Una bella animazione di Digital Music News (grazie a Valerio Mariani), ci fa vedere come è cambiato il mondo della distribuzione della musica commerciale dal 1983 al 2013. In 30 anni si è passati da un mercato diviso tra vinile e cassetta (!) a una galassia di canali molte delle quali addirittura difficili da spiegare, in cui comunque il compact disc mantiene una quota del 30% (OK, dopo aver raggiunto quota 95%). I dati si riferiscono ovviamente al mercato americano e sono puramente relativi, senza l'informazione che conterebbe di più: quanto valeva quel mercato nel 1983 e quanto vale oggi, in termini adeguati all'inflazione (credo che negli USA siamo intorno ai 4,4 miliardi di dollari secondo IFPI, che nel suo Digital Music Report, stima in 15 miliardi il mercato globale del "recorded" nel 2013 (in contrazione dai 15,6 del 2012). A livello globale il supporto fisico avrebbe ancora un leggero predominio, mentre negli USA la distribuzione digitale prende il sopravvento.
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24 agosto 2014
28 marzo 2013
La musica emergente di Zimbalam anche su Blackberry 10
I normali canali di intermediazione che permettevano di stabilire un contatto tra gli artisti musicali e i loro fan non potevano restare gli stessi davanti al fenomeno della digitalizzazione della musica, che come bene commerciale vive ormai a ciclo completo - dalla composizione al consumo - sul computer e su Internet. Zimbalam è uno dei nuovi canali più interessanti, perché si rivolge esclusivamente ai musicisti emergenti indipendenti proponendosi come una sorta di etichetta discografica virtuale. Il modello è abbastanza semplice e si ispira a quello che era il normale lavoro di un editore discografico. Il musicista "carica" le sue canzoni - Zimbalam propone due formule "single" e "album" per caricare rispettivamente 1/2 brani o una playlist - e da questo punto in poi la musica entra in circuito di partner che comprende store online come iTunes e Amazon, piattaforme streaming come Spotify e Deezer, mobile store come Nokia Music, e persino stazioni radio, Web radio (molto forte per esempio il legame con le Web radio universitarie di Uniradio) ma anche siti di informazione musicale e festival specializzati come il MEI. Anche X Factor ha una partnership e gli artisti hanno la possibilità di integrare il player di Zimbalan anche nei loro spazi su MySpace o Facebook. In cambio del fee di distribuzione Zimbalam riconosce ai musicisti una percentuale molto elevate delle royalties corrisposte dai vari partner ed è sempre l'artista che sceglie dove far arrivare i suoi brani e come promuoverli.
Il progetto Zimbalam nasce nel 2009 dalla società francese Believe Digital (un aggregatore di contenuti musicali a sua volta nato cinque anni prima su inziativa di Denis Ladegaillerie, ex Vivendi Universal) ed è già presente in altre nazioni, tra cui l'Italia, dove è affidata a Luca Stante. In questi giorni è stato annunciato l'accordo con BlackBerry per aprire l'access allo store virtuale BlackBerry World. Un altro segno dei tempi, considerando che un tempo Blackberry si vantava di essere totalmente immune da usi e contenuti non strettamente professionali, ma forse in questo caso anche a Zimbalam interessa arrivare a un tipo di cliente diverso.
Gli artisti - si legge nel comunicato ufficiale, potranno gestire le loro vendite grazie alla semplice e intuitiva interfaccia di Zimbalam e ai report di vendite giornalieri. Il customer support e il formato di distribuzione vengono adattati alla lingua e al Paese dell’artista. “La finalità di Zimbalam è di permettere ad artisti senza contratto di far arrivare la loro musica sulle piattaforme digitali e di trovare il loro pubblico. Siamo entusiasti di lavorare con BlackBerry, che darà agli artisti accesso a una diversa fan base contribuendo alla scoperta della loro musica” afferma Denis Ladegaillerie, CEO di Zimbalam.
Ecco il responsabile italiano Luca Stante durante apresentazione di Zimbalam al MEI 2009:
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