15 giugno 2009

USA, le incerte prospettive della mobile TV

Il passaggio al digitale della tv apre (forse) nuovi spazi di opportunità per l'avventura televisiva mobile di Qualcomm, il servizio Flo TV. Qualcomm, costruttore di chipset per telefonini, si è assicurata la frequenza del canale UHF 55 per diffondere contenuti televisivi e audio con il sistema proprietario MediaFlo. Ma Flo TV non sarà la sola. MobiTV sfrutta direttamente l'infrastruttura cellulare per fare televisione mobile, mentre un provider come Transpera distribuisce contenuti video scaricabili in differita, finanziandosi con la pubblicità e quindi senza abbonamento.
Ci sono problemi di banda, scarsità di terminali compatibili e generale disinteresse da parte di un pubblico che forse trova il giochino della tv mobile divertente nei primi tempi e poi si disaffeziona. Ma gli operatori continuano a essere ottimisti e dicono che entro 3 anni la tv mobile sarà una realtà consolidata. Molto bello l'articolo dell'LA Times che fa il punto sulla situazione attuale.

Broadcasters compete to put TV on cellphones

The digital switch will let live video be sent to mobile devices -- phones, computers, car systems -- on the newly available analog spectrum. Contenders include MobiTV, Qualcomm's Flo TV and Transpera

By Alana Semuels
June 9, 2009

The digital switch is the end of one TV era, but broadcasters and device companies hope it's opening up another. Their vision for the future: a world in which we access live television not just on big screens in our living rooms, but also on cellphones and computers and in cars.
On Thursday, when stations will be required to broadcast through digital rather than analog signals, some companies will use the broadcast spectrum freed by the switch to transmit live television to cellphones and other portable devices. Shows and live video clips are already available on some phones, but this heats up competition as broadcasters and cellphone companies vie to turn the feature into a must-have. "This is one of about six or seven or eight things people are going to use their phone for," said Rob Hyatt, executive director of premium content at AT&T Inc.
About 13 million people watched video on their cellphones in the first three months of this year, which is about 6% of all mobile subscribers, according to Nielsen Co. That's a 50% increase over the same time last year. The feature might not take off -- Virgin Mobile yanked its cellphone TV offerings in Britain in 2007, saying not enough subscribers had expressed interest. But most carriers today are betting that it will. What's still to be determined is which service will prevail.
San Diego-based Qualcomm Inc. hopes consumers will use Flo TV, which it's been building since 2003. On Friday, the availability of more bandwidth will enable Flo TV to double the number of mobile customers it can reach. Broadcasters will be pushing customers to use service provided by the Open Mobile Video Coalition, a group that represents more than 28 station groups in the U.S. and will broadcast local TV to mobile handsets, netbooks and MP3 players.
Some early adopters are already using MobiTV, a service from the eponymous Emeryville, Calif., company that provides on-demand video and live TV over a carrier's data network rather than over a television spectrum. For Qualcomm, the stakes are high. It invested at least $800 million in building the Flo TV network, hoping to drive demand for the chips it makes. Qualcomm began working on the network after paying $38 million in a federal auction in 2003 for Channel 55, a UHF frequency that becomes available for use Friday. "What we see is that people are on the go and have the need for immediate gratification," said Bill Stone, president of Flo TV Inc., which is a wholly owned subsidiary of Qualcomm.
(continua)

13 giugno 2009

Lo switchover televisivo USA visto dall'interno

Ho avuto una interessante conversazione con Benn Kobb, grande esperto di gestione dello spettro delle radiofrequenze e autore fino a poco fa (ora Benn sta lavorando su altri fronti) di un sito - attualmente in standby - dedicato al sistema Digital Radio Mondiale, a proposito della transizione alla tv digitale negli Stati Uniti. Una transizione perfezionata ieri, venerdì 12 giugno. Nella finestra di chat su GTalk Benn mi ha riferito che molti americani, colti di sorpresa malgrado il forte impegno del governo e della FCC, non sono ancora attrezzati per ricevere i segnali digitali ed è prevedibile che molti rinuncino del tutto alla televisione terrestre. Benn mi ha fatto ridere raccontando che tre anni fa prese parte a una iniziativa della sua contea per il riciclaggio dei vecchi televisori, portando il suo apparecchio a far rottamare. "Da allora non posseggo televisori", mi dice, anche se ora avrebbe la tentazione di prendere un tuner digitale per il suo Macintosh in modo da potersi sintonizzare su MHz Networks, un distributore di programmi televisivi internazionali di Washington D.C. che si propone come alternativa alla rete PBS pubblica. Gran bella cosa questo canale televisivo, andate a guardarvi il sito. Il palinsesto di MHz Networks "programming for globally-minded people in the US" prevede anche il terzo ciclo de La Piovra.
Mettendo da parte il suo particolare caso di massmediologo, negli Stati Uniti continuano a operare 1.700 stazioni televisive "hertziane" viste da parecchi milioni di famiglie e secondo alcuni studi ci sarebbero quasi 3 milioni di case, pari al 2,5% dell'audience televisiva complessiva che non si sono adeguate allo switchover acquistando un televisore digitale o un decoder. Il governo ha finanziato il passaggio al digitale offrendo coupon da 40 dollari per l'acquisto dei decoder (massimo due per famiglia) e l'entrata in vigore del nuovo sistema è slittata di qualche mese perché a un certo punto l'amministrazione Obama ha dovuto cercare nuovi fondi per questi sussidi. Benn mi suggerisce di leggere gli articoli del New York Times per farmi un'idea e quella che segue è una selezione dei titoli più interessanti. Vi incollo anche un estratto da uno di questi articoli con qualche cifra che può essere utile a confrontare la situazione negli USA con la nostra in Italia.

http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/subjects/d/digital_television_transition/index.html (rassegna completa di articoli attuali e di archivio)

http://nytimes.com/aponline/2009/06/12/business/AP-US-TEC-Digital-TV-Transition.html

http://mediadecoder.blogs.nytimes.com/2009/06/13/at-midnight-analog-age-of-television-ends/

http://gadgetwise.blogs.nytimes.com/2009/06/12/a-small-victory-over-the-digital-tv-gremlins/

http://gadgetwise.blogs.nytimes.com/2009/06/12/help-i-have-no-tv-picture/

http://gadgetwise.blogs.nytimes.com/2009/05/29/millions-still-not-ready-for-digital-tv/ (con i commenti)
The shutdown of analog channels opens part of the airwaves for modern applications like wireless broadband and TV services for cell phones. The government reaped $19.6 billion last year by selling some of the freed-up frequencies, with AT&T Inc. and Verizon Wireless the biggest buyers.
The shutdown was originally scheduled for Feb. 17, but the government's fund for converter box coupons ran out of money in early January, prompting the incoming Obama administration to push for a delay. The converter box program got additional funding in the national stimulus package.
Research firm SmithGeiger LLC said Thursday that about 2.2 million households were still unprepared as of last week. Sponsored by the broadcasters' association, it surveyed 948 households that relied on antennas and found that 1 in 8 did not have a digital TV or digital converter box.
Nielsen Co., which measures TV ratings from a wide panel of households, put the number of unready homes at 2.8 million, or 2.5 percent of the total television market, as of Sunday. In February, the number was 5.8 million.
Both the Nielsen and SmithGeiger surveys counted households as unprepared even if they have taken some steps toward getting digital signals, like ordering a converter box coupon.
Nearly half of the nation's 1,760 full-power TV stations had already cut their analog signals even before Friday, mostly in less populated areas

Quello verso la tv digitale è stato un percorso molto lungo e il governo americano negli ultimi due anni si è impegnato molto per illustrare ai cittadini le fasi della transizione e le operazioni tecniche da perfezionare. Anche il sistema Advanced Television soffre degli stessi problemi di minor copertura e di possibile sostituzione delle antenne sui tetti. Parte di questo sforzo è stato coordinato sul Web con il sito DTV.gov e con un call center telefonico, ma Benn mi ha raccontato che in queste settimane squadre di tecnici pagate dall'amministrazione girano addirittura nelle case per aiutare le persone anziane, le minoranze etniche e tutti quelli che possono avere dei problemi. A pesare su un quadro tecnicamente difficile, dice Benn, c'è anche una questione qualitativa: «qui da noi la programmazione della tv terrestre è orribile.»
La parte più interessante della chiacchierata con Benn riguarda le motivazioni di questo passaggio al digitale. Benn mi ha detto che la versione ufficiale della FCC è che la digitalizzazione della tv consente di liberare frequenze che possono essere destinate alle comunicazioni di emergenza, per un migliore coordinamento dell'azione delle forze di polizia e di pronto intervento. Un problema molto sentito negli USA a causa dell'estensione geografica e della frammentazione dei diversi organismi interessati. Da sempre le stazioni televisive rappresentate dalla National Association of Broadcasters giocano a braccio di ferro con gli utenti della "land mobile radio", i walkie-talkie per intendersi, e con la telefonia cellulare per contendersi le frequenze UHF. Dopo che è stata presa la decisione di adottare la tv digitale si è aggiunta anche la possibilità di offrire servizi Internet senza-fili a larga banda e infatti l'amministrazione ha già incassato lo scorso anno quasi 20 miliardi di dollari dagli operatori di telecomunicazioni. Secondo Benn la FCC va dicendo che la polizia e tutti gli altri avranno le loro frequenze, ma in realtà non ci sarebbero soldi sufficienti per costruire reti di dimensioni nazionali, senza contare che gli organismi che adottano le nuove frequenze intorno 800 MHz riscontrano che con queste frequenze non riescono a coprire bene le loro giurisdizioni con i loro servizi radio, rischiando di determinare gravi situazioni di pericolo.
Dieci anni fa la storia della decisione in materia di tv digitale è stata raccontata da un giornalista del New York Times che oggi insegna alla Stanford University, Joel Brinkley, in un libro intitolato Defining Vision. Nel suo lavoro Brinkley racconta di come la National Association of Broadcaster e alcune aziende e laboratori famosi sono riusciti a convincere il Congresso e le varie amministrazioni della necessitò di passare a una televisione più moderna anche per vincere la concorrenza tecnologica straniera. «Una decisione che avrebbe dovuto salvare la tv, oggi rischia di ammazzarla,» ha concluso Benn. «C'è chi rinuncia del tutto alla televisione, che attraversa una difficile momento sul piano finanziario. Anche la pubblicità comincia a diventare economicamente messa in forse rispetto ad altre forme di comunicazione commerciale.» Quando la tecnologia si sposa a complessi inqudramenti giuridici e regolamentari, il rischio è sempre quello: le due velocità. La tecnologia corre, la legge arranca e la politica, invece di cercare di conciliare, spesso fa solo l'interesse proprio o della lobby più forte. In Europa come negli Stati Uniti, la tv digitale sembra essere diventata un caso di studio di questo impossibile compromesso e il fatto che l'intero settore della radiofonia possa rimanere invischiato nella stessa palude non può farci molto piacere.

Cinque nazioni tra cui l'Italia "promuovono" il T-DMB

I rappresentanti di cinque nazioni europee tra cui l'Italia (insieme a Malta, Norvegia, Paesi Bassi e Regno Unito) hanno costituito l'International DMB Advancement Group, un consorzio per la promozione dello standard T-DMB come piattaforma di distribuzione della tv digitale mobile. Non avendo reperito informazioni di contatto su questo consorzio non so dove sia basato ma a farne parte sarebbero DigiBNetwork di Malta (una rete di radiofonia digitale DAB+ che a quanto ne so non è ancora partita), Mobiele TV Nederland (MTVNL), Norwegian Mobile TV Corporation (NMTV), RAI e The Technology Partnership (UK), una società interessata agli aspetti della componentistica e del software. La copertura mediatica che ha avuto la notizia è abbastanza estesa tra i siti Web specializzati ma nel testo che riporto qui da Telecoms.com si dice che la mobile tv ha avuto successo in Corea del Nord... Il che la dice lunga sull'effettivo impatto che certe sperimentazioni hanno sull'opinione pubblica, giornalisti inclusi. Non si capisce bene tra l'altro in che senso il Regno Unito abbia adottato il T-DMB perché la nazione del DAB aveva apertamente polemizzato in Europa con le decisioni favorevoli al DMB prese in Francia. L'ultimo test T-DMB annunciato in Inghilterra risale al 2006 su Londra, in occasione dei campionati di calcio e con tutta probabilità non ha è mai andato al di là di qualche comunicato stampa di aziende (sud)coreane che a quell'epoca ancora non avevano perso troppi soldi con questo giocattolo hi-tech.
Invece il mese scorso in Norvegia - dopo che a febbraio in Olanda ha cominciato a trasmettere in DMB un concorrente di KPN che usa il DVB-H - è stato lanciato un servizio, MiniTV, da una joint venture di cui fa parte anche NRK. Come sempre rimango piuttosto scettico sulle potenzialità di questo mezzo, considerata la scarsità dei ricevitori T-DMB disponibili sul mercato e una propensione da parte degli acquirenti, che a me sembrano a dir poco gelidi su queste tematiche. Questo continuo gioco al rilancio di una tecnologia che sembra interessare solo a un paio di costruttori coreani che in modo del tutto evidente non riescono neppure a presidiare il mercato con un numero e una varietà sufficienti di dispositivi, mi sembra un inutile stillicidio oltre che una solenne presa in giro. Nessuno è riuscito a dimostrare - finora - che la tv mobile ha un mercato sostenibile e tutti questi consorzi "promotori" non hanno mai avuto nessuna utilità.

Europe pushes for DMB mobile TV rollouts
June 12, 2009 Written by James Middleton


Five European countries this week established a coalition to push mobile TV services over the DMB and DAB network standards.
The International DMB Advancement Group (IDAG) was founded by representatives from the Netherlands, Norway, the UK, Malta and Italy, with the goal of promoting TV, radio and data services via DMB, DAB and DAB+ with a nod towards enhanced functionality via other networks, such as 3G and wifi.
The group said it will focus on creating a bigger Pan-European market for DMB terminals through purchasing partnerships, collaborations with other companies and organizations, coordination of technical solutions and the development of business models.
“IDAG helps create a much bigger market for DMB related devices and services across Europe and beyond. The members will support each other’s services, ensure faster experience sharing and save time and money on coordination of systems and processes,” said Gunnar Garfors, president of IDAG and CEO of broadcaster NMTV, one of the members.
Last month Norway’s three biggest broadcasters announced the successful launch of six free-to-air TV channels via DMB.
The service, launched by the Norwegian Mobile TV Corporation (NMTV), is a joint venture between the Norwegian Broadcasting Corporation (NRK), TV 2 and Modern Times Group (MTG).
Licence-funded broadcaster NRK said that DMB is seen as the best technology in Norway due to its cost efficient coverage of large and rural areas. DMB receivers are also compatible with DAB digital radio that is available to 80 per cent of the population in Norway.
By using a MiniTV receiver or compatible mobile handset, the free-to-air channels can be received in and around Greater Oslo while on the move.
The TV channels on offer are NRK1, NRK2, NRK3, TV 2, TV 2 News 24 and Viasat TV 3. A further 15 DAB digital radio channels can also be received by all DMB handsets, and additional services providing interactivity, traffic information and on demand programmes will be offered later in 2009.
NMTV’s DMB licence is valid until July 2011 and may be lengthened if the initial period proves a success. Public service broadcaster NRKs channels will remain free to air throughout the period, while the commercial owners TV 2 and MTG are planning to introduce pay TV channels.
With pricing seen as one of the main obstacles, mobile TV has largely failed to gain traction outside of Japan and North Korea, where the free to air terrestrial TV model has proved popular, so it will be interesting to see how well Norway’s offering is received. The Netherlands and Malta will launch DMB services later in 2009, while Italy and the UK are currently testing DMB on a smaller scale.

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Norway launches mobile TV via DMB
By Robert Briel | May 18, 2009

Norway has launched a mobile TV platform using the DMB system to broadcast six free-to-air channels. The Norwegian Minister of Culture, Trond Giske, opened the MiniTV service.
Launched by the Norwegian Mobile TV Corporation (NMTV), MiniTV is a joint venture between the three largest broadcasters in Norway: the public broadcaster NRK, TV 2 and Modern Times Group (MTG).
By using a MiniTV receiver, the live channels can be viewed in and around Greater Oslo. Last summer, Norway decided to adopt the DMB standard for mobile TV broadcast (see Broadband TV News passim).
“The fact that three broadcasters together are building a new service while competing on content is groundbreaking. NMTV delivers MiniTV on the terms of the users, not only mobile phone TV.” said Gunnar Garfors, CEO of NMTV, in a statement.
The TV channels offered are NRK1, NRK2, NRK3, TV 2, TV 2 News 24 and Viasat TV3. In addition 15 DAB digital radio channels can also be received by all DMB handsets. Additional services providing interactivity, traffic information and on-demand programmes will be offered later in 2009.
NMTV’s DMB licence is valid until July 2011 and may be extended if the initial period proves a success. The NRK channels will remain free-to-air throughout the period, while the commercial owners TV 2 and MTG are planning to introduce pay-TV channels.
DMB receivers are already on sale in a number of stores throughout the city and new products from other brands are expected in the summer.
TV via DMB is currently available in South Korea, China, Italy and Ghana with tests of the technology taking place in many more countries worldwide. Both The Netherlands and France will also launch DMB in 2009. The service in Holland will be launched by Mobiele TV Nederland and will be in competition with the DVB-H platform operated by KPN.


12 giugno 2009

Onde corte e medie, risveglio italiano

Sono giorni di grande fervore nelle bande italiane delle onde medie e delle onde corte, dove gli appassionati segnalano ogni giorno una novità. Su 1566 kHz è attivo da qualche tempo un impianto in onde medie che diffonde dal Veneto i programmi di Radio Challenger, collegata all'omonimo canale televisivo satellitare del pacchetto Sky (canale 922 di Challenger TV. E' una delle iniziative che animeranno le onde medie non solo in Veneto ma anche a Roma e a quanto sembra in altre parti di Italia e spero di potervene parlare in dettaglio tra poco.
L'altra segnalazione riguarda la banda pirata dei 48 metri dove in questi giorni è spuntata Radio Amica, una stazione non autorizzata che diffonde un ottimo segnale dai dintorni di Bologna. Le prime notizie arrivano dall'amico Leonardo e dal suo recente blog Appunti DX oltre che da una conferma di ricezione appena arrivata ad Andrea Borgnino. Seguivo con lui questa mattina lo stream di Radio Amica ricevuto a Roma con il ricevitore controllato via Web della RAI e in effetti la qualità era molto buona per un segnale emesso con 500 watt di potenza. Radio Amica (questo l'indirizzo di un suo blog, forse ufficioso) trasmette su 6270 kHz e può essere contattata via mail su radioamica (at) gmail (dot) com. Il responsabile dell'emittente, Michele, dice di voler essere attivo principalmente nei finesettimana a partire da venerdì sera. Michela rivela anche di essere stato l'animatore diverso tempo fa di una Radio Amica su 1494 kHz, anche se a me risulta che su quella frequenza una decina di anni fa operasse da Bologna una certa Radio Pane, Burro e Marmellata. 6270 kHz può essere una frequenza un po' critica qui nel bacino del Mediterraneo perché è ancora utilizzata dai servizi marittimi che potrebbero non gradire le interferenze. In bocca al lupo, allora.

Riordino canali televisivi, a rischio il DAB+ su Roma?

Il 25 giugno verranno spenti gli impianti DAB di Roma Monte Mario? E che ne sarà degli altri impianti DAB romani? Ieri l'amico Fabrizio, di Techno, mi scrive per riportare l'intervento apparso sul gruppo di discussione it.media.tv.digitale-terrestre:
Il 25/6 fanno la ricanalizzazione VHF europea: 8 canali da 7 MHz sull'antenne di Monte Mario - Roma e spengono le radio DAB. Hanno anche scritto che loro non sanno che frequenze useranno per lo switch-off perchè è il ministero dello sviluppo economico che deve attribuire le frequenze ed è indietro con i lavori.
Su Monte Mario secondo RaiWay dovrebbe essere attivo proprio l'impianto della sperimentazione DAB+/DMB. Stamane ho chiesto a un altro mio contatto romano, l'informatissimo Francesco, e il segnale è per il momento ancora attivo. Secondo Francesco l'annuncio sarebbe «preoccupante, se lo dice RaiWay. Il DAB/DAB+/T-DMB (Rai+ altri) sta in un "interstizio" tra frequenze TV in VHF, il canale 6A. Gli altri due multiplex sono 8D e 9D, mentre il DAB dovrebbe (??!!) usare il canale 12 e uno zinzino di 13 (13 A)».
Ecco un'altra conseguenza del riordino delle frequenze televisive legato sia al passaggio al digitale terrestre, sia all'adeguamento alla canalizzazione europea, sia, infine, all'attivazione della rete nazionale di Europa 7. Il DAB, che opera su frequenze in banda III contigue alle canalizzazioni televisive, rischia di subire anche queste ripercussioni, come se non bastassero le storiche vicissitudini di clandestinità di questa sfortunata tecnologia.

1909: quando Charles Herrold accese la radio

Nell'anno centenario del Nobel marconiano trovo molto appropriato parlare delle celebrazioni dei cento anni di attività della stazione radio all news KCBS di San Francisco, che si considera diretta erede dell'avventura di Charles Herrold, imprenditore di una Silicon Valley ancora in embrione ma già lanciata sul fronte più avanzato delle tecnologie. Gli storici della radio, con in testa il docente dell'università d San Jose Mike Adams (nel 2007 ho parlato di un suo libro su questo sconosciuto inventore), hanno stabilito che Herrold fu il vero precursore della radiofonia commerciale negli USA, almeno quindici anni prima di quelle che fino a poco fa erano considerate le "prime" stazioni radio degli anni Venti (in particolare KDKA di Philadelphia). Come ha riferito in questi giorni il Mercury News, organo ufficiale della Valley, la città di San Jose ha organizzato una serie di manifestazioni per ricordare le trasmissioni sonore che Herrold, sulla scia del terremoto del 1906, iniziava a sperimentare nel 1908, per iniziare poi con i primi "programmi" nel 1909. Verrà anche organizzata una mostra speciale presso il Tech Museum of Innovation, dove una installazione racconta quell'avventura iniziata a San Jose con un impianto che in seguito ad alcuni passaggi di proprietà venne traslocato nel centro di San Francisco, qualche decina di miglia più a nord e cambiò la vecchia sigla KQW nel 1949. La pagina del centenario messa online da KCBS è davvero imperdibile, visitatela a questo indirizzo e iscrivetevi al podcast. Sul personaggio Charles Herrold Mike Adams ha realizzato un sito altrettanto ben fatto.

KCBS marking 100th anniversary of first radio broadcast in San Jose
By Sal Pizarro Mercury News
06/10/2009

Before the days of CDs, iTunes and podcasts, there was always radio. And a celebration of the 100th anniversary of the first radio broadcast is planned for today in downtown San Jose.
Charles "Doc" Herrold made that first broadcast from San Fernando and South First streets, where the Knight Ridder building now stands.
Appropriately enough, KCBS, the descendant of Herrold's station, has its South Bay bureau there. The public is invited as anchors Stan Bunger and Rebecca Corral broadcast live from the nearby Circle of Palms from noon to 1 p.m. to commemorate the event.
Mike Adams, the associate dean of humanities at San Jose State University and author of a book on Herrold, will be on hand, along with Mayor Chuck Reed and Jim True, Herrold's grandson.
Afterward, radio buffs can head to the Tech Museum of Innovation to see a new exhibit, curated by History San Jose, on Herrold and the history of KCBS.

12 giugno, la tv USA in digitale cambia anche la radio

Se si esclude la ricezione dei segnali televisivi terrestri a lunga distanza, quella che avviene in questi mesi tardoprimaverili-estivi in modalità propagativa E sporadico, non mi capita spesso di parlare qui di televisione. Ma sto leggendo in queste ore le cronache del passaggio alla tv terrestre digitale negli Stati Uniti e mi sembra giusto soffermarmi su questo avvenimento di portata storica. Il 12 giugno le televisioni locali americane che trasmettono via etere devono effettuare l'operazione di switch over. Da questa data, i telespettatori dovranno utilizzare apparecchiature compatibili con il sistema Advanced TV, proprio come noi italiani prima o poi dovremo servirci di televisori DVB-T. Dovranno essere televisori nuovi, con decoder digitale integrato, o apparecchi collegati a decoder esterni. Negli Stati Uniti la tv terrestre non è dominante come da noi, schiacciata com'è tra cavo e satellite, ma fino al 12 giugno chi voleva seguire notiziari televisivi locali e programmi dedicati alla propria comunità doveva accendere il televisore "normale". Nei miei viaggi di lavoro in USA mi è capitato di toccare con mano il funzionamento di certi stili di consumo televisivo quando a Los Angeles mi capitò di scendere in un albergo molto elegante e di trovare in bagno un minuscolo televisorino in bianco e nero sintonizzabile su alcune stazioni locali.
Forse non ce ne rendiamo conto molto bene neppure noi, ma il digitale rischia di avere un impatto molto forte anche da noi, dove la televisione terrestre non si limita a essere "dominante". Qui la tv è un formidabile strumento di creazione di consenso politico, anzi diciamola tutta: è un formidabile strumento di condizionamento politico, culturale e sociale che come collettività abbiamo deciso, in modo scellerato, di mettere nelle mani di pochissime persone, lasciando che una di queste persone potesse contemporaneamente prendere in mano un potere politico-amministrativo molto, troppo ampio. Ma io comincio a chiedermi che cosa succederà adesso. Che ne sarà dei due, tre, quattro televisori che i 14 milioni di famiglie italiane hanno in casa? Verranno tutti resi compatibili con il digitale terrestre? Quali conseguenze avrà la percentuale di televisori che inevitabilmente resteranno tagliati fuori, almeno per un certo periodo di tempo?
Ma torniano agli Stati Uniti, dove lo switch over al digitale comincia ad avere conseguenze anche nel mercato dei ricevitori radio. Il consumatore americano è sempre stato abituato ad acquistare apparecchi radio dotati di stadi di ricezione in onde medie (AM) e FM per le stazioni locali e molto spesso capaci di ricevere anche le frequenze dell'audio televisivo in banda VHF. Era un buon modo per consentire l'accesso a tutte le possibili fonti di notizie locali. Forse ci sarà chi troverà il modo e i componenti adeguati per fabbricare radio capaci di sintonizzarsi sull'audio di Advanced Tv, ma intanto un marchio specializzato in apparecchi radio di una certa qualità e prezzo, CCrane, ha pensato bene di sostituire, nel nuovo modello CCRadio2, la ricezione in banda televisiva analogica con quella nella banda radioamatoriale dei 2 metri, i 144 MHz in VHF/FM. Ora la banda "HAM" - per radioamatore non per prosciutto - campeggia sul display numerico di questo ricevitore classico, "da cucina" e portatile, insieme ad AM FM e banda VHF "weather" con i canali che trasmettono i bollettini meteo in caso di allarme-uragano (una funzione fondamentale negli stati più meridionali). Leggendo le informazioni sul sito della CCrane, le motivazioni per l'aggiunta della banda dei 2 metri sono molto simili. La radio funziona a batteria e in certe situazioni di emergenza potersi sintonizzare sui ponti radio amatoriali dei 2 metri può essere molto utile perché è lì che i radioamatori - anche quelli italiani -effettuano i loro collegamenti nel loro ruolo di supporto alla protezione civile. E' un piccolo grande segno di quanto possa essere ancora importante l'umile invenzione della radio.

10 giugno 2009

Radio e Musica, Torino si prepara al Prix Italia


Domani alle 16.00 presso il Laboratorio Multimediale G. Quazza in via Sant'Ottavio 20 a Torino si tiene il secondo di una serie di tre incontri preparatori "crossmediali" del Prix Italia, che quest'anno si terrà all'ombra della Mole (20-26 settembre). Domani è la volta del tema "Radio e Musica" e a parlare è atteso Michele Dall'Ongaro sovrintendente dell'Orchestra sinfonica nazionale RAI e producer di uno dei programmi vincitori del Prix 2008, "La Musica Nascosta". Si tratta di un "radiofilm" sceneggiato da Tiziano Scarpa, musicato e diretto da Michele Tadini [NdR del 14 giugno - mi scuso con Dall'Ongaro e Tadini per gli errori di attribuzione nella prima versione di questo post] e interpretato da Claudio Bisio, che ha per protagonista un conduttore radiofonico alle prese con un impenetrabile programma-quiz musicale, i cui ascoltatori cercano invano di indovinare un "particolare misterioso". Il programma è andato in onda il 5 ottobre scorso su Radio 3 e a me piacerebbe molto sentirlo perché a Cagliari, sede della scorsa edizione del Prix Italia me l'ero proprio perso. Forse qualcuno tra le amiche e gli amici collezionisti di podcast è in grado di darmi una mano?
In ogni caso ecco una breve scheda dell'incontro di domani. Il prossimo e ultimo, tutto dedicato al Web, è previsto il 10 settembre alla stessa ora. Il video del precedente evento sono online sul sito del DAMS di Torino quindi presumo che anche questo verrà debitamente ripreso e pubblicato. I ragazzi del Laboratorio Quazza sono davvero in gamba, farci una capatina vale sicuramente il viaggio.
Giovedì 11 giugno 2009, ore 16

Michele Dall’Ongaro, sovrintendente dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI

MUSICHE E RADIO

Il vincitore della scorsa edizione del Prix per il settore radiofonico incrocia
progetto e messa in onda per una sceneggiatura creativa e una musica innovativa
che possa e sappia coinvolgere l’ascoltatore…

Niente FM per iPhone, che "sente" la radio in altro modo

E così niente radio FM per l'iPhone. La terza versione dell'ultrasmartphone di Apple, annunciata in questi giorni, avrebbe dovuto incorporare - secondo molti "rumoristi" della mela, come Apple Insider che aveva addirittura scovato nell'ultima release di iTunes, la 8.2 stringhe di codice che facevano pensare alla possibilità di "taggare" e acquistare le canzoni ascoltate via radio - un chip multistandard che oltre a supportare le connessioni wifi integrava un rice-trasmettitore 88-108 MHz.
Sto leggendo i commenti delle newsletter specializzate americane e nessuno degli esperti di radiofonia commerciale sembra particolarmente sorpreso. Quella di Apple è una strategia soprattutto commerciale e vincolata a quella degli operatori. La radio FM è ancora una tecnologia gratuita. Forse avrebbe senso per Apple buttarsi nella radio digitale HD Radio/IBOC e io personalmente non escludo che lo faccia, anche se per ora mi sembra un terreno troppo inesplorato.
La rete invece, non è affatto un territorio inesplorato e Internet sta veicolando montagne di flussi musicali e radiofonici, verso iPhone, verso i pc e chissà quanti altri dispositivi (di Chumby ho appena parlato). Tanto che mentre la conferenza degli sviluppatori Apple magnificava la piattaforma iPhone 3.0 priva di FM, gli osservatori americani puntavano gli occhi su un'altra notizia che vi invito a leggere attraverso il comunicato ufficiale di Clear Channel, proprietaria di centinaia di stazioni AM/FM che proprio l'8 giugno ha rilasciato una dettagliata analisi dell'andamento delle sue attività digitali, inclusa l'applicazione per iPhone e Blackberry iHeartradio (350 stazioni sintonizzabili via Internet). Sono 22 milioni gli ascoltatori di programmi Clear Channel indigitale e gli indici di gradimento di iHeartradio sono fantastici se paragonati alle cifre delle altre applicazioni iPhone, che in genere stufano subito chi le ha scaricate il primo giorno. La radio Clear Channel su iPhone piace moltissimo, ma ancora una volta mi preme sottolineare che non viaggia sulle frequenze dell'FM, ma direttamente su IP. Leggete questo estratto dal press releas di Clear:
Users engaging with digital properties hit 22 million per month
In the first of its announcements, Clear Channel Radio revealed that its active, unique monthly audience across all of its digital properties now numbers 22 million, according to data from Omniture, Inc. The company also disclosed usage patterns for the full 12 months of 2008 and initial months of 2009.
In addition to industry-leading raw numbers, the company is showing strong gains in year-over-year audience growth.
The company also announced it's using Ando Media to measure size and behavior for its rapidly growing streaming audience. For some stations, online and mobile phone listening now amounts to an additional 15% in total listeners beyond the AM/FM broadcast.
Both Omniture and Ando are server-based measurements, meaning data is based on actual user activity instead of relying on panel-based methods. With real-time, validated measurement and behavioral data, Clear Channel Radio now offers unprecedented insight to both programmers and advertisers.
Separately, Clear Channel Radio and Ando Media announced today that results of a comprehensive audience survey – which saw an incredible 70% opt-in rate – will be available to advertisers immediately.
iheartradio mobile app thriving
Some of the company’s strongest gains are coming from its mobile platform. To date, more than two million unique users have downloaded the iheartradio application. Just recently, iheartradio spent 10 days as the #1 BlackBerry app and has remained in the top 20 since launch. For the iPhone and iPod Touch, the application consistently ranks in the top five among free music apps.
iheartradio’s user engagement is especially strong. According to data from Pinch Media (in a February 2009 study of more than 30 million downloads of free iPhone apps), engagement with the typical mobile application drops off precipitously within 30 days. Less than 5% of users who originally downloaded the app return to use it.
Clear Channel Radio is seeing exactly the opposite behavior with iheartradio. Some 80% of users have downloaded subsequent updates of the app from the iTunes App Store and a full 20% of those who have downloaded the app come back weekly.
In addition, iheartradio users are showing dramatically longer time spent with the app than the average user of mobile applications. A January 2009 study from Magid Associates pegged average time spent with all mobile apps at 39 minutes per week. iheartradio users listen an average of 99 minutes per week.

Amplificatori Norton, una spinta per i segnali lontani

L'ascolto di segnali lontani comporta spesso l'uso di antenne specifiche per le porzioni di frequenza che si intende esplorare connesse spesso e volentieri - specie nel caso delle onde medie, dove le soglie possono essere davvero molto basse - ad amplificatori a bassa cifra di rumore. Ho visto sui gruppi specializzati la segnalazione di un nuovo fornitore di questo tipo di dispositivi. E' una piccola azienda artigianale americana chiamata Clifton Laboratories. Nel suo catalogo si trova anche un amplificatore basato sul circuito di David Norton (descritto qui in un famoso articolo di Dallas Lankford). Vi suggerisco di dare un'occhiata al sito dei Clifton Labs perché le descrizioni sono dettagliatissime e molto comprensibili. Il preamplificatore, utilizzabile con antenne tipo Beverage, filari e EWE, costa 47 dollari e 50 in kit e 72 dollari già assemblato (senza contenitore).