19 febbraio 2006

Dall'Italia (?) alle Faroe, per amore del soul

Sembra la trama di uno di quei romanzi nordici di Iperborea e non posso certo escludere che la storia sia già stata raccontata. Dunque, secondo Erik Koie, di Copenhagen, l'emittente ufficiale delle isole Faroe ha un nuovo programma in lingua inglese. E' una trasmissione di soul music curata da una deejay... dal nome molto italiano, Anna Iachino. Qualche ricerca su Google riporta effettivamente alla luce dei link che citano il nome di Anna, indicandola come residente di Torshavn, il capoluogo del remoto arcipelago del Mare del Nord. Erik Koie mi ha gentilmente risposto segnalandomi di essersi personalmente accorto del programma di Anna e dicendo anche di essere arrivato alla conclusione che la Iachino possa in effetti essere canadese, ma che il suo accento, pur essendo ottimo, non sembra quello di una nativa. Che cosa l'abbia spinta ad andare laggiù, dal Canada o dall'Italia e perché dovrebbe trasmettere un'ora di soul music dai microfoni di Útvarp Føroya è proprio qualcosa che avrei la curiosità di approfondire. Anche se Erik avverte i lettori del newsgoup DXLD che Útvarp Føroya ha appena rinnovato il suo trasmettitore su 531 kHz, com'è facile immaginare l'emittente non è certo agevole da ascoltare alle nostre latitudini. Diciamo anzi che è pressoché impossibile, con la Svizzera sulla stessa frequenza. Sul portale http://www.portal.fo/?uf=play cliccando sulla sinistra su Uf Live (Media Pl.) si dovrebbe teoricamente accedere allo stream WMP dell'emittente, ma ahimé, il link non sembra funzionare. Il programma soul di Anna va in onda il martedì sera alle 20 UTC. In pratica si potrebbe provare con un ricevitore remoto della catena dei ricevitori remoti controllati via Java DX Tuners. I quali, sia detto per inciso, meriterebbero una storia a parte; per adesso provate a darci un'occhiata, cercando di individuare un ricevitore dislocato più a nord possibile in Europa. Il funzionamento è molto semplice, si sceglie una radio e la si comanda dall'interfaccia sul browser, mentre l'audio viene trasmesso via Internet all'altoparlante del vostro pc. Mentre scrivo - sono le 16.20 UTC - sto provando con un ricevitore di Edimburgo e potete ascoltare il risultato qui, sono molto probabilmente le Faroe, lingua e musica non ricordano molto il folk rossocrociato trasmesso in schwytzer duetsch da Beromuenster.
Se riuscirò a saperne di più tornerò presto su questa buffa storia di ordinaria radiofonia.



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La lenta agonia del satellite analogico

Un ambito in cui la digitalizzazione dei segnali ha avuto un clamoroso successo, per merito di uno standard ben fatto come il DVB, è quello dei satelliti televisivi. Un sito Web britannico, AnalogueSat, si dedica con nostalgica passione a quei pochi canali analogici che si possono ricevere con un vecchio decoder dell'era pre-DVB (sempre meno facili da reperire, tra parentesi). AnalogueSat ci informa anche che a partire dal prossimo 18 di aprile cesseranno le trasmissioni del World Service televisivo della BBC dai transponder analogici di Hotbird 13E. L'unica offerta analogica ancora relativamente nutrita viene dai satelliti Astra, ma il declino è inevitabile.


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18 febbraio 2006

Guai finanziari per il capanno della radio

Negli Stati Uniti i punti vendita RadioShack sono, insieme al suo celebre catalogo di vendita per corrispondenza, una icona storica per tutti gli hobbysti dell'elettronica e della radio. Secondo il New York Times, citato sul gruppo di discussione ABDX, il gruppo oggi sarebbe in gravi difficoltà finanziarie e il suo capo David Edmondson (presidente dal 2000 e amministratore delegato da meno di un anno) è sotto accusa per aver fatto crollare il titolo in Borsa e per aver mentito sul suo background scolastico. Prima aveva sostenuto di aver conseguito due lauree presso una scuola di matrice religiosa (un Bible college, come si dice da quelle parti). Poi ha detto di aver conseguito una laurea sola, ma che il diploma era andato perduto nell'incendio del suo garage. Ma al massimo ha frequentato il liceo. Per buona misura deve pure affrontare una causa per guida in stato di ubriachezza. Forse è in quello stato anche quando guida il consiglio di amministrazione. Intanto, il suo piano di ristrutturazione da 100 milioni di dollari prevede la chiusura, compresa tra i 400 e i 700 negozi, sul totale di 7 mila punti vendita. Viste le premesse, sembra l'inizio della fine per una società con una storia ultramericana, che risale al 1921, quando i fratelli Deutschmann fondarono una catena di negozi per apparecchiature radio per la marina. RadioShack fu comperata quarant'anni dopo dalla famiglia Tandy, industriali del cuoio che avevano ceduto una attività aperta nel 1919. Charles Tandy, infatti, si era appassionato di elettronica. Sotto la sua guida Tandy RadioShack fu una delle prime compagnie dell'era del personal computer, con il famoso TRS-80.
[David Edmondson ha dato le dimissioni da Ceo e presidente il 20 febbraio]

Under Fire, RadioShack Offers a Plan to Revamp
By FLOYD NORRIS - New York Times

David J. Edmondson, the embattled chief executive of RadioShack, offered two apologies to investors yesterday, one for the performance of the company and the other for having lied about his educational background. The company's stock fell to a three-year low. He announced a turnaround plan that includes the closing of 400 to 700 of the company's 7,000 stores, and dropping slow-moving items from its inventory. "RadioShack failed to achieve its financial objectives in 2005," Mr. Edmondson said in announcing that earnings were well below Wall Street expectations. "We believe that the company's strategy is sound. But we must move at a much faster pace with a greater sense of urgency." He said the turnaround plan would cost as much as $100 million. He began a conference call with investors by saying, "I would like to apologize to our investors and to our board and to people in our company for any embarrassments" that the disclosures of his misrepresentations "may have caused."

Asked in a later telephone news conference whether the company had fired other employees for submitting false résumés, he replied, "I would not want to comment on that." He also refused to comment on whether his conduct violated the company's ethics policy or to explain why he lied to reporters for The Fort Worth Star-Telegram a week ago. In that interview, he insisted that he had not misrepresented his educational background, although he conceded the company had been wrong in saying he had two degrees from an unaccredited Bible college. He said he had one degree, but that it had been burned in a garage fire. The company's board initially supported Mr. Edmondson after the newspaper published its report on Tuesday, quoting the college's registrar as saying Mr. Edmondson had attended the school but had not graduated.

But on Wednesday night the company said that Mr. Edmondson had admitted to falsifying his past and that the board would hire a law firm to investigate the issue.
RadioShack shares fell $1.67, to $19.08, hitting a three-year low of $18.80. That brought the fall in the stock price this week to 12 percent. Since Mr. Edmondson became president of the retailer in 2000, the shares are down 62 percent. Since he took over as chief executive last spring, the shares are down 27 percent. Some of the Wall Street reaction was scathing. The results "point to a company in a virtual state of collapse," said Gary Balter, an analyst for Credit Suisse. But he did not change his neutral view on the stock.

Analysts generally focused on the financial results, not on Mr. Edmondson's conduct. Donald Trott of Jeffries & Company said that neither the lying nor the fact Mr. Edmondson was facing a trial for drunk driving was "germane to an evaluation of this company." He maintained a neutral rating on the stock. The company reported that fourth-quarter profit in 2005 fell to $49.5 million, or 36 cents a share, from $130.9 million, or 81 cents a share, in the period in 2004, although sales rose to $1.67 billion, from $1.59 billion.For the full year, profit fell to $265.3 million, or $1.78 a share, from $337.2 million, or $2.08 a share, although sales rose to $5.08 billion, from $4.84 billion.
RadioShack, which failed to meet even its own reduced expectations, said it would no longer offer profit forecasts. It hired Accenture, a management consulting firm, to help it find ways to reduce overhead expenses.The company said it had suspended its share repurchase program, which was greatly increased in 2005, when it spent $625.8 million on repurchases at an average price of about $25 a share, up from $251.1 million at a price of more than $36 a share the year before. Over those two years, it spent $268 million more than the shares are now worth.
David G. Barnes, the chief financial officer, said the repurchases would not resume until it was clear the company was meeting its cash flow targets for the year. He added that the company was determined to preserve its investment grade bond rating and said the decision to suspend repurchases did not reflect management's opinion of the stock's value. The company said part of the shortfall in profit came from a write-down of $62 million in its inventory as part of the revamping plan. It also cited higher-than-expected costs of switching to offering Cingular rather than Verizon mobile telephones.



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17 febbraio 2006

I creativi sovversivi dell'etere londinese

Un bell'articolo dal Media Guardian (che poi sarebbe la sezione mediatica del quotidiano britannico progressista Guardian) di oggi parla del vistoso fenomeno delle stazioni pirata inglesi, di cui Radiopassioni si è occupato a gennaio. Nella sola area di Londra, secondo il giornale, arrivano a trasmettere nei weekend fino a 80 stazioni, il doppio nell'intera nazione. La polizia e la locale Authority, l'Ofcom, prendono estremamente sul serio il fenomeno, non solo per le interferenze causate alle radio commerciali e agli altri servizi, navigazione aerea inclusa, ma anche per i possibili legami tra le stazioni e le organizzazioni criminali e le bande giovanili. Ma si sottolinea anche il ruolo che le pirate in FM possono avere nella diffusione di nuovi gruppi musicale e perfino nella carriera dei deejay, in grado spesso di scalare i gradini della gerarchi dall'emittenza pirata alle maggiori stazioni autorizzate. Con la troppa repressione si rischia come al solito di buttar via il bambino con l'acqua sporca.

Bouncing the illegal broadcasters off the overcrowded airwaves
Is pirate radio a public nuisance linked to crime or breeding ground for talent?

Owen Gibson, media correspondent

Friday February 17, 2006
Guardian

An expectant crowd is waiting eagerly for Bounce FM to take to the airwaves. But their enthusiasm does not stem from a passion for the hip hop on offer. The crowd is in a police station in south London, and the delay is caused by the fact that the planned raid on the pirate station cannot take place until it begins broadcasting. After two hours of silence there is a crackle then a burst of enthusiasm as a budding DJ takes to the air. "You're locked in to Bounce 97.6 on your FM dial," he exclaims, as two enforcement officers from the media regulator Ofcom track the signal, followed by a police car and a van containing 10 police officers.
Minutes later the convoy swoops down the ramp of a local car wash, where the tinny strains of rapper Lil' Kim's Lighters Up can be heard emanating from a graffiti covered office disguised, not altogether convincingly, as a CD shop. The two officials bag up the record decks, CD mixer, computer, mobile phones, transmitter and stacks of CDs that allow Bounce FM to broadcast. As police arrest the DJ and joint station owner each wears an air of amused, weary resignation confirming the raid as the latest move in their game of chess with the authorities. On previous form, the station could be back on air in hours.
Meanwhile, another Ofcom team is alerted on top of a tower block two miles away. They take down the transmitter that has been broadcasting the station to listeners within a five mile radius. This raid is just one of many and marks the beginning of a renewed clampdown on pirate radio amid warnings that London's airwaves are now saturated with illegal stations that interfere with emergency services and commercial rivals.
Ofcom, which has responsibility for investigating illegal broadcasts, plans to press for the courts to issue heavier penalties after recording a significant rise in the number of pirate stations on air during the past two years. It argues that the popular image of music enthusiasts operating on the edge of the law hides links with drugs, guns and organised crime.
New figures show that Ofcom targeted 177 stations in the past year, securing 58 convictions. But officers from the regulator's enforcement unit told the Guardian that stations are often back on air hours after being raided and having their equipment confiscated. The more established stations with sizeable followings are able to kit out a studio and buy a transmitter for less than £3,000, while raking in up to £5,000 a week in advertising revenue.
In addition to advertising income, up and coming DJs are charged a fee of between £10 and £20 an hour for the privilege of playing and the stations often have links to local nightclubs. At weekends there are now more than 80 pirate radio stations operating in London and more than 150 around the country.
Apart from interfering with emergency services, air traffic control, the Ministry of Defence and commercial stations, Ofcom claims there is often a direct link between pirate radio and organised crime. Raids on studios have uncovered firearms and other weapons, while police report an increase in violent confrontations between rival broadcasters battling for possession of vacant slots on the FM dial. They also report an upsurge in the amount of transmission equipment stolen to order from local BBC and commercial stations.
"People's behaviour has changed. In the past they would allow us to get on with our jobs. People are now more volatile, more protective of the equipment and more likely to make verbal and violent threats," said Paul Mercer, Ofcom's head of operations in London and the south-east.
In an effort to combat the growing problem Ofcom has reorganised its enforcement unit. Around 125 staff work in the field operations unit that has responsibility for policing the airwaves. A new division will concentrate solely on longer term investigations, in particular the links between pirate radio stations and their advertisers, their connections with nightclubs and the black market supply of equipment. Having incessantly promoted a club night on air, the operators of the station will often run it themselves, profiting from admission fees and bar takings. Sometimes, say officials, a nightclub owner may not even know their venue is being used for an illegal event. Police say that money raised through advertising is also sometimes used to buy drugs to sell at these nights. Talk radio stations, while rarer than those pumping out music, can also present particular problems. Pirate radio stations in Birmingham were accused of spreading rumours of the rape of a West Indian girl by a gang of Asian men that contributed to riots in October last year. Others argue that pirate stations take advantage of young DJs and MCs by charging them to appear. At Bounce FM a notice on the wall reminds DJs to pay their £10 an hour subs to "keep Bounce bouncing".
Local councils also report an upsurge in the nuisance and damage caused by pirate stations gaining access to the rooftops of high rise tower blocks in order to erect their transmitters, often scaling the balconies of blocks of flats or leaping from one rooftop to another. According to Mr Mercer, some use metal masts up to 50ft high, which then have to be taken down by specialist scaffolders at a cost of £1,000 a day. DJs and artists argue that pirate stations, typically offering a steady diet of grime, rave, hip hop, R'n'B or reggae music, provide a breeding ground for new talent and an outlet for music that otherwise receives little exposure.
Dizzee Rascal, Kano, Shystie and Sway are among the British artists who put their success down to the network of pirate radio stations and attendant club nights that criss-cross the capital. DJ G Money, who for almost 10 years ran the south London pirate Bassline and is now a news presenter for the BBC's digital urban music station 1Xtra, said such stations played a vital role. "There is always going to be a kid in his bedroom in east London who has made a CD and gives it to his mate to play that night. There is less of a gap between the street and mainstream than there was, but there's still a gap," he said. But he accepted that pirate stations had become less organised, with more confrontation and less cooperation. "A lot of the structure has gone. We had our own rules that everyone adhered to," he said.

Hot buttons
Popular pirate stations include:

94.6 Kool FM (old skool drum & bass) - Wapping based station has been running for 15 years, playing drum and bass music. Had transmitter seized last October.

95.5 On Top FM (grime, eski) Launched a year ago to for growing number of grime DJs, MCs and producers making their own tracks in south London.

97.9 Bassline (R&B, hip hop, ragga) South London station founded in 1993, playing urban music. Co-founder G Money is now a news presenter on BBC 1Xtra.

101.1 Naija FM (African) Mix of African music and talk. Based in Plumstead and Wapping. Had two transmitters seized in past year.


MediaGuardian.co.uk © Guardian Newspapers Limited 2006


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QSL (e suoni) dal nostro passato

Dalle pagine personali del DXer e OM austriaco Christoph Ratzer, segnalo due notevoli entries nella sezione dei link esterni. Si tratta di pagine in tedesco, ma entrambe di facile navigazione. La prima è Kurzwelle Historisch una fonoteca di registrazioni di emittenti storiche. Clip brevi ma significative delle voci delle onde corte di trenta o quarant'anni fa, davvero notevole. Quasi tutte le registrazioni sono accompagnate dalla riproduzione delle cartoline di conferma (QSL) originali. Le QSL sono protagoniste delle pagine di Martin Elbe, attivissimo DXer tedesco. Il materiale raccolto da Martin proviene dalla sua raccolta personale e risale in genere agli anni settanta e ottanta.
Ma quando si parla di QSL un riconoscimento particolare va a un altro Martin tedesco, Martin Schöch, il cui ormai leggendario sito QSL Information Pages, QIP per gli amici, raccoglie dal 1997 i dettagli sulle conferme ricevute dai DXer di tutto il mondo. In questi giorni QIP ha superato le 50 mila QSL segnalate da 10 mila stazioni di 243 "radio countries", senza contare le aree target delle emittenti clandestine. Al servizio QIP è anche possibile abbonarsi: per cinque euro all'anno si possono ricevere regolari aggiornamenti sottoforma di file Excel per ciascuna area geografica principale.


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Onde corte internazionali: fame di frequenze

Si è chiusa in queste ore in Cina, nell'isola di Hainan, la quarta Global Shortwave Coordination Conference promossa da HFCC, ABU (Asia-Pacific Broadcasting Union)-HFC e ASBU (Arab States Broadcasting Union). Tema centrale della conferenza, organizzata anche in previsione della prossima WRC-07 di Ginevra, la richiesta di maggiori spazi nello spettro di frequenze delle onde corte, dove l'affollamento regna sovrano malgrado i vistosi fenomeni di chiusura delle attività in queste bande da parte di alcuni grossi broadcaster. Ecco il testo del comunicato finale che riassume alcune delle posizioni riportate in un position paper disponibile a questo indirizzo:

Shortwave broadcasters attending the 4th Global Shortwave Coordination Conference in Hainan, China, have made a strong case for more channel frequencies and asked national spectrum regulators all over the world to support their cause at the ITU’s World Radiocommunication Conference 2007 (WRC-07).
The ABU’s Head of Transmission Technology and Spectrum, Sharad Sadhu, said the shortwave broadcasters had clearly demonstrated the need for additional spectrum to meet the requirements of their ongoing services and overcome current congestion in the allocated spectrum in the 4 – 10 MHz band.
Availability of additional frequency channels is one of the biggest problems faced by shortwave broadcasters as the available quota of channels is being densely used. WRC-07 will look at this requirement with a view to making more channels available for shortwave broadcasting.
More than 130 frequency managers of 60 shortwave broadcasters attended the meeting. The delegates addressed frequency channels for 7,350 daily transmissions and improved 19 percent of the interfered shortwave radio service.


Evidentemente, tra tagli di budget che colpiscono operatori come la VOA, l'abbandono delle onde corte da parte di altri (vedi la Svizzera), le onde corte continuano a essere un medium molto attivo. E di conseguenza interferito. Se i broadcaster tradizionali abbandonano, cresce il numero di quelli indipendenti, semi-ufficiali, commerciali e soprattutto religiosi, che sempre più affittano ore di trasmissione proprio sugli impianti lasciati inattivi dagli ex colossi del broadcast internazionale. La High Frequency Coordination Conference riunisce una sessantina di organizzazioni di 30 Paesi, con l'obiettivo di coordinare e ottimizzare l'uso dello spettro HF, evitando le interferenze reciproche. In totale, la HFCC rappresenta circa il 75-80% del totale delle trasmissioni attualmente effettuate sulle onde corte. Il sito della Conferenza ha una sezione dedicata alla programmazione, con tutte le schedule (orari e frequenze) della stagione in corso.



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I progressi del DRM

Secondo Jean Paul Arends, dell'headquarter europeo di Sangean in Olanda, interpellato al proposito da Andrea Borgnino, il costruttore taiwanese rilascerà i suoi ricevitori DRM il prossimo autunno, «non appena saranno disponibili i chipset di Radioscape, RS-5500». Il sito di Radioscape riporta la copia PDF dell'articolo della rivista Shortwave Magazine dedicato a questo modulo: DRM makes good progress. Ricordiamo che il modulo Rs-5500 integra capacità DAB, DRM e AM/FM analogiche e promette di essere quanto mai interessante, anche per l'ascolto della radio "convenzionale".




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16 febbraio 2006

L'EBU si accorge del problema DRM

Si sono mosse un poco le acque dopo la lettera che il DXer svedese Ullmar Qvick ha scritto all'EBU per lamentarsi della sperimentazione del DRM su canali come i 594 kHz della radio croata, in orari notturni che possono disturbare ancora di più la ricezione sui canali adiacenti. Ullmar mi scrive segnalandomi di aver ricevuto un feedback da parte di un ingegnere dell'EBU:

Dear Sir,

We are considering, at the technical department of the EBU, the interference
cases mentioned in your e-mail below. Concerning the co-channel interference
case on 594 kHz, we have already informed the concerned broadcasters about
the complaint.

In order to be able to assess the situation, we would appreciate to have
answers on the following questions:

- What type of AM receiver is used, what sensitivity and selectivity does it
offer?
- What type of antenna is used?
- What are the levels of the received wanted signals on the different
frequencies mentioned in your e-mail?
- What is the time of listening?
- When the interference by DRM is encountered, during the day or the night
time?

Looking forward to receive your response,

Best regards,

Walid SAMI
Senior Engineer
Technical Department


Ullmar precisa di aver già risposto a Sami con le informazioni richieste. Anche un ascoltatore austriaco avrebbe preso contatto con Radio Croazia e l'EBU sta informando altri broadcaster. Sono tutte preoccupazioni lecite per uno standard che pur essendo pensato per convivere con i segnali analogici, sta per il momento provocando più disagi che vantaggi. Anche considerando il fatto che con il DRM la radio rischia di diventare non un mezzo di comunicazione di massa, ma un hobby per pochi fortunati che posseggono computer, software, convertitori di media frequenza e competenze tecniche... Davvero un bel progresso. Dall'Inghilterra arrivano del resto conferme sulle perplessità relative a un eventuale switchover (spegnimento) pianificato per le trasmissioni analogiche. Sul gruppo di discussione del British Dx Club Mike Barraclough cita un brano di Radio Times in cui il portavoce del Dipartimento inglese per la Cultura, i Media e lo Sport dichiara:

"The circumstances for radio and TV are very different. To take a few
examples: consumer take up of digital TVs is 66% but for DAB the
figure is about 8%. It's not currently economically viable for all
existing small scale analogue stations to broadcast digitally: and
unlike TV, there is no significant profitable use forseen for the
released spectrum (i.e. the frequencies on which analogue broadcasts
are made, which would become free for other uses after a digital
switchover)."
Grazie per questo sano pragmatismo britannico. Diversamente da quanto sta accadendo per la tv, spegnere la "vecchia" radio sarebbe costoso e inopportuno, in un mercato che è ben lontano dall'essere preparato a una offerta solo digitale. E se la sperimentazione del digitale provoca tante interferenze, a fronte di una limitatissima possibilità di ascolto, che senso avrebbe portarla avanti?
A proposito di EBU, conversando con Andrea Borgnino attraverso il nuovo servizio di chat di Google Mail (da provare), vengo anche a conoscenza di un interessante convegno in preparazione proprio in casa EBU a Ginevra, Multimedia Meets Radio and Tv 2006. L'evento si terrà nella città svizzera dal 23 al 24 di marzo prossimi. Tra gli interventi, c'è per esempio una presentazione dell'RDS Radiotext Plus, un radiotext esteso sviluppato congiuntamente da Westdeutscher Rundfunk e Nokia. Radio Text plus, mi piace. Tutti ottimi modi per aggiornare l'analogico e non essere costretti a passare a un discutibile digitale.


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15 febbraio 2006

Il fascino dell'Enigma

Attraverso il suo efficiente servizio di segnalazione, Amazon.com mi avverte dell'imminente uscita di un libro di Rebecca A. Ratcliff, storica dei sistemi cifrati, dedicato a uno degli aspetti di maggior fascino della seconda guerra mondiale: la guerra dei codici tra forze alleate, in particolari inglesi, e i tedeschi, in particolari i codici navali utilizzati dai sottomarini U-Boat. Il testo si chiama Delusion of Intelligence : Enigma, Ultra, and the End of Secure Ciphers e sta per uscire per i tipi della Cambridge University Press. Una pagina Web del prestigioso editore corregge il dettaglio sulla data di uscita fornita da Amazon (la disponibilità viene annunciata per luglio 2006) e fornisce qualche informazione in più sul contenuto, che si sofferma su una analisi dei successi e insuccessi dell'intelligence britannica e tedesca. L'argomento viene discusso da quando, negli anni settanta, le autorità inglesi squarciarono il velo del segreto di stato sui documenti relativi alla missione Ultra, monumentale sforzo che a partire da un lavoro originariamente svolto dall'intelligence polacca sui sistemi crittografici tedeschi, consentì agli inglesi, coadiuvati da cervelli matematici del calibro di Alan Turing, di "crakkare" la codifica della macchina Enigma. Fu un lavoro seminale in tutti i sensi. Col senno di poi la capacità di leggere il traffico radio tra le basi tedesche e la flotta di sottomarini nell'Atlantico e nel Mediterraneo diventò uno dei riconosciuti fattori determinanti della vittoria alleata, specie nella campagna d'Africa. In parallelo, le ricerche svolte da Turing e compagni sui sistemi di calcolo automatico utilizzati per la decodifica diventarono un fondamento della cibernetica e informatica moderna. La Ratcliff, una storica che ha lavorato per la National Security Agency affronta non tanto l'aspetto della matematica di Enigma, ma l'uso che è stato fatto delle informazioni raccolte grazie alla sua decrittazione. Se Ultra ha avuto un successo così formidabile, il motivo sta essenzialmente nel non aver mai fatto trapelare il benché minimo dettaglio sulla missione. Per tutta la durata della guerra, i tedeschi rimasero convinti che i loro codici fossero inviolabili.
Perché una questione apparentemente tanto oscura e specialistica è di interesse radiofonico? Perché paradossalmente le onde corte vengono tutt'ora utilizzate per l'invio di messaggi cifrati o almeno così sono (ragionevolmente, aggiungo io) convinti gli esperti che seguono le trasmissioni delle misteriose number stations. Sono stazioni che, come indica il loro stesso nome ufficioso, trasmettono lunghe sfilze di gruppi di lettere o numeri, esattamente come gli U-Boat di 65 anni fa. Criptati all'interno di questi numeri, con meccanismi di sostituzione polialfabetica che rendono particolarmente complessa la decrittazione, sembrano essere nascosti i messaggi e le istruzioni disseminati tra le reti di agenti di vari servizi segreti nazionali. Uno dei più attivi tra questi, dicono gli appassionati del genere, è, tuttora, il servizio israeliano. All'epoca della guerra fredda era ancora più attivo il blocco dell'Europa orientale. Le number stations utilizzano normlamente frequenze "fuori banda" comprese tra 5 e 17 Mhz, spesso in fonia, a volte in grafia. La newsletter World Utility News ha una sezione dedicata a questo tipo di ascolti e uno dei siti Web migliori attraverso cui ricevere informazioni di background è la famosa pagina Shortwave Espionage di Simon Mason.
La bibliografia su Enigma è sterminata. Perfino lo storico e romanziere Robert Harris ha dedicato un racconto molto realistico sulla mitica squadra di Bletchley Park, il quartier generale della SigInt britannica durante la guerra. Una sede che oggi ospita il National Codes Centre e non solo può essere visitata da turisti e appassionati di storia e matematica ma organizza anche dei ricevimenti di matrimonio! Tra le risorse di Internet sulla crittografia, un argomento molto tecnico che purtroppo non sempre viene affrontato con la necessaria competenza, vorrei segnalare la mailing list Intelligence Forum, la rivista accademica Cryptologia e naturalmente Crypto-Gram, newsletter di uno dei massimi esperti mondiali in materia, Bruce Schneier. In Italiano, un testo di riferimento è quello di Corrado Giustozzi per Apogeo, Segreti, Spie e Codici Cifrati. Di uno dei coautori di questo eccellente libro, Enrico Zimuel, esiste un sito Web con alcuni articoli introduttivi.


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12 febbraio 2006

Lontane da dove?

All'appassionato di radioascolto tocca a volte di spiegare la natura del suo hobby a chi la radio magari l'ascolta tutto il giorno, senza nemmeno sospettare che i suoi segnali possano arrivare così lontano. Spesso sono i perfetti sconosciuti a chiedertelo, magari su una spiaggia, dopo averti visto fare strani riti voodoo con l'antenna per catturare una stazione FM. Che fai? Ascolto una stazione lontana. Lo sguardo si fa strano, a metà tra stupore (la radio, per definizione, se è troppo lontana "non si sente") e riprovazione (manco avessimo confessato una perversione particolarmente insana). Uno su cento ha sentito parlare di radioamatori dal nonno o dal cugino CB. Ma tutti, invariabilmente, aggiungono: quanto è potente, la tua radio? Nessuno immagina che non si tratta di potenza, ma di sensibilità rispetto a segnali che, essendo appunto lontani, sono molto deboli. Ma in genere, quello che l'occasionale curioso intende chiedere è qual è la distanza massima percorsa da un segnale.
Già, qual è la distanza massima? Per capirlo bisogna prima spiegare che un segnale, nelle semplificazioni fatte da chi studia la propagazione, percorre tra stazione emittente e ricevente un arco del meridiano, la distanza geometricamente minima che unisce questi due punti. Questo non è sempre vero, a volte i segnali distanti percorrono strade diverse, seguendo la variabile geometria della ionosfera e arrivando da direzioni anomale. Dando per buoni tale presupposto e una geometria sferica perfetta, è facile intuire che la distanza massima tra due punti è pari alla metà della circonferenza terrestre, un po' più di 20.000 chilometri. Neanche questo è sempre vero: ci sono casi in cui il segnale percorre sì un arco di meridiano, ma nel senso di maggior lunghezza tra due punti che non siano perfettamente agli antipodi (propagazione
long path). Ma dato che si deve semplificare, diciamo che la "potenza" di una radio le permette di ricevere stazioni anche a 19, 20.000 di distanza. Sarebbe però sbagliato pensare che sulle onde corte una stazione molto lontana sia automaticamente difficile da ascoltare. La correlazione distanza difficoltà spesso riguarda piuttosto le onde medie, dove si ascoltano essenzialmente stazioni locali a potenza bassa e le distanze molto lunghe richiedono anche particolari condizioni di insolazione (cioè di bassa o nulla insolazione) e ci sono tracciati che i segnali semplicemente non possono percorrere.
Sulle onde corte ricevere una stazione antipodale non è affatto difficoltoso, come dimostra la generale facilità di ascolto di Radio New Zealand International in Italia. La potenza di emissione può essere importante, ma conta soprattutto l'efficienza del sistema di antenne in trasmissione e ricezione e la direzionalità favorevole dell'antenna emittente. Ma su tutto dominano le condizioni di propagazione, che possono essere incredibilmente variabili. Ieri, sabato, sono finalmente riuscito a scappare fuori Milano e una volta uscito dalla cappa di rumori elettrici che ormai blocca qualsiasi velleità di ricezione seria in diverse zone della città, mi sono divertito a verificare le condizioni di ascolto, sulle onde corte, di alcune emittenti broadcast internazionali che in genere vengono considerate difficili e più impegnative da ascoltare. Il ricevitore è un decente Icom R75 con una antenna ad alta efficienza come la K9AY, ma in realtà, con le buone condizioni di sabato, per certe stazioni sarebbe bastato molto meno, anche un semplice portatile con antenna stilo. Le stazioni geograficamente più lontane dall'Italia sono ovviamente tutte affacciate sul Pacifico e dall'area arrivavano parecchie cose, in particolare alcune rappresentanti della radiofonia religiose di denominazione riformata (quando non fondamentalista cristiana) americana che oggi costituisce una buona fetta del mondo broadcast non governativo sulle onde corte. Piuttosto rara, per esempio, è KNLS di Anchor Point, in Alaska, che in questi giorni sembra arrivare molto bene su 9615 kHz (alle 9 UTC in russo, alle 10 in inglese). Ieri era fenomenale il segnale di KHWR World Harvest Radio, dalle lontane Hawaii, fino alle 11 UTC su 11565. A quella stessa ora si può sentire la chiusura del programma in cinese di KTWR dall'isola del Pacifico di Guam su una libera 12130 kHz. Su 9965 la presunta stazione religiosa T8BZ/Voice of High Adventure, da un'altra isola dei mari del Sud, Palau. Scrivo presunta perché in cinese non è facile da identificare, ma secondo le ultime informazioni disponibili dovrebbe proprio trattarsi della stazione che fino a pochi anni fa trasmetteva con il call KHBN. L'unico elemento identificativo è un sito Web annunciato con tanto di spelling in inglese, di Gospel/Fuyin Radio www.fuyindiantai.org. Ora il call è cambiato e T8BZ dovrebbe trasmettere anche in inglese tra le 10 e le 11 su 15725 kHz. Mentre scrivo, domenica mattina, ancora al riparo dai rumori milanesi, il segnale è debolissimo, distinguo a mala pena la lingua, alle 11, ora di chiusura quando viene menzionato un indirizzo postale, il Box 66 che in effetti corrisponde a quello di Koror, capitale dell'isola, usato da T8BZ. E debole, anzi inesistente era stamane il segnale di Radio New Zealand, di solito abbastanza robusto su 9885 kHz fino alle 11.
Quelle descritte sono stazioni lontane e piuttosto rare, perché relativamente poco potenti e condizionate dal quadro propagativo. In altri casi la difficoltà è legata all'uso di frequenze più o meno interferite, da rumori o altre stazioni. Voice of Mongolia, ora in inglese dalle 10 alle 10.30 UTC su 12085 era sempre stata in passato una bestia rara, almeno per me. Ora il canale è libero e quando il rumore di fondo è virtualmente nullo, come in Liguria dove mi trovo ora, la ricezione è quasi perfetta. Un altro fattore importante è la stagionalità. In inverno si possono sentire curiosità come le stazioni brasiliane locali dei 31 metri anche al nostro mattino: ieri verso le 8 e 45 UTC c'erano due o tre segnali, come 9645 e 9615 (dove il Brasile interferiva l'Alaska!). La stagione attuale è interessante anche per l'Africa nei 41 metri. Ieri per esempio c'erano diverse stazioni dal Corno d'Africa, regione di cui ho scritto poco tempo fa. Non ero mai riuscito a sentire così bene l'Eritrea su 7175 kHz, verso le 15.30 in lingua locale, poi coperta da Radio Nederland alle 16 e di nuovo libera alle 17.20 con notizie di calcio in possibile arabo e alle 17.30 in somalo, col programma "clandestino" Voice of Somali People. Piuttosto forte anche l'Etiopia, con la radio di stato su 7165,13 in parallelo con 9560,02, in inglese e l'indipendente Radio Fana su 6940 in parallelo con 6210 kHz. Una curiosa stazione dall'esotica base americana nell'Oceano Indiano, Diego Garcia, è l'American Forces Network ripetuto in USB (banda laterale superiore) su 4319, un canale normalmente adibito al traffico radio marittimo utilizzato a beneficio dei militari.
Insomma, le onde corte saranno in declino, ma garantiscono ancora tanto divertimento e innumerevoli spunti di approfondimento culturale. Le stazioni che ho sentito in queste poche ore di vacanza non sono né troppo scontate né tremendamente impegnative. Il ricevitore deve essere sufficientemente sensibile e selettivo e nel caso di 4319 kHz deve essere equipaggiato con un circuito, chiamato BFO (oscillatore locale di battimento), per demodulare le'missione in banda laterale unica (è una modalità trasmissiva alternativa alla modulazione di ampiezza vera e propria, che di bande laterali ne trasmette due, speculari l'una dell'altrau, tilizzata da radioamatori e professionisti per ottimizzare la larghezza di banda e la potenza di emissione disponibili). Un grado di difficoltà media che può richiedere una certa esperienza d'ascolto, di assuefazione al sound abbastanza peculiare delle onde corte, dove le stazioni hanno poche migliaia di Hertz di banda audio utilizzabile, non i 25 kHz stereofonici dell'FM e dove voci e musiche appaiono ovattate perché devono sacrificare tutti i toni alti. Nessun DX genuino, in questo breve fine settimana invernale? Beh, le onde medie promettevano bene dal Nord America tra venerdì e sabato, molti erano i segnali già verso la mezzanotte UTC e ampia l'escursione di frequenze attive, in una banda che alle nostre latitudini offre normalmente aperture concentrate in una porzione ristretta di canali. L'unica segnalazione di un certo rilievo è il servizio interno del Bhutan, piccolo stato himalayano che nel corso dell'inverno, in corrispodenza della sua alba, riesce a bucare per non più di 30, 40 minuti la non facile banda dei 49 metri, condivisa tra potenti broadcaster internazionali e stazioni locali a bassa potenza. Il Bhutan apre i programmi all'una UTC e quando va bene riesce ad arrivare fino all'1.30 o poco più prima che l'assorbimento del segnale determinato dal progressivo aumento dell'insolazione comincia a farlo sparire. Per questo durante la stagione estiva, quando il sole sorge presto, è ancora più raro. Questo è un buon esempio di segnale locale non particolarmente lontano ma relativamente difficoltoso, per molte ragioni. La stagionalità e le condizioni propagative sono due complicanze importanti, unite alla bassa potenza di emissione, 50 kW. Ascoltando l'audioclip che trovate qui, si può osservare la presenza di un altro ostacolo, tipico delle condizioni di ricezione un po' al limite. Il Bhutan trasmette su 6035 kHz, di per sé un canale libero a quell'ora, slot di trasmissione in lingua dzongkha, ma risente dell'interferenza di "sforamento" (altrimenti nota come "splatter") che arriva da 6030 kHz, frequenza occupata da Radio Japan in inglese attraverso un ripetitore britannico dieci volte più potente. Per registrare in modo decente il Bhutan è risultato indispensabile sintonizzare i 6035 in modalità USB, sfruttando così un circuito di demodulazione più efficiente, che riduce i disturbi provenienti, per così dire, dal basso. Se lo splatter fosse arrivato da 6040 kHz, cinque kilohertz più in alto, la modalità di ricezione sarebbe stata in LSB, banda laterale inferiore. Un principio generale che facilita l'ascolto di segnali deboli modulati in ampiezza ma è legato all'uso di ricevitori di una certa qualità e a una maggiore pazienza nella sintonia.


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