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16 aprile 2017

Dopo il serial TV sugli USA occupati da tedeschi e giapponesi, Amazon lancia Resistance Radio

Alternate history. No, non è un'espressione emersa in questa triste e decadente fase di fake news. La narrativa storica "alternativa" è un genere letterario consolidato, che secondo Wikipedia affonderebbe le sue radici addirittura in Tito Livio, il primo a chiedersi "che cosa sarebbe potuto succedere" se Alessandro Magno avesse deciso di espandersi verso occidente invece che verso est. Nell'800, Napoleone fu involontario protagonista di romanzi che ne immaginavano un successo mondiale, non più contrastato dalle disfatte di Russia o di Waterloo. Nel secondo dopo-guerra, i racconti di storia alternativa - che nella tradizione non anglosassone si chiamano "ucronìe" - tendono a essere classificati come sub-genere della fantascienza, anche perché spesso gli autori affrontano scenari tecnologici legati a invenzioni mancate o diversamente attribuite.
Dalle diverse ipotesi che potremmo formulare sugli esiti della Seconda Guerra mondiale sono nate le opere più celebri, a partire da The Man in the High Castle di Philip K. Dick, dove si immagina, a meno di vent'anni da una guerra finita in modo radicalmente diverso, un Nord America equamente spartito tra nazisti e giapponesi. Nel 2015 romanzo ucronico del celebre autore sci-fi fa ha ispirato un serial televisivo prodotto da Amazon Prime Video e ormai giunto alla seconda stagione. Dallo scorso marzo Amazon ha affiancato a The Man uno spin-off audio cross-platform basata su Resistance Radio, una stazione pirata che è stata introdotta nella nuova stagione del serial TV. In occasione del festival SXSW il progetto è stato presentato con l'allestimento di un vero e proprio studio radiofonico virtuale.
Questa lunga intervista apparsa su Divergence spiega che l'obiettivo di Resistance Radio - disponibile attraverso tutte le principali piattaforme streaming, da Spotify a TuneIn, e persino con dispositivi Web radio come Amazon Echo, l'altoparlante "connesso" che utilizza la tecnologia AI Amazon Alexa - è quello di mantenere vivo l'interesse nella seria anche durante l'attesa dei nuovi episodi, fornendo anche una utile sinossi a chi non si è ancora avvicinato ai contenuti televisivi. La programmazione richiede un complesso lavoro di story telling affidata a due agenzie di digital marketing: Campfire e SapientRazorfish. Persino le musiche, famosi successi dei primi rivisitati da artisti indie contemporanei, diventa un elemento importante di questa operazione, che è anche una rivisitazione del significato di contenuto radiofonico e radiodramma.
[Grazie a Francesco Delucia per la segnalazione]

09 settembre 2010

Dall'acquisto di AmieStreet/Songza nasce Amazon Radio?

La notizia ha del clamoroso soprattutto per l'importanza dell'azienda che ha perfezionato l'operazione. Amazon, il gigante del libro via Internet nonché pioniere dell'e-book (ma il 50% del fatturato online è fatto vendendo abbigliamento, scarpe, elettronica di consumo), ha annunciato l'acquisto di Amie Street, una azienda di cui finora era stata semplicemente uno dei finanziatori. Amie Street fino a ieri è stato un sito di informazione e vendita di brani musicali, uno dei tanti store con funzionalità di social network che ha permesso ai suoi iscritti di venire a conoscenza delle ultime novità dei gruppi musicali indipendenti e di acquistarne la produzione attraverso un innovativo meccanismo di "pricing" dinamico: chi scopriva i brani per primo, pagava un prezzo più basso per acquisire il diritto a prelevarlo.
E' questo meccanismo a interessare oggi ad Amazon? Macché. La libreria online, che ha già una ricca sezione musicale e video, ha puntato il suo radar su un altro servizio che Amie Street aveva in pancia da un paio d'anni. Nell'ottobre del 2008, il sito di musica "indie" aveva infatti acquisito Songza, un motore di ricerca di brani musicali che individua la musica su Internet e la suona sull'altoparlante del computer. Nel tempo Songza si è evoluto in un servizio di Web radio personalizzato che consente ai suoi utenti di allestire veri e propri canali tematici in collaborazione con i propri amici. L'elemento differenziante è che al posto della casualità di una Pandora, Songza permette di allestire le playlist da riprodurre in streaming attraverso le ricerche in un archivio di 8 milioni di canzoni.
Il fatto che adesso Amazon voglia elaborare questo concetto è certificato dalla immediata sparizione del vecchio sito di Amie. Gli utenti vengono dirottati verso un messaggio che annuncia la fusione con Amazon e invita a risintonizzarsi sulla "nuova" Songza. Quale potrebbe essere l'effetto dello sbarco di Amazon in un settore, quello della musica in streaming e del Web di tipo "radiofonico", in cui aziende al confronto microscopiche come Pandora e Last.Fm hanno già avuto conseguenze molto profonde? Non resta che restare in ascolto delle frequenze Internet di Amazon Radio.