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20 agosto 2013

Xin(g) Xing Guangbo Dientai: la number station che augura buon ascolto

Sul mio canale YouTube i commenti in calce ai filmati che riguardano le stazioni spionistiche in onde corte rivelano che l'interesse intorno a questo argomento è ancora abbastanza elevato. Anche senza essere particolarmente esperti di questioni radiofoniche, il tema della trasmissione di messaggi segreti in codice non può non stimolare una certa curiosità. La storia di questi segnali, molto probabilmente riferibili alla gestione di reti di informatori e agenti "sul campo" (che via radio potevano ricevere facilmente istruzioni e ordini senza destare particolari sospetti), ebbe un picco naturale negli anni della Guerra fredda. Oggi la situazione è molto diversa: le onde corte sono un mezzo formalmente "efficace" ma alquanto desueto e anche il modo di fare spionaggio è probabilmente cambiato.
Sebbene alquanto diradate, queste strane trasmissioni, tuttavia, si sentono ancora. Alcune sono di chiaro significato militare, altre potrebbero avere finalità abbastanza simili a quelle ipotizzate in passato per le number station in lingua tedesca, inglese, russa, ceca. Una delle "number station" ancora attive opera (si pensa da Taiwan) in lingua cinese, reca l'identificativo Enigma "V13" e vanta un vero e proprio format, annunciandosi con un nome quasi commerciale e salutando i propri ascoltatori. Su questo nome permane un po' di incertezza, perché l'originale cinese potrebbe suonare come "Xin Xing", che significa Nuova Stella, oppure come "Xing Xing", ovvero Stella Stella. Una decina di anni fa la newsletter Numbers&Oddities rivelò che un suo collaboratore era riuscito a risalire - attraverso un contatto in Giappone - a un possibile indirizzo postale e a una email. In seguito a una corrispondenza diretta era emerso che la number station identificata dagli anni Novanta come "New Star" diceva di chiamarsi "Star Star".
Un'altra peculiarità di Star Star Radio riguarda le frequenze utilizzate, evidentemente organizzate in "canali" che la stazione annuncia puntualmente all'inizio delle trasmissioni. "Jonathan Short" collaboratore cinese della lista UDXF, dedicata alle stazioni militari e civili non broadcast (tra cui le number station), ha diffuso l'indirizzo di una sua pagina dedicata a Star Star Radio. La pagina è in lingua cinese ma con Google Translate il contenuto diventa abbastanza chiaro. All'interno si trovano elenchi di frequenze, registrazioni, trascrizioni e riferimenti ad altre pagine e ad articoli che trattano nello specifico Star Star o alcuni episodi di spionaggio scoperti tra Cina e Taiwan. È ragionevole supporre che Star Star possa essere in qualche modo riferita a informazioni di carattere commerciale. Nella famosa corrispondenza apparsa nel 2002 la fonte giapponese citava una possibile relazione con l'Asia Pacific Economic Cooperation, un forum di 21 nazioni del Pacific Rim. Che cosa possa avere a che fare tutto questo con le trasmissioni codificate di Star Star non è ancora chiaro.
Ascoltare i numeri di Star Star in Europa non è semplice per questioni propagative. La frequenza più regolare oggi è quella dei 13750 kHz (in passato Star Star si era sentita a lungo sugli 8300) a un orario poco indicato (tra le 12 e 13 UTC). Ma oggi esistono anche i ricevitori controllati via Internet e si può sempre fare qualche tentativo. Una lunga, dettagliata pagina su "New Star Radio" si trova sul sito di Dennis Kent, un ex militare che ha avuto una formazione di linguista in mandarino. Tra le prime risorse Internet dedicata a questa stazione c'è la pagina allestita da Hans van der Boogert, allora residente a Hong Kong, a fine anni 90. La URL originale non esiste più ma Archive.org ne custodisce una copia. Altri dettagli si trovano sul sito HFAsia, molto ricco di informazioni sulle varie modalità di trasmissione dati in onde corte.
Ecco infine da YouTube una registrazione effettuata in California all'incirca un anno fa, da cui è facile intuire il carattere stranamente strutturato di questa ennesima stazione segreta.

 

09 ottobre 2011

Riccione, Estremo oriente

Il DXing, l'ascolto a lunga distanza delle radio locali, è una attività fortemente stagionale a causa degli stretti legami tra l'attività geomagnetica che condiziona la propagazione delle onde radio attraverso la ionosfera e l'attività e la posizione del sole. In onde medie, ottobre e novembre, in pratica tutto il periodo tra equinozio e solstizio, l'Asia è molto favorita qui in Europa. Ma a differenza delle Americhe, dove troviamo una emittente ogni 10 kHz, in Asia la canalizzazione delle onde medie, cioè le frequenze attribuite ai singoli canali, compie passi di 9 KHz e coincide perfettamente con la canalizzazione qui in Europa. Una circostanza che rende molto difficile, alle latitudini dell'Italia, l'ascolto di emittenti asiatiche quasi sempre completamente interferite da quelle europee.
Con l'andare del tempo, tuttavia, le nazioni europee stanno abbandonando queste frequenze, molto costose da occupare e sempre meno efficienti dal punto di vista degli ascoltatori, anche a causa dei forti rumori elettrici che ne penalizzano la ricezione. Alcuni dei famosi canali separati tra loro di 9 kHz si sono liberati, in parte, delle interferenze, e con grande emozione i DXer italiani hanno scoperto diverse finestre di opportunità per la ricezione di emittenti asiatiche nel tardo pomeriggio autunnale. Ultimamente, la disponibilità di ricevitori portatili sorprendentemente sensibili ha reso possibile queste ricezioni in condizioni estremamente "spartane": spesso non occorrono antenne esterne per ricevere nazioni molto, molto lontane. Come tutti ho seguito con una punta di invidia gli exploit dei DXer che abitano le coste adriatiche o che hanno la possibilità di ascoltare su quelle spiagge. Venerdì 7 ero a Riccione per lavoro e mi sono goduto un'oretta di monitoraggio dal balconcino della stanza d'albergo affacciato sul mare.
Potete ascoltare qui alcuni risultati. Nell'ordine compaiono la religiosa HLAZ/FEBC dalla Corea del Sud su 1566 kHz, China Radio International in russo da Urumqi su 1521 kHz, e la debole musica sotto il parlato francese (France Inter Nizza) di Family Radio Taiwan su 1557 kHz. Tutti gli ascolti effettuati con il Tecsun PL-660 e la sua antenna in ferrite tra le 16.30 e le 17 UTC del giorno 7 ottobre 2011.



19 ottobre 2008

Taiwan invasa dai pirati della radio

Taiwan brulicherebbe di stazioni radio pirata che l'authority locale, la National Communication Commission, cerca di combattere a colpa di squestri, multe salate (oltre 18 mila dollari) e prigione fino a due anni. Finora i risultati non sono granché, negli ultimi due anni sono state effettuate 330 operazioni di sequestro ma i pirati continuano a riapparire on air. Oggi sono più di cento. Curiosamente, spiega il Taiwan News Online la programmazione è ricca di improbabili annunci pubblicitai che decantano le straordinarie virtù di strani "farmaci", un po' come avveniva ottantanni fa alle prime stazioni americane, che davano ampio spazio ai Dulcamara più buffi. Ritornando a Taiwan, il giornale precisa che l'authority ha già deciso di assegnare nuove frequenze per almeno una quarantina di emittenti commerciali.
Illegal radio stations mushrooming despite clampdown in Taiwan
By Elizabeth Hsu
Central News Agency
2008-10-18

The National Communication Commission (NCC) has recently stepped up clampdown on unlicensed radio stations around the country, but admitted this would only serve to temporarily reduce the number of such stations.
Chen Chuan-ping, director of the NCC Northern Regional Regulatory Department, said Saturday that the crackdown has resulted in halving the number of illegal radio stations in Taiwan to around 50. However, based on past experience, the number would soon bounce back to 100, he added.
Unlicensed radio has existed in Taiwan for years, with many stations being accused of disrupting frequency assignment, airing exaggerated commercials for so-called medical cures and making false claims about a cure-all drug.
According to NCC statistics, the government has cracked down on 330 underground radio stations over the past two years. However, some of them have set up again in other locations, therefore, the number has remained at around 100, NCC officials said.
Chen said it takes two to three weeks to prepare for a raid on an underground radio station. First, the transmitter must be located, then it must be determined what the station is broadcasting, before a search warrant can be sought, he explained. The whole process takes even longer if the station is in a remote area, he said.
Under the Telecommunications Act, persons found operating unlicensed radio stations that cause interference may be subject to fines of up to NT$600,000 (US$18,400) and imprisonment of up to two years.
In a raid, the equipment and devices used by an underground station are also confiscated, Chen said. He added that increased raids on such stations are only part of efforts to root out underground radio broadcasting, and that the measures include assisting illegal operators to become legal.
In order to address this problem, the NCC has decided to open a new bandwidth to accommodate more than 40 private stations.

01 ottobre 2008

Radio Taiwan, il governo chiede indulgenza per la Cina

C'è maretta a Radio Taiwan International per le presunte interferenze del governo taiwanese che vorrebbe una emittente meno critica nei confronti del mainland cinese. Sembra che il board della stazione minacci dimissioni in massa, non si capisce se per deontologia professionale o nostalgia del generale Chiang Kai-Shek. Taiwan è un'isola ad alta densità radiofonica e le antiche contrapposizioni con i fratelli comunisti (ex comunisti?, ex fratelli?) bruciano al punto da alimentare una grande flusso di propaganda. Ma diciamo la verità, dopo la svolta capitalista e tecnologica dell'industria cinese, non si capisce bene che ruolo finirà per avere l'economia di Taiwan (la politica ha sempre contato poco, in un posto che finora ha retto soprattutto come territorio ideale per avventure finanziarie offshore).
E non si capisce bene la posizione del Kuomintang il partito del presidente Ma (eletto nel marzo di quest'anno dopo anni di governo del partito Democratico). Non era il Kuomintang, il partito nazionalista, a volere la contrapposizione con la Cina? Perché adesso Ma ha apertamente dichiarato che l'unificazione con il Mainland è il suo obiettivo politico, anche se per rispettare le posizioni degli indipendentisti (sono finiti i tempi in cui a Taiwan regnava il partito unico) non si parla di un calendario preciso. Vengono in mente le alchimie della nostra politica anni settanta, le convergenze parallele... le divergenze confluenti. Che mondo strano.
Se vi interessa seguire i programmi di Taiwan in inglese qui troverete le frequenze per l'Europa.
RTI chairman resigns claiming Taiwan government pressure
2008-09-30

TAIPEI (Taiwan News)- Some board members of Radio Taiwan International claim that they are being pressured by the Ma administration to resign. During an ad hoc board meeting today, one board member said that the Ma government interfered in program production asking that there be less criticism of China. But a caucus of KMT legislators came out in support of Ma saying that the party in power had responsibility over the government-mandated radio station and that the board members should have resigned earlier.
The RTI directors should serve for a guaranteed uninterrupted term until September 2009. But Board Chairman Cheng You resigned last week after being criticized for not striving to promote policies of the new government.
Some board members said that given their guaranteed term, it would not have been easy to change them immediately for pan-blue supporters. So the government had to find fault with them, by for example, condemning their inability to promote the ruling party's policies, or as “being too green”.
In a Sept 29 interview, Cheng said that even through the Government Information Office had mixed reactions, it had finally played the people’s reactions trick, saying that while RTI had tried to make some improvements, they were not enough to gain everyone's support. Remaining in office would have been senseless, so he resigned.


Shih denies Radio Taiwan International drama
2008-10-01

The government denied yesterday that it was facing a rebellion at its international radio station over orders not to offend China. Independent board members of Radio Taiwan International were about to resign en masse in protest at the government's interference, the Chinese-language Liberty Times reported yesterday.
Cabinet spokeswoman Vanessa Shih said the government had told station management to propagate the country's new image, but she denied that was an order to abstain from criticism of China. Dissatisfaction about repeated government advice about RTI broadcasts was likely to break out into the open at a board meeting scheduled for today, the paper said.
Opposition Democratic Progressive Party lawmaker Tsai Huang-liang (蔡煌瑯) accused the government of attempting to launch a purge at the radio station.