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23 agosto 2011

Modi digitali ham radio: il PSK31 per Android e iPad


Non mi sembra abbia ancora ricevuto la visibilità che merita, ma vi consiglio di dare subito un'occhiata a DroidPSK, una applicazione per Android, che implementa su smartphone e tablet basati sull'ambiente Google un terminale per la comunicazione radioamatoriale in PSK31, uno dei sistemi di trasmissione digitale più diffusi per la sua robustezza in caso di interferenza, rumore e evanescenza in onde corte. Rilasciata a luglio da Wolfgang Phillipps, W8DA, proprietario di Wolphi LLC, DroidPSK è in grado di decodificare il PSK anche attraverso il microfono dello smartphone (non ho provato personalmente questa app non avendo sottomano in questo momento un telefonino Android, ma le recensioni sembrano tutte molto positive). Del resto il filmato You Tube mi pare molto eloquente:



Sull'Android Market l'app costa solo 3 euro e 48, un prezzo tutto sommato accettabile per un programma che può essere utilizzato anche per la sola ricezione di questa modalità. Lo stesso sviluppatore propone una app per la decodifica del codice Morse e una che implementa un versatile filtro audio DSP programmabile.
Questa è solo una delle prime applicazioni che sfruttano le notevoli potenzialità a livello di DSP delle attuali piattaforme hardware per smartphone a scopi specificatamente radioamatoriali. Il bello è che non è l'unica e certo non sarà l'ultima. Sono molto lieto di inserirmi con questo post in un recente dibattito aperto dalla lista di utilizzatori di Perseus - il ricevitore software defined italiano - a proposito della scarsità di applicazioni SDR per l'ambiente Macintosh. Sono intervenuto nella discussione per sottolineare che se è vero che nella nicchia degli utenti radioamatoriali la piattaforma predominante continua a essere Windows, le cose stanno rapidamente cambiando.
Per non deludere i lettori che continuano a preferire il sistema iOS di Apple iPhone/iPad ecco quindi un equivalente di DroidPSK sviluppato per iOS. Un doppio motivo di orgoglio perché lo sviluppatore è un radioamatore italiano, Luca Facchinetti, IW2NDH. La sua app I-PSK31, aggiornata alla versione 1.3 compatibile anche per iPad, è un gioiellino da 2 euro e 99 che riceve e trasmette in B/QPSK31 (il suo "concorrente" americano Black Cat System, un marchio molto noto agli appassionati di modi radioamatoriali digitali che usano il Mac, propone anch'esso una app per iOS, PSK31, ma supporta unicamente la trasmissione). Luca è molto più bravo: oltre a questo modem software per PSK31 ha sviluppato anche IRTTY2 per la modalità RTTY (170 Hz, 45 baud) nonché il decoder Morse MorseDec e una app solo per Iphone Multimode, che combina il modem PSK31 e la ricetrasmissione RTTY.
La maestria del radioamatore-programmatore italiano ha colpito anche Kristen McIntyre, K6WX, radioamatore e ingegnere alla Apple in California, che ha presentato I-PSK31 addirittura allo SLAC di Stanford, nel corso di un evento dedicato alle tecnologie digitali per l'ham radio:



DroidPSK e I-PSK31 rafforzano le mie convinzioni sul brillante futuro delle applicazioni DSP/SDR per le due piattaforme mobili di riferimento. Il predominio di Windows in questo settore non potrà durare molto a lungo.

24 agosto 2010

Android e radio, la lista di Roberto

In "Loving Radio & Smartphones?", Roberto Del Bianco tratteggia sul suo sito personale Casamia.org un breve excursus sulle "app" le applicazioni di carattere radioamatoriale per sistema operativo Android. Il piccolo catalogo di Roberto - uno che conosce bene la questione per l'esperienza accumulata a partire dal protocollo X.25 - serve anche a fare il punto sulle direzioni finora imboccate dagli sviluppatori. Le piattaforme "smart" come Android, iOS, Windows Phone, le prossime iterazioni di Unix/Linux per cellulari, come il nuovo sistema MeeGo, o Maemo, più i "vecchi" Symbian o Blackberry, sono sicuramente destinati ad assumere una importanza crescente nel mondo radioamatoriale e in quello del radioascolto più tecnico e del monitoraggio di segnali radiofonici non-vocali. Non solo i dispositivi smart dentro alle nostre tasche diventano più numerosi. Sono soprattutto le loro capacità hardware a svilupparsi a dismisura, i loro microprocessori sono sempre più piccoli, più "ascetici" dal punto di vista della potenza elettrica e della dissipazione termica e ogni giorno più potenti dal punto di vista della elaborazione numerica.
Tutto quello che radioamatori e ascoltatori hanno visto finora in termini di calcolo e analisi di antenne, propagazione, circuiti elettronici, condizioni geofisiche, di trattamento numerico di sistemi di comunicazione testuale e grafica e soprattutto di Software Defined Radio, è stato costruito su sistemi operativi non molto più evoluti del DOS, linguaggi di generazione non recentissima come l'assembler, il C, Java, e processori che solo per l'SDR hanno cominciato a muoversi oltre determinati livelli di potenza. Con dispositivi smart di nuova generazione, la generazione di iPad, iPhone e Android, ci sarà un inevitabile cambiamento. A patto che l'interesse nei confronti delle applicazioni specializzate resti vivo anche nella nuova generazione dei radioamatori-programmatori.