbe connettersi direttamente al computer.
Ma c'è una terza possibilità, che può comunque entrare in funzione: la deliveri di dati e contenuti Over the Air. E' un'idea molto suggestiva e prevede che il normale segnale trasmesso dall'emittente trasporti nei suoi canali alternativi digitali, continuativamente, una specifica offerta di contenuti (testi, canzoni, messaggi pubblicitari, offerte commerciali) personalizzati in base al profilo-utente, contenuti che vengono archiviati in background sui banchi di memoria del ricevitore. Questa attività di trasporto avviene mentre gli ascoltatori seguono i normali programmi e alla fine ciascuno ritroverà sul proprio ricevitore Persona Radio un contenuto esclusivo che andrà a costituire l'esperienza "personalizzata".
Troppo macchinoso? Il rischio ovviamente è questo, ma è un modello innovativo per trasformare un mezzo broadcast unidirezionale in uno strumento molto più interattivo. Probabilmente non richiederebbe neppure sostanziali modifiche dei ricevitori HD Radio attualmente sul mercato. Ma in fin dei conti il vero problema è che Persona Radio è un concept che scommette molto sulla sopravvivenza del modello broadcast e cerca di estenderlo con una forma intelligente di interattività applicata dall'esterno. Se viceversa - come personalmente ritengo io - continueranno a crescere le modalità di consumo della radio direttamente attraverso infrastrutture digitali interattive, Persona Radio potrebbe diventare solo un artifizio un po' barocco. Ovviamente c'è anche l'ipotesi della fruttuosa convivenza tra modalità diffusive e interattive e in questo caso un modello come questo potrebbe trovare davvero una sua collocazione.
New HD Radio Concept Provides Customizable Listening Experience

With the advent of the MP3 player, especially the popular iPod, consumers have embraced and in some cases come to expect a new level of control over their audio entertainment. Acknowledging this new listening paradigm, NAB FASTROAD and iBiquity Digital Corporation have undertaken a project to explore the concept for a new personalized service for in-band/on-channel (IBOC) digital radio. The results of this work were released today in a report entitled “HD Radio System Persona Radio Project Overview,” now available for download from the FASTROAD Web page at www.nabfastroad.org.
The Persona Radio is a proof-of-concept advanced receiver design that would allow users to create a customizable listening experience and create opportunities for behavioral targeted advertising. Aspects of the listening experience that are customizable include audio content, text displays and advertisements. The report released today details the concept of how the Persona service could work the necessary supporting broadcast infrastructure and a variety of possible listener use cases.
One of the principal actions upon which the operation of the Persona Radio is based is that of “content insertion.” The idea is that content would be downloaded to the receiver using the advanced data capabilities of the HD Radio system and then stored in memory on the device, for later use as directed by the listener or in some cases by the station.
Release of this report follows initial discussions of the Persona Radio project by iBiquity in their exhibit at the 2010 Radio Show produced by RAB and NAB, where a mock-up (shown in the images below) of a Persona Radio receiver was featured as part of iBiquity's hospitality suite. This Persona radio mock-up was implemented on an Insignia NS-01 portable HD Radio receiver. Some pictures of the mock-up’s receiver display are shown here:

Upper left – this is the highest level “main menu” which allows the user to configure the “behavior” of the Persona Radio. When each item is selected, it expands to provide the user with options for configuration and action;

Upper right – on the “My Profile” page the listener enters demographic information which will be used to customize the listening experience as well as for targeting advertisements. One of the options found here allows for entering favorite location information, potentially associated with the user’s home/work/visited categories;

Lower left – shows an example of targeted advertising, which would be selected and displayed based on the user’s profile information;

Lower right – this is a “QR code” which is delivered to the receiver and corresponds to a targeted advertisement. This can be scanned by a retailer and used as an “electronic coupon.” Additional information on QR codes is available on the Internet at www.denso-wave.com/qrcode/index-e.html.

28 settembre 2010

FM e cellulari, l'antenna è "embedded"

Da tempo la lobby degli editori radiofonici americani, National Association of Broadcasters, preme perché venga approvata una normativa che obblighi i costruttori di telefonini a integrare a bordo dei cellulari la ricezione in FM, in modo da contrastare, sfruttando la grande diffusione dei telefoni mobili, la tendenza degli ascoltatori, soprattutto giovani, ad abbandonare la radio a favore di Internet e della musica mp3. Una proposta molto controversa, come sempre succede negli Stati Uniti quando si sente parlare di intervento del legislatore. Le perplessità sono tanto più forti in chi obietta che diversi telefonini hanno già l'FM a bordo e che i consumatori possono sempre scegliere se acquistare quelli o modelli con meno features a bordo e quindi un po' meno costosi.
Domani a Washington il NAB apre il suo Radioshow e la newsletter TechCheck pubblica una interessante anticipazione dedicata proprio ad alcuni modelli, in particolare Nokia e Motorola, con radio analogica integrata, che saranno oggetto di un apposito stand alla manifestazione. E' l'occasione per TechCheck di parlare del problema antenna. Tra cellulari e lettori MP3, i piccoli dispositivi mobili con chip FM integrato non mancano sul mercato dell'elettronica digitale e quasi invariabilmente tutti risolvono il problema delle dimensioni dell'antenna ricevente ricorrendo al filo dell'auricolare, una soluzione abbastanza pratica ma non del tutto ottimale, specie là dove l'ascolto viene effettuato con cuffie Bluetooth.

TechCheck cita invece alcuni costruttori che stanno sviluppando interessanti antenne attive integrate, come i chip in silicio, a bordo di piccole schedine PCB, affarini di poche decine di millimetri di lato come si può vedere in questa brochure di Antenova. A bordo di questi chip solenoidi e induttanze e l'elettronica di controllo per variarne le dimensioni "elettriche". Sono le cosiddette antenne "embedded". Molto interessante. I nomi delle aziende citate sono, oltre Antenova, la Ethertronics (entrambe americane) e la britannica The Technology Partnership.

Radio-Ready Cell Phone Showcase at the Radio Show

Including radio functionality in a cellular phone is easily done, and in fact hundreds of millions of cell phones have been made with FM radio (sold mostly outside of the U.S.). At this week’s Radio Show (September 29–October 1, 2010, Washington, D.C. www.radioshowweb.com), an exhibit in the lobby will highlight this fact and include examples of phones that have radio functionality, as well as information on devices which facilitate easy and affordable inclusion of embedded FM radio antennas.
The Radio-Ready Cell Phone Showcase will be located on the Constitution level of the Grand Hyatt, right next to the escalator leading down to the Renaissance level, which is where the Radio Show Marketplace and session rooms are located.Phones on display with FM radio will include the Nokia 5030 and the Motorola ROKR EM35 (shown in the photos at right) as well as phones from Samsung and Sony Ericsson.
The primary components needed to include an FM radio in a cell phone include a tiny FM receiver integrated circuit (IC) or “chip” (which typically measures about 3mm on a side) and an FM antenna.FM receiver functionality is also often incorporated into the ICs that many cell phones already have for supporting wireless Bluetooth and WiFi capabilities, and in these instances the only additional requirement to make these phones FM-capable would be the inclusion of the FM antenna (plus some additional software for providing a user interface to the radio feature).
In most current phones with FM radio, the headset cord that is used for listening to the audio also doubles as the FM antenna, however a more elegant solution is to embed the antenna within the case of the cell phone itself. Both the Nokia 5030 and the Motorola ROKR EM35 have embedded FM antennas. However, neither of these GSM phones is currently offered by any U.S. cellular carrier.
Three embedded antenna manufacturers – Antenova (Cambridge, U.K., www.antenova.com), Ethertronics (San Diego, Calif., www.ethertronics.com), and The Technology Partnership (TTP, Melbourn, U.K., www.ttp.com) – will have posters and literature at The Radio-Ready Cell Phone Showcase describing their embedded antenna technology. Two of these vendors (TTP and Ethertronics) are currently developing advanced embedded antenna designs for handheld FM radio and mobile DTV (low-and high-VHF and UHF frequencies) applications with funding from the NAB FASTROAD technology advocacy program (www.nabfastroad.org). At the Showcase, Antenova and Ethertronics are highlighting the following off-the-shelf antenna products:
Antenova’s M10385 module is an active antenna module consisting of Antenova’s patent pending FM antenna with a matching circuit and low noise amplifier (noise figure of 1.5 dB) in a small, 30 x 5 mm package. The module may be surface mounted on the cell phone host printed circuit board.
Ethertronics’ Tavvel FM-p10 antenna consists of a small (3.5 x 6.1 mm) surface-mountable module and a tuning coil element.This tunable antenna (with a passband of 600 kHz, tuned over the 88-108 MHz FM band) uses a single control line to tune the antenna via pre-set control voltages.

23 agosto 2010

USA, si anima il dibattito sul chip FM nei telefonini

La proposta, ripetuta da tempo dall'associazione dei broadcaster americani NAB, di inserire obbligatoriamente nei telefoni cellulari un chip per la ricezione delle stazioni FM, comincia a diventare argomento di dibattito negli Stati Uniti. Il Boston Globe in un editoriale di domenica, riferisce le voci secondo cui il famoso chip dell'FM è diventato una specie di sorta di merce di scambio tra la NAB e le case discografiche rappresentate dalla RIAA (che a sua volta cerca da tempo di imporre il pagamento di nuove royalties musicali agli editori radiofonici). Le radio si impegnerebbero a pagare una tassa calmierata e la RIAA supporterebbe la richiesta del chip nel Congresso, che in teoria dovrebbe approvare una legge per costringere i costruttori di telefonini a mettere un ricevitore FM in tutti i modelli venduti negli USA. Naturalmente uno scenario di questo tipo va esaminato con la lente del liberismo e del consumerismo, ossia delle normative anti-trust a tutela della libera concorrenza e degli interessi dei consumatori.
C'è anche da chiedersi come reagirebbero i fautori della radio digitale HD Radio. Anche loro avrebbero tutto l'interesse di imporre ex lege la commercializzazione di telefonini abilitati a ricevere i segnali numerici del sistema sviluppato da Ibiquity. Considerando che questo sistema consente di intrecciare due o più stream di programmi, ci sarebbero buone opportunità anche per le vecchie stazioni in onde medie, ancora molto numerose, che potrebbero farsi sentire in digitale immettendo il loro audio su uno dei canali HD Radio alternativi.
Ma d'altro canto quale potrebbe essere la reazione degli operatori telefonici, che investono un sacco di soldi in capacità di rete proprio con l'obiettivo di veicolare attraverso queste infrastrutture contenuti e servizi non meno alternativi. Un piccolo chip - che del resto è già presente in parecchi telefonini - consentirebbe agli abbonati di questi operatori di usufruire gratuitamente di contenuti che quando transitano dall'infrastruttura telefonica costano un supplemento di prezzo.
La partita si sta complicando ed è naturale che sia così con l'inesorabile aumento della centralità del telefonino e degli smartphone nelle abitudini mediatiche delle persone. Il chip della radio FM è diventato un must have in geografie come l'India, dove le stazioni FM diventano sempre più popolare e le infrastrutture telefoniche, anche di nuova generazione, non sono in grado di supportare una forte richiesta di banda. In economie come quelle americana ed europea, la radio perde generalmente di visibilità, le infrastrutture sono molto più evolute ed è il telefonino (con o senza il chip per la radio FM, tanto non se ne accorge nessuno) che semmai può dare una mano alla radio, diventando a sua volta un "ricevitore" grazie alla telefonia digitale. Purtroppo l'editorialista del Boston Globe ha ragione quando afferma che "francamente, a noi sembra che l'intera tecnologia dell'FM sia sul viale del tramonto". Dal punto di vista dei consumatori, negli Stati Uniti è così.
E' giusto che il NAB continui a svolgere il suo ruolo di lobbysta, ma il mondo, anche sul piano della legislazione, sta cercando di orientarsi in una direzione di neutralità tecnologica che non ammette barriere, imposizioni e chip obbligatori. Oggi una "stazione radio" non è tale solo perché ha uno studio, un link, un trasmettitore FM e una antenna o una rete di ripetitori. Ma perché produce programmi più o meno buoni, ed è su questo che ci si dovrà impegnare per il futuro. Poi possiamo stare ore a discutere sulla relativa economicità dei vari mezzi di distribuzione dei contenuti (e io resto convinto che l'FM e persino le onde medie siano un modello tuttora valido).

FM radio: Playing a sneaky tune
August 22, 2010

It’s been a long-running battle between the recording industry and radio broadcasters: Should the broadcasters have to pay the industry for playing its music, or is the status quo, in which broadcasters pay songwriters but not performers or labels, fair enough as it is? An end to the disagreement appears to be in sight, but it could be one that severely — and unnecessarily — puts consumers in the crossfire.
The National Association of Broadcasters and the Recording Industry Association of America are finishing up a framework for a deal, tech media outlets reported last week. Broadcasters would pay around $100 million annually to copyright holders (often, the major music labels) in fees. In exchange, the RIAA would sign on with the NAB to a proposal that they would send on to Congress which, if passed, would mandate that FM receivers be built into all mobile phones.
The benefit to broadcasters is clear: The more people walk around with FM-enabled devices, the more people will tune into FM radio. But the idea of making this technology mandatory via legislation smacks of backroom dealing that infringes upon consumers’ rights. Consumers value small, sleek phones — if manufacturers are forced to add another component, it will hamper their ability to give consumers what they want.
Then there’s the fact that FM technology seems, frankly, on its way out. Consumers have voted with their wallets, and have decided that for the most part, they don’t care about whether their portable gadgets have it. For Congress to mandate the inclusion of outdated technology should offend anyone who believes in consumers’ rights — or the free market.