06 febbraio 2011

L'architettura a plug-in di OSX SDR

Ancora a proposito di OSX SDR, il software di demodulazione che Oliver Küchenmann intenderebbe rilasciare quest'anno per la piattaforma Mac OS X/Intel, avevo contattato Oliver per chiedergli se il suo software necessitasse di sorgenti I/Q già digitalizzate o anche analogiche. Questa la sua cortese risposta (thanks Oliver, appreciated!), da cui si può dedurre la flessibilità di questa soluzione. Saranno possibili anche segnali input distribuiti attraverso i protocolli di rete, che dovrebbe consentire l'accessibilità ai ricevitori remotizzati. Confermata anche la possibilità di controllare un SoftRock anche in trasmissione.
To answer your question I have already published another video on that matter. Well, almost on that matter, as my main intention was to show another feature of my SW: the automatic IQ balancing which is based in Blind Signal Separation. This could best be shown using some analogue IQ signal from my Alinco DJ-X11, which I fed into the program using an iMic USB sound adapter!
So, the SW is not limited to 'converted IQ sources' but can also work with basically any other data source, be it analogue (stereo audio signal) or even data taken from some network adapter. This can be achieved by providing the proper 'plug-in'. Currently there are just a handful of such plug-ins which I use during development.
I plan to provide more, but will focus on finishing my work on the main application first.
SoftRock users could be interested in that fact that even a transmitter function has been implemented already. My app interfaces Andrew Nilsson's USB controller. However, as I don't have any SoftRock HW currently at hand, I can't test it. Read: It should work :)
Quindi come avevo immaginato, l'architettura modulare di OSX SDR consentirà la massima flessibilità nell'interfacciamento con i vari tipi di front end (forse lo stesso Perseus?). Il programma per il controllo del SoftRock attraverso la porta USB, sviluppato da Andrew Nilsson e menzionato da Oliver, si trova nella sezione file del gruppo SoftRock40 su Yahoo! ma è stato utilizzato anche da Sebastian Mrozek per il suo demodulatore SDR per Mac OS, DSP Radio. Ecco il filmato You Tube citato da Oliver, con la routine di bilanciamento dei segnali I/Q e l'effetto della procedura sulla soppressione delle armoniche del segnale fondamentale:



05 febbraio 2011

Applicazioni SDR, il risveglio di Mac OS X

Appare davvero molto promettente il prototipo di applicazione SDR che Oliver Küchemann, alias "Kabunkie", sta sviluppando in questi mesi per Mac OS X, con un obiettivo di rilascio entro il 2011. Dopo una prima serie di videate pubblicizzate attraverso la mailing list del gruppo di sviluppo del progetto SoftRock, Oliver ha annunciato la pubblicazione di alcuni filmati YouTube ai membri della community di utenti di CiaoRadio, un progetto di ricevitore SDR di tipo near-zero IF (ma con conversione ADC del segnale I/Q, quindi con demodulazione software indipendente dalla scheda audio del computer). Non è del tutto chiaro il principio di funzionamento dell'applicazione di Oliver, chiamata al momento OSX SDR Radio. Se cioè il demodulatore implementato dal software necessiti di un segnale I/Q già digitale o se è possibile campionare l'ingresso analogico del Mac. Considerando che CiaoRadio può essere configurata per uscire con un I/Q analogico (per l'uso di software di demodulazione alternativi), forse il programmatore non è intervenuto su un interfacciamente già digitale. Dai filmati di Oliver si può capire che la sorgente in input può essere selezionata attraverso una intelligente architettura a plug-in (per controllare ricevitori a conversione diretta come Perseus?) e si possono impostare fino a quattro ricevitori software contemporanei. Credo che il programma gestisca anche la parte trasmissiva.



In una comunità internazionale che sulla software defined radio sta sviluppando sistemi hardware e software molto efficaci, la piattaforma Mac OS è oggettivamente in ritardo, a dispetto di una lunga tradizione dei sistemi Apple utilizzati in campo scientifico e musicale. Il ritardo è dovuto al forte predominio della piattaforma Wintel tra i radioamatori più preparati (alcuni dei quali dichiaratamente ostili ai sistemi non Windows). Con il tempo questo predominio si sta un po' attenuando e prodotti amatoriali come OSX SDR conquisteranno un po' di spazio in più. Sarebbe anche auspicabile un allargamento dal Mac OS al sistema iOS di iPad/iPhone, considerando le grandi potenzialità della nuova architettura Apple A4 nell'ambito del trattamento dei segnali. Nell'attesa, complimenti a Oliver.

04 febbraio 2011

Tornano ad accendersi le onde medie in Svizzera

Con una certa incredulità ho verificato che il segnale di Radio Gloria dalla Svizzera arriva anche a Milano, malgrado il diluvio di rumori che annorba le onde medie nella mia abitazione. Merito anche del solito, sorprendente Tecsun PL-380, che con la sua media frequenza digitale riesce a ripulire il segnale (un po' viziato dagli scatti di un AGC non troppo fluido) e mostra di avere, con le ridottissime dimensioni della sua antenna interna, una sensibilità in onde medie davvero prodigiosa. Non ne ho la certezza ma leggo che questa prova di Radio Gloria viene effettuata con 250 Watt. Possono sembrare pochi, ma diverse emittenti britanniche possono arrivare qui con segnali più che discreti anche con potenze inferiori (mi è capitato anche di sentire anche una stazione brasiliana con 250 Watt). Ma con questo tipo di attrezzatura e il noise floor milanese, direi che il risultato è notevole. La modulazione inoltre mi sembra perfetta.
Ecco un piccolo campione dell'audio come l'ho registrato, si può chiaramente distinguere un dialogo forse telefonico tra due voci maschili (tutto verificato con lo stream di Radio Gloria via Internet) seguito dall'attacco di un adagio di concerto per piano e orchestra, forse Rachmaninoff. L'audio, debole ma abbastanza leggibile, almeno per le mie orecchie effettivamente allenate, è stato registrato su 1566 kHz verso le 01.10 UTC, le due del mattino da noi e in Svizzera. Dopo la triste dismissione di Radio Monteceneri, Beromünster e Sottens, le onde medie in Svizzera tornano quindi a vivere, anche solo per poco, grazie all'iniziativa di una piccola emittente cattolica di Hochdorf, poco a nord di Lucerna. E' strano pensare che proprio a Lucerna sono stati trasmessi pochi anni fa i primi test europei del sistema di radio digitale ibrida HD Radio. Le onde medie analogiche si sono prese una piccola, forse solo temporanea rivincita.


Radio Gloria, la cattolica in onde medie dalla Svizzera

Non sarà molto facile dalle nostre parti ma penso ci siano buone possibilità di ascoltare, dal primo febbraio al 2 marzo, i test dell'emittente religiosa cattolica elvetica Radio Gloria, su 1566 kHz in onde medie.

Radio Gloria testing from Switzerland on 1566 kHz - now ON AIR

Please be informed about our very new test transmission on Medium Wave Frequency 1566 kHz in Central part of Switzerland, we will broadcast 24 h between Feb 1st and March 2nd. At this time this is the only Medium Wave station left in Switzerland at all and the very first AM private station in Switzerland.
The power is 250 watts only, with a longwire antenna - so this is a very low power test transmission made in Switzerland. Please stay tuned and have fun to pick up our low powered AM station.
We kindly confirm your correct reception report by a special QSL card. Send your reports by e-mail to:

qsl@radiogloria.eu

or by regular (snail) mail to:

Radio Gloria, PO Box 540, CH-6281 Hochdorf - Switzerland

The inofficial radio site: http://radiogloria.beepworld.de/

Proprio dal sito non ufficiale ricavo questo breve clip della ricezione delle trasmissioni speciali natalizie effettuate a cavallo tra Natale e Capodanno su 6085 kHz. La frequenza di 1566 kHz è in questo momento l'unica emittente in onde medie attiva in Svizzera, la prima privata a utilizzare questa parte di spettro. Curiosamente in questi giorni a Milano sono arrivati i toni modulati della portante sui 558 kHz della ex Radio Monteceneri, forse per una accensione di manutenzione (o perché qualche privato si è detto interessato a un affitto?). L'antenna del trasmettitore di Sottens su 765 kHz, chiuso da poche settimane, verrà utilizzato dai radioamatori svizzeri per una serie di prove di collegamento nella banda dei 160 metri e sulle LF dei 137 kHz. Organizza il Club dei radioamatori losannesi, HB9MM.

03 febbraio 2011

I sindacati italiani contro la cessione di RAI Way

Il sindacato Libersind ha rilasciato un comunicato per ribadire la sua contrarietà all'ipotesi di cessione e privatizzazione delle torri trasmissive della RAI (per dirla con l'espressione utilizzata dal piano "Cessione ad un operatore di mercato degli asset e della gestione delle componenti passive delle torri di trasmissione, con saving sul perimetro di costi ceduto"), oggi possedute e gestite dalla società esterna RAI Way. Queste ipotesi sono chiaramente formulate nel Piano Industriale reso noto lo scorso anno dalla dirigenza Rai, in un riassunto a uso delle forze sindacali reso disponibile su Internet nel giugno scorso dal sito di notizie Affaritaliani. Nell'ottobre scorso sui giornali era arrivata anche la smentita da parte del gruppo DMT (che nel 2008 aveva concluso un contratto da 31 milioni di euro con Mediaset per la gestione degli impianti del digitale terrestre), che aveva negato di essersi fatta avanti per un eventuale acquisto.
Libersind si rivolge "in primis" ai componenti il “cantiere di lavoro” attivato per studiare la “svendita ” di RAI Way, scrivendo che
A quasi 2 mesi dallo sciopero è necessario ricordare al Direttore Generale e al C.d.A. che fino ad ora la digitalizzazione della rete è stata fatta nei tempi, modi e a costi più efficienti possibili grazie al lavoro dei dipendenti di Rai Way che, il 10 dicembre scorso, con la massiccia adesione allo sciopero generale, hanno chiaramente espresso la loro totale avversità alla vendita delle torri ed alle esternalizzazioni previste dal piano industriale.
Vanno condivise le scelte organizzative di Rai Way e le azioni di recupero degli appalti; i risultati sono pubblicati dai bilanci e vedono la consociata avere un cospicuo utile a fronte del pieno impegno del lavoro interno. La cosa che più ci stupisce è che i vertici aziendali, invece di reputare un successo ed un valore il “modello” Rai Way (esportandolo anche alla capogruppo) lo svuotano cedendo gli asset strategici.
I lavoratori di Rai Way vivono una condizione di sospensione e di attesa insostenibili. Non sono arrivate risposte alle organizzazioni sindacali e manca il parere dell’Azionista sulla proposta di cessione avanzata dal Direttore Generale. Un’altra anomalia di questa storia è che il competente Ministero, mentre tende ad accelerare la digitalizzazione della rete volendola completare entro il 2011, nel contempo mostra interesse alla cessione di torri e lavoratori di Rai Way: queste due cose, per noi, sia chiaro, non sono compatibili.
Ciò che preoccupa inoltre è l’assenza di un’analisi sugli effetti demotivanti sui lavoratori e delle inevitabili reazioni sulla efficacia e la tempistica della digitalizzazione dovuti alla spada di Damocle che pende sulle loro teste e sul loro futuro.
A sottolineare i molti motivi che rendono negativa tale operazione, va considerato che il Ministero del Tesoro e la Rai, per la grande operazione del passaggio dall’analogico al digitale, hanno investito ben 400 milioni di euro, circa 100 milioni più dell’ipotizzato prezzo di vendita delle torri nel Piano Industriale.
Tale operazione, se attuata, regalerebbe all’acquirente privato anche le somme cospicue ottenute dalle cosiddette ospitalità di terzi. La Rai rinuncerebbe alla possibilità, in una fase di espansione del mercato, di poter divenire il principale operatore del settore, con l’acquisizione di importanti clienti oggi privi di una loro capacità trasmissiva.
Dello stesso tenore le considerazioni fatte qualche settimana fa da un altro sindacato, UILCOM, che in un comunicato congiunto (come del resto quello rilasciato da Libersind oggi) scriveva:
In questa ottica per il Sindacato la vendita delle componenti passive delle torri e degli impianti è una scelta politica , inserita nel piano industriale per dare momentaneo e apparente ossigeno alle casse RAI e lascerà , a conferma di quanto detto in precedenza, a chi le acquista la possibilità di sfruttare le enormi potenzialità del digitale proprio al nuovo proprietario del sito che potrà, in quanto possessore anche dei tralicci, moltiplicare gli apparati e riscuotere un congruo affitto.
concludendo che:
Il 2011 si prospetta , per la RAI, anno di eccezionale attività e senza la professionalità e le forti motivazioni dei lavoratori di Rai Way l’anticipazione dello swich off potrebbe diventare molto difficoltoso e ciò sarebbe un danno per l'intero sistema Paese: questo non è accettabile e ancora meno condivisibile.
Mi permetto di aggiungere che in quello stesso piano industriale viene citato esplicitamente un punto riguardante il rilancio della radiofonia e che al di là di questo rilancio RAI Way lo scorso anno aveva già annunciato ufficialmente le intenzioni di dar corso al dispiegamento della nuova infrastruttura - condivisa tra soggetti pubblici e privati - per la diffusione in Italia di multiplex di radio digitale DAB+/DMB.
Mi rendo conto che stare a discutere di queste cose in un momento come questo, con una crisi economica e occupazionale con ben pochi precedenti nella storia recente, e proprio mentre Parlamento e opinione pubblica si lacerano sulla questione degli scandali festaiol-sessuali e soprattutto sulla manifesta incapacità e vuoto propositivo dell'attuale governo, può apparire insensato. E di fatto lo è. Non possiamo certo metterci a discutere di radio digitale in una nazione che rischia, bene che vada, un lungo periodo di crescita zero. Persino i gravi rischi che corre la piccola imprenditoria privata sul digitale televisivo terrestre può passare in secondo piano.
Resta il fatto che ancora una volta in Italia non riusciamo a metterci allo stesso livello di nazioni europee che optano per strategie di liberalizzazione del tutto analoghe a quelle proposte dal Piano Industriale della RAI di Mauro Masi. Nella ridente landa del bunga bunga purtroppo le obiezioni formulate dalle organizzazioni sindacali appaiono purtroppo quanto mai motivate. Alla fine c'è da scommettere che gli asset di RAI Way da pubblici diventeranno privati e personalmente non do molto credito alle smentite di Dmt: è molto probabile che uno degli acquirenti sia la società fornitrice di Mediaset (nel fatto in sé non ci sarebbe niente di male, se Mediaset, concessionaria dello Stato, si limitasse a fornire ai concittadini un servizio televisivo, non anche mezzo parlamento, un premier e una compagine governativa).
Tornando alla questione del DAB+, ritengo a questo punto che anche se la crisi non esistesse e questo paese crescesse al 4% annuo invece dello 0,4 la famosa infrastruttura condivisa non si farà quest'anno - causa probabili elezioni anticipate - e neppure l'anno prossimo. Aspetteremo fiduciosi il prossimo piano industriale.

transmediale festival di Berlino: radio protagonista

Al festival transmediale.11 di Berlino, dedicato alla digital art e appena apertosi nella capitale tedesca dove sarà in corso fino a sabato, sarà protagonista anche la radio degli attivisti e quella digitale open source. In questo momento e fino alle 4 del pomeriggio, Mathias Coinchon dell'EBU parla degli mmBtools, messi a punto dalla CRC, per la trasmissione DAB "software defined" accessibile a tutti.
La giornata di apertura del festival, il primo febbraio, ha visto in calendario due seminari: Radio Tactics e Radio Magic. Ieri è stata la volta di Test Signals, un progetto che avvicina gli aspetti politici, artistici e pratici dello spettro. Gli eventi sono stati organizzati da SourceFabric, una organizzazione giornalistica indipentente che ha messo a punto una piattaforma open source per la calendarizzazione e la remotizzazione della stazione radio (il progetto Airtime).

On 1 February 2011 transmediale.11, festival for digitial art and culture, opens its doors at the Haus der Kulturen der Welt in Berlin. Visitors gain insight into the latest developments of digital art and culture through audiovisual live performances, film screenings and open studios. For the first time in the history of transmediale an artificial intelligence takes part at the festival.
As a very special opening guest Derrick de Kerckhove will introduce Angel_F, an evolutionising spyware entity, at transmediale.11’s opening night. Furthermore Canadian artist Herman Kolgen presents his newest work, the video projection DUST (2011), for the first time ever in Germany. Kolgen – who likes calling himself an “audiokinetic sculptor” – sees this piece in reference to Man Ray’s famous photographic piece, Élevage de poussière, (Dust Breeding, 1920).
Immediately afterwards the workstations and open studios of artists like Heath Bunting and Christin Lahr will be launched at the Open Zone and in the HacKaWay – these are participatory projects addressing the Open Web and its culture. The artist and filmmaker Reynold Reynolds premieres his cycle The Secrets Trilogy in full length as a 3 channel video installation; its third part, Six Easy Pieces (2010), which is based on the book Six Easy Pieces: Essentials of Physics explained by its most brilliant teacher by legendary physicist Richard P. Feynman, even being a world premiere. Reynold (de)constructs film as a perfect synthesis between art and technology in reference to a time when artists and scientists were still moved by similar concerns, not seldomly in personal union.
The American artist Paul Vanouse is best known for his performative installations und molecular biological live labs. In his performance Latent Figure Protocol he experiments not only with his own DNA but also with the genetic fingerprints of “wanted criminals”. Another highlight are the modified Braun Tube televisions which Japanese artist Ei Wada uses as musical instruments and light synthesizers for excitingly rhythmical performances. The DJ session by Crowd vs the DJ with Christopher Doering & Jay Cousins will be followed by a performance of the American multimedia artist and “videomusician” Gabriel Shalom who will round out the evening with a set of audiovisual compositions on the Café Stage.

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Shortwave crackles, but at least it works


Cominciano ad arrivare anche qui le cronache del ciclone Yasi che sta devastando il Queensland in Australia. Il peggio sembra passato, il fenomeno è stato retrocesso a scala 1 (da 5), ma sono ancora possibili folate di vento a 100 chilometri all'ora. In queste condizioni l'emittente di Stato australiana ABC sta dimostrando una eccezionale capacità di coverage. Le autorità, conscia dei danni infrastrutturali che possono includere il blocco dell'erogazione di energia e il collasso delle antenne radio locali, hanno invitato la popolazione a munirsi di apparecchi riceventi alimentati a batteria e di restare sintonizzati sui programmi di ABC per il Queensland ripetuti attraverso le frequenze in onde corte di Radio Australia. Le due frequenze impegnate in questi giorni sono 9710 di giorno e 6080 di notte (noi siamo a circa 12 ore dall'Australia, per noi l'ordine è invertito). Una pagina dedicata alle notizie sull'evento riporta tutte le informazioni e permette di ascoltare via Internet, dove si può, i programmi radio e tv, persino il blocco sugli Ip geografici non australiani è stato tolto per consentire a chiunque di guardare anche i programmi televisivi in streaming.
Christian Diemoz, che ha monitorato le frequenze in onde corte appena citate e altre di Radio Australia che hanno ripreso la copertura minuto per minuto dell'arrivo del ciclone (ieri dopo mezzogiorno da noi) mi racconta che «il ciclone Yasi ha toccato la costa del Queensland ancora a livello 5, sottoponendo le città in cui è passato a venti da 120 km all'ora. L'arrivo sulla costa si è avuto a mezzanotte australiana, ovvero primo pomeriggio nostro. Ora è mattina [prime ore del 3 febbraio da noi] e si possono valutare i danni. Le località più colpite, al momento, sono Cairns e Innisfail. Yasi prosegue verso l'interno, viaggiando a sud-ovest, e sta decrementando (ora è stato portato a livello 2 [1 mentre mi leggete]), ma le autorità consigliano di stare a casa se si è sulla sua traiettoria. Dal punto di vista della gestione dell'emergenza, stanno facendo un lavoro eccezionale, a mio avviso. Stamattina hanno invitato
tutta la popolazione delle aree interessate a controllare di avere batterie e radio ad onde corte, e di usarla come sostitutivo della tv, in caso di black-out (centinaia di migliaia di persone sono effettivamente rimaste al buio). Il servizio di ABC per il Queensland è stato ripetuto, oggi, su tutte le frequenze SW normalmente in uso da Radio Australia,» come i 9745 kHz ascoltati da Chris. «Come ha detto uno degli annunciatori di ABC oggi, "Shortwave crackles, but at least it works". Non sarebbe un ottimo titolo per un pezzo?»
Lo è sicuramente e me ne servo subito. Le onde corte in una situazione di emergenza che compromettono le infrastrutture locali di una zona colpita sono ancora l'unico medium efficace per fare arrivare notizie e assistenza indiretta, facilitate dal fatto che a differenza di qualsiasi altra tecnologia digitale, quella dei ricevitori a onde corte consente di usufruire del mezzo per periodi di tempo prolungati, con pochi grammi di batterie o meglio ancora grazie ai sistemi di ricarica a molla, le "radio a manovella" che si possono acquistare per pochi euro. Certo, il problema economico riguarda il mantenimento di infrastrutture in onde corte da adibire alla gestione delle emergenze come queste, ma il gioco può valere la candela se si tiene conto del numero di vite potenzialmente salvate e dell'uso che si può tranquillamente fare dei trasmettitori in onde corte fuori dalle emergenze.
Un altro esempio drammatico che colpisce tutta la comunità internazionale e milioni di egiziani in questi giorni di rivolta anti-Mubarak (lo zio di Ruby). Intorno alla mezzanotte del 27 gennaio, le dorsali internazionali che collegano gli indirizzi IP egiziani a Internet e permettono alla popolazione di accedere a servizi come Twitter e Facebook sono state spente nel giro di pochi minuti, per ordine della dittatura. Internet è tornata in Egitto solo ieri mattina, 2 febbraio, verso le 10.30 del mattino nostre. I servizi in arabo di alcune emittenti internazionali in onde corte sono stati potenziati, ma la tendenza che ha investito anche le organizzazioni più potenti e accreditate, come la BBC, ci dice che tra uno, due, tre anni una rivolta che deflagrasse in un'altra area sensibile del mondo, potrebbe avvenire completamente all'oscuro. L'interruttore di Internet, delle reti telefoniche fisse e mobili, della televisione terrestre e della radio in FM si può spegnere in un secondo. La televisione satellitare richiede alimentazione elettrica (per non dire che in passato molti regimi non democratici sono arrivati a proibire l'installazione delle parabole). Le onde corte sono piene di fruscii e evanescenza, ma da qualche parte funzionano sempre e possono essere ascoltate a grande distanza, spesso con qualità più che accettabili.

02 febbraio 2011

Autoradio d'altri tempi? Onde corte di serie sulla Smart

Curiosità. Andrea Borgnino ha scoperto che l'autoradio di serie sulla Smart riceve anche la banda dei 49 metri sulle onde corte. Mi sembra anche che il noise blanker sia piuttosto efficace.
Mica male come "in vehicle infotainment"!


Sole e clima, le possibili conseguenze di Maunder

Archiviato il ciclo solare numero 23, siamo ormai entrati ufficialmente nel numero 24, ma il sole è ben lontano dall'essere pirotecnico. Anzi, i modelli che cercano di prevedere l'andamento del ciclo producono risultati rivisti costantemente al ribasso. All'inizio di gennaio il Marshall Space Flight Center della NASA ha pubblicato le ultime stime e se i fatti le confermeranno ci troviamo indiscutibilmente in un "minimo di Maunder", una condizione solare caratterizzata da un numero di macchie estremamente basso. Secondo la NASA il picco del ciclo 24 si raggiungerà nel giugno del 2013 e avrà un numero massimo "normalizzato" di sole 59 macchie, contro al valore superiore a 110 calcolato per il massimo del ciclo 23.
Ho trovato a questo proposito un commento sul blog americano di geopolitica Fabius Maximus, in cui queste stime vengono prese in esame alla luce dei potenziali effetti di raffreddamento del clima e di conseguente impatto sui prezzi agricoli:

Summary: Yesterday we asked if food prices will continue to rise, destabilizing the third world? Today we ask the same question, with the Sun as the suspect. This takes us to the frontier of science, beyond the cartoon certainties fed to us by the news media. This is un-news, hidden from the public as these uncertainties challenge the story of human-emitted CO2 as the driver of Earth’s climate. If the sun continues to slow, and if that cools our world, then the resulting cool phase will send food prices on a one-way trip to the moon, which will rock the world. But despite the confident assertions on many sceptic website, this remains just speculation. One of the many shockwaves (low probability, high inpact) scenarios for which we should prepare — but not panic.

Naturalmente la questione della correlazione tra ciclo solare e clima è lungi dall'essere risolta, ma gli scienziati ne discutono da tempo (il post di Fabius Maximus è ricco di riferimenti ad articoli, alcuni dei quali da me già citati in passato). Qui su RP interessano soprattutto le correlazioni, decisamente più strette, ampiamente dimostrate, ma mai del tutto spiegate e forse inspiegabili, tra attività solare, attività geomagnetica e propagazione dei segnali radio. Ma tutto quello che riguarda lo "space weather" esercita un enorme fascino.

Toumaz, nuovo provider di silicio per radio digitale

La nascente industria dei sensori interconnessi, la "Internet delle cose", è un affascinante terreno di sperimentazione di tecnologie radio. Ho letto con grande interesse i comunicati che riguardano la nascita di un nuovo sistema di interconnessione - per ora, ed è questo il suo limite, non standardizzato - che potrebbe fare concorrenza a Bluetooth LE (low energy) e ZigBee, due standard interoperabili dedicati appunto all'interconnessione di reti di rilevamento, controllori remoti, impianti di allarme e domotica. La novità riguarda la società Toumaz (si chiama così perché lo scienziato che l'ha fondata è Chris Toumazou), con centri di ricerca nel Regno Unito e Taiwan, specializzata nello sviluppo di componentistica RF a bassissima potenza.
Il nuovo sistema "Telran" consente di trasmettere informazioni digitali a un tasso di 50 kilobit al secondo su distanze di 100 metri in campo aperto con alimentazioni da un solo volt (!) e una potenza dissipata di 3 mW. Il comunicato stampa è qui.
Un'altra divisione di Toumaz si occupa di radio digitale, sia per quanto riguarda i front end in radiofrequenza, sia per la parte di elaborazione della banda base. La sua proposta più recente, arrivata con l'acquisizione della taiwanese Future Waves, è il chip RF FENIX accoppiato con il processore TZ1090. Il chipset è attualmente "in produzione" e secondo i comunicati stampa Toumaz è già utilizzato a bordo della PURE ONE Flow, radio Internet/FM/DAB della Pure. Un altro front end sviluppato da Toumaz si chiama Milton. Ulteriori informazioni si trovano sul sito.

Toumaz, the leading provider of ultra-low power wireless telemetry technologies for medical monitoring and internet-connected consumer devices, announces the launch of TZ1090 (‘XENIF’) – an advanced 32-bit processor based System-on-Chip (SoC) with integrated broadcast and connectivity that provides a highly competitive, cost-effective solution for advanced cost engineered digital radios, Wi-Fi-connected photo frames and Internet connected consumer devices. This device complements the FENIX DAB+/DAB/FM CMOS RF IC that Toumaz acquired as part of its purchase of Taiwan-based Future Waves in May 2009. The TZ1090 XENIF will be available worldwide as engineering samples at the end of October 2010, with production devices available in Q1 2011.
The TZ1090 XENIF offers the most feature-rich all-in-one, 802.11a/b/g Wi-Fi plus DAB+/DAB/T-DMB/FM Linux or RTOS-based platform for easy development of Wi-Fi-connected products, including Wi-Fi/DAB+/FM and Internet radio, digital photo frames, Mobile Internet Devices, DTV Demodulators, audio docks, Hi-Fi and in-car entertainment systems.