L'ascolto di segnali lontani comporta spesso l'uso di antenne specifiche per le porzioni di frequenza che si intende esplorare connesse spesso e volentieri - specie nel caso delle onde medie, dove le soglie possono essere davvero molto basse - ad amplificatori a bassa cifra di rumore. Ho visto sui gruppi specializzati la segnalazione di un nuovo fornitore di questo tipo di dispositivi. E' una piccola azienda artigianale americana chiamata Clifton Laboratories. Nel suo catalogo si trova anche un amplificatore basato sul circuito di David Norton (descritto qui in un famoso articolo di Dallas Lankford). Vi suggerisco di dare un'occhiata al sito dei Clifton Labs perché le descrizioni sono dettagliatissime e molto comprensibili. Il preamplificatore, utilizzabile con antenne tipo Beverage, filari e EWE, costa 47 dollari e 50 in kit e 72 dollari già assemblato (senza contenitore).Ascolto, linguaggi, tecnologie, storia, geopolitica, cultura della radio: emittenti locali, internazionali e pirata • Web radio • radio digitale • streaming music • ham radio • software defined and cognitive radio • radiocomunicazioni • regolamentazione
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10 giugno 2009
Amplificatori Norton, una spinta per i segnali lontani
L'ascolto di segnali lontani comporta spesso l'uso di antenne specifiche per le porzioni di frequenza che si intende esplorare connesse spesso e volentieri - specie nel caso delle onde medie, dove le soglie possono essere davvero molto basse - ad amplificatori a bassa cifra di rumore. Ho visto sui gruppi specializzati la segnalazione di un nuovo fornitore di questo tipo di dispositivi. E' una piccola azienda artigianale americana chiamata Clifton Laboratories. Nel suo catalogo si trova anche un amplificatore basato sul circuito di David Norton (descritto qui in un famoso articolo di Dallas Lankford). Vi suggerisco di dare un'occhiata al sito dei Clifton Labs perché le descrizioni sono dettagliatissime e molto comprensibili. Il preamplificatore, utilizzabile con antenne tipo Beverage, filari e EWE, costa 47 dollari e 50 in kit e 72 dollari già assemblato (senza contenitore).26 gennaio 2009
Barrow, Romagna
Giampaolo Galassi e Fabrizio Magrone hanno ricevuto ieri in serata, sulla frequenza di 680 kHz, un segnale che quasi certamente (il quasi è d'obbligo perché non c'è purtroppo la possibilità di confrontare le registrazioni via radio con quelle dei flussi Internet della stazione ascoltata) arrivava da KBRW, Barrow, sulla costa settentrionale dell'Alaska. Pochi accordi di chitarra, la voce femminile di una tipica "ballad". Una distanza relativamente breve (settemila chilometri o poco più), ma certamente la cosa più difficile mai ascoltata in Italia. Per cercare di distinguere le note è tassativo usare la cuffia ed essere molto concentrati, soprattutto sui toni bassi:Quello della ricezione di segnali radio a lunga distanza è un hobby molto particolare che riesce a mescolare aspetti tecnico-scientifici di livello sicuramente accademico a sensazioni che riguardano, invece, la nostra sfera irrazionale, emotiva. Le onde radio sono regolate da equazioni molto complesse. Ancora più complesse sono quelle che governano la ionosfera, il plasma che guida i segnali tra due punti geografici separati da distanze che sembrano impossibili. Poi ci sono le regole dell'elettronica dei ricevitori analogici, della matematica e del software dei ricevitori numerici. Insomma, sembrerebbe tutto così arido, così deterministico, privo di sorprese.
Ma non è così, i segnali trasportati sono le voci del nostro prossimo, le loro identità culturali, i loro desideri, spesso le loro tragedie. E con tutte le regole che possiamo applicare ancora non siamo riusciti a ricavare una teoria unificata, un sistema capace di dirci che date queste e quest'altre condizioni al contorno, utilizzando questo e quel dispositivo, allora non potremo che sintonizzarci su... Possiamo contare solo su qualche regoletta generale e della statistica che ci dice come i percorsi propagativi tendono a privilegiare l'ascolto effettuato a latitudini geografiche estreme, dove le condizioni di oscurità prolungata possono fare la differenza.
In passato, queste regole generali ci dicevano che l'ascolto di certe aree geografiche dall'Italia, alle frequenze delle onde medie, fosse se non proprio impossibile, molto poco probabile. Eppure nella finestra di questi ultimi anni, in corrispondenza del minimo del penultimo ciclo solare, molti tabù sono crollati, dalla West Coast americana all'estremo oriente asiatico. Resisteva un mito che a questo punto sembrava sempre più attendibile nella sua non raggiungibilità. A dispetto di varie segnalazioni nel centro Europa, in Italia non c'era stata notizia di ascolti di stazioni in onde medie dall'Alaska. Uno stato americano propagativamente molto diverso dalla California, che viene regolarmente ascoltato in Nord Europa attraverso tracciati transpolari, dopo percorsi relativamente brevi. Più che la distanza, però, il Nord Europa è favorito per il buio, perché quando in Alaska comincia o finisce di far buio (quasi mai di inverno), dalle nostre parti il sole è troppo alto. E nel tardo pomeriggio invernale, quando in teoria l'oscurità favorisce entrambi, ci si mette sempre di mezzo l'assorbimento del segnale, che si disperde nella ionosfera sopra il polo. A meno che le condizioni geomagnetiche non siano molto tranquille, come quelle che negli ultimi sei mesi hanno consentito di ascoltare dagli Stati Uniti una marea di stati e stazioni ritenuti fuori portata.
Un aiuto viene certamente da strumenti come il ricevitore SDR Perseus, che permette a Fabrizio di visualizzare la portante di KBRW e coltivare la speranza di un po' di audio che la rimpolpi. Ma tenete conto che la registrazione effettuata da Giampaolo si basa su ricevitori tradizionali. E al posto delle lunhgissime antenne filari utilizzate nel Nord Europa su queste frequenze, qui sono bastate antenne molto più compatte di tipo loop (magnetiche e "delta"). L'orario era quello delle 20.30 UTC, le nostre 21.30, al sorgere di quel poco sole in Alaska e poco prima che il tramonto sulla costa Est degli Stati Uniti privilegiasse altre, meno esoteriche, stazioni.27 settembre 2008
Il DX ai tempi del software
Com'è cambiata la radio dei segnali impossibili, quella delle ore strappate al sonno per dare la caccia alle voci capaci di viaggiare per migliaia di chilometri nella quantistica geometria della ionosfera, ora che al posto delle radio, di un accrocchio di transistor e diodi, utilizziamo un convertitore analogico-digitale e un computer con del software dentro?
Il radioascolto estremo, fatto spremendo come un limone le leggi mai scritte della propagazione delle onde elettromagnetiche, ai tempi dell'SDR non rappresenta un cambiamento radicale per gli hobbysti già assuefatti al rituale dell'antenna da studiare con particolare attenzione, dei parametri solari e geomagnetici da analizzare, della registrazione audio da riascoltare mille volte prima di riuscire a capire la sigla, il nome, il numero di telefono o chissà quale altro dettaglio rivelatore che l'annunciatore stava pronunciando a ottomila chilometri da te. A cambiare sono le modalità di cattura. Con il Software Defined Radio il DXing (l'ascolto a lunga distanza di stazioni locali), un hobby equiparabile alla pesca con canna e amo, diventa una battuta di pesca a strascico. L'ultima versione del software di controllo del ricevitore software defined Perseus, scaturito dall'ingegno di Nico Palermo e considerato ormai lo standard di riferimento per DXer delle onde medie di tutto il mondo, consente di catturare e registrare sul disco una porzione di spettro larga 1.600 kHz. Più che sufficiente per "vedere" nello stesso istante una gamma di frequenze che va dai radiofari a tutte le onde medie.
Per chi come tutti noi è abituato a pensare alla radio come a un apparecchio fatto per sintonizzarsi su una frequenza ben determinata, è un salto concettuale non indifferente. Sembra una specie di magia. E invece è proprio così. Con l'SDR possiamo continuare a sintonizzarci in tempo reale su una determinata frequenza, stringendo la nostra finestra di ricezione a poche decine di Hertz. Ma a valle del nostro software c'è sempre un convertitore analogico digitale che ha la capacità di "fotografare" una finestra molto più ampia. E con il computer è possibile non solo "fotografare" ma registrare un film, cioè mettere insieme un fotogramma dopo l'altro e salvare tutto sul disco. Se la velocità di campionamento, la sequenza di questi scatti, è abbastanza veloce, in seguito potrò ritornare sul mio "film" e risintonizzarmi su una qualsiasi frequenza di questa finestra non più in tempo reale.
E' quello che ha fatto l'altra notte Aldo Moroni. Aldo ha utilizzato Perseus e le sue straordinarie antenne, per registrare qualche ora di spettro delle onde medie. E andando l'indomani a rovistare tra i pesci rimasti nella rete ha scoperto un segnale su 1310 kHz catturato alle 5 e un quarto UTC, le 7 e un quarto in Italia (era sabato mattina scorso). Qui la bravura del DXer, la sua esperienza, la sua conoscenza dei meccanismi propagativi stagionali, il suo fiuto e la sua capacità di discernere il parlato in un segnale debolissimo e sporcato dal rumore e dall'evanescenza sono ancora un'arma indispensabile, che non si improvvisa. Su 1310 kHz ad Aldo era sembrato di sentire l'annunciatore dire "en la cumbre de la sintonia", al culmine della sintonia. Ma da quale stazione veniva? Sulle prime, quando mi ha fatto ascoltare una sua prima registrazione, avevo pensato a una stazione colombiana, senza esserne troppo convinto. Aldo non si è perso d'animo
e ha fatto una ricerca con Google. Ed è stata una mossa banale ma intelligente, che ci fa capire quanto è cambiato il nostro hobby anche per merito di Internet. Quando la sai usare. Se provate a cercare con Google "en la cumbre de la sintonia 1310" il primo risultato è la home page di Radio Libertad di Arequipa. E se andate, come ha fatto Aldo, a ripulire la registrazione di 1310, sempre con l'aiuto del software, finirete per scoprire, come un archeologo che libera dal terriccio le tessere di un meraviglioso mosaico romano, l'annuncio, quasi commovente nella sua chiarezza, di Radio Libertad, en la cumbre de la sintonia (usate le cuffie sul vostro computer, altrimenti non sentirete bene).
Stiamo parlando di Arequipa, nel Peru, un posto molto lontano da noi. Una stazione che uscirà forse con un kilowatt di potenza o poco più. O magari meno. Una nazione che in Italia, in onde medie, non si ascolta con troppa facilità, soprattutto se considerata che la location di Aldo è a poche decine di chilometri da Milano, in un mare di rumoracci di ogni tipo. Lontana dai favori propagativi delle nostre coste mediterranee. Lontanissima dalle latitudini circumpolari che consentono di sfruttare la linea d'ombra del sole per 20 ore al giorno.
Ai tempi dell'SDR il bravo DXer può diventare un mago. Sempre che abbia la stoffa.
Il radioascolto estremo, fatto spremendo come un limone le leggi mai scritte della propagazione delle onde elettromagnetiche, ai tempi dell'SDR non rappresenta un cambiamento radicale per gli hobbysti già assuefatti al rituale dell'antenna da studiare con particolare attenzione, dei parametri solari e geomagnetici da analizzare, della registrazione audio da riascoltare mille volte prima di riuscire a capire la sigla, il nome, il numero di telefono o chissà quale altro dettaglio rivelatore che l'annunciatore stava pronunciando a ottomila chilometri da te. A cambiare sono le modalità di cattura. Con il Software Defined Radio il DXing (l'ascolto a lunga distanza di stazioni locali), un hobby equiparabile alla pesca con canna e amo, diventa una battuta di pesca a strascico. L'ultima versione del software di controllo del ricevitore software defined Perseus, scaturito dall'ingegno di Nico Palermo e considerato ormai lo standard di riferimento per DXer delle onde medie di tutto il mondo, consente di catturare e registrare sul disco una porzione di spettro larga 1.600 kHz. Più che sufficiente per "vedere" nello stesso istante una gamma di frequenze che va dai radiofari a tutte le onde medie.
Per chi come tutti noi è abituato a pensare alla radio come a un apparecchio fatto per sintonizzarsi su una frequenza ben determinata, è un salto concettuale non indifferente. Sembra una specie di magia. E invece è proprio così. Con l'SDR possiamo continuare a sintonizzarci in tempo reale su una determinata frequenza, stringendo la nostra finestra di ricezione a poche decine di Hertz. Ma a valle del nostro software c'è sempre un convertitore analogico digitale che ha la capacità di "fotografare" una finestra molto più ampia. E con il computer è possibile non solo "fotografare" ma registrare un film, cioè mettere insieme un fotogramma dopo l'altro e salvare tutto sul disco. Se la velocità di campionamento, la sequenza di questi scatti, è abbastanza veloce, in seguito potrò ritornare sul mio "film" e risintonizzarmi su una qualsiasi frequenza di questa finestra non più in tempo reale.
E' quello che ha fatto l'altra notte Aldo Moroni. Aldo ha utilizzato Perseus e le sue straordinarie antenne, per registrare qualche ora di spettro delle onde medie. E andando l'indomani a rovistare tra i pesci rimasti nella rete ha scoperto un segnale su 1310 kHz catturato alle 5 e un quarto UTC, le 7 e un quarto in Italia (era sabato mattina scorso). Qui la bravura del DXer, la sua esperienza, la sua conoscenza dei meccanismi propagativi stagionali, il suo fiuto e la sua capacità di discernere il parlato in un segnale debolissimo e sporcato dal rumore e dall'evanescenza sono ancora un'arma indispensabile, che non si improvvisa. Su 1310 kHz ad Aldo era sembrato di sentire l'annunciatore dire "en la cumbre de la sintonia", al culmine della sintonia. Ma da quale stazione veniva? Sulle prime, quando mi ha fatto ascoltare una sua prima registrazione, avevo pensato a una stazione colombiana, senza esserne troppo convinto. Aldo non si è perso d'animo
e ha fatto una ricerca con Google. Ed è stata una mossa banale ma intelligente, che ci fa capire quanto è cambiato il nostro hobby anche per merito di Internet. Quando la sai usare. Se provate a cercare con Google "en la cumbre de la sintonia 1310" il primo risultato è la home page di Radio Libertad di Arequipa. E se andate, come ha fatto Aldo, a ripulire la registrazione di 1310, sempre con l'aiuto del software, finirete per scoprire, come un archeologo che libera dal terriccio le tessere di un meraviglioso mosaico romano, l'annuncio, quasi commovente nella sua chiarezza, di Radio Libertad, en la cumbre de la sintonia (usate le cuffie sul vostro computer, altrimenti non sentirete bene).Stiamo parlando di Arequipa, nel Peru, un posto molto lontano da noi. Una stazione che uscirà forse con un kilowatt di potenza o poco più. O magari meno. Una nazione che in Italia, in onde medie, non si ascolta con troppa facilità, soprattutto se considerata che la location di Aldo è a poche decine di chilometri da Milano, in un mare di rumoracci di ogni tipo. Lontana dai favori propagativi delle nostre coste mediterranee. Lontanissima dalle latitudini circumpolari che consentono di sfruttare la linea d'ombra del sole per 20 ore al giorno.
Ai tempi dell'SDR il bravo DXer può diventare un mago. Sempre che abbia la stoffa.
27 ottobre 2007
Un radiofaro pazzesco
Un uno-due micidiale, roba da appendere per sempre la radio al chiodo e non pensarci più. Dopo la spettacolare ricezione della Nuova Zelanda nel nord della Scozia, dalla regione di Poitiers, in Francia, arriva uno straordinario DX del radiofarista Vincent Lecler. La mattina del 26 ottobre, ieri, Vincent stava controllando la situazione prima di uscire. Dalla sua location non costiera ma neppure troppo lontana dall'oceano, Vincent riesce a sentire molto bene i radiofari canadesi. Ma quello su 280 kHz (la frequenza della modulazione è di 281.030) non era un radiofaro canadese. Intrecciato con il marocchino NSR, alle 05.50 UTC, c'era l'NDB più pazzesco che un europeo non nordico possa immaginare: quello dell'aeroporto di Rapa Nui (nell'immagine dal satellite), Isola di Pasqua, siglato IPA. Sono circa 13.600 chilometri, dall'ovest della Francia fino a un puntino nel Pacifico al largo, molto al largo delle coste cilene.Nei gruppi di discussione specializzati in cui la notizia si è diffusa in serata l'eccitazione è, come si dice, palpabile. Nessuno ha mai pensato che un segnale a 280 kHz potesse compiere tale distanza con tale "leggerezza". Il sound originale registrato da Vincent è francamente poco facile da decifrare. Ma utilizzando un filtro molto stretto, sotto i 20 Hertz, la sigla IPA emerge con una intensità davvero inquietante. Paul Crankshaw e Aldo Moroni hanno editato il file Wav diffuso da Lecler e hanno svelato perfettamente questa incredibile rarità. IPA, qualche mese fa era stato ascoltato in Canada. Vincent ci ha aggiunto un oceano in più. Ora la comunità dei radiofarisi italiani (BTW, complimenti ad Aldo che ha finalmente ascoltato, dalla sua postazione vicino a Saronno, CLB dagli USA) si interroga, gli occhi sgranati, sulle reali chance di imitare l'exploit.
Già erano sembrati impossibili i fari canadesi, o le Bahamas. Sarà dura riuscirci, ma tutto sommato il tracciato propagativo non pare proibitivo. Una nota in margine sui valori solari. Se Martin ha ascoltato la Nuova Zelanda passando sopra il Polo Nord con valori K molto bassi, Rapa Nui è arrivata poche ore dopo un colpo di frusta (il 25 ottobre) con un paio di valori sopra K=4. Il campo geomagnetico si era riassestato intorno ai K=2 verso le 06. Non può essere un caso. Il segnale ricevuto da Vincent è passato poco a sud di Panama, su una linea quasi completamente marina, un po' come era accaduto con la Nuova Zelanda. Abbastanza simili anche le condizioni di greyline, forse la linea del tramonto era più vicina a Rapa Nui rispetto a quanto fosse per Auckland.A proposito di Auckland, dopo lo storico ascolto di Martin Hall si è naturalmente accesa la discussione su *quanto* la Nuova Zelanda nel Regno Unito fosse davvero storica. Ed è saltato fuori che nel 1959 Medium Wave News aveva documentato una serie di ascolti effettuati negli anni dal 1932 al 1939 da Kenneth Judd (che nel frattempo aveva perso interesse nei confronti della radio). Sembra che Judd avesse sintonizzato otto stazioni australiane e ben quattro neozelandesi. Ma erano tempi molto diversi, quelli. Il DXer di anteguerra aveva sentito anche la California (con 100 watt) e le Hawaii, l'Ecuador con 30 watt. Le imprese di Martin e Hall sono sicuramente più difficili, ma ci dicono anche che le possibilità di DX veramente estremi ci sono, a patto di individuare le location giuste e di utilizzare antenne davvero ottimali (ancora più che ricevitori stratosferici). Il vero problema è che i Martin e i Vincent, ormai, rappresentano un gruppo troppo sparuto.
25 ottobre 2007
In Scozia, la Nuova Zelanda in onde medie

Sembrava una mattinata "under par" quella di ieri nella postazione scozzese di Clashmore. Martin Hall, autore due anni e mezzo fa della prima ricezione delle Hawaii a una latitudine abbondantemente sotto il circolo polare artico ("solo" 58 gradi nord, in compenso protesi sul Nord Atlantico). Martin racconta così la sua alba del 24 ottobre:
Started listening this morning at 0515 to find rather poor conditions - North American east coast and Caribbean area stations were coming in, though not particularly well, and still with lots of Eurosplatter. However, by 0700 the band had opened slightly to the west coast, soon becoming weaker, and lasting until past 0800. There was a weak opening to the prairies fromUna banda che si apre verso le sette del mattino locali (le sei solari), fuori è ancora scuro, il Canada che arriva timidamente e se ne va, qualche stazione dell'Alaska (abbastanza ordinaria da quelle parti) e WBBR su 1130, che certo noi non sentiamo a mezzogiorno ma che arriva facilmente di notte e all'alba anche qui. Ma in fondo al log completo appare una segnalazione molto strana che non sembra degna di essere menzionata nel riassunto:
about 0820 to 0945, and Ontario and Chicago stations also came up a little during this time. The Alaskans were there from 0900, peaking nicely around 0945, fading out rapidly from 0955, leaving KBRW in and out of the noise until at least 1103. Presumed 920 KSRM and 830 KSLD were fair around 0950, but had disappeared completely by 1000. 1130 WBBR was still fair at 1026, but was gone soon after.
1080 UNID English accented anns, “News talk ??? weather watch”; UK station? Spurious? WTIC? Fpks 1004 24/10
1080 è una delle poche frequenze miste, un punto di intersezione tra canalizzazioni euroasiatica e americana. Ma l'accento non suona troppo yankee, tanto da far pensare addirittura a una spuria. In ogni caso non sembra WTIC Hartford, nel Connecticut.
Ma non era nemmeno una spuria.
Oggi Martin Hall comunica alla lista del Medium Wave Circle di aver fatto sentire la registrazione a un altro scozzese, Andrew Brade. Che dà una risposta da infarto:
"1080 is Newstalk ZB. The ID is at 46s. It's pretty obvious really. Nothing spurious about it at all. Perhaps the op you've had has got to your ears... The talk relates to a recent rugby match. The antagonists mentioned are Gary Kemble, Andrew Chalmers and Adrian Morley"
Brade riesce a distinguere anche i nomi dei giocatori di rugby. Pretty obviously è la Nuova Zelanda! Non proprio agli antipodi ma quasi. Per Clashmore il paese dei Kiwi ha un "short path" (si fa per dire) di 17.600 chilometri e rotti. Straordinaria la mappa azimutale pubblicata da Martin sul suo sito, la greyline in quel momento sta passando esattamente sull'ultimo punto di riflessione di un tracciato del segnale che punta esattamente al nord geografico (l'antenna utilizzata infatti è la beverage per l'Alaska), duemila chilometri a nord della postazione. Propagazione multi-hop? Sei o sette salti? Io ci credo sempre meno. Qui devono esserci in gioco modalità cordali, guide d'onda ionosferiche. Anche se in questo caso il tracciato è quasi tutto marino. La storica registrazione di un ascolto da sogno, l'impossibile che diventa possibile anche così lontano dalla costa artica di Kongsfjord, lo potete assaporare qui di seguito, come un vino prezioso. "NewstalkZB weather watch" al 46esimo secondo è chiaro come il sole, ma per aiutarvi nell'ascolto ecco la trascrizione fornita da Martin: “Gary Kemble has joined his boss Andrew Chalmers in condemning … decision not to cite Adrian Morley for a dangerous … Morley has been cleared … Morley is now free to play for Great Britain in Sunday’s … in Huddersfield. ... Newstalk ZB weather watch 24/7.”03 marzo 2007
L'eruzione di Pohnpei
Una data storica per un hobby che ogni anno perde per strada parecchie stazioni che chiudono i battenti sulle onde corte. H. Yokoi e S. Hasegawa, due DXer giapponesi, secondo quanto riferito da Glenn Hauser hanno registrato il primo di marzo su 4755,17 kHz le prime trasmissioni di prova di Pacific Missionary Aviation, una piccola organizzazione missionaria che intende trasmettere il messaggio evangelico in FM e in onde corte da una remota isola della Micronesia.
La notizia della ricezione è divertente da raccontare perché inizialmente Yokoi ha riportato il segnale come una nuova frequenza di Misiones Internacionales (HRMI) dell'Honduras, stazione normalmente ascoltabile su 3340 kHz (Yokoi veramente segnala 4755 ex-5010, gettando un po' di confusione in più sul suo incredibile ascolto). Un messaggio successivo di Hasagawa smentiva la prima ipotesi ma non arrivava a identificare la stazione, che in Giappone arrivava con questo fantastico segnale. Sono stati Glenn, Jari Savolainen e altri ad attribuire giustamente l'ascolto a un primo test dalla nuova stazione da tempo in fase di progettazione su Pohnpei, nel pieno del Pacifico meridionale. Una terzo DXer giapponese S. Wakisaka ha ricevuto una e-mail dai proprietari dell'impianto, che potrebbe utilizzare solo 500 Watt. Pohnpei non era mai stata presente sulle onde corte e la Micronesia diventa così un nuovo radio country.Sarà possibile realizzare qui in Italia un DX tanto estremo? Teoricamente sì, Pohnpei è sul fuso +11 quindi molto lontana. Una possibile finestra propagativa è aperta fino alle 19 utc circa, fossimo in pieno inverno sarebbe forse leggermente più favorita ma non si possono escludere condizioni che rendano possibile l'ascolto anche adesso. In Giappone la stazione è arrivata tra le 10 e le 13 utc, nella prima serata. In Finlandia le 13 utc non sarebbero un orario impossibile, anzi. Qui in Italia Papua Nuova Guinea è stata ascoltata alle 14. Ma il paragone più calzante è quello con le isole Solomon con SIBC (5019,9 kHz) che sono un po' più vicine a noi e sono state ascoltate verso le 19. Purtroppo quest'anno SIBC non ha mai prodotto un buon segnale, ma potrebbero essere dei problemi di antenna, una situazione propagativa diversa dal solito (ci sono lunghi cicli di stagionalità che spesso determinano anni "buoni" e anni "cattivi" per certe frequenze). Quel che è certo è che il canale 4755 dei 60 metri è abbastanza libero e che la caccia a Pohnpei è già iniziata in Europa.
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